La sofferenza di Cristo e la sovranità di Dio

Da Libri e Sermoni Biblici.

Versione delle 00:32, 27 lug 2011, autore: Steffmahr (Discussione | contributi)
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Quel che mi propongo di fare durante questa sessione finale è di glorificare Cristo nella sua sofferenza e, nel fare ciò, vorrei arrischiarmi nell'offrire la spiegazione biblica definitiva riguardo l'esistenza della sofferenza. E vorrei farlo in modo tale da indurre voi e me a sentirci liberi dagli effetti paralizzanti dello scoramento, dell'autocommiserazione, di paura e orgoglio, così da poter impegnare noi stessi - abili o disabili - a diffondere la convinzione della supremazia di Dio in ogni cosa (sofferenza inclusa), per la gioia di ogni persona attraverso Gesù Cristo.

La definitiva spiegazione biblica sull'esistenza della sofferenza

Credo che l'universo tutto esista per illustrare la grandezza della gloria della grazia di Dio. Avrei potuto dire più semplicemente che l'universo tutto esiste per dimostrare la grandezza della gloria di Dio. E ciò sarebbe vero, ma la Bibbia è più specifica. La gloria di Dio risplende più fulgida, più completa e più bella nella manifestazione della gloria della sua grazia. Dunque questo è il fine ultimo e la spiegazione finale di tutte le cose, compresa la sofferenza.

Dio decretò da tutta l'eternità la dimostrazione della grandezza della gloria della sua grazia per il diletto delle sue creature e ci rivelò che il fine ultimo e la spiegazione del perché esistano peccato e sofferenza, e del perché vi sia un grande Salvatore sofferente. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, s'incarnò per soffrire e morire e, tramite quella sofferenza e quella morte, salvare dei peccatori immeritevoli come voi e me. Questa incarnarzione per la sofferenza e la morte è la manifestazione suprema della grandezza della gloria della grazia di Dio, o per metterla in modo diverso, la morte di Cristo nella suprema sofferenza è la più alta, la più evidente, la più sicura illustrazione della gloria della grazia di Dio. Se questo è vero, ciò rivela una verità sorprendente, ovvero che la sofferenza è parte essenziale del creato, in cui la grandezza della gloria della grazia di Dio può venir pienamente rivelata. La sofferenza è una parte essenziale dell'arazzo dell'universo, così che la tessitura della grazia può essere vista per quel che è veramente.

Per dirla in parole più semplici e concrete: la ragione ultima per cui la sofferenza esiste nell'universo è di far sì che Cristo potesse mostrare la grandezza della gloria della grazia di Dio, soffrendo egli stesso per sconfiggere la nostra sofferenza. La sofferenza del Figlio di Dio, assolutamente innocente e infinitamente santo, invece di quella di peccatori affatto immeritevoli, per portarci a una gioia eterna, è la più grande dimostrazione della gloria della grazia di Dio che mai ci fu o mai potrebbe esserci.

Nel concepire un universo in cui mostrare la gloria della sua grazia, Dio non scelse il piano B. Quello era il momento, venerdì santo, per cui tutto nell'universo era stato pianificato. Non avrebbe potuto verificarsi una maggior dimostrazione della gloria della grazia di Dio di ciò che avvenne sul Calvario. Tutto quel che condusse lì e tutto quel che ne derivò, è spiegato da questo evento, compresa la sofferenza nel mondo.

Il sentiero biblico che conduce a questa verità

Percorrete con me, se lo desiderate, il sentiero biblico che mi ha condotto a tale verità. Adesso sembra che stia parlando di complessa teologia o filosofia, ma si tratta ben più di questo. È quello che le stesse parole delle Scritture chiaramente insegnano.

Rivelazione 13,8

Cominciamo con Rivelazione 13,8. Giovanni scrive: "E l'adoreranno [la bestia] tutti gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell'Agnello che è stato ucciso sin dalla fondazione del mondo". Questa è una buona traduzione, precisa e letterale. Ciò significa che prima che il mondo venisse creato, c'era un libro intitolato il "libro della vita dell'Agnello che è stato ucciso". L'Agnello è Gesù Cristo crocifisso. Il libro è il libro di Gesù Cristo crocifisso. Perciò, prima che Iddio creasse il mondo, egli previsto nel libro Gesù Cristo ucciso, e anche un popolo riscattato dal suo sangue. Dunque la sofferenza di Gesù non fu un ripensamento, come se l'opera della creazione non si svolgesse secondo quanto Dio aveva pianificato. Prima della fondazione del mondo, Dio aveva un libro intitolato "il libro della vita dell'Agnello che è stato ucciso". L'uccisione dell'Agnello era prevista prima che l'opera della creazione avesse inizio.

2 Timoteo 1,9

Ora esaminiamo 2 Timoteo 1,9. Paolo guarda indietro all'eternità prima dell'inizio dei tempi e dice: "[Dio] ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia che ci è stata data [cioè, egli ci diede tale grazia] in Cristo Gesù prima dell'inizio dei tempi". Dio ci diede la grazia [un favore immeritato, un favore per i peccatori, la grazia!] in Cristo Gesù prima dell'inizio dei tempi. Non eravamo ancora stati creati. Non esistevamo ancora così da poter peccare, ma Dio aveva già decretato che la grazia - una grazia "in Cristo", una grazia riscattata col sangue, una grazia che sconfigge il peccato - sarebbe giunta a noi in Cristo Gesù. Tutto questo prima della creazione del mondo.

Quindi c'è un "libro della vita dell'Agnello che è stato ucciso" e c'è una "grazia" che si riversa su peccatori immeritevoli che non sono ancora stati creati. E non trascurate la grandezza della parola "ucciso" (esphagmenou): "l'Agnello che è stato ucciso". Nel Nuovo Testamento viene usata soltanto dall'apostolo Giovanni e letteralmente significa "massacrato". Dunque abbiamo qui la sofferenza - il massacro del Figlio di Dio - nella mente e nel piano di Dio prima della fondazione del mondo. L'Agnello di Dio soffrirà. Sarà massacrato. Questo è il piano.

Perché? Vi darò il testo biblico che vi risponderà, ma lasciatemi sottolineare ancora: è perché il fine della creazione è la più completa, evidente, sicura dimostrazione della grandezza della gloria di Dio. E tale dimostrazione sarebbe il massacro dell'essere migliore dell'universo per milioni di peccatori immeritevoli. La sofferenza e la morte dell'Agnello di Dio nella storia è la miglior dimostrazione possibile della gloria della grazia di Dio. Questo perché Dio la pianificò prima della fondazione del mondo.

Efesini 1

Ecco il supporto biblico, prima da Efesini 1 e poi da Rivelazione 5. In Efesini 1,4 Paolo dice: "[Dio] in lui [cioè, in Cristo] ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui, nell’amore avendoci predestinati a essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà,
a lode della gloria della sua grazia". Lo scopo di tutta la storia della redenzione è di indurre la lode alla gloria della grazia di Dio.

Notate tuttavia come per due volte in questi versetti, Paolo dice che il piano avvenne "in Cristo" o "per mezzo di Cristo" prima della fondazione del mondo. Egli scrive nel versetto 4: Dio ci ha eletti in Cristo prima della fondazione del mondo per indurci a lodare la gloria della sua grazia. E nel versetto 5: Dio ha predestinato la nostra adozione per mezzo di Cristo prima della fondazione del mondo per indurci a lodare la gloria della sua grazia. Che cosa significa che eravamo eletti "in Cristo" e che la nostra adozione doveva avvenire "per mezzo di Cristo"? Sappiamo che, nella mente di Paolo, Cristo soffrì e morì come redentore così che potessimo venir adottati come figli di Dio (Galati 4,5). La nostra adozione non sarebbe potuta avvenire separatamente dalla morte di Cristo.

Perciò quel che Paolo vuole dire è che eleggerci "in Cristo" e pianificare di adottarci "per mezzo di Cristo", era pianificare la sofferenza e la morte di suo Figlio prima della fondazione del mondo. E i versetti 6, 12 e 14 rendono chiaro che lo scopo di tale piano era di indurre "la lode alla gloria della grazia di Dio". Questo è ciò che Dio si proponeva, ed è perché pianificò la sofferenza e la morte di suo Figlio per i peccatori prima della creazione del mondo.

Rivelazione 5,9-12

Ora esaminiamo il secondo supporto biblico da Rivelazione 5,9-12. Qui le miriadi in cielo stanno adorando l'Agnello proprio perché è stato ucciso, massacrato.

E cantavano un nuovo cantico dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione» ...
Quindi vidi e udii la voce intorno al trono ... miriadi di miriadi e di migliaia di migliaia: «Degno è l’Agnello, che è stato ucciso, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la benedizione!».

Le miriadi in cielo adorano non soltanto l'Agnello, bensì "l'Agnello che è stato ucciso". E cantano ancora questo cantico in Rivelazione 15,3. Perciò possiamo concludere che il punto centrale dell'adorazione in cielo per tutta l'eternità sarà la dimostrazione della gloria della grazia di Dio nell'Agnello massacrato. Gli angeli e tutti i redenti canteranno della sofferenza dell'Agnello per sempre. La sofferenza del Figlio di Dio non sarà mai dimenticata. La più grande sofferenza che mai fu sarà al centro della nostra adorazione e meraviglia per sempre. Questo non è un ripensamento di Dio. Questo è il piano da ben prima della fondazione del mondo.

Tutto il resto è subordinato a questo piano. Tutto il resto avviene per questo piano: la dimostrazione della grandezza della gloria della grazia di Dio nella sofferenza del Diletto è il fine della creazione e della continuità dell'universo.

Il mistero di Dio che preordina il peccato senza commetterlo

Capite che cosa questo comporti per il peccato e la sofferenza nell'universo? Secondo il piano divino Dio permette al peccato di entrare nel mondo. Dio stabilisce che ciò che odia riesca a passare. Non è peccaminoso da parte di Dio volere il peccato. Non abbiamo bisogno di sondare questo mistero. Possiamo ritenerci soddisfatti, dicendo sul peccato di Adamo ed Eva quel che Giuseppe disse sul peccato dei suoi fratelli, quando essi lo vendettero come schiavo: "Voi avete macchinato del male contro di me, ma Dio ha voluto farlo servire al bene" (Genesi 50,20).

Quanto a voi, Adamo ed Eva, voi avete macchinato del male contro Dio poiché lo avete rigettato come vostro Padre e Tesoro, ma oh, quale bene infinito ha egli pianificato per mezzo della vostra caduta! Il Seme della donna un giorno schiaccerà il capo del grande Serpente, e per mezzo della sua sofferenza egli mostrerà la grandezza della gloria della grazia di Dio. Voi non avete mandato all'aria il piano. Proprio come Giuseppe fu venduto peccaminosamente in schiavitù, voi avete venduto voi stessi per una mela. Siete caduti e ora la scena è pronta per la perfetta dimostrazione della grandezza della gloria della grazia di Dio.

Perché non soltanto il peccato entrò nel mondo, ma tramite il peccato sopraggiunsero sofferenza e morte. Paolo ci dice che Dio assoggettò il mondo alla vanità e alla corruzione sotto la sua santa maledizione. Ecco come descrive ciò in Romani 8,20-23:

La creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà, ma per colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Infatti noi sappiamo che fino a ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio. E non solo esso, ma anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito, soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente l’adozione, la redenzione del nostro corpo.

Quando il peccato entrò nel mondo, orribili, orribili cose seguirono. Malattie, vizi, disabilità, catastrofi naturali, atrocità umane - dal più piccolo dei neonati al più vecchio degli uomini, dalla canaglia più vile al più dolce dei santi - la sofferenza non guarda in faccia nessuno. Ecco perché Paolo dice in Romani 8,23: "Noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito, soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente l’adozione, la redenzione del nostro corpo".

Ezechiele ci dice che Dio non gode di questa sofferenza: "Com’è vero che io vivo», dice il Signore, l’Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell’empio»" (Ezechiele 33,11). Tuttavia il piano resta com'è e Geremia ci lascia intravvedere la misteriosa complessità della mente di Dio in Lamentazioni 3,32-33: "Se affligge, avrà compassione, secondo la moltitudine delle sue misericordie, poiché non è volentieri che umilia e affligge i figli degli uomini". Letteralmente: "Egli non affligge e umilia i figli degli uomini dal suo cuore [millibbô]". Egli determina la venuta della sofferenza - "se egli affligge" - e non gode delle sofferenze, bensì del grande scopo della creazione: la dimostrazione della gloria della grazia di Dio nella sofferenza di Cristo per la salvezza dei peccatori.

La scena è stata approntata. Il dramma della storia della redenzione comincia a svolgersi. Il peccato è ora in tutta la sua piena e mortale forza. La sofferenza e la morte sono presenti e pronte a consumare il Figlio di Dio allorché giungerà. Ora tutto è pronto per la più grande dimostrazione possibile della gloria della grazia di Dio.

Quindi, nella pienezza del tempo, Dio inviò suo Figlio nel mondo per soffrire al posto dei peccatori. Ogni dimensione della sua opera salvifica fu compiuta per mezzo della sofferenza. Nella vita e nella morte di Gesù Cristo, la sofferenza trova il suo fine ultimo e la sua definitiva spiegazione: la sofferenza esiste così che Cristo potesse mostrare la grandezza della gloria della grazia di Dio soffrendo in se stesso per sconfiggere la nostra sofferenza.

Tutto, tutto ciò che Cristo compì per noi peccatori, lo compì tramite la sofferenza. Tutto ciò di cui noi mai godremo ci verrà a causa della sofferenza.

La dimostrazione della gloria della grazia di Dio nei trionfi di Cristo tramite la sua sofferenza

Esaminiamo la dimostrazione della gloria della grazia di Dio nei trionfi di Cristo per mezzo della sua sofferenza.

1. Cristo assorbì l'ira di Dio per nostro conto e lo fece tramite la sofferenza.

Galati 3,13: "Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo diventato maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»)". L'ira di Dio che avrebbe dovuto causare la nostra eterna sofferenza ricadde su Cristo. Tale è la gloria della grazia che poteva venire soltanto tramite la sofferenza.

2. Cristo portò i nostri peccati e acquistò il nostro perdono e lo fece tramite la sofferenza.

1 Pietro 2,24: "Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno". Isaia 53,5: "Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità". I peccati che avrebbero dovuto schiacciarci sotto il peso della colpa furono trasferiti su Cristo. Tale è la gloria della grazia che poteva venire soltanto tramite la sofferenza.

3. Cristo ci fornì una perfetta giustizia che divenne nostra in lui e lo fece tramite la sofferenza.

Filippesi 2,7-8: "Svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini e, trovato nell’esteriore simile a un uomo, abbassò se stesso, divenendo obbidiente fino alla morte e alla morte di croce". L'obbedienza di Cristo tramite la quale molti sono costituiti giusti (Romani 5,19) doveva essere un'obbedienza fino alla morte, persino una morte di croce. Tale è la gloria della grazia che poteva venire soltanto tramite la sofferenza.

4. Cristo sconfisse la morte e lo fece soffrendo la morte.

Ebrei 2,14-15: "Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita". "O morte, dov’è il tuo dardo? O morte, dov’è la tua vittoria?" Il dardo della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Ma sia ringraziato Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo" (1 Corinzi 15,55). Tale è la gloria della grazia che poteva venire soltanto tramite la sofferenza.

5. Egli disarmò Satana e lo fece tramite la sofferenza.

Colossesi 2,14-15: "Egli ha annientato il documento fatto di ordinamenti, che era contro di noi e che ci era nemico, e l’ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; avendo quindi spogliato le potestà e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro in lui". Con l'elenco di tutte le nostre trasgressioni inchiodato alla croce e cancellato, il potere di Satana di distruggerci è venuto meno. Satana ha soltanto un'arma che può dannare all'inferno, il peccato senza perdono. Cristo ha strappato quest'arma dalle mani di Satana sulla croce. Tale è la gloria della grazia che poteva venire soltanto tramite la sofferenza.

6. Cristo acquistò una perfetta cura finale per tutta la sua gente e lo fece tramite la sofferenza.

Isaia 53,5: "Il castigo per cui abbiamo la pace è caduto su di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti". "L’Agnello, che è in mezzo al trono, li pascolerà e li guiderà alle vive fonti delle acque, e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi" (Rivelazione 7,17). L'Agnello venne massacrato e l'Agnello venne risuscitato dai morti, e l'Agnello, insieme con il Padre, asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi. Tale è la gloria della grazia che poteva venire soltanto tramite la sofferenza.

7. Cristo ci porterà infine a Dio e lo farà tramite la sofferenza.

1 Pietro 3,18: "Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio". Il trionfo ultimo della croce non è la libertà dai malanni, ma il sodalizio con Dio. Questo è ciò per cui fummo creati: vedere e assaporare e mostrare la gloria di Dio. Tale è la gloria della grazia che poteva venire soltanto tramite la sofferenza.

La ragione ultima del perché la sofferenza esiste

Il fine ultimo dell'universo è di mostrare la grandezza della gloria della grazia di Dio. La suprema, più evidente, più sicura dimostrazione di quella gloria è nella sofferenza del migliore degli Uomini nell'universo per milioni di peccatori immeritevoli. Perciò la ragione ultima dell'esistenza della sofferenza nell'universo è che Cristo potesse mostrare la grandezza della gloria della grazia di Dio soffrendo in se stesso per sconfiggere la nostra sofferenza e indurre la lode alla gloria della grazia di Dio.

O cristiani, ricordate ciò che Carl Ellis e David Powlison e Mark Talbot e Steve Saint e Joni Eareckson Tada hanno detto: tutti loro, a proprio modo, hanno detto che, sia pure abili o disabili, soffrendo per una perdita o godendo della compagnia dei nostri amici, nel dolore o nella gioia, tutti noi che crediamo in Cristo siamo immensamente ricchi in lui e abbiamo così tanto per cui vivere. Non sprecate la vostra vita. Assaporate le ricchezze che avete in Cristo e impegnatevi a qualunque costo per distribuire quelle ricchezze a questo mondo disperato.

Ripreso da "http://gospeltranslations.org/wiki/The_Suffering_of_Christ_and_the_Sovereignty_of_God"

Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2008, alle 22:26.