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		<title>Libri e Sermoni Biblici - Contributi utente [it]</title>
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		<description>Da Libri e Sermoni Biblici.</description>
		<language>it</language>
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		<item>
			<title>Atanasio</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Atanasio</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|Athanasius}}  &amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
“Io e il Padre siamo una cosa sola” (Giovanni 10:30)&amp;lt;br&amp;gt;'''- Giovanni 10:22-30'''&lt;br /&gt;
&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una cosa che tutti gli eroi della fede hanno in comune è la loro volontà di morire per il Vangelo, se necessario. Tuttavia, alcuni di questi eroi non sono mai stati giustiziati per la loro fede. Nonostante ciò, la loro volontà di mantenere l’ortodossia nonostante le minacce alla loro vita è una testimonianza che essi amavano Cristo più che la propria sicurezza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il prossimo esempio di fede che andremo ad esaminare dalle storie della chiesa è Atanasio, vescovo di Alessandria nel quarto secolo. Nel corso del quarto secolo, la chiesa fu costretta ad affrontare la controversia ariana. Questa controversia si chiama come Ario che era un noto maestro nella chiesa dell’epoca. Ario negava che Gesù fosse eternamente divino. Anzi, diceva che Gesù era solo una creatura simile a Dio. Per esser sicuri, questo Gesù era degno d’onore poiché era la prima creazione di Dio e era stato adottato da Dio come Suo Figlio. Eppure, Gesù rimase solo una creatura e non era realmente Dio Stesso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 325 d.C. il Consiglio di Nicea si riunì per affrontare questo problema critico. Il consiglio affermò l’insegnamento biblico su Cristo dichiarando che Lui è homoousios (di una sostanza) con il Padre. Questo termine proteggeva la visione ortodossa che Gesù è Dio vero da Dio vero e confermava l’eterna divinità del Figlio di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Atanasio divenne vescovo dell’importante città d’Alessandria nel 328 e affermò la dottrina ortodossa di Nicea. Nel far ciò affrontò un grande rischio personale. Molti capi della chiesa e i successivi imperatori continuarono ad accettare gli insegnamenti ariani. L’imperatore Costantino, che aveva chiamato il consiglio di Nicea, di fatto bandì Atanasio per essersi rifiutato di ammettere di nuovo Ario in chiesa. Dopo la morte di Costantino, suo figlio Costanzo bandì più volte Atanasio dalla sua carica come punizione per gli insegnamenti contro l’arianesimo. Atanasio sentì spesso che la sua vita era in pericolo poiché difendeva l’insegnamento biblico che Gesù era Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A causa della sua posizione, si dice che sulla tomba di Atanasio si legge Athanasius contra mundum, o, “Atanasio contro il mondo.” Questo significava che la lotta di Atanasio per l’ortodossia era davvero contro il mondo intero. Oggi dobbiamo essere molto grati per il lavoro di Atanasio, poiché Dio si è servito di lui per preservare l’ortodossia e per aiutarci a capire che il Figlio di Dio è anche Dio vero da Dio vero. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Coram Deo ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’insegnamento ariano non è scomparso dal mondo. I culti come i Testimoni di Geova abbracciano Ario come modello di fede. I liberali all’interno delle denominazioni cristiane negano la divinità di Cristo. Bisogna studiare il Nuovo Testamento diligentemente, così che non si possa essere ingannati da falsi insegnanti, e pregare per aver forza di resistere contro l’eresia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Passaggi per ulteriori studi  ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mic. 5:2&amp;lt;br&amp;gt; Gv. 1:1-18&amp;lt;br&amp;gt; Fil. 2:5-11&amp;lt;br&amp;gt; Col. 1:15-20 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Raccomandiamo  ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Atanasio ''Articolo del Credo di R.C. Sproul'' Contra Mundum ''Articolo di Ken Jones'' Serie d’Insegnamenti degli Eroi della Fede Cristiana ''di R.C. Sproul ''&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 01:47:27 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Atanasio</comments>		</item>
		<item>
			<title>MediaWiki:Mainpage</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/MediaWiki:Mainpage</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: Creata pagina con 'Libri e Sermoni Biblici'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Libri e Sermoni Biblici&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 03:46:12 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussioni_MediaWiki:Mainpage</comments>		</item>
		<item>
			<title>Pagina principale</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Pagina_principale</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Libri e Sermoni Biblici]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{#PermanentRedirect:Libri e Sermoni Biblici}}&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 03:45:41 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Pagina_principale</comments>		</item>
		<item>
			<title>Pagina principale</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Pagina_principale</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Pagina principale a Libri e Sermoni Biblici&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Libri e Sermoni Biblici]]&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 03:45:16 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Pagina_principale</comments>		</item>
		<item>
			<title>Libri e Sermoni Biblici</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Libri_e_Sermoni_Biblici</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Pagina principale a Libri e Sermoni Biblici&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#wdDisplayHomepage:}}&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 03:45:16 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Libri_e_Sermoni_Biblici</comments>		</item>
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			<title>Un Segno: Uniti e Coraggiosi Nel Dono Della Sofferenza</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Un_Segno:_Uniti_e_Coraggiosi_Nel_Dono_Della_Sofferenza</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | A Sign: United and Fearless with the Gift of Suffering}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Una riflessione sui Filippesi 1:27-30'' &lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;Lascia soltanto che il tuo stile di vita sia degno del Vangelo di Cristo, cosicché nel caso io venga e vi veda, o se sono assente, io possa sapere di voi che siete saldi in un solo spirito, con la mente che lotta accanto al la fede nel Vangelo(28), spaventati in nulla dagli avversari.Questo è per loro un chiaro segno della propria distruzione e della vostra salvezza, e ciò da parte di Dio.&amp;amp;nbsp;(29) Perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Lui ma anche di soffrire per amor Suo, (30) sostenendo la stessa lotta che mi avete veduto sostenere e che ora sentite dire che io sostengo.&amp;lt;/blockquote&amp;gt; &lt;br /&gt;
Al recente Ritiro di Preghiera ed Organizzazione del Personale Pastorale (9-10 gennaio) ho indotto una delle preghiere del mattino da questi versi. Il mio intento era triplice. In primo luogo, volevo rendere più profonda la nostra consapevolezza in qualità di staff che soffrire al servizio di Cristo è la nostra vocazione, anzi un dono di Dio. Secondo, volevo vedessimo che la sofferenza con armonia e coraggio per la causa del Vangelo è un segno.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzo, volevo ispirarci ad unire le nostre spalle e lavorare fianco a fianco con tutta la nostra forza per la causa di Cristo e la gente di Betlemme nel 2006. Unisciti a noi nel vedere queste cose.In primo luogo, soffrire al servizio di Cristo è un dono di Dio e parte della nostra vocazione pastorale.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(29) “Perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Lui ma anche di soffrire per amor Suo”. Questo verso dice che la fede e la sofferenza sono doni di Dio. E l’enfasi cade sul dono della sofferenza: è “non solo dato a voi di credere ma anche di soffrire.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò è detto ai comuni credenti. Quindi riguarda anche noi che siamo pastori. Parte della nostra vocazione come Cristiani consiste nel credere e nel soffrire al servizio di Cristo. A maggior ragione nella nostra vocazione come guide. Come (2) Corinti 1:6 dice, “Se siamo afflitti, è per vostra consolazione e salvezza; e se siamo consolati, è per il vostro bene”. Questa era la prima cosa che volevo vedessimo. La sofferenza è la nostra vocazione, il nostro dono da Dio. Non è un flagello. E’ un dono. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo, quando noi sopportiamo questa sofferenza con armonia e coraggio, è un segno. Guardate all’armonia ed al coraggio dei Filippesi nei Versi 27-28. Loro “sono saldi in un unico spirito la mente che lotta accanto alla fede nel Vangelo(28), spaventati in nulla dagli avversari.&amp;lt;br&amp;gt;Questo è un chiaro segno per essi (gli avversari) della propria distruzione e della vostra salvezza, e ciò da parte di Dio.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’armonia è enfatizzata nelle espressioni “uno stato d’animo” e “uno spirito” e “ lottare fianco a fianco”. Il coraggio è enfatizzato nell’espressione “spaventati in nulla.”&amp;lt;br&amp;gt;Il fatto che questa armonia ed il coraggio sono a dispetto della sofferenza si vede prima di tutto nella parola “vostri avversari” e poi nel fatto che questo verso è supportato (vedere la parola “per”) dal passo seguente che dice “Perché vi è stato concesso...di soffrire per il Suo intento”. In altre parole: “ Siate uniti e coraggiosi davanti ai vostri avversari perché la vostra fede e sofferenza sono un dono di Dio.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E tutto ciò si dice sia “un segno”. Cioè, la vostra armonia ed il coraggio a dispetto della sofferenza sono un segno della distruzione dei vostri avversari e della vostra salvezza. La verità e la gloria di Cristo si manifestano nella vostra armonica e coraggiosa sofferenza per la causa di Cristo. Questo è il nostro grande obiettivo come staff e come chiesa: mostrare il segno della suprema verità di Cristo e del suo valore nel mondo. Tutti i nemici del Vangelo saranno distrutti e quelli che abbracceranno questa verità saranno salvati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, ho chiamato il personale a mettersi all’opera insieme ed a lottare fianco a fianco. Ho scritto questa frase sulla lavagna, sunathlountes te pistei tou euangeliou. Si può vedere nella prima parola greca l’inglese “atleta”. Il prefisso sun significa insieme. E’ tradotto come “lottare insieme”. Così ci ho sfidati ad esercitare la forza atletica e la determinazione, spalla a spalla, fianco a fianco, nel 2006. Ciò renderà la nostra sofferenza sopportabile, bellissima e fruttuosa. Diventerà un segno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pregate per noi. Amiamo il nostro lavoro. Noi ci impegnamo al massimo per il vostro bene e per la gloria di Cristo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Pastore John, per tutto il personale pastorale.''&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 02:18:53 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Un_Segno:_Uniti_e_Coraggiosi_Nel_Dono_Della_Sofferenza</comments>		</item>
		<item>
			<title>Template:Info</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Template:Info</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;includeonly&amp;gt;{{#wdInfobox:{{{1}}}}} &amp;lt;/includeonly&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:06:25 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussioni_template:Info</comments>		</item>
		<item>
			<title>Confessione Di Fede</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Confessione_Di_Fede</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | Confessional Statement}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. '''Il Dio uno e trino''' Crediamo in un solo Dio che esiste eternamente in tre Persone ugualmente divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo i quali si conoscono, si amano e si glorificano a vicenda. Questo Dio unico vero e vivente è infinitamente perfetto sia nel suo amore sia nella sua santità. Egli è il Creatore di tutte le cose, visibili e invisibili, ed è quindi degno di ricevere tutta la gloria e tutta l’adorazione. Essendo eterno e immortale, egli conosce perfettamente e completamente la fine sin dal principio, sostiene e governa in modo sovrano tutte le cose, portando provvidenzialmente a compimento i suoi buoni propositi eterni per redimere un popolo per se stesso e per restaurare la sua creazione decaduta, a lode della sua gloriosa grazia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. '''La rivelazione''' Dio ha rivelato per grazia la sua esistenza e la sua potenza nell’ordine creato, e ha supremamente rivelato se stesso all’umanità decaduta nella persona del suo Figlio, la Parola incarnata. Inoltre, Dio è un Dio che parla e che per mezzo del suo Spirito ha rivelato se stesso per grazia con parole umane: crediamo che Dio ha ispirato le parole preservate nelle Scritture – i sessantasei libri che compongono l’Antico e il Nuovo Testamento – le quali sono sia testimonianza che strumento della sua opera salvifica nel mondo. Solo questi scritti costituiscono la Parola di Dio verbalmente ispirata, la quale è pienamente autorevole e senza errori negli scritti originali, completa nella rivelazione della volontà divina per la salvezza, sufficiente per tutto quello che Dio ci comanda di credere e di fare, e finale nella sua autorità in tutte le sfere del sapere a cui parla. Confessiamo che sia la nostra finitudine sia la nostra peccaminosità ci precludono la possibilità di conoscere in maniera esaustiva le verità di Dio, ma affermiamo che, illuminati dallo Spirito di Dio, possiamo conoscere in maniera vera la verità rivelata da Dio. Dobbiamo credere tutto quello che la Bibbia insegna, in quanto è l’insegnamento di Dio; dobbiamo obbedire a tutto quello che la Bibbia comanda, in quanto è il comandamento di Dio; e dobbiamo porre la nostra fiducia in tutto quello che la Bibbia promette, in quanto è la promessa di Dio. Nell’ascoltare, nel credere e nel praticare la Parola, il popolo di Dio viene equipaggiato per essere discepoli di Cristo e testimoni del vangelo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. '''La creazione dell’umanità''' Crediamo che Dio creò gli essere umani – maschio e femmina – a sua immagine. Adamo ed Eva appartenevano a quell’ordine creato che Dio stesso dichiarò essere molto buono, e servivono come i rappresentanti di Dio per custodire, amministrare e governare la creazione, vivendo in una santa e devota comunione con il loro Creatore. Gli uomini e le donne, ugualmente creati a immagine di Dio, godono dello stesso accesso a Dio mediante la fede in Gesù Cristo, e tutt’e due sono chiamati ad abbandonare l’egoismo passivo per impegnarsi in modo significativo, privatamente e pubblicamente, nella famiglia, nella chiesa e nella società. Adamo ed Eva furono creati per complementarsi a vicenda e la loro unione in una stessa carne stabilisce l’unico paradigma normativo di rapporti sessuali per uomini e donne, al punto che il matrimonio serve in ultima analisi come “tipo” (ossia figura) dell’unione tra Cristo e la sua chiesa. Secondo i saggi proponimenti di Dio, uomini e donne non sono semplicemente intercambiabili, piuttosto sono tra loro complementari in modo da arricchirsi reciprocamente. Dio dispone che essi assumano ruoli distinti che riflettano la relazione d’amore tra Cristo e la chiesa: il marito esercita leadership in un modo che mostra l’amore di Cristo, premuroso e pronto al sacrificio; e la moglie si sottomette al marito in un modo che mostra l’amore della chiesa per il suo Signore. Nel suo ministero, la chiesa dovrebbe incoraggiare e preparare sia uomini che donne a servire Cristo, secondo il loro pieno potenziale, negli svariati ministeri del popolo di Dio. Il ruolo distintivo della leadership della chiesa affidato a uomini idonei è fondato sulle dottrine della creazione, della caduta e della redenzione, e non lo si deve mettere da parte appellandosi a cambiamenti culturali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. '''La caduta''' Crediamo che Adamo, creato a immagine di Dio, distorse quell’immagine e rinunciò alla beatitudine originaria—sia per se stesso che per tutta la sua progenie—cadendo nel peccato per mezzo della tentazione di Satana. Di conseguenza, tutti gli esseri umani sono alienati da Dio, corrotti in ogni parte del loro essere (p.e., dal punto di vista fisico, mentale, volitivo, emotivo, spirituale) e condannati alla morte in modo definitivo e irrevocabile, se Dio stesso non interviene nella sua grazia. Il supremo bisogno di ogni essere umano è di essere riconciliato con Dio, essendo tutti noi sotto la sua giusta e santa ira; l’unica speranza di ogni essere umano è l’amore immeritato di questo medesimo Dio, il quale è l’unico che può salvarci e restaurarci a se stesso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. '''Il piano di Dio''' Crediamo che da tutta l’eternità Dio ha determinato, nella sua grazia, di salvare una grande moltitudine di peccatori colpevoli di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e che a questo fine li ha preconosciuti e li ha eletti. Crediamo che Dio giustifica e santifica coloro che per grazia ripongono la propria fede in Gesù, e che un giorno li glorificherà, tutto a lode della sua gloriosa grazia. Nel suo amore Dio ordina e implora a tutti di ravvedersi e di credere, avendo posto il suo amore salvifico su quelli che ha scelto, e avendo determinato che Cristo fosse il loro redentore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6. '''Il vangelo''' Crediamo che il Vangelo è la buona novella relativa a Gesù Cristo—la stessa sapienza di Dio. Pura pazzia per il mondo, anche se è la potenza di Dio per coloro che vengono salvati, questa buona novella è cristologica, ossia fondata sulla croce e sulla resurrezione di Cristo: il vangelo non è proclamato se Cristo non è proclamato, e l’autentico Cristo non è proclamato se la sua morte e la sua risurrezione non sono centrali (il messaggio è che «Cristo morì per i nostri peccati… [ed] è stato risuscitato»). Questa buona novella è biblica (la morte e la risurrezione di Cristo sono secondo le Scritture), teologica e salvifica (Cristo morì per i nostri peccati, per riconciliarci con Dio), storica (se questi eventi salvifici non sono davvero accaduti, la nostra fede è vana, siamo ancora nei nostri peccati, e siamo i più miseri fra tutti gli uomini), apostolica (il messaggio fu affidato agli apostoli e da loro trasmesso, essi che furono testimoni di questi eventi salvifici) e profondamente personale (quando questo messaggio è ricevuto, creduto e confessato con fermezza persone individuali sono salvate). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7. '''La redenzione di Cristo''' Crediamo che, motivato dall’amore e dall’obbedienza verso il Padre, l’eterno Figlio di Dio divenne umano: la Parola diventò carne, pienamente Dio e pienamente uomo, una sola Persona in due nature. L’uomo Gesù, il Messia promesso di Israele, fu concepito per un’opera miracolosa dello Spirito Santo, e nacque dalla vergine Maria. Egli obbedì perfettamente al Padre celeste, visse una vita senza peccato, compì segni miracolosi, fu crocifisso sotto Ponzio Pilato, risuscitò corporalmente dai morti il terzo giorno, e ascese al cielo. Egli è seduto alla destra di Dio Padre quale Re e Mediatore ed esercita in cielo e in terra tutta la sovranità di Dio, ed è nostro sommo sacerdote e avvocato giusto. Crediamo che mediante la sua incarnazione, vita, morte, risurrezione e ascensione, Gesù Cristo fu nostro rappresentate e sostituto, e fece tutto questo affinché in lui noi diventassimo giustizia di Dio: sulla croce cancellò il peccato, propiziò Dio e, caricandosi della totale pena dei nostri peccati, riconciliò con Dio tutti quelli che credono. Per mezzo della risurrezione Gesù Cristo fu dimostrato giusto e innocente dal Padre, spezzò il potere della morte e sconfisse Satana che una volta aveva il potere sulla morte, e portò vita eterna a tutti i suoi; per mezzo della sua ascensione egli fu esaltato in eterno come Signore e ha preparò un luogo per noi dove saremo con lui. Crediamo che la salvezza non si trova in nessun altro, perché non è stato dato altro nome sotto il cielo per mezzo del quale dobbiamo essere salvati. Siccome Dio ha scelto le cose umili del mondo, le cose disprezzate, le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, nessun essere umano potrà mai vantarsi davanti a lui: Gesù Cristo è diventato per noi sapienza di Dio, ossia nostra giustizia, santità e redenzione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8. '''La giustificazione dei peccatori''' Crediamo che Cristo, per mezzo della sua obbedienza e della sua morte, pagò completamente il debito di tutti coloro che sono giustificati. Per mezzo del suo sacrificio portò al nostro posto il castigo dovutoci per i nostri peccati, compiendo per conto nostro una soddisfazione giusta, reale, e piena nei riguardi della giustizia di Dio. Per mezzo della sua obbedienza perfetta soddisfece i giusti precetti di Dio al nostro posto, in quanto per mezzo della sola fede quella perfetta obbedienza è accreditata a tutti coloro che confidano solo in Cristo per essere accettati da Dio. Poiché Cristo fu dato dal Padre per noi, e siccome la sua obbedienza e punizione furono accettate per noi – gratuitamente, e non per qualcosa in noi – questa giustificazione è solo per grazia gratuita, affinché nella giustificazione dei peccatori siano glorificate sia l’ineccepibile giustizia di Dio sia la sua ricca grazia. Crediamo che dalla realtà di questa giustificazione gratuita scaturisce lo zelo per l’obbedienza personale e pubblica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
9. '''La potenza dello Spirito Santo''' Crediamo che questa salvezza, attestata in tutte le Scritture e assicurata da Gesù Cristo, è applicata al popolo di Dio mediante lo Spirito Santo. Mandato dal Padre e dal Figlio, lo Spirito Santo glorifica il Signore Gesù Cristo e, essendo l’«altro» Paraclete (ossia Consolatore), è presente con i credenti ed anche in essi. Egli convince il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio, e per mezzo della sua misteriosa e potente opera rigenera i peccatori spiritualmente morti, risvegliandoli al ravvedimento e alla fede, battezzandoli nell’unione con il Signore Gesù, così che siano giustificati dinanzi a Dio per la sola grazia mediante la sola fede nel solo Gesù Cristo. Per mezzo dell’opera dello Spirito i credenti sono rinnovati, santificati e adottati nella famiglia di Dio; sono partecipi della natura divina e ricevono i doni spirituali che Dio elargisce sovranamente. Lo Spirito Santo è egli stesso la caparra dell’eredità promessa, e in quest’epoca egli dimora, guida, istruisce, equipaggia, risveglia e potenzia i credenti affinché vivano e servano in somiglianza con Cristo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10. '''Il regno di Dio''' Crediamo che coloro i quali sono stati salvati per la grazia di Dio mediante l’unione con Cristo per fede e mediante la rigenerazione dello Spirito Santo entrano nel regno di Dio e si dilettano nelle benedizioni del nuovo patto: il perdono dei peccati, la trasformazione interiore che risveglia un desiderio di glorificare Dio, di confidare in lui e di obbedirlo, e la promessa della gloria che deve ancora essere rivelata. Le buone opere costituiscono l’indispensabile evidenza della grazia salvifica. Vivendo come sale in un mondo in decadimento e come luce in un mondo ottenebrato, i credenti non devono né segregarsi dal mondo né confondersi con esso: siamo piuttosto chiamati a “fare del bene alla città” [cfr. Ger. 29:7], poiché tutto l’onore e la gloria delle nazioni devono essere offerti al Dio vivente. Riconoscendo a chi appartiene l’ordine creato ed essendo cittadini del regno di Dio, dobbiamo amare il nostro prossimo come noi stessi, facendo del bene a tutti, specialmente a coloro che appartengono alla famiglia di Dio. Il regno di Dio, già presente ma non completamente realizzato, è l’esercizio della sovranità di Dio nel mondo in vista della futura redenzione di tutta la creazione. Il regno di Dio è una potenza invasiva che saccheggia il regno tenebroso di Satana, e rigenera e rinnova per mezzo del ravvedimento e della fede le vite degli individui liberati da quel regno. Perciò il regno di Dio inevitabilmente stabilisce una nuova comunità della vita umana unita sotto il controllo di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
11. '''Il nuovo popolo di Dio''' Crediamo che il popolo di Dio del nuovo patto è già venuto alla Gerusalemme celeste; sono già seduti con Cristo nei luoghi celesti. Questa chiesa universale si manifesta in chiese locali di cui Cristo è il solo Capo; così ogni “chiesa locale” è, di fatto, la chiesa, la casa di Dio, l’assemblea del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. La chiesa è il corpo di Cristo, la pupilla del suo occhio, colei che è scolpita sulle sue mani ed a cui egli ha promesso se stesso per sempre. La chiesa si distingue per il suo messaggio del vangelo, per i suoi sacri “ordinamenti”, per la sua disciplina, per la sua grande missione e, soprattutto, per il suo amore verso Dio, e per l’amore dei suoi membri, sia gli uni verso gli altri sia verso il mondo. Questo vangelo che noi teniamo caro ha sia dimensioni personali che dimensioni collettive, e nessuna delle due deve essere trascurata. Gesù Cristo è la nostra pace: egli non ha solo portato pace tra noi e Dio, ma anche tra popoli che erano alienati tra loro. Il suo proponimento era di creare in se stesso una sola nuova umanità, facendo così la pace, e di riconciliare a Dio in un solo corpo sia l’ebreo che il gentile tramite la croce, per mezzo della quale ha fatto morire la loro inimicizia. La chiesa serve come segno del futuro nuovo mondo di Dio quando i suoi membri vivono per servire gli uni gli altri e il loro prossimo, piuttosto che essere assorbiti dal proprio io. La chiesa è il luogo comunitario dove dimora lo Spirito di Dio, e costituisce la durevole testimonianza di Dio nel mondo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
12. '''Il battesimo e la cena del Signore''' Crediamo che il battesimo e la cena del Signore sono stati ordinati dal Signore Gesù stesso. Il primo è collegato con l’ingresso nella comunità del nuovo patto, il secondo con il continuo rinnovamento del patto. Insieme sono simultaneamente il pegno di Dio verso di noi, strumenti di grazia divinamente stabiliti, la nostra pubblica professione di sottomissione al Cristo una volta crocifisso e ora risorto, e delle anticipazioni del suo ritorno e della consumazione di tutte le cose. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
13. '''La restaurazione di tutte le cose''' Crediamo nel ritorno personale, glorioso e corporale del nostro Signore Gesù Cristo, assieme ai suoi santi angeli, quando egli eserciterà le sue prerogative di Giudice supremo e il suo regno giungerà a compimento. Crediamo nella resurrezione corporale dei giusti e degli ingiusti: gli ingiusti per un giudizio eterno e conscio all’inferno, come il nostro Signore stesso ha insegnato, e i giusti per un’eterna beatitudine alla presenza di colui che siede sul trono e dell’Agnello, nei nuovi cieli e nella nuova terra dove abita la giustizia. In quel giorno la chiesa sarà presentata senza difetto davanti a Dio mediante l’obbedienza, la sofferenza e il trionfo di Cristo, con tutto il peccato pagato e i suoi miserabili effetti cancellati per sempre. Dio sarà tutto in tutti e il suo popolo sarà incantato dall’immediatezza della sua ineffabile santità, e tutto sarà a lode della sua gloriosa grazia.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 15:34:34 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Confessione_Di_Fede</comments>		</item>
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			<title>Pagina principale/Beta</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Pagina_principale/Beta</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: Creata pagina con '{{#wdDisplaySimpleHomepage:}}'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#wdDisplaySimpleHomepage:}}&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 22:10:25 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Pagina_principale/Beta</comments>		</item>
		<item>
			<title>Un Segno: Uniti</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Un_Segno:_Uniti</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Un Segno: Uniti a Un Segno: Uniti e Coraggiosi Nel Dono Della Sofferenza&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Un Segno: Uniti e Coraggiosi Nel Dono Della Sofferenza]]&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 21:54:05 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Un_Segno:_Uniti</comments>		</item>
		<item>
			<title>Un Segno: Uniti e Coraggiosi Nel Dono Della Sofferenza</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Un_Segno:_Uniti_e_Coraggiosi_Nel_Dono_Della_Sofferenza</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Un Segno: Uniti a Un Segno: Uniti e Coraggiosi Nel Dono Della Sofferenza&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | A Sign: United and Fearless with the Gift of Suffering}}''Una riflessione sui Filippesi 1:27-30'' &lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;Lascia soltanto che il tuo stile di vita sia degno del Vangelo di Cristo, cosicché nel caso io venga e vi veda, o se sono assente, io possa sapere di voi che siete saldi in un solo spirito, con la mente che lotta accanto al la fede nel Vangelo(28), spaventati in nulla dagli avversari.Questo è per loro un chiaro segno della propria distruzione e della vostra salvezza, e ciò da parte di Dio.&amp;amp;nbsp;(29) Perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Lui ma anche di soffrire per amor Suo, (30) sostenendo la stessa lotta che mi avete veduto sostenere e che ora sentite dire che io sostengo.&amp;lt;/blockquote&amp;gt; &lt;br /&gt;
Al recente Ritiro di Preghiera ed Organizzazione del Personale Pastorale (9-10 gennaio) ho indotto una delle preghiere del mattino da questi versi. Il mio intento era triplice. In primo luogo, volevo rendere più profonda la nostra consapevolezza in qualità di staff che soffrire al servizio di Cristo è la nostra vocazione, anzi un dono di Dio. Secondo, volevo vedessimo che la sofferenza con armonia e coraggio per la causa del Vangelo è un segno.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzo, volevo ispirarci ad unire le nostre spalle e lavorare fianco a fianco con tutta la nostra forza per la causa di Cristo e la gente di Betlemme nel 2006. Unisciti a noi nel vedere queste cose.In primo luogo, soffrire al servizio di Cristo è un dono di Dio e parte della nostra vocazione pastorale.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(29) “Perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Lui ma anche di soffrire per amor Suo”. Questo verso dice che la fede e la sofferenza sono doni di Dio. E l’enfasi cade sul dono della sofferenza: è “non solo dato a voi di credere ma anche di soffrire.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò è detto ai comuni credenti. Quindi riguarda anche noi che siamo pastori. Parte della nostra vocazione come Cristiani consiste nel credere e nel soffrire al servizio di Cristo. A maggior ragione nella nostra vocazione come guide. Come (2) Corinti 1:6 dice, “Se siamo afflitti, è per vostra consolazione e salvezza; e se siamo consolati, è per il vostro bene”. Questa era la prima cosa che volevo vedessimo. La sofferenza è la nostra vocazione, il nostro dono da Dio. Non è un flagello. E’ un dono. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo, quando noi sopportiamo questa sofferenza con armonia e coraggio, è un segno. Guardate all’armonia ed al coraggio dei Filippesi nei Versi 27-28. Loro “sono saldi in un unico spirito la mente che lotta accanto alla fede nel Vangelo(28), spaventati in nulla dagli avversari.&amp;lt;br&amp;gt;Questo è un chiaro segno per essi (gli avversari) della propria distruzione e della vostra salvezza, e ciò da parte di Dio.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’armonia è enfatizzata nelle espressioni “uno stato d’animo” e “uno spirito” e “ lottare fianco a fianco”. Il coraggio è enfatizzato nell’espressione “spaventati in nulla.”&amp;lt;br&amp;gt;Il fatto che questa armonia ed il coraggio sono a dispetto della sofferenza si vede prima di tutto nella parola “vostri avversari” e poi nel fatto che questo verso è supportato (vedere la parola “per”) dal passo seguente che dice “Perché vi è stato concesso...di soffrire per il Suo intento”. In altre parole: “ Siate uniti e coraggiosi davanti ai vostri avversari perché la vostra fede e sofferenza sono un dono di Dio.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E tutto ciò si dice sia “un segno”. Cioè, la vostra armonia ed il coraggio a dispetto della sofferenza sono un segno della distruzione dei vostri avversari e della vostra salvezza. La verità e la gloria di Cristo si manifestano nella vostra armonica e coraggiosa sofferenza per la causa di Cristo. Questo è il nostro grande obiettivo come staff e come chiesa: mostrare il segno della suprema verità di Cristo e del suo valore nel mondo. Tutti i nemici del Vangelo saranno distrutti e quelli che abbracceranno questa verità saranno salvati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, ho chiamato il personale a mettersi all’opera insieme ed a lottare fianco a fianco. Ho scritto questa frase sulla lavagna, sunathlountes te pistei tou euangeliou. Si può vedere nella prima parola greca l’inglese “atleta”. Il prefisso sun significa insieme. E’ tradotto come “lottare insieme”. Così ci ho sfidati ad esercitare la forza atletica e la determinazione, spalla a spalla, fianco a fianco, nel 2006. Ciò renderà la nostra sofferenza sopportabile, bellissima e fruttuosa. Diventerà un segno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pregate per noi. Amiamo il nostro lavoro. Noi ci impegnamo al massimo per il vostro bene e per la gloria di Cristo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Pastore John, per tutto il personale pastorale.''&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 21:54:05 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Un_Segno:_Uniti_e_Coraggiosi_Nel_Dono_Della_Sofferenza</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare? / Uniti con Cristo</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F_/_Uniti_con_Cristo</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Come posso cambiare? / Uniti con Cristo a Come posso cambiare?/Uniti con Cristo&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Come posso cambiare?/Uniti con Cristo]]&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 19:47:15 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F_/_Uniti_con_Cristo</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare?/Uniti con Cristo</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/Uniti_con_Cristo</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Come posso cambiare? / Uniti con Cristo a Come posso cambiare?/Uniti con Cristo&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | How Can I Change?/United With Christ}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando mi sono convertito nel 1972, all'alba dei movimenti carismatici e dei movimenti di Gesù, argomenti ragionati a proposito di Dio o della vita cristiana non mi impressionavano affatto. La mia generazione era irriverente, ambiziosa, spinta dal motto “raggiungi la cima e rimanici”. Probabilmente avrei canzonato qualsiasi conversazione seria sul tema della religione invece di porci attenzione.&amp;lt;br&amp;gt;Quello di cui avevo bisogno era di un'esperienza con Dio. E fu esattamente ciò che ottenni.&amp;lt;br&amp;gt;Incontrai una famiglia cristiana le cui vite allegre mi fecero una grande impressione. Parlavano di Gesù come se fosse presente, e agivano come se la sua vita facesse per loro tutta la differenza. All'inizio pensai che il loro comportamento fosse bizzarro. Poi però, divenni curioso. Ero attratto dalla qualità delle loro vite. E quando spiegarono che non avevano sempre vissuto in quel modo, ma che era stato Gesù a cambiare le loro vite, cominciai a sperare che la stessa cosa potesse capitare anche a me.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 2 Timoteo 3, 16-17.''' Se siete sicuri di voler cambiare, ecco la chiave per farlo.}}Quando dico “vita cambiata”, mi riferisco alla differenza che Gesù Cristo opera nell'atteggiamento, nelle abitudini e nella visione che una persona ha della vita; sono cambiamenti che avvengono nel più profondo della sua natura. Questa famiglia era una prova concreta che Dio poteva effettivamente fare la differenza. E quando rinacqui di nuovo, quando la mia vita cominciò a cambiare, arrivai anch'io alla conclusione che Gesù è vivo.&amp;lt;br&amp;gt;Ma capii anche che il cambiamento implica molto più di un'esperienza isolata. Dobbiamo capire come opera il cambiamento, perché avviene e chi lo innesta. La Scrittura affronta poco questi problemi. Ecco dove dovete andare se desiderate crescere.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| width=&amp;quot;200&amp;quot; cellspacing=&amp;quot;1&amp;quot; cellpadding=&amp;quot;1&amp;quot; border=&amp;quot;1&amp;quot; align=&amp;quot;center&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| valign=&amp;quot;middle&amp;quot; align=&amp;quot;center&amp;quot; | '''Sommario'''&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
1 Una lettera diretta a Roma &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2 Tu c'eri?&amp;lt;br&amp;gt; 3 Il Significato dell'Unione&amp;lt;br&amp;gt; 4 Continueremo nel peccato?&amp;lt;br&amp;gt; 5 Cosa ci vuole per cambiare&amp;lt;br&amp;gt; 6 Domande da discutere&amp;lt;br&amp;gt; 7 Letture Raccomandate&amp;lt;br&amp;gt; 8 Note Bibliografiche&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Una lettera diretta a Roma'''&amp;lt;br&amp;gt;Come possiamo sormontare il peccato e vivere vittoriosi in Cristo? Ovunque i cristiani cercano le risposte a questa {{LeftInsert|1 Dopo essere nato di nuovo, qual'è stata la prima cosa nella tua vita che sapevi di dover cambiare?}}domanda... e molti di loro nei posti sbagliati. Come forse immaginate, Dio ha dato la risposta nella sua Parola. Il sesto capitolo della lettera a Paolo alla chiesa di Roma è stato a lungo riconosciuto per la sua contribuzione essenziale alla dottrina di santificazione. In esso troviamo Paolo che sta lottando per ottenere la vera spiegazione di cosa significa vivere come un cristiano. Sarebbe però sbagliato tentare di scoprire l'intenzione di Paolo in Romani 6 senza capire l'ambiente che lo circondava, per cui un breve riassunto della lettera sembra indicato.&amp;lt;br&amp;gt;La Lettera ai Romani, più di qualsiasi altra lettera di Paolo, spiega la dottrina della salvezza. Dopo alcune note introduttive, Paolo scatena un'accusa pungente a tutta la razza umana, dimostrando che tutti gli uomini sono colpevoli di fronte a Dio in quanto peccatori. Spiega dunque come Dio giustifichi quei peccatori attraverso la fede in Gesù Cristo. Questa è la sostanza dei primi quattro capitoli.&amp;lt;br&amp;gt;Nel capitolo 5, Paolo inizia a parlare della pace e della sicurezza che ci vengono offerte come ricompensa per il lavoro di {{LeftInsert|'''Come approfondimento :''' Gli avversari di Paolo convinsero la chiesa in Galazia che il suo messaggio banalizzava la Legge. Vedi la forte risposta di Paolo in Galazi 1, 6-9 e 3, 1-14.&lt;br /&gt;
}}espiazione di Cristo sulla croce. Siamo ora in pace con Dio e possiamo rallegrarci nella speranza di una gloria divina. Possiamo addirittura contemplare con gioia i tormenti che ci vengono incontro perché fanno sviluppare la nostra personalità e producono speranza. L'amore di Dio è stato versato sopra di noi attraverso lo Spirito Santo. E queste grandi cose essendo state effettuate per noi quando eravamo suoi nemici, possiamo essere ancor più assicurati della grazia continua di Dio ora che contiamo fra i suoi amici.&amp;lt;br&amp;gt;Nell'ultima parte del capitolo 5, Paolo abbozza un paragone e un contrasto tra Gesù ed Adamo, mostrando in tal modo che il sacrificio di Cristo compensa largamente per la miseria provocata dal peccato di Adamo. Il capitolo termina con questi due versetti&amp;amp;nbsp;:&amp;lt;br&amp;gt;“La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma ''laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia'', perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.” (Rom 5, 20-21, accentuazione aggiunta)&amp;lt;br&amp;gt;Paolo vorrebbe continuare a descrivere le benedizioni della giustificazione, ma si ferma, realizzando che la sua ultima affermazione potrebbe essere facilmente fraintesa. Perciò, inizia il capitolo 6 con un'aggressione frontale nei confronti di coloro che cercherebbero di distorcere il senso delle sue parole: “Che diremo dunque? Continuiamo a restare nel peccato perché abbondi la grazia? E' assurdo! Noi che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere nel peccato?” (Rom 6, 2).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Che diremo dunque? Continuiamo a restare nel peccato perché abbondi la grazia? E' assurdo! Noi che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere nel peccato?”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-L'apostolo Paolo (Romani 6, 1-2)'''}}Il vangelo della grazia, se viene predicato in maniera corretta, sarà sempre accusato di voler promuovere l'illegalità. Ovunque si recasse Paolo, era costantemente perseguitato da opponenti che lo accusavano di insegnare alla gente che non importava il modo in cui vivevano, dato che erano perdonati. Ecco come deformavano i suoi propositi: “Se Dio ci perdona gratuitamente attraverso la grazia (il che è vero) e se è vero che la grazia di Dio è amplificata nel perdono del peccato (sempre vero), allora perché non continuare a peccare sempre più, cosicché ci sia più grazia, quindi più gloria per Dio?”&amp;lt;br&amp;gt;“Non così in fretta”, dice Paolo. “Avete omesso qualcosa di fondamentale. Attraverso questo vangelo, siamo morti per via del peccato. E se questo è vero, come possiamo continuare a viverci dentro?”&amp;lt;br&amp;gt;Per tutto il resto del Capitolo 6, Paolo cerca di opporsi alle accuse di illegalità, o di antinomismo. Così facendo, non solo risponde alle critiche, ma ci fornisce uno degli insegnamenti più completi del Nuovo Testamento. Perché qui scopriamo il significato dell'essere uniti con Cristo, uno stato che altera radicalmente la nostra relazione con il peccato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Tu c'eri?'''&amp;lt;br&amp;gt;Tutti possiamo guardare indietro ed osservare persone che hanno influenzato le nostre vite&amp;amp;nbsp;: i nostri genitori, un amico {{LeftInsert|'''Come approfondimento :''' Il versetto di Colossesi 3, 3 dice “la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!” Questo porta una sicurezza tremenda – una verità che Davide trascrive in modo bellissimo nel Salmo 91.}}speciale, o forse un insegnante della scuola elementare che ci ha colpito particolarmente. Ma Gesù Cristo è diverso da tutti gli altri. E' certamente vero che molti tra coloro che non sono mai nati di nuovo sono stati influenzati dall'esempio e dall'insegnamento di Nostro Signore, ma il Nuovo Testamento ha sempre mantenuto che la fede vera in Gesù Cristo porta ad una relazione molto più penetrante ed infinitamente più significativa di una semplice influenza morale. Paolo parla del nostro essere “in Cristo” e del Cristo “in noi”. Le implicazioni di quest'unione misteriosa sono, senza alcuna esagerazione, stupefacenti.&amp;lt;br&amp;gt;John R.W.Stott ha scritto:&amp;lt;br&amp;gt;'Il grande tema del capitolo 6 della Lettera ai Romani, e in particolare dei versetti 1 a 11, è che la morte e risurrezione di Gesù Cristo non sono solo fatti storici e dottrine significative, ma esperienze personali del credente cristiano. Sono avvenimenti che siamo arrivati a condividere anche noi. Tutti i cristiani sono stati uniti a Cristo nella sua morte e risurrezione. Inoltre, se ciò è vero, se siamo morti con Cristo e siamo risorti con Cristo, è inconcepibile che continuiamo a vivere nel peccato.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|2 Se tu potessi condividere il talento di uno di questi personaggi famosi, quale sceglieresti?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Martin Luther King, Jr. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Leader per i diritti civili&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Winston Churchill&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Uomo politico britannico&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Thomas Edison&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Inventore prolifico&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Beverly Sills&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cantatrice lirica&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Michael Jordan&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Leggenda di pallacanestro&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Madame Curie&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Prima persona ad aver vinto due Premi Nobel&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Gesù Cristo&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Creatore, Salvatore e Signore}}Ecco i versetti del Capitolo 6 di Romani che mettono in rilievo la nostra unione con Cristo: “O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti ''insieme a lui'' nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti ''a lui'' con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso''con lui'', perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato”. (Rom 6, 3-6, accentuazione aggiunta).&amp;lt;br&amp;gt;E' una verità travolgente il fatto che il nostro Signore abbia conquistato la morte. Eppure, per sorprendente che possa apparire, è forse ancor più notevole il fatto che noi veniamo considerati come uniti a lui nella sua morte, sepoltura, e risurrezione. Paolo accenna di nuovo a questa verità in un'altra lettera:&amp;lt;br&amp;gt;“Sono stato crocifisso ''con Cristo'' e non sono più io che vivo, ma Cristo vive ''in me''. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Gal 2, 20, accentuazione aggiunta)&amp;lt;br&amp;gt;Notate le frasi “con Cristo” e “in me” in questo versetto. Si rivolgono alla nostra unione con Gesù Cristo. Paolo usa l'atto di battesimo per ricordarci queste verità. Ma quello che è desideroso di mostrare, però, non è il battesimo, ma la fede che conduce al battesimo. La nostra unione presente con Cristo è costruita su questa fede.&amp;lt;br&amp;gt;Quali sono allora le implicazioni di una tale relazione? In qualche modo siamo collegati a Gesù Cristo in persona. Si tratta di uno di quei casi in cui le persone che conosci hanno molta più importanza delle cose che conosci – una lezione che imparai in un negozio di alimentari del Connecticut.{{RightInsert|'''Come approfondimento :''' Notate in Giovanni 17 dove Gesù riferisce di essere “nei” suoi discepoli e vice versa. (Vs. 21, 23 e 26).}}&amp;lt;br&amp;gt;Nel 1974 la mia sorellina Joyce ed io facemmo visita alla nostra anziana nonna a Bridgeport, nel Connecticut. Un giorno, Joyce propose di recarci al piccolo supermercato di fronte alla casa di mia nonna per comprarci un paio di panini. Il quartiere dove abitava la nonna era cambiato, era diventato poco sicuro e capii non appena entrammo nel negozio che avevamo commesso un grosso sbaglio. Il posto era pieno di adolescenti induriti dallo sguardo minaccioso. Ci fu un attimo di silenzio quando tutti si voltarono per guardarci – e nessuno sorrideva.&amp;lt;br&amp;gt;Una varietà di pensieri si succedevano nella mia testa. ''Forse pensano che stiamo invadendo il loro territorio? Chissà se sono abbastanza vecchi da capire che si può finire nei guai per un omicidio?''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Come può una persona che è vissuta quasi duemila anni fa cambiare radicalmente una vita umana qui e adesso?... Il Gesù del passato diventa in effetti il Gesù del presente? Per l'Apostolo Paolo succede proprio così. Ed è questa la differenza tra la sua influenza e quella di qualsiasi altra persona  influente. Ci tocca qui e adesso, non semplicemente attraverso le conseguenze delle correnti storiche che mise in moto una volta, ma entrando a far parte personalmente di un'unione con noi (accentuazione aggiunta).&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Lewis Smedes'''}}Ancora oggi, ripensando a quell'episodio, mi irrigidisco. Joyce, invece, era calmissima. Benché fosse attraente e molto femminile, aveva trascorso un paio d'anni come direttrice di un centro di formazione per giovani nel Montana, dove aveva acquisito una grande esperienza presso i giovani criminali. Negli anni successivi, lavorò come infermiera in Alaska, aveva percorso una buona parte dell'Appalachian Trail e aveva curato persone traumatizzate (sono solo i punti salienti della sua vita). Credo di poter dire che non avesse paura.&amp;lt;br&amp;gt;Invece per me era tutt'altro. Mentre osservavo tutto, circondato da un pericolo imminente, Joyce sentì la mia apprensione. Disse con una voce che mi sembrò troppo forte “Che succede? Hai paura?” Non avevo voglia di rispondere, almeno non in quel momento. In qualche modo riuscimmo ad ottenere i nostri panini e uscimmo qualche minuto più tardi senza il minimo incidente. Fuori, al sicuro, le dissi, “Joyce, è una parte pericolosa della città. Sono felice che tu sia con me. Ho bisogno di protezione.” Ciò che conta, non è quello che conosci, ma le persone conosci.&amp;lt;br&amp;gt;'''Il Significato dell'Unione'''&amp;lt;br&amp;gt;Tutti i cristiani – non solo l'élite spirituale – sono uniti con Gesù Cristo. Se qualcuno non è unito con Gesù Cristo, allora non è un cristiano.{{RightInsert|'''Medita su Efesi 4, 7-8. '''Non c'è miglior prigionia che essere ostaggi del Cristo Gesù.}}&amp;lt;br&amp;gt;La nostra unione con Cristo è una relazione vivente che ci fornisce la grazia di cui abbiamo bisogno per sormontare il peccato {{LeftInsert|3 Medita sui seguenti fatti biblici. Quale ti incoraggia di più?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-“Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai” (Gen 28, 15)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mat 28, 20)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-“Né morte né vita, né angeli né principati, ...potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rom 8, 38-39)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-“Non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Ebr 13, 5)}}e vivere vite vittoriose. Gesù pone inizio e fine alla nostra fede, è il capitano della nostra salvezza. E' il pioniere che ci ha preceduto e che ha conquistato anche la morte. Sinclair Ferguson lo descrive come lo scalatore di testa di una squadra che si sta arrampicando sul sacro monte Sion. Siamo legati a lui con una fune. E così come è sicuro che ha trionfato, cosi trionferemo.{{RightInsert|'''Medita su Filippesi 2, 1.''' Benché la nostra unione con Cristo sia un fatto, la consapevolezza di tale fatto dovrebbe generare moltissimo sentimento.}}&amp;lt;br&amp;gt;Questa relazione può essere vista anche attraverso il simbolismo usato dal Signore stesso quando dice&amp;amp;nbsp;: “Io sono la vite, voi i tralci” (Gio 15, 5). Ci viene chiesto di rimanere in lui, non possiamo fare nulla lontano da lui. La Versione biblica King James lo esprime bene: “Se infatti siamo stati piantati insieme a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione...”(Rom 6, 5 accentuazione aggiunta). La nostra unione con Cristo è dinamica, non statica. Ci ha inseriti in una relazione ''in espansione''.&amp;lt;br&amp;gt;Che ci ''sentiamo'' uniti a Cristo oppure no è di un'importanza secondaria; il fatto è che lo siamo. E' il nostro statuto in quanto credenti. Un matrimonio ha forse fine perché un marito ed una moglie si sentono distanti l'uno dall'altra? Certo che no. Rimangono legalmente uniti seppure il loro affetto viene meno per qualche tempo. I sentimenti – o la loro mancanza – non mettono in pericolo in nessun modo il fatto della nostra unione con Gesù.&amp;lt;br&amp;gt;Il matrimonio offre una bella analogia del nostro legame a Cristo. Nel matrimonio, due persone stanno insieme per formare una nuova entità, un'unione. Mantengono le loro identità individuali pur fondendosi in un modo unico e misterioso. La donna prende il nome del marito, mostrandogli così la sua sottomissione. Il marito assume la responsabilità del mantenimento e protezione della moglie. Hanno dei beni e delle responsabilità in comune e indossano un anello come prova simbolica della loro relazione speciale. &amp;lt;br&amp;gt;Quando ci sposiamo con Gesù Cristo succede esattamente allo stesso modo. Pur mantenendo le nostre personalità, le nostre nature sono cambiate in modo spettacolare quando vengono a far parte della natura divina. Non siamo più le stesse persone di prima. Apparteniamo a Cristo, abbiamo preso il suo nome. Ci siamo identificati a lui, abbiamo desiderato di essere riconosciuti come suoi, a tutti i costi. Portiamo nella relazione i nostri beni e le nostre responsabilità, e così ha fatto anche lui. (A prima vista, è un cattivo affare per il Signore – riceve i nostri peccati e noi la sua giustizia!). Infine, il battesimo è la “fede nuziale” che informa il mondo che ci osserva che apparteniamo a lui.{{RightInsert|'''Come approfondimento :''' Leggi Giovanni 14, 19. &amp;quot;Perché io vivo&amp;quot;, dice Gesù, &amp;quot;voi vivrete.&amp;quot;Che promessa!}}&amp;lt;br&amp;gt;La nostra unione con Cristo è un'unione duratura ed eterna. Gesù ha rassicurato i suoi discepoli con la promessa&amp;amp;nbsp;: “perché siate anche voi dove sono io” (Gio 14, 3). Il significato evidente è che un giorno goderemo della presenza fisica del Signore, proprio come ora godiamo della sua presenza spirituale.&amp;lt;br&amp;gt;Che il cristiano sia unito con Gesù Cristo è un fatto chiaro. Ma il modo in cui siamo uniti a lui rimane una questione di grande mistero. Sappiamo che lo Spirito Santo ha un ruolo in tutto questo. Citiamo Lewis Smedes&amp;amp;nbsp;:&amp;lt;br&amp;gt;'Lo Spirito è il legame vivente tra lui e noi. Prende quello che è di Cristo e lo fa “scendere” fino a noi. Lo Spirito viene sempre descritto come una persona. Non è un tubo dal quale la sostanza chiamata vita viene buttata a noi che siamo dall'altra parte. E' sempre un creatore di vita vivo e dinamico; ci apre ai nostri sensi spirituali, ci apre gli occhi alla realtà di Cristo, nutre la nostra fede, ci impone disciplina e, soprattutto, ci infonde nel Cristo vivente.'&amp;lt;br&amp;gt;Non siamo stati eliminati in quest'unione, ma Cristo vi è stato aggiunto. Non siamo stati eliminati, ma siamo stati cambiati dallo Spirito che ha preso residenza in noi. Inoltre, non ci è stata data una mappa e non ci è stato chiesto di trovare la via verso il paradiso. Invece, una Guida è arrivata fino a noi per scortarci personalmente.&amp;lt;br&amp;gt;'''Continueremo nel peccato?'''&amp;lt;br&amp;gt;Come abbiamo notato sopra, Paolo risponde alla domanda in maniera strepitosamente negativa. Non possiamo continuare nel peccato, sostiene, perché “siamo morti per via del peccato”. Sfortunatamente, questa frase è stata mal interpretata, a volte con risultati catastrofici.&amp;lt;br&amp;gt;Un famoso insegnante di religione attribuisce come significato all'affermazione di Paolo che il peccato non ha più nessuna presa sul cristiano. Pone questo quesito: se prendessimo un uomo morto e lo lanciassimo contro un muro, e se poi facessimo sfilare davanti a lui donne svestite, che effetto avrebbe tutto questo su di lui? Nessun effetto. Perché è morto. Il peccato non può più attirarlo.&amp;lt;br&amp;gt;Benché sia certamente invitante, quest'interpretazione è in opposizione con l'esperienza umana e rende incomprensibili la moltitudine di avvertimenti biblici per evitare il peccato. Paolo ci esorta a non far cedere al peccato i nostri corpi (Rom 6, 12-14), un'ammonizione “interamente gratuita se fossimo così morti nel peccato da esserne ora indifferenti.” Coloro che pensano essere in qualche modo aldilà della tentazione ignorano l'ammonizione dell'apostolo ai Corinzi: “Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere!” (1Co 10,12).{{RightInsert|'''Medita su Ebrei 4, 14-16.''' Visto che il Cristo stesso è stato tentato in tutti i modi, come lo siamo noi, non sarebbe follia pretendere che non lo siamo?}}&amp;lt;br&amp;gt;Alcuni hanno tentato di intendere la frase di Paolo “siamo morti nel peccato” come un imperativo, un ordine, un qualcosa che il cristiano deve compiere. La mossa successiva è insistere perché ogni cristiano faccia l'esperimento della “morte per il peccato” o “morte per se stesso”: “Il sé deve morire. E se non è avvenuto, bisogna considerare che lo sia, finché non arrivi la morte.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Se considerate che siete morti nella sua morte, e risorti ad un nuovo modo di vita nella sua risurrezione, il peccato non vi dominerà più. Vivete ora sotto un regime di grazia e la grazia non stimola il peccato, come fa la legge; la grazia libera dal peccato e vi permette di trionfarne.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-F.F.Bruce'''}}Se consideriamo il “morire per il peccato” come un qualcosa che dobbiamo compiere, siamo diretti ad un serio scoraggiamento... o peggio. Penso che questa sia la ragione per la quale molti sembrano cadere così improvvisamente (ricordate il mio amico Greg?). Lottano per mantenere un'apparenza esterna vittoriosa mentre internamente le loro vite sono un ammasso di frustrazioni. Quindi, quando alla fine non hanno più carburante, non possiedono più la speranza di riprovare. Avendo già dato il meglio di se stessi, non riescono a capire come potrebbero farcela.&amp;lt;br&amp;gt;Penso che l'interpretazione di Sinclair Ferguson sulla morte nel peccato sia la più precisa. Scrive&amp;amp;nbsp;: “Paolo non ci sta dicendo di fare qualcosa; sta analizzando un fatto che è avvenuto.” Nonostante la nostra costante vulnerabilità all'incentivo del peccato, due cose si possono dire con sicurezza per coloro che sono stati uniti con il Cristo&amp;amp;nbsp;:{{RightInsert|'''Medita su Romani 6, 18.''' Imparate questo versetto a memoria e il vostro “carburante” spirituale aumenterà immediatamente.}}&amp;lt;br&amp;gt;'''Siamo stati condannati a morte (perché colpevoli) per via del peccato.''' La Scrittura spiega chiaramente che “il salario del peccato è la morte”; (Rom 6, 23). La morte è la condanna per il peccato. Eppure la morte del nostro Signore ha eliminato la pena del peccato. E perché siamo “in lui”, siamo morti anche noi per colpa del peccato. Per dirlo diversamente&amp;amp;nbsp;: “Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.” (Rom 8, 1).&amp;lt;br&amp;gt;'''Siamo morti per colpa del regno del peccato.''' Conseguentemente alla nostra unione con Cristo nella sua morte, non siamo più obbligati a peccare. E' eccitante! Il fatto non è che non siamo più capaci di peccare, ma che siamo capaci di non peccare. Paolo dice&amp;amp;nbsp;: “Il peccato infatti non dominerà più su di voi poiché non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia.” (Rom 6, 14).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|4 Indica quale delle seguenti affermazioni sono vere e quali sono false.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
(Le risposte sono stampate alla fine di questa pagina)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Ogni cristiano deve provare un'esperienza di 'morte di sé'. '''V  F'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Un cristiano veramente maturo non è più attratto dal peccato '''V  F'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Il cristiano santificato non lotta con grandi tentazioni '''V  F'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Visto che sono morto 'in Cristo', la sanzione del peccato non può nuocermi '''V  F'''}}La schiavitù è un tema prominente nel capitolo 6 di Romani, nel quale ne vengono presentati due tipi diversi. Prima di diventare cristiani, eravamo schiavi del peccato. Non avevamo altra scelta, se non quella di peccare. Ora che siamo in Cristo, siamo schiavi di Dio. La relazione schiavo/padrone che avevamo con il peccato è ora finita. Dio è ora il nostro padrone. E' dunque corretto di dire&amp;amp;nbsp;: “Non devo servire il peccato oggi. Sono stato liberato.” L'unica persona però che può pronunciare queste parole è quella che è legata a Dio e ne è diventata schiava.&amp;lt;br&amp;gt;Benché siamo morti con Cristo, la Scrittura ci esorta a “far morire le opere del corpo” per poter vivere (Rom 8, 13). Speriamo che l'Appendice B, che inizia a pagina 96, porterà delle spiegazioni su questo tema potenzialmente confuso.&amp;lt;br&amp;gt;'''Cosa ci vuole per cambiare'''&amp;lt;br&amp;gt;Ecco per le fondamenta della vittoria. Ma come funziona in pratica?&amp;lt;br&amp;gt;Ho avuto diverse opportunità di appoggiarmi a queste verità nella mia vita e nel mio sacerdozio. In più di un'occasione, uomini che lottavano contro fantasie sessuali si sono rivolti a me perché li aiutassi a rinnovare la loro mente. La lussuria è un problema fortemente opposto alla nozione di santità. Coloro che la frequentano cercano disperatamente una liberazione. Raramente però si ottiene un aiuto duraturo e immediato.&amp;lt;br&amp;gt;Ricordo un uomo sulla trentina che aveva adottato l'atteggiamento giusto di fronte a questo problema. La sua coscienza si era risvegliata e vedeva il suo peccato alla luce della santità divina. Siccome aspirava ad essere libero per glorificare Dio, era molto motivato e desideroso di effettuare il lavoro necessario per crescere nella santità. Ecco i pensieri che condivisi con lui dal capitolo 6 di Romani&amp;amp;nbsp;:&amp;lt;br&amp;gt;'''Conosci la verità.''' “''Sappiamo'' bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato” (Rom 6, 6){{RightInsert|'''Come approfondimento :''' Leggi Efesi 4, 22-24. Quali misure pratiche puoi prendere per mettere in atto questo comando?}}&amp;lt;br&amp;gt;Dobbiamo prima sapere per poter credere. La conoscenza spirituale precede la fede. Suggerii a quell'uomo di iniziare a memorizzare il sesto capitolo di Romani. Paolo spiega più avanti che “i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace” (Rom 8, 6). Esiste forse un modo migliore di avere desideri spirituali che di riempire la propria mente con la Scrittura?{{RightInsert|'Non esiste nulla, forse, nella varietà delle dottrine che, se afferrato e capito correttamente, dà maggior sicurezza, maggior conforto e speranza di questa dottrina della nostra unione con Cristo'.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-D.Martyn Lloyd-Jones'''}}&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|Risposte : F, F, F, V}}E' molto più facile seguire l'esempio di Gesù, che lotta contro la tentazione con la Parola di Dio, quando tale Parola è stata serbata nel cuore. “Conservo nel cuore le tue parole per non offenderti con il peccato.” (Sal 119, 11). Dobbiamo avere la verità in serbo nei nostri cuori e sull'orlo delle nostre lingue. Mentre memorizziamo e meditiamo sulla Scrittura, subiamo una trasformazione che da avversari facili che soccombono alla più piccola tentazione ci fa diventare guerrieri spirituali che affermano&amp;amp;nbsp;: “Siamo morti per colpa del peccato; come possiamo viverci più a lungo?”&amp;lt;br&amp;gt;'''Aspettati che sia vero'''. “Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi ''consideratevi morti al peccato'', ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.” (Rom 6, 10-11, accentuazione aggiunta).&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| cellspacing=&amp;quot;1&amp;quot; cellpadding=&amp;quot;1&amp;quot; border=&amp;quot;1&amp;quot; align=&amp;quot;center&amp;quot; style=&amp;quot;width: 693px; height: 181px;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &lt;br /&gt;
5 Lottare contro il peccato inizia nella propria mente. Traccia una linea che collega i pensieri negativi qui sotto con il versetto che li confuta nel modo più efficace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;“Sono solo stasera... e se qualcuno mi entrasse in casa?”&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp; '''Fil 4, 13'''&amp;lt;br&amp;gt;“Sono così brutto e grasso – non serve a nulla fare questa dieta.”&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;'''1Co 10, 13'''&amp;lt;br&amp;gt;“Non ho proprio il coraggio di parlare di Gesù al mio capo”.&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp; '''2Ti 1, 7'''&amp;lt;br&amp;gt;“Non sarò mai capace di mantenere la mia verginità”&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp; '''Mat 19, 26'''&amp;lt;br&amp;gt;“Come potrò mai perdonarlo per quello che ha fatto?”&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp;&amp;amp;nbsp; '''Sal 139, 14''' &lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
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“Non è un gioco nel quale si finge,” scrive il teologo F.F.Bruce. “I credenti devono considerarsi come Dio li ha fatti in realtà.” Siccome siamo morti per via del peccato, la condanna e la colpevolezza del peccato non è più un problema. Per questo, dobbiamo ringraziare Gesù. Ma oltre a questo, non siamo più costretti a peccare, perché il peccato non è più il nostro padrone. Il suo dominio è finito. E non siamo solo morti per via del peccato, siamo anche vivi nel Cristo Gesù! Quest'affermazione ci riporta di nuovo indietro alla nostra unione con il Cristo e a tutte le benedizioni associate a quell'allegro principio. “Contatevi tra i morti”; quest'espressione usa un termine contabile che potrebbe anche essere tradotto “stimare” o “calcolare”. Se fossi una persona di fiducia e se vi dicessi che ho depositato del denaro sul vostro conto bancario, vi aspettereste di trovarlo. Quello che sta dicendo Paolo, in sostanza, è “Non agire da perdente, non sei un perdente. Agisci come il figlio di Dio, perché è quello che sei.”&amp;lt;br&amp;gt;'''Offritevi a Dio.''' “Non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato, ma ''offrite voi stessi a Dio'' come vivi tornati dai morti e le vostre membra come strumenti di giustizia per Dio.” (Rom 6, 13 accentuazione aggiunta).&amp;lt;br&amp;gt;Dobbiamo fare una scelta – molte scelte – tutti i giorni. Possiamo offrire le nostre membra a Dio affinché vengano usate nella virtù, o possiamo offrirle per un uso malvagio. Le nostre menti, le nostre lingue, i nostri occhi ed altre parti del corpo sono moralmente neutre. E' il modo in cui scegliamo di usarle che determina se onoriamo o offendiamo Dio.&amp;lt;br&amp;gt;Le abitudini peccaminose non si sviluppano in un giorno, e raramente si cambiano in un giorno. Possono essere sopraffatte solo attraverso l'applicazione persistente della verità di Dio. Ma come fa notare Jay Adams, ci vuole perseveranza&amp;amp;nbsp;:{{RightInsert|'''Come approfondimento :''' Nota i termini intimi usati da Paolo in 1Corinzi 6, 15-17 per descrivere la nostra unione con Cristo. Questo ti motiva ad onorare Dio con il tuo corpo?}}&amp;lt;br&amp;gt;'Troppi cristiani abbandonano. Vogliono cambiare troppo in fretta. Ciò che vogliono veramente è cambiare senza la lotta quotidiana. A volte rinunciano quando solo sulla soglia della vittoria. Si fermano prima di ricevere. Di solito ci vogliono almeno tre settimane di sforzo quotidiano effettivo per sentirsi a suo agio nella messa in pratica di un nuovo atteggiamento. E ci vogliono altre tre settimane perché questo atteggiamento diventi parte integrante di se stessi. Eppure, molti cristiani non vanno avanti, neppure per tre giorni. Se il successo non arriva immediatamente, si scoraggiano. Vogliono ottenere tutto nell'istante e se non lo ottengono, mollano tutto. &amp;lt;br&amp;gt;Una signora di mia conoscenza si tormentava con pensieri di timore e depressione che derivavano da una serie di peccati di cui era stata la vittima negli anni passati. I suoi pensieri negativi la tenevano in una prigione spirituale. Se ripensava a quelle esperienze passate o se doveva affrontare una difficoltà, si metteva in moto nella sua testa un antico giradischi che iniziava a suonare una vecchia melodia triste. Uno schema mentale che negli anni ha creato dei solchi mentali profondi che ripetevano continuamente le stesse canzoni deprimenti.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'Ci sono solo questi due modi di vivere : una vita peccaminosa diretta dai sentimenti e orientata alla propria persona e una vita di santità guidata da comandamenti e orientata verso Dio. Vivere secondo il sentimento piuttosto che secondo il comandamento di Dio è un ostacolo fondamentale alla santità... Si tratta di un'abile astuzia di Satana di far credere agli uomini che sono incapaci di fare ciò che Dio comanda perché non sentono di voler farlo o che devono fare quello che sentono di fare senza poter fare altrimenti.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Jay Adams'''}}Poi imparò che non era necessario che lei seguisse la melodia. Il Cristo Gesù è morto in croce per frantumare questi archivi. Più aumentava questa consapevolezza, più lei iniziò a riconoscere le vecchie melodie melancoliche quando iniziavano e le rimpiazzò presto con canzoni nuove, prese dalla Parola di Dio. &amp;lt;br&amp;gt;Quando la gente sente la verità liberatrice secondo la quale le esperienze del passato non dettano più le azioni presenti, la speranza sorge nei loro cuori. Non è più il ''nostro'' passato, il passato ''di Cristo'' che è ora il fattore decisivo delle nostre vite, perché siamo uniti a lui nella sua morte e nella sua nuova vita. Ho dovuto imparare che quando i ricordi di peccati passati si ammucchiano nella mia mente, devo immediatamente rivolgermi alla mia unione con Gesù Cristo. Ora, invece di essere paralizzato dalla condanna, sono capace di trasformare tali ricordi in un'opportunità di ringraziare Dio per il perdono dei miei peccati... compreso ''questo qui''.&amp;lt;br&amp;gt;A Lancaster, in Pennsylvania, esiste un rifugio parrocchiale per donne non sposate. Il centro The House of His Creation è stato tenuto per molti anni da Jim e Anne Pierson. Una volta, Anne mi raccontò di una difficoltà ricorrente che dovevano affrontare le giovani donne. Molte di loro si erano ritrovate incinte in seguito ad un peccato sessuale, ma erano arrivate a credere in Gesù e a ricevere il suo perdono. Eppure, una volta arrivate a cinque mesi di gravidanza, quando iniziavano a sentir muoversi il bambino in grembo, il ricordo dei loro peccati passati si faceva molto vivido. Ogni nuovo colpo o sussulto interno moltiplicava il loro senso di colpa e il loro scoraggiamento.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Credi alla Parola ed alla potenza di Dio più che ai tuoi sentimenti ed esperienze. Cristo è il tuo Scoglio, e non è lo Scoglio che rifluisce e fluttua, ma il tuo mare.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Samuel Rutherford'''}}Ma i Piersons riuscirono a battere l'accusatore con le sue stesse armi. Anne insegnò alle ragazze a lasciare che i movimenti del bambino siano un ricordo del fatto che Dio le aveva effettivamente perdonate e che avrebbe fatto in modo che tutto si risolva per il meglio per loro. Che maniera saggia e creativa di affrontare la condanna!&amp;lt;br&amp;gt;Attraverso la nostra unione con Cristo, siamo morti per la colpa del peccato e del suo potere. Il corpo crocifisso di Gesù ha espiato le nostre colpe, così come il suo corpo resuscitato è la nostra promessa di vittoria. La nostra unione con Cristo è la base della nostra liberazione dal legame del peccato. E' tanto irremovibile quanto immeritata; è tanto sufficiente quanto certa. Se cercheremo di ''conoscere'' la verità, di ''considerare'' che sia tale, e poi di ''offrire'' noi stessi in un'ubbidienza consistente a Dio, andremo avanti da fede in fede e da gloria in gloria.&amp;lt;br&amp;gt;'''Domande da discutere'''&amp;lt;br&amp;gt;1.Ti sei mai identificato così tanto all'esperienza di qualcun altro che sembrava che l'avessi sperimentata tu stesso?&amp;lt;br&amp;gt;2.Prova a spiegare con le tue parole il mistero dell'essere uniti a Cristo.&amp;lt;br&amp;gt;3.Come possiamo considerarci “morti per colpa del peccato”, quando siamo ancora così sensibili alla tentazione?&amp;lt;br&amp;gt;4.Alla luce di questo capitolo, come spiegheresti 1Gi 2, 1?&amp;lt;br&amp;gt;5.“Non è che non siamo capaci di peccare”, scrive l'autore, “ma è che siamo capaci di non peccare” (pagina 32). Che cosa intende?&amp;lt;br&amp;gt;6.Come cambierà questo capitolo il modo in cui resisterai al peccato? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Letture raccomandate'''&amp;lt;br&amp;gt;''Uomini Fatti Nuovi [Men Made New]'' di John R.W. Stott (Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1966, 1984) &amp;lt;br&amp;gt;''Romani Capitolo Sei&amp;amp;nbsp;: L'Uomo Nuovo [Romans Chapter Six: The New Man]'' di D. Martyn Lloyd-Jones (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1972) &amp;lt;br&amp;gt;'''Note Bibliografiche'''&amp;lt;br&amp;gt;1.↑ D. Martyn Lloyd-Jones, ''Romani Capitolo Sei&amp;amp;nbsp;: L'Uomo Nuovo [Romans Chapter Six: The New Man]'' (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1972), pp. 4-6. &amp;lt;br&amp;gt;2.↑ John R.W. Stott, ''Uomini Fatti Nuovi [Men Made New]''(Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1966, 1984), p. 30. &amp;lt;br&amp;gt;3.↑ Lewis Smedes, ''Unione con Cristo [Union with Christ]'' (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1970; revised edition, 1983), p. xi. &amp;lt;br&amp;gt;4.↑ D. Martyn Lloyd-Jones,''Romani Capitolo Sei [Romans Chapter Six]'',p. 39. &amp;lt;br&amp;gt;5.↑ Sinclair Ferguson, ''Spiritualità Cristiana&amp;amp;nbsp;: Cinque Visioni della Santificazione [Christian Spirituality: Five Views of Sanctification]'', Donald L. Alexander, ed. (Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1988), p. 49. &amp;lt;br&amp;gt;6.↑ Lewis Smedes,''Unione con Cristo [Union with Christ]'', p. 32. &amp;lt;br&amp;gt;7.↑ John R.W. Stott,''Uomini Fatti Nuovi [Men Made New]'', p. 40. &amp;lt;br&amp;gt;8.↑ F.F. Bruce, ''La Lettera di Paolo ai Romani&amp;amp;nbsp;: Un'Introduzione e Commento [The Letter of Paul to the Romans: An Introduction and Commentary]'' (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1985), pp. 129-130. &amp;lt;br&amp;gt;9.↑ Sinclair Ferguson, ''Spiritualità Cristiana [Christian Spirituality]'', p. 55. &amp;lt;br&amp;gt;10.↑ D. Martyn Lloyd-Jones, ''Romlani Capitolo Sei [Romans Chapter Six]'', p. 30. &amp;lt;br&amp;gt;11.↑ F.F. Bruce,''La Lettera di Paolo ai Romani [The Letter of Paul to the Romans]'', p. 132. &amp;lt;br&amp;gt;12.↑ D. Martyn Lloyd-Jones, ''Romani Capitolo Sei [Romans Chapter Six]'', pp. 106-148 for a full discussion of these verses. &amp;lt;br&amp;gt;13.↑ Jay E. Adams, ''Il Manuale del Consigliere Cristiano [The Christian Counselor’s Manual]'' (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1973), p. 185. &amp;lt;br&amp;gt;14.↑ Ibid., p. 118 &amp;lt;br&amp;gt;15.↑ Citato in Sinclair Ferguson, ''La Vita Cristiana [The Christian Life],'' pp. 25-26.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 19:47:15 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/Uniti_con_Cristo</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare? / Nella trappola del divario</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F_/_Nella_trappola_del_divario</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Come posso cambiare? / Nella trappola del divario a Come posso cambiare?/Nella trappola del divario&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Come posso cambiare?/Nella trappola del divario]]&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 19:46:48 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F_/_Nella_trappola_del_divario</comments>		</item>
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			<title>Come posso cambiare?/Nella trappola del divario</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/Nella_trappola_del_divario</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Come posso cambiare? / Nella trappola del divario a Come posso cambiare?/Nella trappola del divario&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | How Can I Change?/Caught in the Gap Trap}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«&amp;amp;nbsp;Tutti voi che lottate con rabbia, per favore, venite avanti. Vorremmo pregare per voi.&amp;amp;nbsp;»&amp;lt;br&amp;gt;Era una domenica mattina. Avevo appena finito una predica sulla rabbia e volevo dare allo Spirito Santo un'opportunità di lavorare nei cuori dei presenti. Non mi sarei mai immaginato la loro reazione.&amp;lt;br&amp;gt;Una ventina di persone avanzò per porsi di fronte ai fedeli – un gruppo assai grande per una chiesa delle nostre dimensioni. Eppure non fu il numero che attirò la mia attenzione, ma le persone stesse. Erano quasi tutte mamme di bambini piccoli! (Secondo la maggior parte delle madri che ho conosciuto, la rabbia fa parte dei rischi del mestiere).&amp;lt;br&amp;gt;In quanto loro pastore, sapevo che tutte queste donne erano cristiane serie e devote. Ciò che le spinse a presentarsi davanti a tutti fu la loro intensa frustrazione nell'essere state intrappolate nel divario – il divario tra la norma biblica di autocontrollo e il loro fallimento nell'essere all'altezza di un tale standard.&amp;lt;br&amp;gt;Che il problema sia la rabbia, la paura, l'inquietudine o qualcosa di più comune come la pigrizia, tutti noi abbiamo fatto l'esperienza del divario che esiste tra quello che siamo e quello che dovremmo essere. La Bibbia ci considera come creature nuove, come vincitori o dominatori. Non siamo solo conquistatori – siamo molto più di questo (Ro 8, 37). E a volte ci sentiamo proprio così. Molto più spesso, però, ci risulta difficile vedere aldilà dei nostri limiti e dei nostri continui fallimenti. E pare sempre che proprio in quei momenti della nostra vita emerga dalla nostra lettura biblica il versetto di Matteo 5, 48&amp;amp;nbsp;: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Come approfondimento:'''&amp;lt;br&amp;gt; Anche l'apostolo Paolo è finito nella trappola del divario (Romani 7, 21-25). Riesci ad identificarti alla sua frustrazione?}}Quindi sospiriamo piano e pensiamo: ''Non sarà mai''.&amp;lt;br&amp;gt;Questo modo di pensare, lo chiamo “la trappola del divario”. Ecco come funziona: in quanto cristiani, abbiamo una certa conoscenza di ciò che Dio si aspetta da noi. Ma realizziamo meno di ciò che sappiamo di dover realizzare. Qui esiste dunque un divario tra ciò che sappiamo essere richiesto e le nostre azioni reali. Se il divario tra ciò che sappiamo e il modo in cui viviamo si allarga troppo, possiamo giustamente chiamarci degli ipocriti.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Il punto della vita cristiana è di diventare nella nostra natura intrinseca ciò che già siamo in Cristo... Lo scopo di questi versetti (p.es. Romani 6, Colossiani 3, 5-14, Efesi 4, 22-32) è di mostrarci il grande divario tra quello che dobbiamo essere in Cristo (giustificazione) e quello che siamo veramente nella vita di tutti i giorni (santificazione), al fine di colmarlo al più presto... Lo scopo di Paolo è di spingerci a diventare nella vita quotidiana ciò che dovremmo già essere in Cristo.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Jay Adams'''}}Il divario è un fatto nella vita cristiana. Per la maggior parte di noi, non c'è bisogno che ci vengano enumerate le nostre inconsistenze, ne siamo fin troppo coscienti. Questo dovrebbe mantenerci umili e dipendenti da Dio al fine di ottenere successo. Il divario però proviene spesso dalla nostra ignoranza della dottrina di santificazione. Invece di riconoscere il fatto che esiste questo divario per spingerci avanti in un'ardente confidenza in Cristo, lo lasciamo condannarci e fermare la nostra progressione. Siamo intrappolati nel pensiero che siamo dei perdenti, dei falliti, dei buoni a nulla... e... forse anche il pensiero di non essere cristiani. Alcuni si lasciano andare all'inazione o alla disubbidienza. Coloro che si ritrovano rinchiusi in questa trappola (e in un certo senso, succede a tutti) vengono fatti soffrire inutilmente dallo scoraggiamento.&amp;lt;br&amp;gt;In quanto pastore, una delle mie principali responsabilità è quella di aiutare gli individui a liberarsi dalla trappola del divario. Spesso mi ritrovo a dire alla gente “Ci vorrà tempo, e sicuramente vi verrà richiesto uno sforzo intenso, ma uscire dalla trappola del divario non è difficile. E credetemi, ne varrà la pena!”&amp;lt;br&amp;gt;Forse vi siete già ritrovati intrappolati nel divario. Forse lo siete ora. Se così fosse, siamo convinti che questo libro potrà aiutarvi a restringere il divario tra ciò che''dovreste essere'' in Cristo e ciò che''siete'' nella pratica.&amp;lt;br&amp;gt;Potreste immaginare una vita nella quale riuscireste a sbarazzarvi delle vostre abitudini di peccato e a fare veri progressi verso la santità? Una tale vite è possibile. E questo libro è stato scritto al fine di assistervi ed incoraggiarvi a far sì che quella vita diventi vostra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| width=&amp;quot;200&amp;quot; cellspacing=&amp;quot;1&amp;quot; cellpadding=&amp;quot;1&amp;quot; border=&amp;quot;1&amp;quot; align=&amp;quot;center&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| valign=&amp;quot;middle&amp;quot; align=&amp;quot;center&amp;quot; | &lt;br /&gt;
'''Sommario''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Tra l'&amp;quot;adesso&amp;quot; e il &amp;quot;non ancora&amp;quot; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. A qualcuno serve il colluttorio? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Ne vale la pena &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. Come attingere alla perfezione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. Sette ragioni di ridurre il divario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6. Discussioni di gruppo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7. Letture raccomandate &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8. Note bibliografiche &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Tra l' “adesso” e il “non ancora”'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|1 Ci sono settori nella tua vita in cui sai che non vivi secondo le aspettative divine? (Descrivi brevemente un settore nello spazio qui sotto.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
}}Senza dubbio, una delle cose più frustranti nella vita cristiana è la contraddizione apparente tra ciò che Dio pensa che siamo e quello che sappiamo di essere, per esperienza. Prendete i Corinzi, per esempio. Ad un certo punto, Paolo li rassicura, “Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio” (1Co 6, 11). Sembra ovvio, no? Finché non si legge la seconda lettera di Paolo a questa chiesa, nella quale sembra dire esattamente il contrario&amp;amp;nbsp;: “Purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio” (2Co 7, 1).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1Gi 3, 2-3.''' Quale impatto dovrebbero avere i nostri pensieri del “non ancora” sull'“adesso”?}}Immagino la confusione dei Corinzi. Erano dunque santificati... o contaminati? In realtà, erano entrambi, e così anche noi. Per spiegare questo, concedetemi una piccola parentesi.&amp;lt;br&amp;gt;Il regno di Dio è sia “adesso” che “non ancora”. E' al presente per certi aspetti e al futuro per altri. Il Nostro Signore è venuto proclamando e dimostrando che il regno (o la regola) di Dio avesse intersecato la storia umana&amp;amp;nbsp;: “Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio” (Luc 11, 20). Ciononostante, il regno di Dio non è giunto nella sua totalità. Ciò non avverrà prima del ritorno al potere di Gesù, quando si piegherà ogni ginocchio e quando ogni lingua confesserà che Egli è il Signore. Fino ad allora, senza negare la realtà presente del regno di Dio, preghiamo con fervore “Venga il tuo regno” (Mat 6, 10).&amp;lt;br&amp;gt;Visto in questo modo, il regno di Dio è paragonabile alle nostre singole vite. Dio, attraverso il suo meraviglioso lavoro di santificazione, ci ha dichiarati giusti. Il nostro stato legale davanti a lui è cambiato. La faccenda è stata risolta una volta per tutte nell'alta corte dei cieli. Ma da questa parte del cielo, però, la nostra trasformazione è un progetto in corso. Il processo di santificazione mi occupa personalmente come cristiano, ma in quanto pastore mi fornisce tantissimo lavoro.&amp;lt;br&amp;gt;Dunque, otteniamo la vittoria in Cristo, oppure no? Siamo vincitori o vinti? Oscar Cullman suggerisce un'analogia con la Seconda Guerre Mondiale che penso può aiutarci a capire la contraddizione apparente. &amp;lt;br&amp;gt;La storia ricorda due giorni importanti verso la fine della Seconda Guerra Mondiale&amp;amp;nbsp;: il D-Day e il Giorno della Vittoria in Europa. Il D-Day si riferiva al 6 giugno del 1944, quando le forze alleate atterrarono sulle spiagge della Normandia in Francia. Si trattò di un momento decisivo per la guerra; una volta l'atterraggio effettuato con successo, il destino di Hitler fu segnato. La guerra era essenzialmente finita. Eppure, la vittoria completa in Europa (Giorno della Vittoria) non arrivò prima del 7 maggio 1945, quando le forze tedesche si arresero a Berlino. Quest'intervallo di undici mesi viene ricordato come uno dei periodi più cruenti della guerra. Sorsero delle battaglie campali in Francia, in Belgio e in Germania. Sebbene sia stato ferito mortalmente il nemico, non soccombette immediatamente.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“L'elezione divina è la garanzia che Dio si accingerà a completare con la sua grazia santificatrice ciò che la sua grazia di elezione ha già iniziato. Questo è il significato del Nuovo Testamento: l'ubbidienza non viene semplicemente imposta da Dio, ma donata”.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-John Piper'''}}La croce era il nostro D-Day. Quel giorno, Gesù Cristo nostro Signore morì per rompere le catene del peccato del suo popolo. Fummo giustificati sulla base della sua morte e resurrezione. Ma la vittoria finale aspetta il ritorno di Cristo. Non ci sono dubbi sull'esito della faccenda. Tuttavia ci ritroveremo ancora coinvolti in schermaglie e battaglie fino a quando non apparirà il Signore nella sua gloria per vincere per sempre le forze oscure. &amp;lt;br&amp;gt;Se la teniamo a mente, questa distinzione può risparmiarci tanto sconforto. Se la battaglia fa furore, la guerra non è ancora stata vinta. Essere coscienti del lavoro portato in porto da Cristo per noi è essenziale per il morale nella nostra ricerca di santificazione. Dobbiamo studiare e meditare sulla grande dottrina di santificazione finché essa non sprofondi {{RightInsert|'''Come approfondimento:'''&amp;lt;br&amp;gt; Leggi 1Pietro 5, 8-9. Benché l'ultimo trionfo di Dio sia inevitabile, ci viene imposto di lottare con sano rispetto per il nostro avversario.}}nella nostra coscienza.&amp;lt;br&amp;gt;'''A qualcuno serve il collutorio?'''&amp;lt;br&amp;gt;Pur essendo pienamente giustificati in Cristo (D-Day), non siamo in nessun modo pienamente santificati (Giorno della Vittoria). Alcune persone non sono riuscite a capire questo fatto.&amp;lt;br&amp;gt;L'insegnante di religione Ern Baxter racconta di un incidente che è avvenuto durante il Movimento della Seconda Pioggia, alla fine degli anni quaranta. Un insegnamento eretico, chiamato “i figli manifesti di Dio” era emerso. Si trattava essenzialmente di una dottrina che prometteva una santificazione totale nel corso di questa vita. Nella sua forma estrema, vi era inclusa la credenza che un'élite spirituale avrebbe ricevuto dei corpi glorificati prima del ritorno di Cristo.&amp;lt;br&amp;gt;Alla fine di un'assemblea durante la quale predicò Baxter, diversi figli (e figlie) manifeste entrarono nel fondo della sala vestiti con abiti bianchi. Una volta terminata la predica di Baxter, avanzarono per porsi davanti al pubblico e tentarono di accaparrarsi dei discepoli per la loro dottrina di assoluta perfezione. Così racconta la storia&amp;amp;nbsp;: “La donna che faceva loro da capo aveva un gran bisogno di collutorio. Non è il tipo di perfezione alla quale aspiro. &amp;lt;br&amp;gt;Più comuni ancora del resoconto di Baxter sono le situazioni che risultano da una visione superficiale e semplicistica della santificazione.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert| 2 Se tu dovessi cercare la perfezione totale in questo mondo, quale di queste affermazioni ti sarebbe più difficile da conseguire?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Non oltrepassare mai, neanche di un chilometro, il limite di velocità&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Parlare con gentilezza e amabilità ad ogni commerciante che ti chiama al telefono&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Evitare tutte le calorie inutili&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Alzarti subito quando suona la sveglia invece di lasciarla risuonare più volte&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Pagare le tasse con allegria}}Quand'ero ancora un giovane credente, incontrai un ragazzo di nome Greg, un ladruncolo dichiarato e drogato che sembrava essersi convertito durante la sua detenzione. La sua determinazione a vivere la sua vita cristiana mi impressionò. La sua postura rifletteva una certezza audace e pavoneggiava leggermente. Parlava come se il peccato non fosse più un problema per lui. Più di una volta mi raccontò come fosse stato “salvato, santificato e riempito di Spirito Santo”.&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|'''Come approfondimento:'''&amp;lt;br&amp;gt; Leggi Mat 26, 41. Quando può essere lecito assumere che si è “giunti” alla santificazione?}}A sentire la sua descrizione sembrava tutto così semplice. Un giorno, quand'era ancora un cristiano tutto nuovo, era salito su un treno e quando ne discese diverse ore più tardi aveva avuto ciò che chiamava un' “esperienza di santificazione”. Mi assicurò che una tale esperienza fosse un preludio necessario al ricevimento del battesimo nello Spirito Santo, e che una volta avvenuto, tutto si metteva a posto.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|La santità non conduce a Cristo. E' Cristo che conduce alla santità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Adrian Rogers'''}}Devo ammettere che alcune cose riguardanti Greg non sembravano affatto santificate. Giudicava troppo in fretta e aveva un atteggiamento da fariseo. Poteva essere allo stesso tempo autoritario e meschino. Ricordo le sue osservazioni indignate quando un amico depose inavvertitamente qualcosa sulla sua Bibbia&amp;amp;nbsp;: “Scusa, ma mi sembra che quella sia proprio la Parola di Dio!”. Certamente, era capace di citare la Bibbia e sembrava intendere questa faccenda della santificazione. Che colpo fu allora quando ricominciò a vendere e fare uso di droghe pesanti.&amp;lt;br&amp;gt;I problemi di Greg includevano una comprensione incompleta, quindi incorretta, degli insegnamenti biblici sulla santificazione. Aveva fatto ciò che fanno tanti, si era concentrato unicamente sui testi della Scrittura a lui cari e che sembravano convalidare la sua esperienza personale.&amp;lt;br&amp;gt;La santificazione è sia ''definita'' (avviene durante la conversione), sia ''progressiva''. Non è successa tutta in una sola esperienza del passato, ma non si deve nemmeno pensare come un avvenimento che avviene a gradi. Siamo ''stati cambiati'' e ''stiamo cambiando''. Senza diminuire l'entusiasmo del successo del nostro atterraggio in Normandia, dobbiamo essere sobri e realistici mentre valutiamo l'opposizione esistente tra noi e Berlino. L'opzione di salire su un treno di santificazione non esiste per noi, come Greg affermava di aver fatto. Si tratta di una lotta ad ogni passo.&amp;lt;br&amp;gt;'''Ne vale la pena'''&amp;lt;br&amp;gt;Per molti, “santificazione” è un'altra di quelle lunghe parole teologiche che si sentono spesso ma che si capiscono di rado. Sembra scolastica e poco pratica. Eppure è intensamente pratica. La dottrina di santificazione risponde a delle domande che si pone ogni cristiano nella storia della Chiesa.&amp;lt;br&amp;gt;Come posso cambiare?&amp;lt;br&amp;gt;Come posso crescere?&amp;lt;br&amp;gt;Come posso diventare come Cristo?&amp;lt;br&amp;gt;''Come posso uscire dalla trappola del divario?''&amp;lt;br&amp;gt;Qualsiasi cosa capace di porre risposta a queste domande è degna di uno sforzo. L'appendice A (pagina 93) spiega come vari rami della Chiesa hanno gestito questo problema in passato, ma vediamo ora quello che possiamo imparare da questa dottrina essenziale quando si applica a noi oggi.&amp;lt;br&amp;gt;Il significato biblico della parola “''santificare''” è “distinguere; consacrare”. (''Santità'' deriva dalla stessa radice greca). Può essere applicata ad una persona, un luogo, un'occasione o un oggetto. Quando qualcosa è santificato, non è più destinato ad un uso comune ma dedicato ad un uso speciale. Ad esempio, ai tempi di Mosè, il giorno dell'Espiazione era distinto (santificato) per un Dio santo. Quel giorno divenne un giorno santo. Una cosa santificata non diventa semplicemente santa perché è distinta; la sua santità deriva da ciò a cui è devota. Solo Dio può impartire la santità, in quanto Lui solo è santo.&amp;lt;br&amp;gt;Teologicamente, il termine “santificazione” è stato usato per descrivere il processo che avviene nel credente quando lo Spirito di Dio lavora in lui per farlo assomigliare a Cristo. Il processo inizia nel momento in cui rinasciamo e continua per tutta la vita. E' caratterizzato da un conflitto quotidiano dovuto al fatto che facciamo nostre la grazia e la forza di Dio al fine di sconfiggere il peccato che è in noi.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|La santità può salvarci? Può allontanare il peccato, diventare una soddisfazione al pari delle trasgressioni, pagare i nostri debiti a Dio? No, per nulla. Dio mi sia testimone, mai affermerò questo. La santità non può portare a nessuna di queste cose. I migliori santi sono tutti 'servitori inutili'. Le nostre opere più pure non sono altro che vecchi stracci, se si osservano alla luce della santa legge di Dio. L'abito bianco, offerto da Gesù e di cui si veste la fede dev'essere la nostra sola virtù, il nome di Cristo la nostra unica sicurezza, il libro di vita dell'Agnello il nostro unico biglietto per il paradiso. Con tutta la nostra santità, non siamo altro che peccatori. Le nostre opere migliori sono macchiate e tinte di imperfezioni. Sono tutte più o meno incomplete, sbagliate nel motivo o difettose nel loro rendimento. “Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene.” (Efe 2, 8-9).&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J.C.Ryle'''}}Ricordiamoci che la ''colpa'' del peccato è stata già assolta attraverso la giustificazione, come spiega Anthony Hoekema; la santificazione rimuove linquinamento del peccato:&amp;lt;br&amp;gt;'Con la parola colpa intendiamo lo stato di meritare una condanna o di essere passibile di punizione perché la legge di Dio è stata violata. Nella giustificazione, che è un atto dichiarato di Dio, la colpa del nostro peccato è tolta sulla base del lavoro di espiazione di Gesù Cristo. Con la parola inquinamento, tuttavia, vogliamo significare la corruzione della nostra natura come risultato del peccato e che, a sua volta, produce ulteriore peccato. In seguito alla Caduta dei nostri primi genitori, siamo nati tutti in uno stato di corruzione; i peccati che commettiamo non derivano solo da quella corruzione, ma vi si aggiungono. Nella santificazione, l'inquinamento del peccato è in corso di eliminazione (anche se non verrà completamente rimosso prima della vita che verrà). &amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|'''Come approfondimento:'''&amp;lt;br&amp;gt; Realizzi quanto importante e benefico sia il timore del Signore? (Vedi Salmo 19, 9 e 25, 14; Proverbi 1, 7 e 9, 10; e 1Pietro 1, 17).}}Nella Bibbia, la santificazione viene anche descritta come una crescita nella santità. Con la parola santità mi riferisco alla devozione a Dio ed al carattere che emerge da tale devozione. La santità comprende amore e desiderio di Dio. Include anche il timore di Dio, ciò che John Murray ha chiamato l' “anima della santità”. Il cristiano, essendo stato liberato dal timore del tormento eterno, teme Dio focalizzandosi non sulla sua collera, ma sulla sua “maestà”, santità e gloria trascendente. Il timor di Dio ha un effetto purificante sul cuore ed è un presupposto all'intimità con Dio.&amp;lt;br&amp;gt;La santità richiede molto di più della semplice moralità o zelo. Sorge da un'unione con Cristo e da una passione al fine di onorarlo. Una persona devota desidera assomigliare al suo Signore per procurargli piacere. Vuole provare ciò che prova Dio, pensare i suoi pensieri e fare la sua volontà. In breve, desidera far sua la personalità di Dio per glorificarlo. {{RightInsert|“Secondo il Breve Catechismo di Westminster (Westminster Shorter Catechism, Q.35), la santificazione è l'opera della grazia benevola di Dio, con la quale siamo rinnovati completamente secondo l'immagine di Dio e siamo sempre più capaci di morire nel peccato e di vivere nella virtù. Il concetto non è quello di vedere eradicato completamente il peccato (sarebbe una pretesa troppo grande) o semplicemente neutralizzato (il che sarebbe troppo limitato), ma si tratta di un cambiamento totale di comportamento, capace di liberarci da abitudini di peccato e di suscitare in noi affezioni, disposizioni e virtù ispirate da Cristo.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J.I. Packer'''}}Nessuna impresa è più degna di ricevere lo sforzo di un'intera vita&amp;amp;nbsp;: “Esercitati nella pietà, perché l'esercizio fisico è utile a poco, mentre la pietà è utile a tutto, in quanto porta con sé la promessa della vita presente come di quella futura.” (1Ti 4, 8).&amp;lt;br&amp;gt;Sia l'uomo, sia Dio giocano un ruolo chiave nel grazioso lavoro di santificazione. Dio, attraverso la sua grazia meravigliosa, inizia la nostra salvezza e impartisce il desiderio ed il potere di sconfiggere il peccato. In risposta alla sua grazia, e fiduciosi in essa, ubbidiamo al comandamento biblico di “attendere alla vostra salvezza con timore e tremore. E' Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni” (Fil 2, 12-13).&amp;lt;br&amp;gt;Il Nuovo Testamento rappresenta un percorso per una vita santa che è una via di mezzo (anzi, una via superiore) tra legalismo da una parte e permissività dall'altra. Quelle tradizioni religiose che si sono focalizzate troppo sul lavoro eseguito da Dio in noi, senza aspettarsi che quel lavoro risultasse in un desiderio crescente di santità, hanno deviato il loro percorso verso la permissività. “Perché molti, ve l'ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di Cristo: la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra.” (Fil 3, 18-19). D'altro canto, ci sono coloro che hanno enfatizzato così tanto la parte umana che elevano questa tecnica al di sopra della verità di Dio e finiscono nel legalismo. (Ci sono, ovviamente, diversi sfumature in queste deviazioni).&amp;lt;br&amp;gt;'''Come attingere alla perfezione'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su Timoteo 6, 11-16.''' Paolo sarebbe stato un sergente istruttore davvero motivante!}}Sento spesso i cristiani fare questa domanda&amp;amp;nbsp;: “Per quanto tempo può andare avanti questo processo di santificazione? Sarò mai liberato completamente dal peccato?”. E' una domanda di particolare rilevanza quando si legge una dichiarazione come quella di Paolo alla chiesa dei Filippesi&amp;amp;nbsp;: “Quanti dunque siamo perfetti, dobbiamo avere questi sentimenti; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo.” (Fil 3, 15). Gesù lo ha espresso in modo ancor più evidente in un versetto citato precedentemente&amp;amp;nbsp;: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.” (Mat 5, 48).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|3 Vediamo con questo piccolo questionario di vero o falso se hai capito gli argomenti di questo capitolo. &amp;lt;br&amp;gt;(Le risposte si trovano alla fine della pagina 9)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-La parola 'santificare' significa 'separare, dissacrare'     '''V  F'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-La santificazione inizia nel momento in cui rinasci e continua per tutta la vita      '''V  F'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-La colpa dei nostri peccati è stata assolta dalla giustificazione.     '''V  F'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-La santità si riferisce esclusivamente alla moralità e allo zelo di una persona.     '''V  F'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Dio solo ha la responsabilità della nostra santificazione.     '''V  F'''}}Ma Dio si aspetta veramente che noi raggiungiamo la perfezione?&amp;lt;br&amp;gt;Molti sono stati spinti a seguire Dio per il loro desiderio di perfezione. Attraverso la storia umana, poeti e filosofi hanno espresso il desiderio di riconquistare l'innocenza e purezza perdute. I cantautori contemporanei Crosby, Stills e Nash hanno celebrato l'esperienza di Woodstock con una canzone che diceva “Siamo polvere di stelle, siamo fatti di oro, siamo intrappolati nel patto del diavolo. E dobbiamo ritornare al Giardino.”&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|“Quando l'alba della... santità di Dio si apre sui nostri spiriti, ci ritroviamo liberati da ogni pensiero superficiale o inadeguato a proposito della nostra propria santificazione. Siamo anche protetti da ogni insegnamento futile che c'incoraggia a pensare all'esistenza di scorciatoie meno faticose per raggiungere la santità. La santità non è un'esperienza; è la reintegrazione della nostra personalità, la ricostruzione di una rovina. E' un lavoro abile, un progetto a lungo termine richiedente tutti i mezzi datici da Dio per la vita e la santità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Sinclair Ferguson'''}}Il problema è che non siamo perfetti, e ne siamo consapevoli. Nel mondo fantastico del cinema, Mary Poppins può descriversi come “Praticamente perfetta sotto ogni aspetto”, non funziona così nella vita reale. E sicuramente non si raggiunge la perfezione attraverso Woodstock.&amp;lt;br&amp;gt;R.A. Muller fa notare che la Scrittura ci dice chiaramente di essere perfetti, e ci dà allo stesso tempo la prova che la perfezione è irraggiungibile in questa vita. E' per noi un vero dilemma. Non siamo liberi di alzare le braccia ed ammettere la sconfitta. Ma non possiamo neppure adottare un comportamento troppo fiducioso nei confronti della perfezione, perché ciò si apparenterebbe di più ad un atteggiamento positivo che alla Bibbia. L'unico modo di risolvere questo dilemma è di comprendere che il Nuovo Testamento vede la perfezione in due maniere diverse.&amp;lt;br&amp;gt;Ciò che Paolo suggerisce ai Filippesi era maturità, non perfezione. Osservate come la Nuova Versione Internazionale traduce il suo commento alla chiesa filippesa&amp;amp;nbsp;: “Quanti dunque siamo maturi, dobbiamo avere questa visione delle cose”. “Perfetti” in questo senso può essere meglio descritto come “coloro che hanno effettuato progressi ragionevoli di crescita e stabilità spirituali.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1Pietro 1, 14-16.''' Questo comando ti sembra poco realistico? Dio ti chiederebbe mai di fare l'impossibile?}}E' una cosa naturale per ogni bambino di voler essere grande, di voler essere adulto. Ed è vero anche per il credente. Invece di avere un interesse casuale e non ponderato nella crescita, dovremmo lasciare questa chiamata verso la perfezione spingerci in avanti in una ricerca seria al fine di assomigliare a Gesù. L'esempio di Paolo stesso dovrebbe essere un modello per tutti noi&amp;amp;nbsp;: &amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|Risposte: F, V, V, F, F}}'Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo. Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.' (Fil 3, 12-14)&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|Una volta, si poteva leggere su un adesivo famoso incollato sul retro di alcune macchine:  “I cristiani non sono perfetti – ma sono stati perdonati”. Quale tipo di comportamento viene riflesso qui? (specialmente se la macchina va a velocità elevata)}}Troviamo un secondo uso della parola perfezione nella prima lettera di Paolo ai Corinzi. “Ma quando verrà ciò che è perfetto”, dice, “quello che è imperfetto scomparirà” (1Co 13, 10). In questo senso, la perfezione è un termine strettamente riservato alla Divinità – una perfezione che non si troverà prima del ritorno di Cristo. Il teologo Louis Berkhof {{RightInsert|“Dobbiamo avere il bene in noi prima di poterlo diffondere”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Hugh Latimer'''}}preferisce parlare delle perfezioni di Dio piuttosto che dei suoi attributi. Solo Dio non ha colpe. Non importa quanto riusciamo a maturare in questa vita, mai raggiungeremo la perfezione prima del giorno in cui Dio ci renderà perfetto nella gloria.&amp;lt;br&amp;gt;'''Sette ragioni per colmare il divario'''&amp;lt;br&amp;gt;In generale, la santità provoca un'impressione negativa. Viene spesso percepita come un'esistenza tetra, piena di difficoltà e priva di gioia. E' considerata come un'autodisciplina condiscendente, quand'è invece un'esperienza piena di felicità. Per concludere, rifiutiamo quest'idea, analizzando alcuni dei tanti benefici e benedizioni che otteniamo seguendo Cristo. Ecco i sette frutti della santificazione:&amp;lt;br&amp;gt;'''Dio è glorificato.''' Quando entriamo nella santità, accordiamo valore al fatto che Dio sia reale e magnifico, come lo affermiamo. Paolo ci spiega che le opere buone dei cristiani abbelliscono la dottrina di Cristo (Tit 2, 10). Coloro che negano Dio sono costretti anch'essi ad ammettere la sua esistenza quando il suo popolo segue le sue vie.&amp;lt;br&amp;gt;Comunione continua in questa vita con la Divinità. “Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.»” (Gio 14, 23). Percepire la presenza continua del Padre e del Figlio attraverso lo Spirito Santo è una gioia e un conforto straordinario. E Gesù indica che la sua presenza è pervasa da amore, non è né indifferente, né impersonale. Naturalmente, il suo potere segue la sua presenza, e ci permette di sopraffare gli ostacoli della vita.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Non c'è gioia perpetua senza santità... Quanta importanza ha quindi la verità santificante! Quanto cruciale è la Parola che rompe il potere dei piaceri contraffatti! E di quanta vigilanza dobbiamo usare per illuminare i nostri sentieri e riempire i nostri cuori della parola di Dio.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-John Piper'''}} '''Compagnia degli altri cristiani.''' Se camminiamo nell'oscurità, non possiamo godere di relazioni autentiche con altri credenti. “Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato” (1Gi 1, 7).&amp;lt;br&amp;gt;Il Signore promette di darci dei compagni per accompagnarci sulla via della santificazione. Per quanto mi riguarda, ho capito che la verità di Dio abbinata all'esempio del suo popolo è assolutamente necessaria al mio sviluppo spirituale. E quando ho seguito le sue vie, ho sempre avuto entrambi. Per riuscire, abbiamo bisogno gli uni degli altri. La santità e la comunità cristiana sono strettamente legate.&amp;lt;br&amp;gt;'''Promessa di salvezza.''' Seppure la nostra salvezza non sia basata sulla nostra ricerca di santità, la promessa di salvezza vi è certamente legata. Nella sua seconda lettera, Paolo esorta i suoi lettori a fornire ogni sforzo per accumulare virtù spirituali, aggiungendo la bontà alla fede e la conoscenza alla bontà fino a quando la padronanza di sé, la perseveranza, la santità, la bontà fraterna e l'amore sono presenti in abbondanza (2Pi 1, 5-9). Ci avverte che quando queste virtù vengono a mancare, si potrebbe dimenticare...&amp;lt;br&amp;gt;..che si è stati purificati dagli antichi peccati. Quindi, fratelli, cercate di render sempre più sicura la vostra vocazione e la vostra elezione. Se farete questo non inciamperete mai. Così infatti vi sarà ampiamente aperto l'ingresso nel regno eterno del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo (2Pi 1, 9-11).&amp;lt;br&amp;gt;'''Evangelismo.''' Quand'ero giovane e ancora sotto l'impresa del peccato, ho tentato di trovare dei difetti nei cristiani al fine di poter rifiutare il loro messaggio e considerarli come degli ipocriti. Benché non fossero perfetti, non riuscivo tuttavia a trovare nessuna inconsistenza grave. La grande famiglia che venne verso di me con il vangelo mi impressionò non tanto per via delle sue parole, quanto per il suo stile di vita. Il marito amava la moglie, la moglie rispettava il marito, i figli ubbidivano ai loro genitori e erano tutti felici. Non avevo mai visto nulla di simile.&amp;lt;br&amp;gt;E' stato detto che se il mondo non segue la sua Bibbia, certamente segue i suoi cristiani. Dio usa le persone devote per raggiungere gli altri. Non perfette, ma devote.&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|'''Medita su 1Pietro 2, 12.''' I non-cristiani forse disprezzano il tuo stile di vita, ma alla fine, quale effetto avrà esso su di loro?}}''''Comprensione, saggezza e conoscenza.''' Questi tesori sono alla portata di coloro che cercano Dio senza riserve (Pro 2, 1-11). Sono sottratti da coloro che usano il disprezzo, dai ribelli, dai folli.&amp;lt;br&amp;gt;'''Vedere Dio.''' La Scrittura ci dice: “Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore” (Ebr 12, 14). La piena comprensione di questo versetto rimane un mistero, ma la Scrittura ha molto da dire sulla “visione beata”, ovvero il fatto di vedere Dio. Ciò avverrà dopo il ritorno del Signore, quando ogni nemico sarà stato sconfitto e quando saremo completamente santificati. A quel punto, la nostra visione di Dio sarà continua ed intensa, senza la distrazione o la confusione provocata dal peccato. Allora avremo una vera conoscenza di noi stessi, come siamo realmente e come veniamo percepiti. La nostra conoscenza di Dio non sarà però mai completa, in quanto {{LeftInsert|“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Gesù (Matteo 5, 8).'''}}continuerà sempre a rivelarci gradualmente la sua persona infinita e magnifica.&amp;lt;br&amp;gt;“Beati i puri di cuore,”, dice Gesù, “perché vedranno Dio” (Mat 5, 8). Quest'illuminazione costante della sua grandezza e bontà è senz'altro la maggior meraviglia che possa derivare da una vita di santità.&amp;lt;br&amp;gt;Come potete vedere, ci sono moltissimi buoni motivi per richiudere il divario tra le aspettative di Dio e la nostra esperienza propria. Siamo stati creati per dividere la sua santità – non solo nei cieli, ma qui sulla terra. Piano piano, possiamo imparare a superare il peccato e vivere in un modo che rifletta progressivamente la gloria e la personalità di Dio.&amp;lt;br&amp;gt;In questo primo capitolo, abbiamo tentato di stimolare il vostro appetito per la santità. Con il capitolo Due, cercheremo di costruire la struttura biblica necessaria alla realizzazione di una vita santa – e felice. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Discussioni di gruppo'''&amp;lt;br&amp;gt;1.Che tipo di sintomi presenta colui che è imprigionato nella trappola del divario?&amp;lt;br&amp;gt;2.Un certo divario tra le aspettative di Dio e le nostre azioni è inevitabile. Ma se esso diventa troppo grande, diventiamo degli ipocriti. Dov'è il limite?&amp;lt;br&amp;gt;3.Come può la santificazione essere storia passata e allo stesso tempo speranza per il futuro?&amp;lt;br&amp;gt;4.Il timore del Signore, dice l'autore, è “un presupposto all'intimità con Dio”. (pagina 7) Che cosa intende?&amp;lt;br&amp;gt;5.In quale misura il cristiano maturo dev'essere libero dal peccato?&amp;lt;br&amp;gt;6.Adesso che avete finito questo capitolo, come spieghereste Matteo 5, 48 ad un cristiano appena convertito? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Letture consigliate'''&amp;lt;br&amp;gt;''Come aiutare la gente a cambiare'' [How to Help People Change] di Jay E. Adams (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1986) &amp;lt;br&amp;gt;''Salvati dalla Grazia'' [Saved by Grace] di Anthony A. Hoekema (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989) &amp;lt;br&amp;gt;'''Note bibliografiche'''&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 19:46:48 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/Nella_trappola_del_divario</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare? / La Lotta contro il Peccato</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F_/_La_Lotta_contro_il_Peccato</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Come posso cambiare? / La Lotta contro il Peccato a Come posso cambiare?/La Lotta contro il Peccato&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Come posso cambiare?/La Lotta contro il Peccato]]&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 19:42:47 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F_/_La_Lotta_contro_il_Peccato</comments>		</item>
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			<title>Come posso cambiare?/La Lotta contro il Peccato</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</link>
			<description>&lt;p&gt;Mahra: ha spostato Come posso cambiare? / La Lotta contro il Peccato a Come posso cambiare?/La Lotta contro il Peccato&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | How Can I Change?/The Battle Against Sin}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo libro intitolato ''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'', l'autore Charles Sykes fa la seguente osservazione: “Negli ultimi cinquant'anni, il trionfo del pensiero terapeutico è stato così intenso da essere spesso dato per scontato; ciò che iniziò con il Dottor Freud è ora merce quotidiana di spettacoli televisivi, è routine nella politica ed è quasi un modo di pensare negli affari di giustizia criminale e nell'etica.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che abbiate già sentito quest'espressione oppure no, sicuramente siete già stati confrontati al pensiero terapeutico. Fa la sua apparizione in un tribunale quando l'avvocato di un serial killer chiede condiscendenza sulla base del fatto che il suo cliente sia stato abusato regolarmente da un padre alcolizzato. Questa dottrina stipula che la maggior parte di noi è cresciuta in famiglie “disfunzionali”, ed offre quindi una spiegazione ed una scusa tutte pronte per il nostro comportamento. Invece di enfatizzare la responsabilità personale, mette in rilievo il modo in cui siamo affetti psicologicamente dagli altri o dall'ambiente che ci circonda. Il sociologo Dr. James Deese fa notare che la psicoterapia è così radicata nelle attitudini {{LeftInsert|'''Medita su Colossesi 2:8 :''' Come possiamo proteggerci dall'essere tenuti prigionieri?}}moderne degli americani che sarà difficile metterla alla prova.”&amp;lt;br&amp;gt;Può sorprendere il fatto che l'unica istituzione avente a disposizione i migliori mezzi per mettere alla prova la tendenza terapeutica sia proprio quella che ha contribuito di più alla sua popolarità. Sto parlando della Chiesa. Più che esporre gli errori della psicoterapia, la Chiesa americana, nella maggior parte dei casi, l'ha accettata senza critiche... sebbene con alcune ardite eccezioni. Nel suo libro “Etica Medica Religiosa”, il Dottor Franklin Payne commenta&amp;amp;nbsp;: “La psicoterapia, come la psicologia e la psichiatria, deve venir esaminata nel modo più critico e dettagliato possibile dai cristiani evangelisti... Molti cristiani sono più influenzati dai concetti di psicoterapisti laici che dalla Parola di Dio.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Le frontiere dei cristiani evangelici e carismatici sono libere e le idee psicologiche s'infiltrano facilmente.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;- '''William Kilpatrick'''}}Ho incontrato molti dei cristiani descritti dal Dottor Payne. Non molto tempo fa, mi è stato chiesto di fare un discorso in una chiesa per l'entrata in pensione di una persona. Alla fine dell'intervento, un uomo mi si avvicinò, si presentò e cominciò a parlarmi della sua difficile situazione. Era cresciuto in una famiglia disfunzionale. Era co-dipendente. Soffriva perché privo di autostima. In soli due minuti di conversazione, fece uso di quasi tutte le parole esistenti nel giargone psicologico.&amp;lt;br&amp;gt;Fu un incontro maldestro. Non avevo voglia di contraddirlo e neppure di correggerlo. Non avevo mai incontrato quest'uomo prima di allora e avrei voluto che sapesse della mia {{LeftInsert|Quali avvenimenti della vita di Gesù potrebbero incitare un avvocato ad aderire al 'movimento di recupero'?}}preoccupazione ed attenzione nei suoi confronti. Ma più andava avanti nel suo discorso, più sembrava ovvio che desse per scontato la mia approbazione. Perché? Benché parlasse fluentemente un linguaggio pieno di termini di psicologia, la sua diagnosi ometteva qualsiasi accenno alla parola che inizia con la 'p'...&amp;lt;br&amp;gt;Peccato.&amp;lt;br&amp;gt;Tali omissioni sono purtroppo di norma oggi nella letteratura cristiana popolare e nelle trasmissioni radiofoniche. Cerchiamo una comprensione più profonda di noi stessi (come definito dal movimento di ricupero) piuttosto che una convinzione più profonda del peccato (come definito nella Scrittura). Oggi, ci preoccupiamo di più dei nostri propri bisogni e sentimenti che dal carattere e dai comandi di Dio. Non è sorprendente che non stiamo maturando nel modo inteso da Lui.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| cellspacing=&amp;quot;1&amp;quot; cellpadding=&amp;quot;1&amp;quot; border=&amp;quot;1&amp;quot; align=&amp;quot;center&amp;quot; style=&amp;quot;width: 200px; height: 24px;&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| &lt;br /&gt;
'''Sommario''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1 - Il nostro maggior problema &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2 - Annaffiare il proprio orto &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3 - Strategia n.1&amp;amp;nbsp;: Attaccare il peccato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4 - Strategia n.2&amp;amp;nbsp;: Evitare il peccato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5 - Abiti nuovi &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6 - Discussione di gruppo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7 - Letture raccomandate &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8 - Note bibliografiche &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Il nostro maggior problema'''&amp;lt;br&amp;gt;Un secolo fa, J.C.Ryle offriva una spiegazione severa ma semplice delle carenze che osservava nella Chiesa&amp;amp;nbsp;: “Una visione offuscata o indistinta del peccato sta all'origine della maggior parte degli errori, eresie e false dottrine di oggi... Credo che uno dei desideri maggiori della chiesa nel diciannovesimo secolo sia stato, ed è tutt'ora, un insegnamento più chiaro e più completo del peccato”. Se questa descrizione era accurata per la sua generazione, lo è ancor di più oggi.&amp;lt;br&amp;gt;Abbiamo però compiuto un passo in avanti. La dottrina del peccato è stata sostituita con l'insegnamento contemporaneo dell'autostima. Prendete quest'affermazione di un autore famoso:&amp;lt;br&amp;gt;Penso che nulla sia stato fatto nel nome di Cristo e sotto la bandiera della Cristianità che si sia rivelato più distruttivo per la personalità umana, e quindi controproduttivo nei confronti {{LeftInsert|&amp;quot;Affermare che il notro bisogno primario nella vita sia imparare a conoscere il peccato potrà sembrare strano, ma nel senso in cui lo si intende è profondamente vero. Se non sai nulla del peccato, non puoi capire te stesso o i tuoi simili, né il mondo nel quale vivi e neppure la fede cristiana. E non avrai modo di comprendere fino in fondo la Bibbia. Proprio perché essa è l'esposizione della risposta divina al problema del peccato umano, a meno di avere in mente chiaramente la natura di tale problema, continuerai a non capire quello che dice... Quindi devi fissare chiaramente nella tua mente ciò che i tuoi antenati avrebbero chiamato 'una visione chiara del peccato.’&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}dell'impresa evangelistica, della strategia non-cristiana e rozza che consiste a rendere le persone consapevoli della loro condizione di perdizione e di peccato .&amp;lt;br&amp;gt;Questo pastore dice che bollare il peccato come una &amp;quot;ribellione contro Dio&amp;quot; è &amp;quot;superficiale ed offensivo nei riguardi dell'essere umano.” La sua convinzione a proposito del valore inerente dell'uomo lo conduce alla notevole conclusione che una &amp;quot;riforma&amp;quot; è d'obbligo. Laddove l'enfasi di Martin Luther sulla salvezza tramite la grazia attraverso la fede ha trasformato la Chiesa nel sedicesimo secolo, dichiara, le chiese odierne devono riconoscere il sacro diritto all'autostima che ha ogni persona.&amp;lt;br&amp;gt;Non metto in dubbio la sincerità di quest'uomo, ma le sue affermazioni sono false. Si tratta, in realtà, di una falsa dottrina. L'enfasi moderna per l'autostima è diventata un'alternativa inaccettabile alle dottrine bibliche di giustificazione e santificazione.&amp;lt;br&amp;gt;''Giustificazione''. Gesù non è morto sulla croce per migliorare la nostra autostima. E' morto per espiare i nostri peccati. Eppure la croce ci insegna effettivamente una lezione cruciale a proposito del nostro valore: tutti noi siamo degni della collera di Dio. In quanto manifesto della pietà immeritata di Dio, la croce rivela la profondità e la serietà del nostro peccato. {{RightInsert|'''Per approfondire:''' L'opera NIV Complete Concordance [Nuova Versione Internazionale, Concordanze Complete] fa un elenco delle 466 ricorrenze della parola “peccato” (o di un derivato) nella Scrittura. Per una comprensione biblica di questo soggetto vitale... inizia a leggere.}}Anthony Hoekema fa notare questo:&amp;lt;br&amp;gt;Nel mondo d'oggi la dottrina biblica del peccato ha poca importanza. Ma una persona il cui senso del peccato e della collera di Dio nei confronti dei nostri peccati è superficiale non sentirà il bisogno e neppure capirà la dottrina biblica della giustificazione. Quando si ignora, si minimizza o si ridefinisce il peccato, non si vive più nella consapevolezza del disperato bisogno di Gesù Cristo e non si apprezza neppure quello che ha portato a compimento per noi sulla croce. &amp;lt;br&amp;gt;Se non percepiamo la natura del peccato e la sua natura offensiva nei confronti di Dio, non capiremo mai perché la necessità della croce. La grazia non ci meraviglierà mai.{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Numerosi riferimenti biblici alla compassione di Dio si ritrovano nei Salmi (9:12,18;34:18; 147:3) ed Isaia (49:13; 61:1).}}&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Ho spesso sentito dire, ‘Se fossi stata l'unica persona sulla terra, Gesù sarebbe morto lo stesso per me.’ Se il nostro Signore avesse dato la vita per una sola persona, molto probabilmente non sarebbe successo perché quella persona aveva tanto valore, ma perché Dio è pieno di grazia. Ma una tale circostanza, quindi, non dovrebbe essere considerata una fonte di orgoglio o di autostima. Se io dichiarassi che Gesù sarebbe morto per me se fossi rimasta l'unica persona sulla terra indica semplicemente che solo i miei peccati, senza il contributo di quelli degli altri, sarebbero stati sufficienti per richiedere la punizione severa che Gesù Cristo ha indirettamente assunto al posto mio. Quando vieni messo a confronto con una tale realtà, è tuo dovere piangere per il sacrificio disinteressato del nostro Signore invece di vedervi un'altra opportunità di sentirti bene con te stesso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Dan Matzat'''}}''Santificazione''. Una comprensione chiara della dottrina del peccato è imperativa anche per la santificazione. La Scrittura rivela che il peccato contro Dio rappresenta l'intralcio più importante per la nostra realizzazione. Il movimento di ricupero, invece, insiste sul fatto che i bisogni non risolti, le sofferenze, le emozioni distrutte o la mancanza di autostima siano alla radice delle nostre difficoltà. Le due conclusioni sono irremediabilmente opposte.&amp;lt;br&amp;gt;Non sto negando la realtà o la severità del dolore che proviamo quando gli altri peccano contro di noi. E' fondamentale che non venga frainteso qui. Nella Bibbia, ci sono numerosi riferimenti agli afflitti e agli oppressi. Ma per favore capiate bene: Il dolore ''non è il nostro problema di base''. Gesù disse: “Dal ''di dentro ''infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori ''dal di dentro'' e 'contaminano' l'uomo”. (Mar 7:21-23, accentuazione aggiunta; vedi anche Gia 1:14-15).&amp;lt;br&amp;gt;Siamo troppo numerosi a “provare la realtà delle nostre ferite, più che il fatto dei nostri peccati.” Ma se vogliamo essere genuinamente conformi all'immagine di Gesù Cristo, questo dovrà cambiare. La nostra libertà e maturità ne dipendono. Il dottrina terapeutica si sbaglia nell'effettuare la diagnosi del nostro problema di fondo, e si rivela quindi incapace di fornire una soluzione efficace. Ma una volta individuato il peccato in quanto fonte del nostro problema, la Bibbia ci offre una soluzione ed una speranza di cambiamento. Viene chiamata dottrina di santificazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Annaffiare il proprio orto'''&amp;lt;br&amp;gt;La santificazione è un processo di ripentimento (non di ripresa) e di ubbidienza (non di guarigione interna) risultante nella santità (non nell'integrità) per la gloria di Dio (non realizzazione personale). Questa dottrina è brevemente descritta in Colossesi 3:1-17. Se non è già stato fatto, per favore dedicate un minuto alla lettura di questo brano prima di proseguire.&amp;lt;br&amp;gt;E' importante riuscire a notare la transizione effettuata da Paolo in questo terzo capitolo. I primi due capitoli di Colossesi mettono in rilievo la supremazia e la sufficienza di Cristo. E lo si nota di nuovo all'inizio del Capitolo 3. Paolo si è volontariamente astenuto di insegnare la santificazione ai Colossesi, fino a quando non avessero capito l'opera compiuta da Cristo per loro e in loro. Finché non avrebbero capito il significato dell'essere riconciliati e rigenerati da Dio, sapeva che mai sarebbero stati motivati correttamente dalla grazia.{{RightInsert|'''Medita su Colossesi 1:15-20.''' A giudicare da questa descrizione, pensi che Gesù sia sufficiente a rigenerarti e a riscattarti?}}&amp;lt;br&amp;gt;E neanche noi. Ecco perché il secondo e terzo capitolo di questo libro mettono in primo piano la rigenerazione e la nostra unione con Cristo. Abbiamo anche scritto un libro sulla dottrina della giustificazione, intitolato Questa Grande Salvezza. Come Paolo, vogliamo motivare tramite la grazia. Una volta stabilita questa base, possiamo quindi cercare la santità senza cadere nel legalismo o nella libertà eccessiva.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo definisce il processo di santificazione con due frasi suggestive: dobbiamo “sbarazzarci” del peccato e “rivestirci” di santità (Col 3:8,12). Solo grazie a ciò che Cristo ha compiuto sulla croce e grazie al miracolo della rigenerazione siamo capaci di ubbidire a questi comandi. Eppure questi due imperativi sovrannaturali ci lasciano ora senza scusa. Se la grazia non risulta nella santità, significa che non l'abbiamo capita correttamente. Dio si aspetta pienamente che noi cambiamo, cresciamo e maturiamo. F.F. Bruce ci esorta, “Ora siate (nella vera pratica) ciò che siete (per atto divino).” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Benché il potere della personalità divina derivi da Cristo, la responsabilità dello sviluppo e della manifestazione di tale personalità sono nostre. Questo principio sembra essere per noi uno dei più difficili da capire e da applicare. Un giorno proviamo la nostra responsabilità personale e cerchiamo di vivere una vita santa attraverso la forza della nostra volontà. Il giorno dopo, ci rendiamo conto della futilità della fede in noi stessi, riportiamo tutte le colpe sul Cristo e rinunciamo alla nostra responsabilità messa in avanti nelle Scritture. Dobbiamo capire che la Bibbia insegna sia la responsabilità completa, sia la dipendenza totale di tutti gli aspetti della vita cristiana.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Jerry Bridges'''}}Notate che Paolo dice che dobbiamo “sbarazzarci ” “verstirci .” Abbiamo il privilegio e la responsabilità di partecipare al cambiamento. Benché la santificazione non sia un lavoro sovrannaturale dello Spirito Santo meno della rigenerazione, c'è una differenza sostanziale: nella santificazione abbiamo un ruolo fondamentale. “Dio opera in noi e con noi,” disse il grande pastore puritano John Owen, “non contro di noi o senza di noi.”{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Come risponderesti a qualcuno che concluderebbe che “ogni sforzo è sbagliato” dopo aver letto Zaccaria 4:6?}}&amp;lt;br&amp;gt;Affermazioni quali “Stop trying and start trusting” [“Basta tentare, inizia ad avere fiducia”] o “Let go and let God” [&amp;quot;Lascia stare e lascia entrare Dio&amp;quot;] sono slogan popolari, ma teologicamente poveri. Coloro che affermano “Ogni sforzo è sbagliato” si sbagliano di brutto. A dire il vero, la Bibbia ci insegna a “Fornire ogni sforzo... per cercare la santificazione; senza di essa, nessuno vedrà il Signore” (Ebr 12:14, accentuazione aggiunta). Lo sforzo è certamente motivato dalla grazia, ma si tratta pur sempre di uno sforzo. Dio non ci ha detto di pregare o semplicemente di avere in fiducia in lui per la santità; dice “allenati alla santità” (1Ti 4:7, accentuazione aggiunta). Dobbiamo ubbidire al potere dello Spirito Santo.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo chiarisce questa combinazione dell'opera di Dio e della nostra responsabilità quando scrive, “Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore; è Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni.&amp;quot; (Fil 2:12-13). Benché il nostro sforzo scollegato dall'opera di Dio sia futile, la santificazione non può venir delegata a Dio. Ognuno di noi deve tenere a bada il proprio orto.&amp;lt;br&amp;gt;Quale forma prende la nostra responsabilità? Come realizziamo il comando biblico per sbarazzarci del peccato? La Scrittura offre una strategia a due tempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&amp;lt;br&amp;gt;Strategia n.1: Attaccare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;Mi piace la posizione del Nuovo Testamento nei confronti del peccato. Da nessuna parte è più evidente che nel comando conciso dell'Apostolo Paolo ai Colossesi: “Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene allavostra natura terrena” (Col 3:5). Nella battaglia per la santità personale, l'aggressività è sia un comando che una necessità. Dobbiamo essere spietati. Dobbiamo aggredire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo fa uso qui di una metafora violenta non solo per attirare la nostra attenzione, ma per sottolineare un aspetto fondamentale della santificazione. Ogni manifestazione di peccato nei nostri cuori dev'essere uccisa. Dobbiamo prendere l'iniziativa di giustiziare il peccato quotidianamente.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Possiamo confortarci delle nostre anime se abbiamo conoscenza della lotta e del conflitto interiori. E' la compagna invariabile dell'autentica santità cristiana... C'è una lotta spirituale nei nostri cuori? Proviamo qualcosa della carne che lotta contro lo spirito e lo spirito contro la carne...? Siamo consci dei due principi che abbiamo in noi, che si contendono la padronanza? Proviamo la guerra che avviene dentro la persona che siamo? Ebbene, ringraziamo Iddio per essa! E' buon segno. E' la probabile prova della grande opera di santificazione... Evidentemente non siamo amici di Satana... Il solo fatto che ci assalga dovrebbe riempire le nostre menti di speranza.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J.C. Ryle'''}}Gesù è arrivato fino al punto di dire: “Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te. Conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.” (Mat 5:29). E per lo stesso motivo ha anche raccomandato di amputarsi la propria mano. Ma Gesù suggeriva davvero di compiere un tale {{RightInsert|'''Medita su 2 Corinzi 10:3-5.''' In termini di guerra spirituale, Paolo era un' “falco” o una “colomba”?}}intervento? Penso di no, perché una mano o un occhio non è la causa di fondo. Gesù ha usato di proposito un'immagine vivida per sottolineare i suoi propositi: la gravità del peccato va riconosciuta e definitivamente risolta. Resistere al peccato nei periodi di tentazione non è sufficiente. Bisogna intraprendere azioni drastiche per attaccare ed uccidere il peccato nelle nostre vite. John Owen ci esorta ad inseguire “una vittoria contro di esso e ad inseguirlo fino a conquistarlo completamente... il peccato non morirà diversamente che con un idebolimento graduale e costante; lasciagli scampo e curerà le sue ferite e ritroverà la sua forza.” &amp;lt;br&amp;gt;La disciplina spirituale che consiste nella messa a morte del peccato, altrimenti nota col nome di mortificazione, è un'area di verità trascurata. Molti di noi non hanno nessuna familiarità con l'argomento. “I nostri antenati parlavano di mortificare il peccato,” fa notare Sinclair Ferguson. E J.I. Packer si lamenta, “E' un tema sul quale non sembra essere disponbile nessuno scritto contemporaneo significativo.” Non è un fatto sorprendente, ma rivelatore. Potete immaginare un libro intitolato ''Mettete a Morte il Peccato!'' come bestseller cristiano?&amp;lt;br&amp;gt;La mortificazione non è popolare perché tende ad essere difficile. Chiedete alla persona che tenta di lavorare allegramente per un padrone che ripetutamente gli ha rifiutato un aumento di stipendio. Chiedete alla coppia non sposata, convertita di recente, e che deve ora controllare i propri impulsi sessuali che per anni ha soddisfatto. Ma badate: non stiamo parlando qui di una partita a golf. Questa è guerra. La santità e il discepolato significano guerra.&amp;lt;br&amp;gt;Attaccare il peccato non è un'impresa complessa. E pur affermando questo con sensibilità, voglio anche esprimerlo con fermezza: la propria abilità ad attaccare il peccato non dipende dal proprio passato. Non c'è nessuna scusa accettabile per peccare. Il peccato non dev'essere mai interpretato come una debolezza comprensibile.&amp;lt;br&amp;gt;Vivere una vita cristiana significa vivere nelle trincee. Sinclair Ferguson lo descrive meglio di chiunque:{{RightInsert|'''Medita su Galazi 5:16-17.''' Perché ogni cristiano genuino prova un'inquietudine interna?}}&amp;lt;br&amp;gt;Cosa significa dunque mettere a morte il peccato? Significa iniziare una lotta constante contro il peccato che combattiamo quotidianamente—rifiutare di lasciare l'occhio vagare, la mente contemplare, i nostri affetti inseguire qualsiasi cosa che ci allontanerebbe da Cristo. Significa rifiutare deliberatamente qualsiasi pensiero, suggerimento, desiderio, aspirazione, azione, circostanza o provocazione di natura peccaminosa, nel momento in cui siamo consci della sua esistenza. Significa tentare consistentemente di fare tutto ciò che è in nostro potere per indebolire la stretta che il peccato opera in generale, e le sue manifestazioni nelle nostre vite in particolare. Non si compie solo dicendo ‘no’ a ciò che non va, ma attraverso un'accettazione determinata di tutte le discipline buone e spiritualmente ricche del vangelo. &amp;lt;br&amp;gt;Questa descrizione riflette il tuo comportamento? Verso quale obiettivo, divertimento o rettitudine sono dirette principalmente le tue energie? Auto-indulgenza o auto-controllo? Sei preparato a qualsiasi cosa sia necessaria per vincere la guerra? Se è così, qual'è la tua strategia per attaccare il peccato nella tua vita in questo momento? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Strategia n.2: Evitare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;La lotta contro il peccato non comprende tutte le implicazioni del processo di santificazione. Bisogna anche evitare il peccato. In quanto seguaci di Gesù Cristo, siamo chiamati ad uno stile di vita distinto dalla contro cultura circostante: “In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio.” (2Co 7:1). Quali sono dunque queste promesse che ci motivano a purificarci e ad inseguire la santità? L'offerta di Dio di essere solo presente con il suo popolo mentre ci separiamo dal mondo: “'Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo.’” (2Co 6:16). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Giacomo 1:27. Puoi citare due o tre maniere specifiche attraverso le quali un cristiano può essere “inquinato dal mondo”?}}In un certo senso sarebbe più facile se Dio ci dicesse di separarci ''fisicamente'' dalla cultura. Eppure Dio vieta questo (1Co 5:9-10), e ci nomina invece ambasciatori (2Co 5:18-20). Nessun'ambasciatore lavora efficacemente se viene isolato. Dobbiamo riallacciarci alla nostra cultura ''senza riflettere'' la nostra cultura, navigando sempre tra laicità ed ipocrisia.&amp;lt;br&amp;gt;La nostra carne ci implora costantemente di venire soddisfatta, eppure Paolo ci chiede di “non seguire la carne nei suoi desideri” (Rom 13:14 NAS). Questo significa allontanarci da qualsiasi cosa desiderosa di indurci a peccare. Paolo ha chiesto ai Corinzi la stessa cosa in termini ancora più chiari: “Fuggite la fornicazione!” (1Co 6:18 NAS)... non combattetela.&amp;lt;br&amp;gt;Benché Giuseppe fosse vissuto molto prima che fosse redatto il Nuovo Testamento, è un esempio del modo in cui dovremmo evitare il peccato (Gen 39:6-20). Da un po' di tempo, la moglie del suo padrone aveva tentato di sedurlo. Alla fine, frustrata dalla sua integrità, lo aggrappò per il mantello e gli disse: “Vieni a letto con me!”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|2 Quando colpisce la tentazione, abbiamo solo due scelte di base: combattere o fuggire. Segna la scelta che ti sembra più appropriata per ognuna delle tentazioni elencate qui sotto:&lt;br /&gt;
Timore improvviso che qualcuno derubi la tua casa&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Curiosità a proposito del numero di Playboy sulla politica del medio oriente&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Urgenza di &amp;quot;entrare in letargo&amp;quot; quando gli amici ti abbandonano&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Forte senso di rabbia quando un bimbo rovescia il tuo caffè&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Voglia di fare un salto al bar “solo per incontrare dei vecchi amici”&lt;br /&gt;
❏Combattere ❏Fuggire}}Ora Giuseppe ''avrebbe'' potuto considerare la cosa come un appuntamento divino. Potrebbe aver pensato&amp;amp;nbsp;: “Questa può essere l'occasione giusta per condividere con lei quello che Dio ha fatto nella mia vita.” Ma non ha perso tempo con la tentazione. Non l'ha neppure combatutta. E' semplicemente scappato, lasciando la moglie di Potifar con il mantello in mano.&amp;lt;br&amp;gt;Posso immaginare uno dei servitori che cammina fuori dalla casa quando improvvisamente, vuum! Una sagoma umana passa come un bolide fuori dalla porta a velocità impressionante.&amp;lt;br&amp;gt;“Che cos'era?”&amp;lt;br&amp;gt;Giuseppe. L'uomo di Dio. Corre per la sua vita.&amp;lt;br&amp;gt;“Signore!” ansima qualche metro più avanti , “aiutami!”&amp;lt;br&amp;gt;“Ti sto aiutando. Tu continua a correre. Allontanati da quella donna il più possibile e nel modo più veloce possibile.”{{RightInsert|&amp;quot;Operare al fine di abituarsi alle maniere, alle astuzie, ai metodi, ai vantaggi e alle occasioni di successo del peccato è l'inizio di questa guerra.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—John Owen '''}}&amp;lt;br&amp;gt;Fuggire dalla tentazione è una scelta intelligente. Starsene là ed osservarla è da idioti. Eppure alcuni avrebbero reagito in questa maniera alla situazione di Giuseppe:&amp;lt;br&amp;gt;“Dio, sento che la tentazione si sta sviluppando. Te ne prego, Signore. Ti prego, liberami da questa situazione.”&amp;lt;br&amp;gt;“Io ti liberero davvero ,” dice Dio. “Corri!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, mi affido a te per essere liberato . Liberami subito da questa voglia di lussuria.”&amp;lt;br&amp;gt;“Ciò non avverrà prima del mio ritorno, e non tornerò nei prossimi cinque minuti. Corri, amico!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, ti ringrazio. Mi hai fatto rinascere e so che il tuo potere sta operando in me. Colui che è in me è più perfetto di colui che sta nel mondo.”&amp;lt;br&amp;gt;“Si, questo è vero, e l'Essere Perfetto sta dicendo ‘Muoviti!’ Muovi il tuo corpo, adesso!”&amp;lt;br&amp;gt;Se consideri la santificazione come una cosa seria, non t'interessa il percorso più corto per ottenerla. Sei preparato a percorrere un po' di strada per evitare il peccato, se è necessario. E nei momenti in cui sai di essere vulnerabile, ubbidisci a questo comando di Gesù: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione.” (Mat 26:41).&amp;lt;br&amp;gt;Dobbiamo coltivare la facoltà di discernere dove siamo più inclini a peccare. In tal modo saremo in grado di sviluppare una strategia che ci permetterà di evitare la tentazione. Le parti vulnerabili saranno diverse, ma nessuno di noi ha l'opzione di osservare.&amp;lt;br&amp;gt;In quale/i settore/i hai bisogno di sviluppare una strategia per evitare il peccato? Probabilmente puoi iniziare da qualsiasi cosa ti sia venuta in mente quando hai letto questo paragrafo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Abiti nuovi'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1 Timoteo 6:11.''' Quanto tempo ti serve, in media, per fuggire dalla tentazione, una volta che l'hai individuata?}}Come abbiamo visto prima in Colossesi, sbarazzarci del peccato è solo la metà dell'equazione. Paolo ci esorta: “''Rivestitevi'' dunque, come amati di Dio, santi e diletti, ''di sentimenti'' di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza;&amp;quot; (Col 3:12, accentuazione aggiunta). Non solo dobbiamo rigettare il peccato, ma rivestirci di santità (Efe 4:22-24).&amp;lt;br&amp;gt;“Questi due fattori,” scrive Jay Adams, “Devono essere sempre presenti per provocare un cambiamento genuino. Sbarazzarsi se,za rivestirci non sarà sufficiente. Rivestirci è un'azione ipocrita ed anche temporanea, a meno che non sia accompagnata da un abbandono... La sanctificazione continua mentre il credente passa ''dal'' peccato / ''alla'' santità.” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Rivelazione 3:4-6. Puoi identificare quattro promesse in questo brano?}}Per esempio, se Dio ha posto materialismo ed avidità nel tuo cuore, pentiti ed inizia a sostituirli sistematicamente con generosità. Inizia con l'essere fedele nel frequentare la tua parrocchia; aggiungi a questo delle offerte, e cerca delle opportunità di doni anonimi. Forse tendi a criticare gli altri. Se così è, confessa il peccato di orgoglio e concentrati invece consapevolmente per incoraggiare ed onorare gli altri. Se il tuo tema ricorrente è l'egoismo, poniti in situazioni nelle quali ti viene richiesto di servire.&amp;lt;br&amp;gt;Dev'esserti immediatamente ovvio che l'isolamento non sviluppa né fa migliorare la personalità. Per coltivare una vita sana e fruttuosa, serve il contesto di una parrocchia locale. Per esempio, io potrei essere un modello di pazienza... a patto che mi trovi da solo. Potrei starmene per giorni a studiare il tema della compassione senza mai incontrare nessuno che mi chiedesse aiuto. Senza interazione con gli altri, mi è semplicemente impossibile capire come ho bisogno di realizzarmi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che ci sono pochissimi tratti di carattere simili a Cristo che ci è dato di sviluppare, a parte le relazioni all'interno della chiesa. Abbiamo bisogno di gente per allenarci! Se vogliamo cambiare, dobbiamo implicarci in una chiesa in cui le persone prendono sul serio le esortazioni bibliche al fine di incoraggiare e correggere.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{CenterInsert|3 Dopo aver letto Colossesi 3:12-17, seleziona il tratto della personalità del cristiano menzionato qui (umiltà, pazienza, ecc.) che vorresti maggiormente sviluppare.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nel corso della prossima o delle prossime due settimane,&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
dedica almeno 5 periodi per meditare sulle Scritture,evidenziando questo tratto.&amp;lt;br&amp;gt;Chiedi anche a Dio di mostrarti dei modi specifici di mettere in applicazione ciò che impari.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Tratto di personalità:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Primo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quarto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quinto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come avrai già intuito, la lotta contro il peccato richiede sforzi. Implica, con sincerità, una confessione, un pentimento, un'ubbidienza alla Scrittura, una responsabilità verso gli altri e una pratica consistente delle discipline spirituali. Ti saranno di grande aiuto anche coraggio e perseveranza. “Non esistono sentieri veloci e sereni verso la maturità spirituale,” dice R.C. Sproul. “L'anima che cerca un livello di maturità più profondo dev'essere preparata ad un lungo ed arduo lavoro.” &amp;lt;br&amp;gt; {{LeftInsert|&amp;quot;Fa parte della sana esperienza cristiana l'assaporare un livello sempre più intenso di liberazione dal peccato... Poche cose portano al cristiano un tale senso di sollievo e di incoraggiamento quanto il ricordo dei peccati che una volta lo dominavano, ma che è riuscito a conquistare grazie al potere dello Spirito di Dio. &lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}Ma sai come ci si sente a crescere? Sentire il piacere e la presenza di Dio? Sentire la sua voce? Sapere che stai contribuendo all'avanzamento del suo regno? Nulla può essere paragonabile ad una tale esperienza. Ed è questa la ricompensa meravigliosa di Dio per tutti coloro che vogliono sbarazzarsi del peccato e rivestirsi di rettitudine.&amp;lt;br&amp;gt;Lasciami impartire su di te delle nuove speranze. Non importa quello che hai sperimentato in passato, tu - per via della grazia di Dio— ''puoi'' cambiare. Attraverso una strategia determinata diretta ad attaccare ed evitare il peccato e a rivestirvi di rettitudine, potrai essere una persona completamente diversa in questo stesso periodo, l'anno prossimo.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Discussione di gruppo'''&amp;lt;br&amp;gt;1. Immagina che fai parte di una giuria e che stai partecipando al processo del serial killer menzionato a pagina 39. Chiaramente quest'uomo è stato spesso, nel corso della sua infanzia, picchiato dal padre acloolizzato. Quanto potrà influenzarti questo fatto nell'effettuare il tuo verdetto?&amp;lt;br&amp;gt;2. “Ci stiamo preoccupando di più dei nostri bisogni e sentimenti individuali che non della personalità e dei comandamenti divini,” dice l'autore. (Pagina 40) Cita un esempio.&amp;lt;br&amp;gt;3. Che significa per te “autostima”?&amp;lt;br&amp;gt;4. Il messaggio della croce ti fa sentire più o meno sicuro della tua identità?&amp;lt;br&amp;gt;5. Perché il movimento di restauro è incapace di soddisfare i nostri bisogni più profondi?&amp;lt;br&amp;gt;6. Identifica il problema di fondo per ogni situazione elencata qui sotto:&amp;lt;br&amp;gt;—Da quando è stata violentata al college, Ann disprezza fortemente gli uomini e non ha più fiducia in loro&amp;lt;br&amp;gt;—Bill vuole il divorzio perché sua moglie non gli dedica abbastanza attenzione&amp;lt;br&amp;gt;—Quando è sottomessa a tanta pressione, Mary ha dei pensieri suicidi&amp;lt;br&amp;gt;—Rob, cresciuto vedendo il padre solo nei fine settimana, è un maniaco del lavoro&amp;lt;br&amp;gt;7. Qual'è la maggior differenza tra santificazione e rigenerazione?&amp;lt;br&amp;gt;8. Perché le relazioni all'interno della chiesa sono essenziali per la crescita della personalità?&amp;lt;br&amp;gt;9. In quale settore della tua vita i &amp;quot;vestiti nuovi&amp;quot; ti sono più utili? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Letture raccomandate'''&amp;lt;br&amp;gt;The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;[correspondance] The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;Holiness (Santità) di J.C. Ryle (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979)&amp;lt;br&amp;gt;The Enemy Within (Il Nemico Interno) di Kris Lundgaard (Phillipsburg, NJ: P&amp;amp;amp;R Publishing, 1998)&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Note bibliografiche'''&amp;lt;br&amp;gt;1.↑ Charles J. Sykes, ''A Nation of Victims: The Decay of the American Character'' (''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'') (New York, NY: St. Martin’s Press, 1992), p. 33.&amp;lt;br&amp;gt;2.↑ Ibid. &amp;lt;br&amp;gt;3.↑ Franklin E. Payne, Jr., M.D., ''Biblical/Medical Ethics: The Christian and the Practice of Medicine'' (''Morale Religiosa/Medica: La Pratica Cristiana della Medicina'') (Milford, MI: Mott Media, Inc., 1985), p. 155.&amp;lt;br&amp;gt;4.↑ William K. Kilpatrick, ''Psychological Seduction: The Failure of Modern Psychology'' (''Seduzione Psicologica: Il Fallimento della Psicologia Moderna'')(Nashville, TN: Thomas Nelson, Inc., 1983), p. 24.&amp;lt;br&amp;gt;5.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità'') (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979), p. 1.&amp;lt;br&amp;gt;6.↑ Robert Schuller, citato da Michael Scott Horton in ''Made in America: The Shaping of Modern American Evangelicalism'' (''Made In America: La Formazione dell'Evangelismo Americano Moderno'')(Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1991), p. 78.&amp;lt;br&amp;gt;7.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine'')(Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981), p. 71.&amp;lt;br&amp;gt;8.↑ Citato in Anthony A. Hoekema, ''Created in God’s Image'' (''Creato ad Immagine di Dio'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1986), p. 106.&amp;lt;br&amp;gt;9.↑ Anthony A. Hoekema, ''Saved by Grace ''(''Salvati dalla Grazia'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989), p. 153.&amp;lt;br&amp;gt;10.↑ Dan Matzat, et al., ''Power Religion: The Selling Out of the Evangelical Church?'' (''Religione del Potere: La Vendita della Chiesa Evangelica?''), Michael Scott Horton, ed. (Chicago, IL: Moody Press, 1992), p. 256.&amp;lt;br&amp;gt;11.↑ Larry Crabb, ''Men and Women'' (''Uomini e Donne'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1991), p. 114.&amp;lt;br&amp;gt;12.↑ F.F. Bruce, ''The New International Commentary on the New Testament: Colossians, Philemon, and Ephesians'' (''I Nuovi Commenti sul Nuovo Testamento: Colossesi, Filemoni ed Efesi'').(Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1984), p. 140.&amp;lt;br&amp;gt;13.↑ Jerry Bridges, ''The Practice of Godliness ''(''La Pratica della Santità'')(Colorado Springs, CO: NavPress, 1983), pp. 75-76.&amp;lt;br&amp;gt;14.↑''The Pursuit of Holiness'' (''All'inseguimento della Santità'') di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978) 32.&amp;lt;br&amp;gt;15.↑ Citato in Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), pp.184-185.&amp;lt;br&amp;gt;16.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life ''(''La Vita Cristiana'') (Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989), p. 158.&amp;lt;br&amp;gt;17.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 182.&amp;lt;br&amp;gt;18.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità''), p. 55.&amp;lt;br&amp;gt;19.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life'' ''(La Vita Cristiana''), p. 162.&amp;lt;br&amp;gt;20.↑ John Owen, ''Temptation and Sin'' (''Tentazione e Peccato'') (Evansville, IN: Sovereign Grace Book Club, reprint edition, 1958), p. 31.&amp;lt;br&amp;gt;21.↑ Jay E. Adams, ''The Christian Counselor’s Manual ''(''Il Manuale del Consigliere Cristiano'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1973), pp. 177, 179.&amp;lt;br&amp;gt;22.↑ R.C. Sproul, ''The Soul’s Quest for God ''(''L'inseguimento Spirituale di Dio)'' (Wheaton, IL: Tyndale House, 1992), p. 7.&amp;lt;br&amp;gt;23.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 185.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 19:42:47 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</comments>		</item>
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			<title>Come posso cambiare?</title>
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			<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 16:01:02 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F</comments>		</item>
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			<title>I NOVE TRATTI DISTINTIVI DI UNA CHIESA SANA</title>
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			<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 20:35:55 GMT</pubDate>			<dc:creator>Mahra</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:I_NOVE_TRATTI_DISTINTIVI_DI_UNA_CHIESA_SANA</comments>		</item>
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