Il digiuno per la salvezza dei più piccoli

Da Libri e Sermoni Biblici.

Versione delle 18:09, 12 mar 2010, autore: Steffmahr (Discussione | contributi)
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English: Fasting for the Safety of the Little Ones

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Di John Piper su Il Digiuno
Una parte della serie A Hunger for God

Traduzione di Maria Giovanna Polito

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Esdra 8:21-23

E colà, presso il fiume Ahava, io bandii un digiuno per umiliarci nel cospetto del nostro Dio, per chiedergli un buon viaggio per noi, per i nostri bambini, e per tutto quello che ci apparteneva; perché, io mi vergognavo di chiedere al re una scorta armata e dei cavalieri per difenderci per strada dal nemico, giacché avevamo detto al re: “La mano del nostro Dio assiste tutti quelli che lo cercano; ma la sua potenza e la sua ira sono contro tutti quelli che l’abbandonano”. Così digiunammo e invocammo il nostro Dio a questo proposito, ed egli ci esaudì.

Questa mattina, il mio principale obiettivo non è quello di ripetere tutti gli argomenti che abbiamo consegnato nel corso degli anni predicando e scrivendo per difendere il movimento per la vita. Esistono delle ragioni bibliche, mediche, scientifiche, filosofiche, legali e psicologiche. Ma per me è sorprendente come, a mano a mano che gli anni passano e l’anniversario del caso Roe contro Wade si avvicina, compaiano nuove convalide degli argomenti antiabortisti, a causa dell’evidenza del peccato intrinseco dell’aborto che si richiede anche nel momento immediatamente precedente il parto.

Lasciatemene dare un esempio.

Un esempio attuale

È in corso un dibattito sulla raccolta degli organi dei bambini disabili, cioè coloro che sono anencefali – sono nati quasi privi di cervello e non possono condurre una vita normale, ma di solito muoiono nel giro di pochi giorni o settimane. Una persona ha detto: “La qualità della vita di questi neonati è talmente bassa che sarebbe eticamente giustificabile sacrificare qualche giorno della loro vita per salvare un’altra persona”.

Un ragionamento del genere è inquietante per tutte le persone disabili e anziane che sono sempre più vulnerabili rispetto a coloro che vorrebbero dettare quale tipo di qualità della vita la rende sacra e la difende dall’interruzione. Ma più importante per l’approccio antiabortista è il ragionamento dell’ACLU (Unione americana per i diritti civili) a favore della donazione degli organi (come il cuore) da parte dei neonati anencefali prima che muoiano di morte naturale.

Da decenni, i sostenitori del movimento per la vita discutono sul fatto che non esiste nessuna differenza morale significativa tra un bambino che si trova nell’utero e uno al di fuori di esso durante le settimane precedenti e seguenti il parto. In altre parole, è eccessivamente arbitrario, dal punto di vista del bambino, dire che è un aborto legale uccidere un bambino che si trova nell’utero, ma è un omicidio illegale uccidere un bambino subito dopo il parto. Questo ha rappresentato un valido argomento per il rispetto dei non nati.

Ora l’ACLU ha fatto proprio quest’argomento e l’ha praticamente difeso, ma in un senso totalmente contrario, cioè per giustificare l’uccisione di alcuni neonati subito dopo il parto. L’obiettivo è dimostrare che permettere l’interruzione di gravidanza fino al momento della nascita non è compatibile con la proibizione di interrompere la vita di un bambino anencefalo e utilizzare i suoi organi per salvare la vita di un altro.

Ecco le esatte parole del loro ragionamento:

Non avviene assolutamente nessun cambiamento morale significativo nel feto tra il momento immediatamente precedente e quello immediatamente seguente la nascita.

In altre parole, l’argomento che il movimento per la vita usa da anni è riconosciuto, ma utilizzato non per proteggere i non nati, ma per rimuovere la protezione dei neonati. Se non c’è differenza tra non nati e neonati e permettiamo l’aborto dei non nati, allora dovremmo permettere, in alcuni casi, anche l’uccisione dei nati – così l’ACLU.

Come entra in scena il digiuno

Proprio a questo punto entra in scena l’intensa solennità del digiuno nella Chiesta cristiana. O almeno vorrei introdurlo per noi. Questo tipo di ragionamento è davvero peccaminoso. Prendere una delle più ovvie ragioni per non permettere l’aborto a richiesta e usarla come giustificazione dell’infanticidio è ripugnante a livello morale. È un’altra prova del fatto che l’industria dell’aborto è circondata da una profonda oscurità che noi dobbiamo affrontare. Questo tipo di ragionamento è la prova di ciò che Paolo chiama l’abbandono da parte di Dio del suo popolo ad una “mente reproba” e oscura (Romani 1:28).

Ciò che voglio suggerire questa mattina è che forse la Chiesa cristiana non ha utilizzato tutte le risorse spirituali di cui disponiamo allo scopo di vincere questa oscurità. Abbiamo fatto ricorso al digiuno per ristabilire la ragione e la luce e per il bene dei più piccoli? Ammetto di non averlo digiunato specificamente, durante i miei anni di impegno antiabortista, per il rinnovamento morale e spirituale che richiede questa oscurità.

Non fraintendete

Credo nell’ampio ventaglio di attività non violente della causa antiabortista. E nella situazione attuale voglio sottolineare con enfasi non violente. Questa guerra non sarà vinta con le pallottole. Sarà vinta con semplicità, umiltà e sacrificio. Sarà vinta quando ci identificheremo con la sofferenza dei bambini piuttosto che coi fautori dell’aborto nella loro carneficina. E anche questo può essere una richiesta di un nuovo tipo di digiuno.

Credo che l’educazione sia buona e mi sono emozionato per il magnifico supplemento “E’ un neonato non una scelta” che è stato inviato via e-mail a 900.000 case ad ottobre e novembre dell’anno scorso. Questo è il tipo di attività educativa di cui c’è sempre più bisogno. Le parole di Gesù hanno molteplici applicazioni: “Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32).

Credo che l’azione politica degli antiabortisti sia buona. Dio ordina che i governi esistano per proteggere i popoli dalla violenza (Romani 13:3f). Per molti di noi questa fu la cosa più significativa e gratificante delle ultime elezioni. In tutto il paese, non un solo Senatore, membro della Camera o governatore antiabortista, repubblicano o democratico, fu sconfitto da uno sfidante abortista. Al contrario, circa 30 membri del Congresso a favore dell’aborto furono sconfitti dagli antiabortisti. Un dato che non ho sentito né letto sui mezzi di comunicazione – un altro esempio di oscurità.

In quarto luogo, credo nella crisi della cura della gravidanza. Per questa ragione, ho scelto di mettere un inserto di CareNet nel bollettino. L’obiettivo di questo progetto è la prevenzione attraverso la compassione verso le donne in difficoltà (Luca 7:48-50). Esistono centinaia di questi centri e gruppi nel paese. Le mani del popolo di Cristo sono tese, come alternative tangibili e realizzabili all’aborto.

E, in quinto luogo, credo nella parallela terapia psicologica. Donne su donne conoscono la verità nell’11° ora prima dell’appuntamento e sono persuase a salvare il proprio bambino e la propria coscienza (Corrispondente a Pro-Life Action Ministries, 612-771-1500).

Il fondo della faccenda è spirituale

Ma in fondo la faccenda che stiamo affrontando è spirituale – l’oscurità e la perversione del cuore e della mente umani. Ciò che suggerisco questa mattina è di considerare seriamente la chiamata al digiuno per il bene dei più piccoli. Cercare il Signore attraverso il digiuno per il rinnovamento misericordioso, potente, liberatore dello spirito umano che farebbe in modo che una persona si svegli e dica: “Come posso usare la somiglianza tra nati e non nati per giustificare la morte dei nati e la non protezione dei non nati? Non lo farò più. E mi rivolgerò al Signore, Gesù Cristo, per il perdono dei miei peccati e per una vita nuova”.

Il vero rinnovamento del cuore guarda a Gesù per il perdono di tutti i peccati e per il dono della vita eterna e il potere di camminare nel modo che soddisfa Dio. Il grido dei nostri cuori per questo risveglio di coscienza e di fede non sarebbe più completo, fervente e fecondo attraverso il digiuno? Non è quello che stiamo cercando in questi giorni?

Cosa successe al tempo di Esdra?

Ho tratto un’idea dalla storia di Esdra in Esdra 8:21-23. Permettetemi di darvi un contesto di formazione per questo testo in modo da poterlo ricevere con tutta la forza che Esdra gli trasmette.

Dio regna e muove gli imperi

Israele era stata mandata in esilio. Era lì da decenni. Era giunto il tempo del suo rinnovamento. Ma come poteva succedere? Si trattava di una piccola e indistinta minoranza etnica rispetto all’enorme impero persiano. La risposta è che Dio dirige gli imperi. E quando per il suo popolo viene il momento di muoversi, muove gli imperi. Di questo trattano i primi otto capitoli del libro di Esdra.

Vediamo prima Esdra 1:1-2

Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s’adempisse la parola dell’Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l’Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest’editto: “Così dice Ciro, re di Persia: L’Eterno, l’Iddio dei cieli, m’ha dato tutti i regni della terra, ed egli m’ha comandato di edificargli una casa a Gerusalemme, ch’è in Giuda”.

Dio aveva profetizzato attraverso Geremia che il popolo sarebbe tornato alla sua terra. Dio non lascia mai le sue profezie nell’incertezza che si compiano attraverso la mera volontà umana. Egli stesso agisce per compiere le sue predizioni. Per questo dice: “L’Eterno destò lo spirito di Ciro”. Ecco la risposta. Quando Dio è pronto a fare qualcosa di grandioso nel mondo, la può fare mediante un re persiano, un profeta o un antiabortista cristiano. La chiave sta nella sovranità assoluta di Dio sugli imperi del mondo.

Ecco quello che accade successivamente. Ritorna una prima ondata di rifugiati – circa 42.000. Iniziano a costruire il tempio. Ma i loro nemici in Giuda li contrastano e scrivono al nuovo imperatore, Artaserse, dicendogli che si sta edificando una città ribelle (4:12). In questo modo, Artaserse interrompe i lavori al tempio e sembra che i progetti di Dio siano vani.

Ma egli ha un piano diverso e migliore – Oh, capiamo che gli anni di carestia delle nostre vite ci prepareranno la benedizione di Dio! In Esdra 5:1, Dio invia due profeti, Aggeo e Zaccaria, che animano il popolo a riprendere la costruzione. I nemici usano la stessa tattica. Scrivono una lettera a Dario, il nuovo imperatore. Ma la lettera ha un effetto contrario e vediamo perché Dio aveva permesso la temporanea interruzione della costruzione.

Dario fa una ricerca negli archivi dell’impero e trova il decreto originale di Ciro che autorizzava la costruzione del tempio. In Esdra 6:7-8, risponde con la sorprendente notizia – senza preoccuparsi di ciò che avrebbero potuto chiedere o pensare. Dice ai nemici di Giuda:

Lasciate continuare i lavori di quella casa di Dio; il governatore dei Giudei e gli anziani dei Giudei riedifichino quella casa di Dio nel sito di prima. E questo è l’ordine ch’io do relativamente al vostro modo di procedere verso quegli anziani dei Giudei nella ricostruzione di quella casa di Dio: le spese, detratte dalle entrate del re provenienti dai tributi d’oltre il fiume, siano puntualmente pagate a quegli uomini, affinché i lavori non siano interrotti.

Che capovolgimento! Che magnifico Dio! Sembrava che i nemici avessero trionfato. Ma Dio stava semplicemente aspettando di agire sulle cose a tempo debito di modo che i nemici avrebbero non solo permesso il tempio, ma anche pagato per esso! Esdra 6:22 enuncia chiaramente il grande avvenimento: “L’Eterno aveva piegato in loro favore il cuore del re d’Assiria, in modo da fortificare le loro mani nell’opera della casa di Dio, dell’Iddio d’Israele”. Dio regna sui cuori dei re, degli imperatori, dei presidenti, dei senatori e dei rappresentanti del congresso – inclusi quelli di coloro che non credono.

Non giudicate il Signore con una debole ragione, ma credete in lui per la sua grazia. Dietro una provvidenza severa, nasconde un volto sorridente.

Oh, ecco la nostra lezione! Credete che lo sfortunato 1994 a Betlemme sia privo di un importante proposito di salvezza? No, se il nostro Dio è il Dio di Esdra! Credete che l’elezione di due anni fa di un presidente favorevole all’aborto sia priva di un importante proposito di una giustizia maggiore e più sbalorditiva di quanto possiamo immaginare? Il nostro Dio è il Dio di Esdra?!

Poi, Esdra mette in scena un flashback al regno di Artaserse. Il re invia Esdra e un gruppo di persone a Gerusalemme. Secondo Esdra7:6, il re Artaserse gli diede tutto ciò che voleva per il viaggio. Ora, perché il re che fermò la costruzione del tempio l’avrebbe fatto? Esdra ci risponde in 7:27. Dice: “Benedetto sia l’Eterno, l’Iddio dei nostri padri, che ha così disposto il cuore del re”. Dio l’ha fatto.

L’ha fatto con Ciro (1:1); l’ha fatto con Dario (6:22); e l’ha fatto con Artaserse (7:27). “Il cuore del re, nella mano dell’Eterno, è come un corso d’acqua; egli lo volge dovunque gli piace” (Proverbi 21:1). Dio regna sul mondo. Regna sulla storia. Non possiamo capire l’infinita saggezza delle sue decisioni (Romani 11:34-35). A noi tocca confidare, obbedire con gioia e adorarlo.

Il digiuno di Esdra

Ciò ci conduce a ciò che fece Esdra quando abbandonò la cattività per Gerusalemme. Non accettò una scorta armata per poter dimostrare ad Artaserse il potere e la lealtà di Dio nel proteggere il suo gruppo di persone. Invece dell’aiuto del re cercò l’aiuto di Dio e lo cercò mediante il digiuno. Esdra 8:21-23

E colà, presso il fiume Ahava, io bandii un digiuno per umiliarci nel cospetto del nostro Dio, per chiedergli un buon viaggio per noi, per i nostri bambini, e per tutto quello che ci apparteneva; 22 perché, io mi vergognavo di chiedere al re una scorta armata e dei cavalieri per difenderci per strada dal nemico, giacché avevamo detto al re: “La mano del nostro Dio assiste tutti quelli che lo cercano; ma la sua potenza e la sua ira sono contro tutti quelli che l’abbandonano”. 23 Così digiunammo e invocammo il nostro Dio a questo proposito, ed egli ci esaudì.

Al versetto 21, il digiuno è un gesto di umiltà – questo è il significato della nostra totale dipendenza da Dio per quello di cui abbiamo bisogno. “Presso il fiume Ahava, io bandii un digiuno per umiliarci”. E, credetemi, dipendiamo completamente da Dio se le menti oscure stanno per essere risvegliate alla luce della vita nella battaglia per la sua santificazione. Il ragionamento è cruciale. Ma a meno che la sovranità di Dio non muova la mente e il cuore (come successe con Ciro, Dario e Artaserse), il miglior ragionamento sarà con le spalle al muro e contorcendosi, come abbiamo visto all’inizio.

E, al versetto 23, il digiuno è espressione dell’invocazione di Dio come una questione di vita o di morte. “Così digiunammo e invocammo il nostro Dio”.

Il risultato si trova alla fine del versetto 23: “Egli ci esaudì”. E loro e i loro piccoli tornarono a casa sani e salvi.

Vi invito ad invocare il Signore con me sul posto che occupa il digiuno nell’uscita dall’oscurità che divora il nostro stato e la nostra nazione sulla questione dell’aborto. Possa il Signore chiamare la Chiesa non solo al digiuno in generale per un magnifico risveglio sulla nostra terra, ma anche specificamente per il bene dei più piccoli. Se glielo chiedete, egli vi dirà come fare.