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		<title>Libri e Sermoni Biblici - Contributi utente [it]</title>
		<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Speciale:Contributi/JoyaTeemer</link>
		<description>Da Libri e Sermoni Biblici.</description>
		<language>it</language>
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		<lastBuildDate>Sat, 02 May 2026 11:19:09 GMT</lastBuildDate>
		<item>
			<title>Gesù, le donne e gli uomini</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Ges%C3%B9,_le_donne_e_gli_uomini</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|Jesus, Women, and Men}}  &amp;lt;blockquote&amp;gt;'''Luca 13:10-17''' &amp;lt;br&amp;gt; Allora le impose la mani e, immediatamente, ella si raddrizzò e rese gloria a Dio. Ma il capo della Sinagoga...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|Jesus, Women, and Men}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;'''Luca 13:10-17'''&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Allora le impose la mani e, immediatamente, ella si raddrizzò e rese gloria a Dio. Ma il capo della Sinagoga, indignato per il fatto che Gesù avesse operato tale guarigione di sabato, disse alla folla: “Ci sono sei giorni in cui è dovuto lavorare, quindi venite qui in quei giorni a farvi curare, non il giorno di sabato.” Allora il Signore gli rispose: “ Ipocriti! Non scioglie forse di sabato, ciascuno di voi, il bue o l’asino dalla mangiatoia per condurlo fino all’acqua? E non dovrebbe dunque questa donna, figlia di Abramo, che Satana ha tenuto legata per diciotto anni, essere anch’essa sciolta da quel legame nel giorno di sabato?” Nel dire questo, fece vergognare tutti i suoi avversari, mentre la folla esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gesù si è adoperato più di chiunque altro per portare purezza ed armonia tra gli uomini e le donne. Vorrei illustrare tale verità iniziando con il testo sopra citato, per poi dimostrare lo stesso insegnamento in altre parti del suo operato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una donna si trovava nella Sinagoga il giorno di sabato. Era curva e non poteva alzarsi. Era così da ben diciotto anni. Anche Gesù era nella Sinagoga. Era lì ad insegnare, quel giorno. Attenzione, quello che succede in seguito è rimarchevole. Gesù nulla chiede a quella donna sulla sua infermità. Ed ella non chiede a Gesù di guarirla. I versi 12-13 dicono semplicemente: “ E quando Gesù la vide, la chiamò e le disse ‘donna, sei libera dalla tua infermità’.  Allora le impose la mani e, immediatamente, ella si raddrizzò e glorificò Dio.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quella donna non chiese nulla. Non promise nulla. Non si era avvicinata a Gesù, né gli aveva forzato la mano. Egli avrebbe benissimo potuto finire la sua lezione e andarsene, nessuno l’avrebbe neanche notata. Eppure, egli si fermò. La chiamò. Prese l’iniziativa e fece di lei un esempio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gesù è sul piede di guerra qui, ha qualcosa di ben specifico da dire. Vuole parlare del giorno di sabato e di cosa voglia davvero dire santificarlo. Vuole attirare l’attenzione sull’ipocrisia dei capi della Sinagoga, che portano ad abbeverare i loro buoi di sabato, ma si indignano per le opere di guarigione di Gesù. Ma c’è anche qualcosa che vuole dire sugli uomini e le donne.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio quest’ultima cosa ciò di cui vogliamo occuparci in questa sede. Il verso 16 è quello chiave su questo argomento: “E non dovrebbe, dunque, questa donna, figlia di Abramo, che Satana ha tenuto legata per diciotto anni, essere anch’essa sciolta da quel legame nel giorno di sabato?” Se Gesù voleva solo parlare del fatto di fare del bene il giorno di sabato o dell’iposcrisia dei capi, allora avrebbe potuto semplicemente dire: “E non dovrebbe dunque questa donna, che Satana ha tenuto legata per diciotto anni, essere anch’essa sciolta da quel legame nel giorno di sabato?” E invece non fu così. La chiamò “figlia di Abramo”.  “E non dovrebbe dunque questa donna, figlia di Abramo ... essere anch’essa sciolta da quel legame nel giorno di sabato?”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quelle parole, “figlia di Abramo” intendevano convenire un messaggio ai capi della sinagoga. Un messaggio del tipo: oltre a tutte le altre ragioni per cui voi dovreste tenere di più alle persone che soffrono, piuttosto che ad un bue che ha sete, vi è quella che questa donna è una leggittima ereditiera della benedizione promessa ad Abramo. Voi vi vantate nel dire: “Siamo figli di Abramo.” Benissimo, anch’ella è figlia di Abramo. Vi nascondete dagli ammonimenti di Giovanni Battista dicendo: “Abbiamo Abramo come padre!” Ebbene, anche ella ha Abramo come padre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, il messaggio di Gesù ai capi della sinagoga èun messaggio che non riguardavo soltanto l’onorare il sabato o la loro ipocrisia, ma anche la relazione tra uomini e donne come comuni eredi delle promesse di Dio. Egli diceva a quegli uomini nella sinagoga, così come dice agli uomini dell’odierna chiesa: “Le donne credenti, che si trovano tra di voi, sono eredi delle promesse di Dio. Anche loro sono tra quei “miti” che erediterrano la terra (Matteo 5:5). Anche loro sono tra quei “giusti” che splenderanno come il sole nel regno del Padre” (Matteo 13:43).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Capite cosa vuol dire ciò per noi uomini e donne di oggi? Mogli e Mariti. Fratelli e sorelle. Ragazzi e ragazze. Tutti noi connessi l’uno con l’altro come uomini e donne. Vuol dire che dovremmo guardarci l’un l’altro attraverso gli occhi di Dio. Ecco quello che vuole dire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quella donna nella sinagoga era piegata da 18 anni. Come poteva sentirsi? Malissimo. Ecco come si sentiva. La gente ti guarda. La gente pensa che devi aver commesso azioni terribili. I bambini ridono e ti prendono in giro. Non puoi guardare nessuno negli occhi. La gente non sa cosa dirti. Non puoi avere rapporti sessuali normali con tuo marito. Credi di essere di imbarazzo a tutti quelli che ti circondano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora, cosa vedi quando guardi quella donna? Se fossi suo marito, cosa vedresti? Mariti (diciamoci la verità), cosa vedete quando guardate le vostra mogli? La risposta a questa domanda dipende, ovviamente, da attraverso quali occhi le guardate. Ciò che vedete sarà molto diverso a seconda che voi le guardiate attraverso gli occhi della rivista Playboy o attraverso gli occhi della parola di Dio. Se guardate attraverso la parola di Dio, allora vedrete una figlia di Abramo. Se impariamo a vedere le donne Cristiane nello stesso modo in cui Gesù vide quella donna nella sinagoga, allora le vedremo come eredi del Re della gloria. E questo avrà un effetto profondo sulle nostre relazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certamente c’è anche l’altra faccia della medaglia. È possibile che anche le donne siano deluse dei loro mariti, tanto quanto gli uomini delle loro mogli. Anche le donne hanno la tendenza a parlar male dei loro mariti e a forzarli ad essere tutto quello che loro avevano sognato potessero essere. Per cui, ci sarebbe bisogno di dire che anche le donne devono imparare a guardare i mariti attraverso la parola di Dio. L’uomo credente è anch’egli un figlio di Abramo. Un giorno egli risplenderà come il sole nel regno del Padre. Nonostante tutti i suoi difetti, egli verrà trasformato in un batter d’occhio: tutti i peccati svaniranno per sempre e lui riceverà un corpo glorioso come quello del Cristo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Credo che un giorno guarderemo con incredulità il modo in cui ci siamo trattati a vicenda nel cammino verso la gloria. C’è un certo onore, rispetto, e persino riverenza che dobbiamo gli uni agli altri, come uomini e donne. Le nostre case sarebbero molto più felici se fossero riempite dall’espressione di tale onore! Ed esse SARANNO piene di tali sentimenti nel momento in cui impareremo a guardarci l’un l’altro attraverso la parola di Dio: come figli e figlie di Abramo. Come eredi delle promesse di Dio, destinati tutti insieme a una gloria inimmaginabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il genere di cose che Gesù fece per aiutarci a recuperare il senso di essere stati creati da Dio, uomini e donne, a sua immagine e somiglianza. E le fece ripetutamente. Quindi, quello che vorrei fare nel tempo rimasto a disposizione è illustrare altri esempi in cui Gesù ci aiutò a recuperare la purezza e l’armonia nel rapporto tra uomini e donne. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma non è possibile in questa sede.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Nel vangelo secondo Matteo 5:28-29 Gesù dice: “chiunque guardi una donna con desiderio ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.  Se il tuo occhio destro ti fa peccare, cavatelo e gettalo via; è meglio perdere una parte del tuo corpo che finire all’inferno.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con quelle parole Gesù condannò in modo categorico ( la minaccia dell’inferno) tutte le forme di pornografia e l’intera industria che commercializza il corpo della donna per pubblicità e spettacolo. Riuscite ad immaginare quanta ira sia riposta in paradiso contro le imprese da miliardi di dollari che perpetuano esattamente ciò che il figlio di Dio proibisce? – ossia, incoraggiare gli uomini a guardare le donne con desiderio carnale, non come persone, attenzione, ma solo come oggetti di piacere sessuale!  E ciò che è chiaro nel passaggio di Matteo 5:28 è che Gesù Cristo vuole salvare le donne da questo affronto alla loro persona. Gli uomini che seguono le parole di Gesù si parano gli occhi per il bene delle donne e per la gloria del Signore. E le donne che seguono Gesù si rifanno a lui per capire come usare il proprio corpo, non al resto del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Nel vangelo secondo Matteo 7:12 Gesù dice: “Tutto ciò che volete gli altri facciano a voi, fatelo a loro, poichè questa è la legge dei Profeti.” Non crederete mica che Gesù volesse escludere da questo la relazione tra uomini e donne, vero? Come se gli uomini e le donne non dovessero trattarsi a vicenda seguendo quella regola d’oro? No. Dobbiamo trattarci a vicenda nel modo in cui desideriamo essere trattati noi stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È difficile trovare parole più radicali di queste. Una relazione viene rivoluzionata quando due persone seguono quella regola. La ragione per cui è rivoluzionata è perché sia tu che io abbiamo un desiderio ardente di essere trattati bene dagli altri. Nessuno qui vuole essere deriso. Nessuno qui vuole essere ignorato e trattato come una persona inutile. Nessuno vuole essere sfruttato e preso in giro. Questo significa che, se tutti coloro che sono in questa stanza vivessero seguendo la regola d’oro di Gesù, nessuno qui deriderebbe gli altri. Nessuno tratterebbe mai  gli altri come se fossero persone inutili. Nessuno qui sfrutterebbe gli altri. Misureremmo l’amore per la nostra felicità a seconda di quanto cerchiamo di fare felici gli altri. Sarebbe davvero rivoluzionario, specialmente all’interno di relazioni coniugali e tra uomini e donne in genere. E questo è proprio quanto Gesù ci comanda di fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. La cosa più devastante che Gesù abbia mai detto contro i caratteristici peccati delgi uomini e delle donne è riportata nel vangelo secondo Matteo 18:3: “Se non vi convertite e diventate come i bambini, non entrerete mai nel regno dei cieli. Coloro che si faranno piccoli come bambini, saranno i più grandi nel regno dei cieli.” Gli uomini che fanno i prepotenti e le donne che fanno le civette non sono certo come i bambini. Piuttosto sono puerili. La vera essenza dell’essere bambini e l’umiltà, così come qualsiasi altra cosa che Gesù ci abbia insegnato, sono rivoluzionari per la relazione tra uomini e donne.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, come possiamo rapportare quanto detto oggi alle conclusioni raggiunte la scorsa settimana – ossia che Dio ha affidato primariamente agli uomini l’incarico di guida nelle relazioni con le donne? E che Dio ritiene prima di tutto gli uomini responsabili di prendere l’iniziativa e fare di tutto perché tali relazioni vadano come devono andare?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La risposta è: Gesù purga la funzione di guida Cristiana da qualsiasi cosa che la renda brutta, ma le dona ciò che la rende bella. La purga dall’auto-esaltazione e le dona la realtà della servitù. Egli dice: “Tutti qelli che si fanno grandi verrano umiliati” (Matteo 23:12). Questo marca la fine dell’arroganza e dell’auto-esaltazione della guida Cristiana. E dice anche: “ Chiunque si farà grande tra voi sarà vostro servo” (Matteo 20:26). Questa è la chiave di una guida giusta, che esalti gli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, sarebbe un errore dire che Gesù, avendo esaltato in concetto di servitù, cancellò quello di guida. Sappiamo da quanto egli ha fatto e ha detto che questo non è vero.&lt;br /&gt;
Ciò che egli disse fu: “Lasciate che chi governa diventi un servo” (Luca 22:26). Ma non disse mai: “Servire rende chi governa meno degno.” Disse semplicemente: “Quando governare è appropriato, lasciate che sia un governare servile”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E quello che fece, fu di darsi come esempio di quanto egli stesso disse: pur avendo raggiunto il livello più basso di servilismo, mentre lavava i piedi ai suoi discepoli vestito di stracci come uno schiavo, nessuno in quel momento dubitava chi fosse il maestro. Era lui, quello che tutti seguivano. Inginocchiato – se avessero capito si sarebbero inginocchiati loro stessi! La servitù non nullifica né cancella le qualità di guida, bensì le trasforma. Quando Gesù era sulla croce, apparentemente debole e completamente impotente, egli stava conducendo una moltitudine alla gloria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi quello che Gesù fa per noi è questo: ci dimostra e ci insegna che se un uomo si assume la responsabilità di guidare gli altri, secondo la Genesi 2, questi non deve impossessarsene come un proprio diritto, ma deve accettarla come una responsabilità impartita da Dio. Il linguaggio di chi è un capo deve essere un linguaggio di responsabilità e non di diritto. È una responsabilità di guida servile, non un diritto di maestosa dominazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è esattamente quanto Paolo ci dice nella lettera agli Efesini 5, quando parla di mariti che amino e guidino come Cristo. Ed è di questo che ci occuperemo la settimana prossima.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 20:04:23 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Ges%C3%B9,_le_donne_e_gli_uomini</comments>		</item>
		<item>
			<title>La Ricerca della Felicità</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/La_Ricerca_della_Felicit%C3%A0</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | Quest for Joy}}''Sei Verita' Bibliche''&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Sapevi che Dio ci ordina di essere felici?''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&amp;quot;Trova la tua gioia nel Signore ed egli appagherà i desideri del tuo cuore&amp;quot; (Salmo 37:4)'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1) Dio ci ha creati per la sua gloria'''&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&amp;quot;Fa venire i miei figli da lontano e le mie figlie dall'estremità della terra,...che ho creato per la mia gloria&amp;quot; (Isaia 43:6-7).'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dio ci ha fatti per glorificare la sua grandezza - nel modo in cui i telescopi ingrandiscono le stelle. Egli ci ha creati per mettere in risalto la sua bontà, verità e bellezza, saggezza e giustizia. La più grande manifestazione della gloria di Dio viene dalla profonda gioia in tutto ciò in cui egli è. Questo significa che Dio riceve lode e noi goia. Dio ci ha creati cosicché egli si glorifichi ancor di più in noi quando siamo maggiormente soddisfatti di lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2) Ogni essere umano dovrebbe vivere per la gloria di Dio''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&amp;quot;Così se voi mangiate o bevete o qualunque cosa facciate, fatela solo per la gloria di Dio (1 Corinzi 10:31).&amp;lt;br&amp;gt;'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se Dio ci ha fatti per la sua gloria, è evidente che dovremmo vivere per la sua gloria. Il nostro compito viene dal suo disegno. Così il nostro primo dovere è di mostrare il valore di Dio nella soddisfazione di tutto ciò che egli  è per noi. Questo è il significato di amare Dio (Matteo 22:37) e di avere fiducia in lui (1 Giovanni 5:3-4) e di essergli grati (Salmo 100:2-4). È la base della vera obbedienza, specialmente amando gli altri. (Colossesi 1:4-5).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3) Tutti quanti abbiamo fallito nel glorificare Dio come avremmo dovuto''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&amp;quot; Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio&amp;quot; (Romani 3:23).'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che cosa significa essere privi della gloria di Dio?. &amp;quot;Significa che nessuno di noi ha creduto e tenuto a Dio nel modo in cui avremmo dovuto. Non siamo stati soddisfatti della sua grandezza e camminato secondo il suo volere. Abbiamo cercato la nostra soddisfazione in altre cose, e le abbiamo ritenute più importanti di Dio, il che è l'essenza dell'idolatria &amp;quot;(Romani 1:21-23).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da quando il peccato e' entrato nel mondo noi tutti siamo stati profondamente riluttanti ad avere Dio come nostro tesoro che tutto soddisfa (Efesini 2:3). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa e' un'offesa terribile alla grandezza di Dio (Geremia 2:12-13).&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''4) Tutti noi siamo soggetti alla giusta condanna di Dio''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''“La ricompensa per il peccato è la morte” (Romani 6:23).'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti noi abbiamo sminuito la gloria di Dio. Come? Preferendo altre cose a Lui. Dimostrando ingratitudine, diffidenza e disobbedienza. Per questo Dio ci sta precludendo dal condividere la Sua gloria per sempre. &amp;quot;Soffriranno la punizione della distruzione eterna e l'esclusione dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza&amp;quot; (2 Tessalonicesi 1:9).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La parola &amp;quot;inferno&amp;quot; è usata dodici volte nel Nuovo Testamento. Undici volte da Gesù stesso. Non è un mito creato da predicatori miseri ed adirati. È un solenne avvertimento dal figlio di Dio, che è morto per liberare i peccatori dalla loro dannazione. Ignoriamo ciò con grande rischio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se la Bibbia si fermasse qui nella sua analisi della condizione umana, saremmo destinati ad un futuro senza speranza.&amp;lt;br&amp;gt;Ad ogni modo, non è qui che si ferma... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''5) Dio ha mandato il suo unico figlio Gesu' per donare vita eterna e gioia''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&amp;quot;C' è un detto degno di fede che merita accettazione completa: Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori ...&amp;quot;(1 Timoteo 1:15).'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La buona novella è che Gesu' Cristo è morto per i peccatori come noi. Egli è fisicamente risorto per convalidare il potere redentore della sua morte e per aprire le porte della vita eterna e della gioia (1 Corinzi 15:20). Significa che Dio può assolvere i colpevoli ed essere ancora giusto (Romani 3:25-26). &amp;quot;Perchè Cristo è morto per i peccati una volta per sempre, il giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio&amp;quot; (1 Pietro 3:18).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tornando alla casa di Dio si trova tutta la soddisfazione più profonda e durevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''6) I benefici acquisiti con la morte di Cristo appartengono a quelli che sono pentiti e hanno fiducia in lui.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&amp;quot;Pentitevi dunque e rivolgetevi verso Dio, cosicchè i vostri peccati possano essere cancellati (Atti 3:19)&amp;quot;. &amp;quot;Credete nel Signore Gesù e sarete salvati (Atti 16:31).''&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Pentirsi significa abbandonare tutte le ingannevoli lusinghe del peccato. &amp;quot;Fede&amp;quot; significa essere soddisfatti di tutto ciò che Dio ci promette di essere in Cristo. &amp;quot;Colui che crede in me&amp;quot; dice Gesù &amp;quot;non avrà mai sete&amp;quot; (Giovanni 6:35). Non meritiamo la nostra salvezza. Non possiamo meritarla (Romani 4:4-5). Viene per grazia attraverso la fede (Efesini 2:8-9). È un libero dono (Romani 3:24). Lo avremo se l'ameremo oltre ogni cosa (Matteo 13-44). Quando facciamo ciò l'intento di Dio si realizza nella creazione: egli è glorificato in noi e noi siamo appagati in lui - per sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Significa qualcosa per te? &amp;lt;br&amp;gt;''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Desideri il tipo di gioia che viene dall' essere soddisfatto di tutto ciò che Dio è per te tramite Gesù? Se è cosi' allora Dio è all'opera nella tua vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Cosa dovresti fare?'''&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allontanati dalle ingannevoli promesse del peccato. Invoca Gesù per salvarti dalla colpa, dalla punizione e dalla schiavitù. &amp;quot;Tutti quelli che avranno invocato il nome del Signore saranno salvati&amp;quot; (Romani 10-13). Comincia col mettere la tua speranza in tutto ciò che Dio è per te in Gesù. Spezza il potere delle promesse peccaminose con la fede nella superiore soddisfazione delle promesse di Dio. Comincia a leggere la Bibbia per trovare le Sue preziose e grandissime promesse, che possono liberarti (2 Pietro 1:3-4).&lt;br /&gt;
&amp;quot;Trovate una Chiesa che creda nella Bibbia e cominciate a lavorare e crescere insieme con altre persone che tengano a Cristo al di sopra di ogni cosa (Filippesi 3:7).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La migliore notizia del mondo è che non c'è nessun conflitto necessario tra la nostra felicità e la santità di Dio. Essere soddisfatti di tutto ciò che Dio è per noi tramite Gesù lo magnifica come un grande Tesoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''&amp;quot;Tu m'insegni la via della vita; mi riempirai di gioia nella tua presenza, alla tua destra con delizie in eterno&amp;quot; (Salmo 16:11).''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 19 May 2010 20:12:31 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:La_Ricerca_della_Felicit%C3%A0</comments>		</item>
		<item>
			<title>Dolore: il Megafono di Dio</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Dolore:_il_Megafono_di_Dio</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|Pain: God's Megaphone}}  Per sessant’anni, intere generazioni sono state aiutate da quello che C.S. Lewis scrisse in materia di dolore e sofferenza. Tale beneficio durat...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|Pain: God's Megaphone}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per sessant’anni, intere generazioni sono state aiutate da quello che C.S. Lewis scrisse in materia di dolore e sofferenza. Tale beneficio duraturo è dovuto in larga parte al fatto che egli diede a questo ‘problema’ una solida dose di realismo cristiano. Questa medicina potrebbe essere più importante ora che mai. Non è raro vedere in televisione predicatori che dicono al pubblico: “Dio non vuole che voi stiate male”. È difficile, però, immaginare come tale affermazione possa essere di aiuto a coloro che sono destinati su di una sedia a ruote, da tempo affetti da sclerosi multipla. Come minimo, questi predicatori sono confusi. La Bibbia fa un distinguo preciso tra il presente del nostro pellegrinaggio terreno e il futuro del nostro regno celeste. Il giorno arriverà, quando non ci saranno più né morte, né pianto, né sofferenza, né dolore. Ma, come ogni buon osservatore della condizione umana dovrebbe saper ammettere, quel giorno non è ancora arrivato. Anche se la maggior parte di noi non dovrà sopportare “la lacerante routine di una monotona miseria”, per dirla come Lewis, pochi di noi saranno esenti da sofferenze di varia natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene la sofferenza possa apparirci come una nemica, in realtà potrebbe rivelarsi essere un’amica. Lo scrittore biblico Giacomo incoraggia i suoi lettori, quando afflitti da sofferenze, ad accettarle amichevolmente piuttosto che a risentirle con rancore. Invece di scappare e nasconderci, dovremmo affrontarle nella consapevolezza che esse ci sono state mandate per metterci alla prova e migliorarci. Lewis non sostiene che la sofferenza sia una cosa buona di per sé. Più che altro egli ne indica gli effetti redentivi a santificanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Trentadue anni di ministero pastorale mi hanno portato a diretto contatto con coloro il cui dolore e la cui sofferenza si sono rivelati essere una severa misericordia. Mi viene in mente un fisico nucleare nella nostra parrocchia in Scozia, che accudiva la moglie e tre giovani figlie per dovere. Ascoltava i sermoni con un atteggiamento di cortese indifferenza, accettò una copia del testo ''Basic Christianity'' di John Stott, ma rimase fermo nella sicurezza del suo sapere scientifico. Fu solo quando il suo quarto nato, un figlio, morì a soli undici mesi, che il ‘megafono’ suonò. Riconoscendo che la sua visione del mondo era inadeguata per affrontare tragedie e perdite, si ritrovò in un territorio sconosciuto avvolto da un abbraccio divino. Tramite quella necessaria tribolazione, Dio conquistò la sua volontà ribelle e lo riavvicinò alla pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È anche vero che Dio usi la sofferenza per svezzare i suoi pargoli da fonti di falsa felicità. Un cristiano potrà pure assopirsi al sole, ma non si addormenterà mai nel fuoco o nell’acqua. Tutti noi dobbiamo ammettere quanto sia facile dimenticarci di Dio quando tutto sembra andare bene. Ma le cose cambiano rapidamente quando, per esempio, riceviamo il risultato positivo di una biopsia. Un’improvvisa sferzata di ansietà viene a distruggere qualsiasi illusione di auto-sufficienza. Com’e magnanimo Dio a scuoterci e poi renderci dipendenti da Lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Provare dolore, se santificato, ci renderà consapevoli delle sofferenze che gli altri affrontano e ci darà più compassione verso il prossimo. Quando sono i nostri dolori e le nostre delusioni ad intenerirci il cuore, condividere le tribolazioni altrui diventa un priviliegio. Gesù, il nostro Pastore, il nostro Sommo Sacerdote, è “commosso dalle nostre infermità” e Lui stesso ci ha dato un esempio che dovremmo seguire. È una cosa davvero preoccupante quando coloro che sono stati chiamati ad insegnare e a guidare gli altri non riescono a mostrare benevolenza e compassione per i deboli e i sofferenti. Sebbene mi sia solo avvicinato alla sofferenza, è immediatamente chiaro che Dio lasci che sia il nostro ‘momento del bisogno’ ad insegnarci lezioni che non avremmo mai imparato nei momenti in cui tutto procede per il meglio. Come William Cowper afferma “ dietro una provvidenza corrucciata, Dio nasconde un viso sorridente”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho solamente sfiorato quest’argomento. Devo lasciare che voi lettori riflettiate su due cose. Prima di tutto, su come la sofferenza e il dolore spesso si rivelino essere il metodo che Dio usa per disciplinarci e come ciò confermi il nostro essere figli di Dio (vedi Lettera agli Ebrei 12:5). E poi, sul prendere in considerazione l’elemento espiatorio della sofferenza, come proposto dai Salmisti (vedi Salmi 119:67, 71).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lewis ci aiuta a renderci conto che quando il megafono del dolore risuona nelle nostre vite, e nelle vite dei nostri amici e vicini non credenti, non dovremmo mai rispondere con una sorta di trionfalismo superficiale, ma neanche discendere nell’abisso del pessimismo. Se coloro le cui vite sono segnate dalla disperazione, e che sanno bene cosa voglia dire la sofferenza, cercheranno il sostegno di noi Cristiani, non sarà perchè sembreremo vivere una vita priva di tribolazioni, bensì perchè saremo candidi ed onesti riguardo alle nostre sofferenze. Da buoni Cristiani non azzarderemo mai una risposta a qualsiasi domanda, perchè sappiamo bene che Dio ha i suoi segreti (Deuteronomio 29:29). Ma affermeremo che, seppure nel mistero delle finalità divine, siamo consapevoli della certezza dell’amore di Dio e cercheremo di far conoscere agli altri il nostro Dio, che è entrato a far parte del nostro dolore e delle nostre sofferenze.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 12 May 2010 16:38:02 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Dolore:_il_Megafono_di_Dio</comments>		</item>
		<item>
			<title>Maschio e Femmina Dio li ha creati a Sua immagine</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Maschio_e_Femmina_Dio_li_ha_creati_a_Sua_immagine</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|Male and Female He Created Them in the Image of God}}  '''Genesi 1: 26-28'''  Poi Dio disse: «Facciamo un uomo ad immagine somiglianza nostra, e domini sui pesci del mare...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|Male and Female He Created Them in the Image of God}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Genesi 1: 26-28'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi Dio disse: «Facciamo un uomo ad immagine somiglianza nostra, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sugli animali domestici e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l'uomo a sua immagine: a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro:  «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e sottomettetela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere che striscia sulla terra». &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stamani, voglio riflettere con voi su tre concetti espressi in questi versi del primo Libro della Genesi. Il primo concetto è che Dio ha creato gli esseri umani; il secondo è che Dio ci ha creato a Sua immagine; il terzo è che Dio ci ha creato maschio e femmina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ possibile non essere Cristiani e credere,comunque, in queste tre verità. Tutte sono insegnate correttamente nelle Sacre Scritture Ebraiche. Quindi anche  un ebreo credente accetterebbe queste verità. Sebbene, dunque, ognuno di noi, pur non essendo cristiano, crede in queste tre verità, va sottolineato che tutte indicano la Cristianità. Tutte chiedono che si compia  quanto deriva dall’opera di Cristo stesso. Ecco ciò di cui voglio parlare oggi, prestando particolare attenzione alla terza verità quella secondo la quale noi siamo stati creati ad immagine di Dio come maschio e femmina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Iniziamo ad analizzare la prima verità: gli esseri umani sono stati creati da Dio. Io credo che ciò richieda una spiegazione. PERCHÉ ci ha creato? Fratelli, quando facciamo qualcosa, lo facciamo perché abbiamo un motivo per farlo. Ma il mondo, così come lo conosciamo noi, è capace di dare una spiegazione adeguata a questa domanda? Il Vecchio Testamento parla di un uomo che sottomete il mondo al Suo dominio. Parla di esseri umani creati al fine di mostrare agli altri la gloria di Dio (Isaia 43:7). Parla della terra colmata  dalla conoscenza  e della gloria di Dio.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma noi, che cosa vediamo? Noi osserviamo un mondo che si ribella contro il Creatore. Siamo  consapevoli che le Sacre Scritture degli Ebrei hanno una sorta di finale aperto perché lasciano la storia della Creazione incompleta, lasciano,insomma, la porta aperta alla speranza che la gloria celeste debba ancora venire. A questo punto, se noi crediamo che, così come ci dicono le Scritture Ebraiche, Dio ha creato gli esseri umani e soprattutto, che Egli chiede che il resto della storia venga divulgato, crediamo, in effetti, alla Cristianità. Solo in Cristo si può realizzare l’obbiettivo della creazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Ma prendiamo, adesso, ad esempio la seconda verità: Dio ci ha creati a Sua immagine. Sicuramente questo ha qualcosa a che fare con il motivo della nostra presenza qui oggi. Lo scopo di Dio nella creazione, deve avere avuto una qualche meravigliosa connessione con il fatto che noi non siamo rane o lucertole o uccelli e nemmeno scimmie ma siamo esseri umani creati a Sua immagine e somiglianza, solo noi e nessun altro essere vivente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che disastro, però,  abbiamo combinato pur avendo ricevuto in dono questo splendido onore. Siamo davvero come Dio? Beh, un po’ sì un po’ no. Sì, siamo come Dio nonostante la nostra essenza di peccatori e miscredenti rispetto a questa verità, a questa somiglianza. Sappiamo ciò, perche nella Genesi 9:6 Dio dice a Noè: “ chi versa il sangue dell’uomo, dall’uomo il suo sangue sarà versato poiché ad immagine di Dio fu fatto l’uomo”. In altre parole, anche in un mondo dove il peccato abbonda (pensiamo all’enorme quantità di omicidi) gli esseri umani sono ancora fatti ad immagine e somiglianza di Dio. Forse non saranno uccisi come gatti o  mosche. Uccidendo un uomo non facciamo altro che alienare la nostra vita.(vedi Giacomo 3:9)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma noi, così come siamo, risultiamo essere veramente fatti ad immagine di Dio? Quest’immagine non deturpa qualcosa che si nasconde al di là dell’identificazione? Voi sentite di essere come Dio così come dovreste esserlo? Ecco che il credo secondo il quale siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio chiede un adempimento- in questo caso una redenzione, una trasformazione, una sorta di nuova creazione. Questo è esattamente ciò che porta la Cristianità. “Infatti, è per la grazia che voi siete stati salvati a causa della fede, e ciò non da voi,è un dono di Dio!Non da opere, perché nessuno si glori. Perché siamo fattura di lui, essendo stati creati in Cristo Gesù in vista di opere buone… e rivestire l’uomo nuovo, quello creato secondo Dio, in giustizia e santità veritiera”  (Efesini 2:8-10 4:24).  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dio ci ha creati a sua immagine ma noi abbiamo deturpato ciò che Lui ha fatto per il riconoscimento, Cristo, che è la risposta. Lui viene in mezzo a noi per donarci la fede, Lui perdona, Lui purifica e da inizio ad un processo di redenzione chiamato santificazione che si concluderà con la gloria di Dio per gli esseri umani. Dunque, visto che sappiamo d’essere creati ad immagine e somiglianza di Dio i nostri peccati e la nostra corruzione devono avere una risposta. E Cristo è la risposta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3.La terza verità, espressa in questi versi è che Dio ci ha creato maschio e femmina. Anche questo elemento mira alla cristianità e richiede l’adempimento di Cristo Gesù. Come? Almeno in due modi diversi. Il primo deriva dal mistero del matrimonio, l’altro deriva dalla storica abiezione della relazione, nel peccato, tra uomo e donna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prediamo il mistero del matrimonio. Nel secondo libro della Genesi al verso 24, subito dopo aver narrato di come fosse stata creata la donna, Mosè (il redattore della Genesi) dice: “Perciò un uomo lascia suo padre e sua madre e si unisce con sua moglie e i due formano una carne sola”. Ora, quando l’Apostolo Paolo cita questo verso in Efesini 5:31, dice: “Tale mistero è grande; io lo dico nei riguardi di Cristo della Chiesa” e con queste parole, che lui inserisce come indizio, spiega il mistero del matrimonio: è il simbolo dell’amore di Cristo per la Chiesa rappresentato dall’amorevole guida del marito nei confronti della moglie ed, allo stesso tempo, è il simbolo della lieta sottomissione della chiesa nei confronti di Cristo rappresentata, questa volta, dal legame che la moglie sente per il marito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella Genesi 2:24 egli parla di “mistero” perché in questa sede, cioè proprio nella Genesi, Dio non rivela chiaramente i suoi intenti rispetto al matrimonio tra l’uomo e la donna. Nel Vecchio Testamento si trovavano cenni ed indicazioni atte a sottolineare che il matrimonio era equivalente alla relazione tra Dio ed il Suo popolo. Solo con la venuta di Cristo sulla terra, però, il mistero del matrimonio e stato spiegato dettagliatamente. E’ come un ritratto dell’accordo solenne tra Cristo e il Suo popolo, il Suo impegno con la Chiesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riuscite a vedere, adesso, cari fedeli  come Dio, creando gli esseri umani come maschio e  femmina e istituendo il matrimonio lo ha voluto intendere come la relazione per cui l’uomo lascia il padre e la madre e si lega alla moglie in un solenne accordo- riuscite ad intendere come questo atto di creazione e l’istituzione del matrimonio richieda e necessiti la rivelazione di Cristo e della Sua chiesa. Ciò porta alla cristianità come la rivelazione del mistero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la maggior parte delle persone, questo è un pensiero del tutto inconsueto, anche per la maggior parte dei cristiani, perché il matrimonio, così come la chiesa, è un’istituzione secolare. Si ritrova in tutte le culture, non solo nelle società cristiane. Per questo non siamo avvezzi a pensare a tutti i tipi di matrimonio non cristiano come simbolo misterioso della relazione di Cristo con la chiesa. Ma questi sono tali e proprio la nostra esistenza come uomo e donna nel matrimonio annuncia che Cristo si mostrerà nella Sua relazione con la chiesa. La cristianità completa la nostra possibilità di comprendere l’accordo matrimoniale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Permettetemi, adesso, di presentarvi un quadro particolare che faccia da spunto di riflessione su una cosa, alla quale forse, non avete mai pensato. Cristo verrà di nuovo sulla terra. Anche se lo vedete andare via, Lui verrà di nuovo, disse l’angelo. Ecco, immaginate quel giorno insieme a me. I cieli che si aprono, e trombe che suonano, ed il Figlio dell’Uomo appare su una nuvola, potente e nella gloria insieme a decine di migliaia di angeli che, splendenti come il sole. Egli li manda a raggiungere il Suo eletto da ogni parte e fa risorgere i morti che erano morti in Cristo. Egli concede loro nuovi corpi, gloriosi come il Suo stesso corpo e, in un batter d’occhio, trasforma il resto di noi  così da poter essere adatti alla gloria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La secolare preparazione alle nozze di Cristo (la chiesa!) si è finalmente conclusa così Lui le cinge il braccio e la conduce al tavolo. E’ giunto il momento del banchetto nuziale dell’Agnello. Egli siede a capotavola ed un grande silenzio scende tra i milioni di santi che vi presenziano. Ed Egli dice: “ Ecco, miei amati, il significato del matrimonio. Questo era il suo significato. Ecco perché ci ho creati uomo e donna e istituito il vincolo del matrimonio, affinché si compisse la verità e le ombre si diradassero”. marco e luca”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora riprendiamo le fila di quanto abbiamo detto: stiamo cercando di capire che la terza verità, Dio ci ha creati a Sua immagine come maschio e femmina, porta direttamente alla cristianità come suo compimento. Ed ho detto che lo fa in due modi. Attraverso il mistero del matrimonio, innanzi tutto. La creazione degli esseri umani come maschi e femmine fornisce la cornice necessaria alla celebrazione del matrimonio. Non può essere celebrato alcun matrimonio senza uomo e donna. Di conseguenza il significato del matrimonio non è conosciuto, nella sua totalità, se non lo vediamo come la parabola della relazione di Cristo con la chiesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, l’essere stati creati uomini e donne punta al matrimonio ed il matrimonio stesso si riferisce a Cristo ed alla chiesa, perciò il credo che Dio ci ha creati a Sua immagine come uomo e donna, non è completa senza la Cristianità- e l’opera di salvezza che Cristo compie nei confronti della chiesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho detto che c’era un secondo modo tramite il quale far sì che l’essere stati creati uomo e donna ad immagine di Dio portasse alla cristianità, come il necessario compimento, vale a dire dalla distorsione nella storica abiezione della relazione uomo- donna. Fatemi cercare di spiegare questo concetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando il peccato è entrato a far parte del nostro mondo, l’effetto nella nostra relazione uomo-donna è stato devastante. Dio parla ad Adamo subito dopo che aveva mangiato il frutto proibito e gli chiede che cosa fosse accaduto. Nella Genesi 3:12  Adamo risponde:”la donna che mi hai messo a fianco,  essa fu che m ha offerto del frutto dell’albero e io ne ho mangiato”. In altre parole è colpa sua  (o tua per avermela messa accanto) così se qualcuno deve morire per avere mangiato il frutto, è meglio che sia lei!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco il punto di partenza di ogni violenza domestica, tutti gli abusi sulle mogli, tutti gli stupri, le violenze sessuali, tutti i modi di deprezzare la donna che Dio ha creato a Sua immagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella Genesi 3:16 viene pronunciata una maledizione che si abbatterà sull’uomo e sulla donna macchiatisi di peccato, in questi termini: “ E alla donna disse:  “Moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e quelle della tua gravidanza. Con travaglio partorirai i figli e verso suo marito sarà il tuo desiderio. Egli dominerà su di te” in altre parole il risultato del peccato originale e l’eterna maledizione altro non rappresenta se non il conflitto tra i sessi. Questo verso non è una descrizione di come dovrebbero essere le cose. Questa è una descrizione dell’orrendo modo in cui le cose andranno fin quando sulla terra regnerà il peccato. Uomini che dominano e donne ambigue. Questa non è il significato dell’uomo e la donna creati ad immagine di Dio. Rappresenta solo la bruttezza del peccato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto, come fa questa bruttezza ad indicare la cristianità? Indica la cristianità perché necessita di quella guarigione che solo la cristianità è capace di donare alla relazione tra uomo e donna, se Dio ci ha creati a sua immagine come UOMO E DONNA, ciò implica uguaglianza tra le persone, uguale dignità, rispetto reciproco, armonia, complementarietà, uguale destino. Ma tutto questo si ritrova nella storia del mondo. E’ ritrovabile nella guarigione portata da Gesù.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su questo non c’è molto da dire ma concedetemi di menzionare solo due cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3.1 primo. In Pietro 1 3:7 l’apostolo dice che un marito ed una moglie cristiani sono coeredi della grazia della vita” E questo che cosa significa? Significa che  in Cristo, uomo e donna, riacquistano quell’essenza rappresentata dall’essere stati creati tali ad immagine di Dio. Significa che insieme, come uomo e donna, essi sono l’immagine atta a portare il testimone della gloria di Dio e che insieme, come coeredi, essi ereditano la gloria di Dio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La creazione come uomo e donna ad immagine di Dio (considerato che siamo circondati dal peccato) richiede l‘adempimento della guarigione che può essere tale solo grazie all’opera di trasformazione di Cristo che è l’eredità da Lui donata ai peccatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3.2 le altre cose da menzionare  riguardo al modo in cui Cristo cambia le cose e vince la bruttezza del nostro stato compiendo il destino degli esseri umani creati ad immagine di Dio come uomo e donna, si ritrovano nella lettera ai Corinzi 1. 7. in queste pagine Paolo dice qualcosa di incredibilmente radicale per quell’epoca “ A quelli che non hanno moglie, ed alle vedove, io dico che è bene per loro se rimangono come sono io… chi è celibe si preoccupa delle cose del Signore come possa piacergli… così la donna non maritata e la vergine si danno pensiero delle cose del Signore, volendo  essere sante di corpo e di spirito… questo io dico…non per tendervi un laccio ma per… far stare voi in intimità col Signore.” (I Corinzi 7:8,32-35)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riuscite a capire cosa implica tutto ciò? Implica che il guarnimento portato da Gesù per gli esseri creati ad immagine di Dio come uomo e donna, non dipende dal matrimonio. Infatti l’esperienza di Paolo come uomo non maritato ( il modello di Gesù come uomo non maritato) gli ha insegnato che esiste una sorta di devozione a Dio, propria delle persone non maritate, e che è più pura di quella delle persone unite nel sacro vincolo del matrimonio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro modo per esprimere lo stesso concetto è questo: il matrimonio è in’istituzione temporanea, questi anni, che durerà sino alla resurrezione dei morti. L’essenza del suo significato e del suo obiettivo è quello di rappresentare la relazione di Cristo con la Chiesa. Ma quando si rivelerà la verità, verrà messo da parte il matrimonio così come lo conosciamo noi. E non ci saranno più matrimoni, negli anni a venire,e nessuno verrà più dato in matrimonio. E colori i  quali non saranno si saranno sposati ma saranno rimasti devoti a Dio si siederanno alla mensa dell’Agnello come coeredi della grazia. E riguardo alla loro devozione a Dio E ai loro sacrifici saranno ricompensati con affetto, amicizia e gioie oltre ogni immaginazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Permettetemi di sintetizzare quanto abbiamo visto insieme:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1)Dio ha creato gli esseri umani. E come conclude il Vecchi Testamento, questo splendido accadimento esige la continuazione della storia, con la Cristianità, per dare senso a quello che Dio voleva. I suoi intenti nella creazione sono incompleti senza l’opera di Cristo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2)Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza. Ma noi abbiamo screditato l’immagine in modo tanto pessimo da renderla a malapena riconoscibile. Per cui questa verità induce a far compiere con  la Cristianità quello che  Gesù fa e cioè recuperare quello che si era perso. Ciò è detto “nuova creazione in Cristo”. Così l’immagine viene ricostituita con verità e santità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3)Dio ci ha creati a sua immagine COME UOMO E DONNA. Ciò non si deve compiere necessariamente nella cristianità . nessuno può veramente compiere quanto significava realmente essere uomo e donna. Uniti nel matrimonio fino a che non intendono che il matrimonio non è altro che un disegno di Cristo e della Chiesa. E nessuno può sapere  quale sia il vero destino  essendo stati creati da uomo e donna  ad immagine di Dio fino a che non intendono che gli uomini sono coeredi della grazia della vita. E, alla fine, nessuno po’ totalmente comprendere il significato della solitudine di uomo e donna nell’immagine di Dio fino a che non impareranno che  in Cristo, negli anni a venire, ci sarà un matrimonio e che quindi il glorioso destino degli uomini e delle donne non dipende dal matrimonio  ma dalla devozione a Dio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui combattiamo con queste verità: Do vi ha creati, vi ha creati a sua immagine; vi ha creati uomo e donna così che possiate essere completamente, radicalmente, unicamente divoti a Lui.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 20:55:36 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Maschio_e_Femmina_Dio_li_ha_creati_a_Sua_immagine</comments>		</item>
		<item>
			<title>Predicare La Grazia</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Predicare_La_Grazia</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|Preaching Grace}}  Era una bella mattina soleggiata. Io e mia moglie eravamo seduti nel portico, godendo di un raro momento insieme completamente indisturbati, quando un...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|Preaching Grace}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era una bella mattina soleggiata. Io e mia moglie eravamo seduti nel portico, godendo di un raro momento insieme completamente indisturbati, quando un’utilitaria familiare bianca svoltò nel viottolo di casa nostra, fermandosi a pochi metri da noi. Il guidatore, un uomo ben vestito, scese, mentre una giovane donna rimase in auto. Immaginai tutto in un istante. Rivolto a mia moglie Nancy, sussurrai: “Testimoni di Geova. Me ne occupo io”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'uomo venne verso di me, dicendo “buon giorno”. Prima che potesse dire un'altra parola, partii all’attacco. “Sì, e il mondo sta andando di male in peggio, vero”? “Uh, sì”, rispose, “ma….”. Non fece in tempo ad aggiungere altro, che mi avventai come Jet Li nel film Fearless.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Il punto”, dissi, “non è come affronto i problemi del mondo. So che siamo entrambi convinti di avere la risposta. La mia domanda è questa: dove la porterà la sua risposta”? Aprì la bocca per rispondere, ma Jet Li fu più veloce. Lo misi a tacere ancora una volta, e cambiando argomento, domandai: “può dire di essere ‘nato di nuovo’”? “No, ma….”, balbettò debolmente. Lo interruppi, “non esistono ‘ma’, amico mio. La Bibbia è contraria a quello che il vostro gruppo insegna. Si DEVE nascere di nuovo”!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Potevo percepire l'uomo barcollare sotto il mio assalto ora quasi frenetico. Non riuscivo a fermarmi. Mentre cercavo di assestargli il colpo di grazia, mi ricordai la scena dove Jet Li, volteggiando, annienta l'avversario con una rapidissima serie di calci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Gesù, amico mio, è DIO”! gli gridai in faccia. Non avevo nemmeno bisogno della mia Bibbia, gli snocciolavo audacemente versetto su versetto. “’Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio’. Giovanni 1:1. Bada, non è ‘un Dio’ come suggerisce la vostra versione New World Translation”. Guardai verso l'auto, e suggerii alla ragazza di dire al suo amico di utilizzare una vera traduzione biblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non avevo ancora finito, assolutamente. Presi ad andare su e giù, mentre la mia congregazione di due persone, l’uomo e la sua socia seduta in auto, mi fissava sbigottita. Non appena lui tentò di intervenire, proseguii: “Egli è ‘Dio sopra tutte le cose’, Romani 9:5. Se questa non vi basta come risposta, che ne pensate di Colossesi 2: 9? ‘In Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità’”. Quindi ripetei con enfasi quelle parole, “PIENEZZA DELLA DEITÀ”!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto l'uomo appariva molto agitato. Ma eccomi colpire volteggiando con un altro calcio. “Un'ultima cosa”, dissi, “e poi può dire qualunque cosa voglia in risposta. In Apocalisse 1:18 è scritto: ‘Io sono il primo e ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades’. Lei chi dice che sia costui? Non risponda”, replicai alla mia stessa domanda, “entrambi sappiamo che è Gesù. Morto e vivo. Primo e ultimo. Interessante, vero? L’Antico Testamento a chi fa riferimento con ‘il primo e l’ultimo’”? Allora notai che l’uomo non provava nemmeno più a replicare. Disse semplicemente, “Perché non me lo dice lei”? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guardai l'uomo e dissi, “Ho finito. Che cosa ha da dire”? Mi fissò e mi rispose, “Bene, posso dirle questo. Le prometto che non diventerò mai un Testimone di Geova, ma sa dirmi dove vive la famiglia Monaghan”?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In qualche modo (non sono certo come, ma comunque in qualche modo) quando capii che si era fermato per chiedere delle informazioni, riuscii a dargli le indicazioni per raggiungere la casa dei nostri vicini. In qualche modo raccolsi anche le forze per salutarli con la mano, mentre si allontanavano in auto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lato “positivo” di questa vicenda è duplice. In primo luogo, elencai numerosi versetti della Scrittura, riuscendo così in parte a consolarmi, sapendo che “la Parola di Dio non ritorna mai a Lui senza aver condotto a buon fine ciò per cui l’ha mandata” (Is 55:11) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In secondo luogo, mi fece riflettere. Mi chiedevo: “è forse questa l’impressione che faccio quando predico”? Riconobbi quanto fosse facile per me comportarmi con i “perduti” in modo arrogante e autoritario, il che, oltre a renderli ancora più perduti, mi induce anche a pensare a quanto io sia stato “grande”. Mi resi conto che se il mio Vangelo e la mia condotta non fosse permeato di grazia e amore, io non sarei un magistrale predicatore o un cristiano che si esprime bene, ma semplicemente “un rame risonante o uno squillante cembalo” (1 Co13:1). &lt;br /&gt;
La gente ha bisogno sempre più della grazia di Gesù, che li invita a Sè (“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” Matteo 11:28). Ha bisogno di vedere e sentire il Gesù “pieno di grazia e di verità” (Giovanni 1:14). La loro esistenza è già abbastanza abbattuta. Non hanno bisogno di ulteriori pesi dal pulpito. Hanno bisogno di Gesù, non di Jet Li.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:37:43 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Predicare_La_Grazia</comments>		</item>
		<item>
			<title>Perché Dio ci dice che si diletta dei suoi figli</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Perch%C3%A9_Dio_ci_dice_che_si_diletta_dei_suoi_figli</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|Why God Tells Us He Delights in His Children}}  La domanda non è se Dio trova diletto dai suoi figli. Lui si diletta di loro. La domanda è duplice: primo, cosa in noi gl...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|Why God Tells Us He Delights in His Children}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda non è se Dio trova diletto dai suoi figli. Lui si diletta di loro. La domanda è duplice: primo, cosa in noi gli dà gioia? E secondo, perché ci dice che si diletta di noi? Qual’è l’effetto che Dio vuole che ciò abbia? (Quando dico “Dio”, intendo tutto ciò che Dio è per noi in Cristo. Intendo il Dio cristiano, uno e trino). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In primo luogo, osserviamo alcuni passi della Scrittura che parlano del compiacimento di Dio per il suo popolo e la Sua lode al loro riguardo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Sofonia 3:17, “Il Signore, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva; ''egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua”.'' &lt;br /&gt;
*Salmo 147:11, “''Il Signore si compiace di quelli che lo temono'', di quelli che sperano nella sua bontà” &lt;br /&gt;
*1 Pietro 1:6-7, “Perciò [per la salvezza] voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, ''sia motivo di lode, di gloria e di onore'' al momento della manifestazione di Gesù Cristo&lt;br /&gt;
*Romani 2:29, “Ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera''; di un tale Giudeo la lode proviene non dagli uomini, ma da Dio”.'' &lt;br /&gt;
*1 Corinzi 4:5, “Perciò non giudicate nulla prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce quello che è nascosto nelle tenebre e manifesterà i pensieri dei cuori; ''allora ciascuno avrà la sua lode da Dio''”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per dare una risposta alle domande che ci siamo posti all’inizio, abbiamo bisogno di prestare attenzione anche a questa verità: Dio ci comanda di gioire in lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Salmo 37:4, “''Trova la tua gioia nel Signore,'' ed egli appagherà i desideri del tuo cuore”.&lt;br /&gt;
*Filippesi 4:4, “''Rallegratevi sempre nel Signore.'' Ripeto: rallegratevi”. &lt;br /&gt;
*Romani 5:2, “Mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo; e ''ci gloriamo'' (“gioiamo” nell’originale inglese – NdT) ''nella speranza della gloria di Dio.”'' &lt;br /&gt;
*Salmo 43:4, “Allora mi avvicinerò all'altare di Dio, ''al Dio della mia gioia e della mia esultanza''” (“Dio, la mia gioia e la mia esultanza” - nell’originale inglese – NdT)&lt;br /&gt;
*Salmo 70:4, “''Gioiscano ed esultino in te'' quelli che ti cercano; e quelli che amano la tua salvezza dicano sempre: «Sia glorificato Dio!» (“Dio è grande!” nell’originale inglese – NdT).&lt;br /&gt;
*Salmo 63:3, “Poiché la tua bontà vale più della vita, le mie labbra ti loderanno”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota: questi due ultimi versetti mostrano qualcosa di cruciale. Uno afferma che quando ami la salvezza di Dio, come prima cosa non dici “Sia glorificata la salvezza di ''Dio”!'' ma “Sia glorificato Dio”! E quando sperimenti la bontà del Signore, non dici “le mie labbra loderanno la tua bontà”, ma “le mie labbra ''ti'' loderanno” In altre parole, in tutti questi passi il comandamento è di rallegrarsi in Dio stesso, e tutte le altre benedizioni di cui godiamo dovrebbero condurci a Dio in persona come nostra finale e più piena soddisfazione. &lt;br /&gt;
Pertanto, la mia risposta alla prima domanda iniziale è: ''alla radice, il motivo per cui Dio trova diletto da noi è che noi troviamo diletto in Lui.'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo ci porta alla seguente ovvia deduzione: Dio approva ciò che è ''giusto''. Egli gioisce del nostro pensare, sentire e fare ciò che è retto. Dobbiamo quindi chiederci: che cosa è giusto, in ultima analisi? Cosa rende qualcosa “retto”? La mia risposta è: “rettitudine” significa ''pensare, sentire e agire in un modo che esprima, nelle giuste proporzioni, il valore di ciò che è più pregiato''. La rettitudine è pensare, sentire e attuare ciò che proviene da un percezione reale del valore supremo di Dio. Significa cioè discernere in modo veritiero, gustare in modo adeguato, e mostrare in modo coerente –attraverso le proprie azioni– la virtù infinita di Dio. Pertanto, stiamo facendo ciò che è giusto quando ''comprendiamo'' la verità del valore di Dio per ciò che esso è, quando lo ''sentiamo'' in noi in modo rispondente alla sua universale supremazia, e quando ''agiamo'' in modi che esprimono la somma virtù di Dio. Questo è il significato di “giusto”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di conseguenza, quando diciamo che Dio gioisce del nostro pensare, sentire e praticare ciò che è giusto, intendiamo dire che Lui si diletta del nostro scorgere, assaporare, e dimostrare coi fatti il Suo valore supremo. Dio dà valore al nostro valorizzarLo. Dio trova piacere nel nostro trovare piacere in Lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora la seconda domanda che ci siamo posti sopra è: perché Dio ci dice che si diletta di noi? Dovremmo essere lieti di udirlo? Sì, dovremmo esserlo. Ma perché? Qual’e' l’essenza della nostra gioia nell’apprenderlo? È possibile udirlo, ed esserne felici, in un modo che può essere devastante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il motivo più appropriato per essere felici che Dio trovi diletto del nostro dilettarci in Lui è perché ''ciò conferma che la nostra gioia è veramente in Dio.'' Questo fissa il nostro sguardo più fermamente su di Lui, e rende più profonda la nostra gioia nel suo splendore. Ma c'è un modo devastante di rispondere all’approvazione divina nei nostri confronti. Cosa succederebbe se udendo che Dio si diletta di noi, venissimo distolti dal bearci in Lui e indotti invece a gioire del fatto che Dio si delizia di noi? A cosa ci condurrebbe il percepire la Sua lode nei nostri riguardi come uno stimolo verso ciò che davvero ci piace, vale a dire, essere lodati? Cosa comporterebbe l’eventualità che il motivo ultimo di ciò che ci rende felici non fosse Dio stesso, ma l’attenzione e la lode da parte Sua? Se è questa la motivazione di fondo, allora non ci stiamo dilettando in Dio, ma solo utilizzando il diletto in Dio per ottenere le Sue lodi. Ciò sarebbe devastante. Quando la gioia di Dio per noi ci attrae a godere del fatto di essere l’oggetto della Sua gioia, smettiamo di fare proprio ciò di cui Dio si diletta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'insegnamento che Dio trova piacere in noi è molto pericoloso. Assolutamente vero. Ed estremamente pericoloso. Il motivo per cui è così rischioso è che siamo creature decadute, e il piacere principale per la nostra natura carnale non è il sesso ma l’auto-esaltazione. La nostra natura peccaminosa ama essere lodata per ciò che siamo e ciò che abbiamo conseguito. &lt;br /&gt;
Ovviamente il rimedio a questa situazione non è quello di rendere Dio colui che tesse le nostre lodi, pensando che vada tutto bene. Ciò può essere letale. Le lodi di Dio per noi ci faranno bene, se le accogliamo come una conferma che siamo davvero deliziandoci  in Lui. La lode di Dio per la nostra gioia in Lui vuole aiutarci a continuare a godere della Sua persona, e a non essere distratti da nessun’altra cosa. Dio non voglia che la Sua lode per la nostra esultanza in Lui, ci porti a godere di tale lode fine a se stessa, allontanandoci dal gioire in Lui. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ascoltatemi bene. Noi ''ci'' deliziamo per essere lodati da Dio. Ma non nel modo in cui lo farebbe una mente carnale. La lode di Dio per noi non è il fondamento della nostra gioia. Non dovremmo lasciare che la Sua lode ci distragga da quello che sta esattamente lodando—vale a dire, la nostra gioia in Lui. ''Ci compiacciamo di essere lodati da Dio perché rafforza e aumenta la nostra concentrazione su di Lui,'' piuttosto che distrarci da Lui. Persino la Sua misericordiosa accettazione del nostro imperfetto trovare diletto in Lui, lo rende più bello in sé. Possano coloro che odono le parole “Ben fatto, servo buono e fedele” dire, “Com’è grande e misericordioso il nostro Dio”! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto tra quello che ho detto qui e la dottrina della giustificazione per fede, è che Dio guarda ai Suoi figli attraverso la lente della giustizia ascritta a Cristo. Ciò vuol dire due cose: una è che Dio ci reputa perfetti in Cristo. L'altra è che può continuare a vederci diventare ''in pratica'' ciò che siamo ''come posizione'' in Cristo. La lente della giustificazione garantisce il diritto della nostra posizione permanente e invincibile con Dio. Essa ci assicura anche del diletto di Dio del nostro compiacimento spesso inadeguato in Lui. Questo significa che, anche se siamo considerati perfettamente giusti in Cristo, Dio può tuttavia vedere sia il nostro peccare ancora presente che il frutto dello Spirito nella nostra vita. Per questo motivo Lui può dilettarsi di noi in misura maggiore o minore. Questo lo sappiamo  perché da un lato Lui ci ritiene perfettamente giusti (Romani 4: 4-6), dall’altro ci disciplina per il peccato nella nostra vita (1 Corinzi 11: 32). Di conseguenza, il diletto di Dio per la nostra gioia in Lui varia in proporzione all’affetto del nostro cuore, ma è possibile unicamente perché Dio ci imputa la perfetta giustizia di Cristo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Desiderando ardentemente di deliziarmi risolutamente con voi in Dio, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pastore John&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:39:01 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Perch%C3%A9_Dio_ci_dice_che_si_diletta_dei_suoi_figli</comments>		</item>
		<item>
			<title>Amare Dio per chi Lui è: Dalla Prospettiva di un Pastore</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Amare_Dio_per_chi_Lui_%C3%A8:_Dalla_Prospettiva_di_un_Pastore</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|Loving God for Who He Is: A Pastor's Perspective}}  Una delle più importanti scoperte che io abbia mai fatto consiste nella seguente verità: Dio è più glorificato in m...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|Loving God for Who He Is: A Pastor's Perspective}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una delle più importanti scoperte che io abbia mai fatto consiste nella seguente verità: Dio è più glorificato in me quando io sono più soddisfatto in Lui. Questa è la forza che guida il mio ministero come pastore. Influenza ogni cosa che faccia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualsiasi cosa faccia, sia che mangi, beva, predichi o dia dei consigli, il mio scopo è di glorificare Dio dal modo in cui lo faccio (1 Corinzi 10:31). Questo significa che il mio scopo è di farlo in un modo che mostri come la gloria di Dio abbia soddisfatto i desideri più intimi del mio cuore. Le mie prediche sarebbero fraudolente se rivelassero che Dio non ha nemmeno provveduto a quelle che sono le mie necessità. Se Cristo non è la soddisfazione del mio cuore, la gente mi crederebbe davvero quando faccio da araldo delle Sue parole, &amp;quot;Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame, e chi crede in me non avrà mai più sete&amp;quot; (Giovanni 6:35)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gloria del pane è che esso soddisfa. La gloria dell’acqua viva è che essa estingue la sete. Non onoriamo l’acqua pura di una sorgente di montagna, che disseta e non smette di sgorgare, trascinandoci addosso su per il sentiero pesanti secchi di acqua da stagni che sono a valle, come per dare il nostro contributo. Onoriamo la sorgente essendone assetati, inchinandoci sulle ginocchia e bevendone con gioia. Allora diciamo, &amp;quot;Ahhhh&amp;quot;! (questa è adorazione!); e proseguiamo il nostro viaggio nella forza di quella sorgente (questo è servizio). La sorgente di montagna è veramente glorificata quando noi siamo davvero soddisfatti della sua acqua. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tragicamente, alla maggior parte di noi è stato insegnato che è il dovere, non il diletto, il modo col quale glorificare Dio. Non ci è stato insegnato che trovare il nostro diletto in Dio è il nostro dovere! Essere soddisfatti in Dio non è un’aggiunta facoltativa alla realtà dei doveri cristiani. È l’esigenza fondamentale di tutto. &amp;quot;Trova la tua gioia nel Signore&amp;quot; (Salmo 37:4) non è un suggermento ma un comando. Così come lo sono &amp;quot;Servite il Signore con letizia&amp;quot; (Salmo 100:2) e &amp;quot;Rallegratevi sempre nel Signore&amp;quot; (Filippesi 4:4). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il peso del mio ministero è di rendere chiaro alla gente che &amp;quot;La tua bontà [del Signore] vale più della vita&amp;quot; (Salmo 63:3). E se è meglio della vita, è meglio di tutto ciò che essa offre in questo mondo. Questo significa che ciò che soddisfa non sonoi doni di Dio, ma la gloria di Dio—la gloria del suo amore, la gloria della sua potenza, la gloria della sua sapienza, santità, giustizia, bontà e verità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco perchè il salmista, Asaf, esclamò &amp;quot;Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno&amp;quot; (Salmo 73:25-26). Niente sulla terra—nessuno dei buoni doni della creazione di Dio—poteva soddisfare il cuore di Asaf. Solo Dio poteva farlo. Questo è quello che Davide intendeva quando disse al Signore, &amp;quot;Tu sei il mio Signore; non ho bene alcuno all'infuori di te&amp;quot; (Salmo 16:2). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Davide e Asaf, con il proprio desiderio incentrato su Dio, ci insegnano che i doni di Dio come la salute, il benessere economico e la prosperità non soddisfano. Solo Dio lo fa. Sarebbe arrogante non ringraziarlo per i suoi doni (“non dimenticare nessuno dei suoi benefici&amp;quot; Salmo 103:2), ma sarebbe idolatria chiamare il compiacimento che ci vengono da essi, amore per Dio. Quando Davide disse al Signore: &amp;quot;ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno&amp;quot; (Salmo 16:11), intendeva significare che la vicinanza a Dio stesso è la sola esperienza totalmente appagante nell’universo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è per i doni di Dio che Davide geme come un innamorato in pena &amp;quot;Come la cerva desidera i corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio. L'anima mia è assetata di Dio,&lt;br /&gt;
del Dio vivente&amp;quot; (Salmo 42:1-2). Ciò che Davide vuole provare è una rivelazione della potenza e della gloria di Dio: &amp;quot;O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall'alba; di te è assetata l'anima mia, a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz'acqua. Così ti ho contemplato nel santuario, per veder la tua forza e la tua gloria&amp;quot; (Salmo 63:1-2). Solo Dio soddisferà un cuore come quello di Davide. E Davide era un uomo secondo il cuore di Dio. È per questo che siamo stati creati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È questa l’essenza di ciò che significa amare Dio—essere soddisfatti in Lui! Amare Dio includerà obbedire a tutti i suoi comandamenti, credere a tutta la sua Parola, ringraziarlo per tutti i suoi doni; ma l’essenza dell’amare Dio è di godere di tutto ciò che Lui è. Ed è questo bearsi in Dio che glorifica il suo valore più pienamente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Noi tutti sappiamo che ciò è vero sia intuitivamente che dalle Scritture. Ci sentiamo più onorati dall’amore di chi ci serve perchè costretto dal dovere, o perchè trova appagamento nella nostra amicizia? Mia moglie è maggiormente onorata quando le dico &amp;quot;mi rende felice trascorrere del tempo con te&amp;quot;. Il mio appagamento è l’eco della sua qualità. E così è con Dio. Lui è sommamente glorificato in noi quando noi siamo totalmente soddisfatti in Lui. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nessuno di noi è giunto a una perfetta soddisfazione in Dio. Spesso mi addolora il mormorio del mio cuore per la perdita dei miei comforts mondani. Ma ho gustato che il Signore è buono. &lt;br /&gt;
Per la grazia di Dio ora conosco la fonte della gioia eterna. E quindi amo trascorrere i miei giorni attirando la gente in tale gioia, finchè diranno con me &amp;quot;una cosa ho chiesto al Signore, e quella ricerco:abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore, e meditare nel suo tempio&amp;quot; (Salmo 27:4).&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 18:40:20 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Amare_Dio_per_chi_Lui_%C3%A8:_Dalla_Prospettiva_di_un_Pastore</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare?/Dove Tutto ha Inizio</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/Dove_Tutto_ha_Inizio</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: ha spostato Come posso cambiare?/Where it All Begins a Come posso cambiare?/Dove Tutto ha Inizio&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|How Can I Change?/Where it All Begins}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pochi anni fa, circolava la voce che una rock star popolare era “nata di nuovo”. Come si poteva prevedere, la comunità cristiana reagì con entusiasmo. Tuttavia, la suddetta rock star, quando sentì parlare della sua presunta conversione, tagliò corto a tutte le dicerie: “E' stato detto che sono nato di nuovo. Non è vero. Quello che ho detto è che sono nel ''porno'' di nuovo”. [ndt. In inglese ''born'' (nato) e ''porn'' (pornografia)]&amp;lt;br&amp;gt;Una piccola lettera può fare tutta la differenza.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1 Pietro 2, 2-3.''' Che cosa s'intende per il “latte” descritto qui? Perché questo latte puro è essenziale alla crescita spirituale?}}Sono spesso molto scettico quando sento parlare della conversione di personalità famose. Benché l'individuo possa effettivamente prendere l'impegno di seguire Cristo, raramente il suo stile di vita riflette il cambiamento corrispondente. Sovente non esiste una prova di pentimento. C'è un'assenza di coinvolgimento nella parrocchia locale. E quando Tizio o Caio osserva questa contraddizione apparente, conclude, a torto, che sia questo il significato del 'nascere di nuovo'.&amp;lt;br&amp;gt;Charles Colson è un'eccezione di rilievo a tale modello. Ex-avvocato e assistente presidenziale sotto l'amministrazione Nixon, Colson fu arrestato ed imprigionato per il suo ruolo nello scandalo Watergate. All'epoca sembrò sospetto il fatto che, proprio durante quel periodo, egli affermò di aver sottoposto la sua vita nelle mani di Cristo. Questo fatto però non ridusse la sentenza. La conversione di Colson era genuina, come era manifesto dal suo stile di vita. Il suo libro '''Rinato''' [''Born Again''] è un resoconto eloquente e forte del suo incontro autentico con il vangelo.&amp;lt;br&amp;gt;Benché il verbo “rinascere” sia largamente usato nella cultura contemporanea, le sue implicazioni teologiche sono rimaste sconosciute. Per esempio, quando il pugile ormai pensionato George Foreman è tornato sul ring, i giornalisti sportivi hanno parlato di una rinascita. Questa parola viene usata anche come riferimento ai politici falliti che riacquistano popolarità. Molti pensano che i cristiani rinati siano un gruppo estremo iperattivo nel seno della Chiesa, senza rendersi conto che la rinascita sia un presupposto fondamentale per far parte della Chiesa!&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|“Diventare un cristiano non significa ripartire da zero nella propria vita, ma ricevere una nuova vita con la quale ripartire.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Thomas Adams'''}}Il cristiano maturo può, anche lui, stentare a capire quest'affermazione critica. Eppure, se vogliamo sperare di cambiare secondo le aspettative di Dio, è imperativo che iniziamo col capire e sperimentare la rigenerazione – la nuova nascita. Ecco dove inizia tutto il processo di santificazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====L'Educazione di un Fariseo====&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|1 Quale delle affermazioni che seguono, secondo te, descrive meglio il significato del “rinascere”?&lt;br /&gt;
(La risposta si trova alla fine della pagina)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Prendere una decisione per vivere una vita migliore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Rinnovare un impegno con Dio da tempo dimenticato&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Chiedere a Dio di perdonare i propri peccati e di tornare a vivere nel proprio cuore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Dire agli amici di una volta che stanno andando verso l'Inferno&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Nessuna di queste affermazioni}}L'espressione “nato di nuovo” non ha avuto origine col presidente Jimmy Carter, ma con Gesù Cristo. Scopriamo dunque dove ha introdotto il concetto e come voleva che fosse capito, mentre origliamo una conversazione nel terzo capitolo di Giovanni.&amp;lt;br&amp;gt;Nicodemo era un fariseo e membro del consiglio ebraico dirigente, il Sinedrio. Era rispettato da tutti a Gerusalemme in quanto teologo e insegnante della legge. E' sorprendente, vista la sua posizione ed il suo prestigio, che Nicodemo decidesse a far visita a Gesù. Dopo tutto, Gesù non aveva avuto l'insegnamento al quale Nicodemo e i suoi simili attribuivano tanto valore. E come se non bastasse, questo rabbino operaio aveva appena provocato disordini nel Tempio ed insinuato che la sua autorità emanava direttamente da Dio (Gio 2, 13-22). Eppure, gli insegnamenti di Gesù, intrigavano Nicodemo, e questi non poteva certo negare od ignorare i miracoli che avvenivano. Quindi, con un pizzico di umiltà, questo prominente uomo di religione si decise a far visita al carpentiere di Galilea:&amp;lt;br&amp;gt;«Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». (Gio 3, 2)&amp;lt;br&amp;gt;Una cosa si può affermare a favore dei farisei – conoscevano l'importanza dell'etichetta. Rivolgendosi a Gesù chiamandolo “Rabbì”, Nicodemo esprimeva rispetto per il suo grado d'insegnante, ma anche il suo desiderio d'imparare. Dovette però ben presto rimpiangere ciò che disse in seguito: “Rabbì, sappiamo...”&amp;lt;br&amp;gt;Non era proprio il modo migliore per iniziare una conversazione col Figlio di Dio.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|Risposta : Nessuna di queste affermazioni. Per una definizione biblica, proseguire la lettura.}} Gesù avrebbe potuto rimproverare Nicodemo per il suo atteggiamento arrogante e metter fine alla conversazione. Invece, scelse di aiutare Nicodemo a vedere il limite delle sue conoscenze. Il suo metodo? Un gioco veloce di Jeopardy biblico. Categoria: Rigenerazione, per 200 dollari.&amp;lt;br&amp;gt;Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio». (versetto 3).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Raramente consideriamo questo insegnamento [che l'uomo non può entrare nel regno di Dio] seriamente, forse perché fa scomparire le ultime orme della nostra naturale auto-sufficienza. Mette in rilievo l'insegnamento biblico secondo il quale la nostra salvezza è tutta grazia. La cosa realmente necessaria è quella che non possiamo realizzare noi stessi!”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Sinclair Ferguson'''}}L'affermazione di Gesù rese perplesso Nicodemo. “Come può rinascere un uomo anziano?”, chiese. “Sicuramente non può rientrare nel grembo di sua madre per rinascere!”. Nicodemo non poteva capire ciò che intendeva Gesù, e non era abituato a questo tipo di discorso. Di solito, era lui a fornire le risposte, non a cercarle. Poteva anche esser stato presente nel Tempio quando, a soli 12 anni, Gesù sbalordì i preti con le sue domande. Ma Gesù non era più un adolescente.{{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Leggi Matteo 19, 23-26. Quali sono le probabilità, a parte un intervento di Dio, che una persona entri nel regno di Dio?}}&amp;lt;br&amp;gt;“In verità, in verità ti dico,” continuò Gesù, “se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto.”&amp;lt;br&amp;gt;Ma Nicodemo si meravigliò. Anzi, era proprio sotto shock.&amp;lt;br&amp;gt;“Come può essere?”, chiese.&amp;lt;br&amp;gt;A questo punto, Nicodemo non avrebbe rifiutato un paio di aspirine. In più delle difficoltà che incontrava, si aggiungeva un senso di umiliazione, specialmente quando Gesù gli disse: “In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?” (versetti 11-12).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La nuova nascita non è solo un mistero incomprensibile per ogni uomo, è anche un miracolo che nessun uomo può compiere.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Richard Baxter'''}}E' facile osservare con disprezzo l'umile scolaro, ma se ci sottoponiamo allo stesso esame, possiamo chiederci: Capiamo veramente il significato della rinascita, come spiegata da Gesù? Le sue affermazioni ci sorprendono? A meno di arrivare al punto in cui Nicodemo chiese “Come può essere?”, è poco probabile che arriviamo a capire completamente il mistero ed il miracolo della rigenerazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Nessuna parte da giocare====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|2 Il fatto di concentrarti su alcune parti della straordinaria affermazione di Gesù ti dà idee nuove?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Devi&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nascere&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nuovo}}Gesù omise intenzionalmente di menzionare il fatto che Nicodemo fosse personalmente responsabile della sua rinascita. Infatti, disse esattamente il contrario: “Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito” (Gio 3, 6).&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Come può il fatto che Abramo sia il padre d'Isacco e di Ismaele dimostrare il contrasto tra i nostri sforzi e quelli di Dio? (Vedi Genesi 21, 1-13 e Romani 9, 6-9).}}Non è difficile vedere perché i commenti di Cristo provocassero in Nicodemo così tanta confusione. Avendo capito ed interpretato in maniera sbagliata, i farisei cercavano di stabilire la loro giustizia di fronte a Dio. Nicodemo avrebbe considerato che la rinascita (qualunque fosse il suo significato) dovesse implicare qualche sforzo o contributo da parte sua. Molti di noi sarebbero della stessa opinione. Ed era proprio quest'opinione che Gesù tentava di mettere alla prova.&amp;lt;br&amp;gt;“Devi rinascere” non è l'ordine di credere in Cristo; è un'affermazione che chiarisce ciò che egli deve effettuare in noi. “La rigenerazione è un cambiamento scolpito in noi da Dio”, scrive C. Samuel Storms, “non un atto autonomo che realizziamo per noi stessi”.&amp;lt;br&amp;gt;Fermiamoci un attimo per osservare le sconcertanti implicazioni delle parole di Cristo:{{RightInsert|'''Medita su 1 Pietro 1, 23.''' In quale modo questa analogia contribuisce alla tua comprensione della nuova nascita?}}&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Benché assolutamente essenziale alla vita cristiana, la rigenerazione non può essere compiuta dal solo sforzo umano. &lt;br /&gt;
*Dio è l'unico autore della nuova nascita; non si tratta di uno sforzo cooperativo. &lt;br /&gt;
*La rigenerazione è un'esperienza che dobbiamo provare, ma che Dio solo fornisce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è per via di una mancanza d'intelligenza che Nicodemo trovò le parole di Cristo così stupefacenti; ma perché per riuscire a capirle, doveva cambiare il suo modo di pensare. Esse rivelavano la sua vulnerabilità e la sua dipendenza dalla pietà divina. &amp;lt;br&amp;gt;Prima di andare avanti, occorre chiarificare un punto. Non sto minimizzando l'importanza del pentimento e della fede. Queste devono caratterizzare la nostra risposta di fronte alla rigenerazione e sono essenziali alla nostra conversione e alla nostra perenne santificazione. Dal mio punto di vista, però, sono il risultato della nuova nascita, non ne sono la causa. Il teologo A.A. Hodge ci ammonisce di mantenere la prospettiva della Scrittura: “Poco importa quello che l'uomo farà dopo la rigenerazione, Dio è all'origine della prima rinascita dei morti.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|Una sera mentre ero seduto nella casa di Dio, non prestavo molta attenzione alla predica del pastore, perché non ci credevo. Il pensiero mi colpì “Ma come ti sei ritrovato ad essere un cristiano?” Ho cercato Dio. “Ma come sei arrivato a cercare Dio?” La verità mi apparve allora in un istante – non l'avrei cercato, a meno che un qualche cosa nella mia mente non abbia avuto un'influenza su di me, spingendomi a cercarlo. Ho pregato, pensai, ma poi mi chiesi “Come sono arrivato a pregare?”. Sono stato indotto alla preghiera dalla lettura delle Scritture. “Come sono arrivato a leggere le Scritture?”. Le ho lette, ma che cosa mi spinse a farlo? Allora, in un attimo, capii che Dio era alla base di tutto, che Egli era l'Artefice della mia fede e in questo modo, tutta la dottrina di grazia si rivelò a me, dottrina alla quale sono tutt'ora fedele. Desidero fare di questo la mia confessione costante: “Attribuisco il mio cambiamento completamente a Dio”.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Charles H. Spurgeon'''}}Fate bene attenzione a queste parole. Sentite quale trasformazione radicale è richiesta e quanto incapaci ed impotenti siamo a produrla! La rigenerazione è l'opera distinta di Dio solo. Come lo scrive J.I. Packer, “L'uomo non ha nessun modo di partecipare a questo cambiamento, non più che i neonati sono capaci di indurre o contribuire alla loro procreazione e nascita.” Non siamo nati “da una decisione umana... ma nati da Dio”, scrisse Giovanni (Gio 1, 13).&amp;lt;br&amp;gt;Una natura nuova e giusta è stata impartita, di cui Dio è l'unico autore. Inoltre, siamo assicurati del fatto che “colui che ha iniziato in voi quest'opera buona [rigenerazione], la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (Fil 1, 6). Questo deve provocare un serio rallegramento!&amp;lt;br&amp;gt;Non dobbiamo preoccuparci più di sapere se il nostro potere e la nostra autodisciplina sono sufficienti. Non lo sono. Essere conformi all'immagine di Cristo non dipende più essenzialmente dalla nostra abilità. Invece, possiamo aver fiducia nella nostra crescita nella santità grazie all'opera inequivocabile di Dio. Ha posto in noi una nuova disposizione, una passione per la giustizia. “Questo”, dice J. Rodman Williams, “è il miracolo più grande che possa sperimentare una persona.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Sia la vita!====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|3 Ecco la situazione: sei uno specialista che si occupa di bambini con una malattia mentale rara – sono assolutamente convinti di essere all'origine della loro nascita. Quali ansie ti aspetti che questa certezza provochi in loro? (Ti aspetteresti di vedere le stesse inquietudini nei cristiani che non capiscono il ruolo di Dio nella rigenerazione?)}}Che succede veramente quando si rinasce?&amp;lt;br&amp;gt;J.I.Packer dice che la parola rigenerazione “denota una nuova partenza della vita... parla di un rinnovo creativo provocato dal potere di Dio”. Quando Dio ci ha rigenerati, ci ha fatto diventare qualcosa che non esisteva prima. La Bibbia lo descrive così: “E Dio che disse: 'Rifulga la luce dalle tenebre', rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.” (2Co 4, 6). Qui, il parallelo tra la nostra rigenerazione e la nostra creazione è intenzionale. La nostra rigenerazione fu anch'essa un atto di Dio. Lo stesso Dio che disse “Sia la luce!” ci parlò un giorno e disse “Sia la vita!” ''E la vita fu!''&amp;lt;br&amp;gt;La nuova nascita può anche essere percepita come una risurrezione. Benché morti nel peccato ed incapaci di alterare questa condizione, siamo stati riportati alla vita dall'opera rigenerante dello Spirito Santo. Il teologo R.C. Sproul spiega in dettaglio questo fatto:&amp;lt;br&amp;gt;'Lo Spirito ricrea il cuore umano, riportandolo dalla morte spirituale alla vita spirituale. Le persone rigenerate sono creature nuove. Quando in passato non avevano nessuna disposizione, nessuna inclinazione o desiderio per le cose divine, ora sono disposte e propense a Dio. Nella rigenerazione, un desiderio divino viene infuso nel cuore umano da Dio stesso, un desiderio che altrimenti non ci sarebbe.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La rigenerazione è un cambiamento conosciuto e sentito: conosciuto dalle opere di santità e sentito da una graziosa esperienza.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Charles H. Spurgeon'''}}“Un uomo morto non può assistere alla sua risurrezione.”, osserva W.G.T. Shedd. Se non fosse stato per l'opera graziosa dello Spirito Santo, che ci fece dono di una nuova vita, con una nuova natura ed un nuovo desiderio di accontentare, servire, ubbidire e glorificare Dio, saremmo ancora morti spiritualmente ed ostili a Dio.&amp;lt;br&amp;gt;La rigenerazione si distingue da altri aspetti della nostra salvezza. Per esempio, mentre la giustificazione altera la nostra condizione legale di fronte a Dio (cioè veniamo dichiarati virtuosi invece di colpevoli), la rigenerazione trasforma la nostra natura fondamentale. Questo cambiamento interno è cosi radicale ed esteso che veniamo ora descritti come creazioni nuove. L'immagine di Dio, corrotta con la Caduta, viene ricreata attraverso la nuova nascita e progressivamente rinnovata attraverso la santificazione. A differenza della santificazione, tuttavia, la rigenerazione non è un procedimento. Non avviene gradualmente, a tappe. E' un'opera sovrana ed''istantanea'' eseguita da Dio nelle nostre vite.&amp;lt;br&amp;gt;Per favore non fraintendetemi. Non si è tutti rigenerati tramite tutte le drammatiche esperienze provate da Paolo. Ecco un uomo che fu accecato in modo sovrannaturale per tre giorni e al quale il cielo parlò. Eppure, Paolo non fu l'unica persona del Libro degli Atti a rinascere. Quando Lidia sentì il vangelo durante una riunione di preghiera tra donne, “Il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo” (Att 16, 14). E fu tutto. Gli occhi di Paolo furono temporariamente accecati e il cuore di Lidia fu dolcemente aperto. Esperienze diverse per un risultato esattamente uguale. {{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Chi è “colui che santifica”? (Ebrei 2, 11). Per quali tappe della nostra santificazione è responsabile? (Ebrei 12, 2).}}&amp;lt;br&amp;gt;Siamo spesso tentati di misurare l'autenticità di una conversione attraverso le esperienze che la accompagnano. A tutti piace sentire di tale capo di una banda o di tale spacciatore di droga la cui vita viene radicalmente cambiata. Supponiamo però di essere una Lidia. Di guidare semplicemente la propria macchina un giorno, di ascoltare una cassetta imprestata da qualcuno e di non avere nessun testimone presente quando Dio ci apre il cuore. Non sentiamo nessuna voce, la macchina segue la sua corsa. Niente di spettacolare. Ma sappiamo, prima di arrivare sul posto di lavoro, e senza poter spiegarne il perché, che è avvenuto qualcosa di significativo. Siamo diversi. Siamo rinati.&amp;lt;br&amp;gt;Ho avuto il privilegio di visitare in Inghilterra il luogo della rinascita di John Wesley. Soffermiamoci sulla sua semplice evocazione di quel momento: “Stranamente, ho sentito il mio cuore riscaldarsi in me.” Non si tratta certo dell'esperienza esplosiva che uno potrebbe aspettarsi, eppure il valore e l'impatto della rigenerazione di Wesley sono innegabili.&amp;lt;br&amp;gt;Che avvenga in modo discreto o spettacolare, tutte le rinascite hanno questa caratteristica in comune: sono state esclusivamente ed interamente originate da Dio. Il contesto e le persone sono unici, ma la trama è sempre la stessa. Siamo {{LeftInsert|4 Nello spazio qui sotto, o alla fine di questa pagina, disegna una semplice linea del tempo della tua vita, iniziando dalla nascita e proseguendo fino al presente. Indica poi quando sono successi i seguenti avvenimenti: rigenerazione, giustificazione, santificazione, pentimento e fede. Quale è avvenuto in un punto preciso del tempo? Quali stanno ancora avvenendo?}}creazioni nuove. Ciò che era antico è scomparso a profitto della novità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Una risoluzione futile====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è solo nel suo vangelo che si trovano le affermazioni incredibili di Giovanni a proposito della rigenerazione. Concludiamo con queste parole sorprendenti: “Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio” (1Gi 3, 9).&amp;lt;br&amp;gt;Avete mai provato confusione dopo aver letto quel versetto? La sua affermazione non può essere presa sul serio, ...vero? Poche persone riescono a vivere anche solo un paio d'ore senza commettere un peccato in un modo o in un altro. Forse il vero significato del versetto è andato perso con la sua traduzione. D'altro canto, possiamo inquietarci, ''E se fosse vero? Le mia esperienza non si riallaccia a questo... vorrebbe dire che io non sono “nato da Dio”?''&amp;lt;br&amp;gt;Giovanni non intende dire che i veri cristiani sono incapaci di peccare. Questo è evidente fin dal primo capitolo di questa sua medesima lettera, nella quale scrive: “Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi” (1Gi 1, 8). No – il peccato è sempre molto presente. Sebbene il suo dominio sulle nostre vite sia stato distrutto, potremmo cedere alla sua influenza in qualsiasi istante. Ma scrivendo che coloro che sono nati da Dio “non possono continuare a peccare”, Giovanni ci fa vedere che la rigenerazione ci rende incapaci di continuare a peccare.&amp;lt;br&amp;gt;Il significato di queste parole di Giovanni, secondo Anthony Hoekema, è che il cristiano “non continua a commettere peccati e non ne trae più piacere in un abbandono completo... egli o ella è incapace di continuare a peccare con divertimento, di persistere in una vita di peccato.” John R.W. Stott lo riassume in maniera più semplice: “Il credente può cadere nel peccato, ma non vi proseguirà la sua strada.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La rigenerazione avviene principalmente nell'area centrale dell'essere umano, vale a dire, nel suo cuore o nel suo spirito. Al livello più profondo dell'esistenza umana c'è un cambiamento decisivo.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J. Rodman Williams'''}}Vedete la differenza?&amp;lt;br&amp;gt;Supponiamo che io sia tanto folle da voler provare l'affermazione di Giovanni prendendo questa risoluzione personale: “Nei prossimi sei mesi tenterò di sviluppare un modo di vita intriso di peccato”. Ovviamente, questa non è una cosa che desidererei né che vorrei raccomandare. Eppure, non credo che riuscirei a menare in porto una tale risoluzione. Perché mai? Perché sono nato da Dio. Ora possiedo un cuore nuovo, una vita nuova ed una nuova inclinazione a ricercare la giustizia e soddisfare Dio. Pur commettendo sempre dei peccati, grazie al suo potere di rigenerazione sono incapace di dedicarmi al peccato e di proseguire in esso. Non potrò mai più compiacermi in uno stile di vita peccaminoso. Questo può essere solo opera di un un atto divino.{{RightInsert|'''Medita su Efesi 4, 22-24.''' Cosa caratterizza il “nuovo essere” che siamo diventati attraverso la rigenerazione?}}&amp;lt;br&amp;gt;Non siamo più soli e senza difesa nel nostro incontro quotidiano con il peccato. Non siamo destinati a camminare continuamente nella disubbidienza e sconfitta. Dio ci ha trasformati internamente e fondamentalmente in modo sovrannaturale. Possediamo il desiderio e la facoltà di accontentarlo per il resto delle nostre vite. Motivati e resi più potenti dalla grazia, possiamo anticipare un'intera vita di cambiamenti graduale e definitivo.&amp;lt;br&amp;gt;Ecco dove inizia la santificazione: nella sicurezza e nella confidenza di essere rinati, non per via di uno sforzo personale, ma grazie al potere e alla volontà di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Discussione di gruppo====&amp;lt;br&amp;gt;1.Citate alcune parole che un non-cristiano potrebbe usare per descrivere un caso tipico di cristiano 'rinato'.&amp;lt;br&amp;gt;2.Quale potrebbe essere una possibile ragione del fatto che le conversioni di celebrità sono spesso superficiali?&amp;lt;br&amp;gt;3.Thomas Adams ha scritto: “Togli alla nuova nascita il suo mistero e gli avrai tolto la sua maestà”. Che cosa rende la rigenerazione così misteriosa?&amp;lt;br&amp;gt;4.Provate difficoltà a credere che Dio solo sia l'artefice della vostra rinascita?&amp;lt;br&amp;gt;5.Se Lidia e Paolo rappresentano gli estremi dell'esperienza della rinascita, voi dove vi collochereste?&amp;lt;br&amp;gt;6.Discutete della linea del tempo che avete disegnato alla pagina 21. Avete domande a proposito della sezione della salvezza?&amp;lt;br&amp;gt;7.Leggete Ebrei 12, 2. Come può questa “promessa incondizionata” avere conseguenza sulla vostra visione della santificazione?&amp;lt;br&amp;gt;8.Questo capitolo vi ha aiutato a considerare diversamente la nuova nascita? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Letture raccomandate====&amp;lt;br&amp;gt;''La vita cristiana [The Christian Life]'' di Sinclair Ferguson (Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989) &amp;lt;br&amp;gt;''Le Parole di Dio [God’s Words]'' di J.I. Packer (Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981) &amp;lt;br&amp;gt;Note bibliografiche&amp;lt;br&amp;gt;1.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'', di R.C. Sproul, (Orlando, FL: Ligonier Ministries, Inc., 1988), Capitolo I, p. 14. &amp;lt;br&amp;gt;2.Sinclair Ferguson, ''La vita Cristiana [The Christian Life] ''(Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989), p. 55. &amp;lt;br&amp;gt;3.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 20. &amp;lt;br&amp;gt;4.C. Samuel Storms, ''Scelto per la Vita [Chosen for Life]'' (Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1987), p. 108. &amp;lt;br&amp;gt;5.Citato in Nato di nuovo: ''Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 19. &amp;lt;br&amp;gt;6.Charles Spurgeon, ''Autobiografia [Autobiography]'', 1 (Edinburgh: Banner of Truth Trust, 1962), pp. 164-65. &amp;lt;br&amp;gt;7.J.I. Packer, ''Le Parole di Dio [God’s Words]'' (Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981), p. 151. &amp;lt;br&amp;gt;8.J. Rodman Williams, ''Teologia Rinnovata, Volume II: Salvezza, lo Spirito Santo e la Vita Cristiana [Renewal Theology, Volume II: Salvation, The Holy Spirit, and Christian Living]'' (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1990), p. 37. &amp;lt;br&amp;gt;9.J.I. Packer,''Le Parole di Dio [God’s Words]'', pp. 148-149. &amp;lt;br&amp;gt;10.R.C. Sproul,''Le Verità Essenziali della Fede Cristiana [Essential Truths of the Christian Faith]'' (Wheaton, IL: Tyndale House, 1992), pp. 171-172. &amp;lt;br&amp;gt;11. Citato ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 19. &amp;lt;br&amp;gt;12. Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide] ''di R.C. Sproul, Capitolo II, p. 17. &amp;lt;br&amp;gt;13.Anthony A. Hoekema, ''Salvati dalla Grazia [Saved by Grace]'' (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989), p. 100. &amp;lt;br&amp;gt;14.John R.W. Stott, ''Le Epistole di Giovanni [The Epistles of John] ''(Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1964), p. 136. &amp;lt;br&amp;gt;15.J. Rodman Williams, ''Teologia Rinnovata [Renewal Theology]'', Volume II, p. 50. &amp;lt;br&amp;gt;16.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide] ''di R.C. Sproul, Capitolo II, p. 16.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 14:57:12 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/Dove_Tutto_ha_Inizio</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare?/Dove Tutto ha Inizio</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/Dove_Tutto_ha_Inizio</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|How Can I Change?/Where it All Begins}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pochi anni fa, circolava la voce che una rock star popolare era “nata di nuovo”. Come si poteva prevedere, la comunità cristiana reagì con entusiasmo. Tuttavia, la suddetta rock star, quando sentì parlare della sua presunta conversione, tagliò corto a tutte le dicerie: “E' stato detto che sono nato di nuovo. Non è vero. Quello che ho detto è che sono nel ''porno'' di nuovo”. [ndt. In inglese ''born'' (nato) e ''porn'' (pornografia)]&amp;lt;br&amp;gt;Una piccola lettera può fare tutta la differenza.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1 Pietro 2, 2-3.''' Che cosa s'intende per il “latte” descritto qui? Perché questo latte puro è essenziale alla crescita spirituale?}}Sono spesso molto scettico quando sento parlare della conversione di personalità famose. Benché l'individuo possa effettivamente prendere l'impegno di seguire Cristo, raramente il suo stile di vita riflette il cambiamento corrispondente. Sovente non esiste una prova di pentimento. C'è un'assenza di coinvolgimento nella parrocchia locale. E quando Tizio o Caio osserva questa contraddizione apparente, conclude, a torto, che sia questo il significato del 'nascere di nuovo'.&amp;lt;br&amp;gt;Charles Colson è un'eccezione di rilievo a tale modello. Ex-avvocato e assistente presidenziale sotto l'amministrazione Nixon, Colson fu arrestato ed imprigionato per il suo ruolo nello scandalo Watergate. All'epoca sembrò sospetto il fatto che, proprio durante quel periodo, egli affermò di aver sottoposto la sua vita nelle mani di Cristo. Questo fatto però non ridusse la sentenza. La conversione di Colson era genuina, come era manifesto dal suo stile di vita. Il suo libro '''Rinato''' [''Born Again''] è un resoconto eloquente e forte del suo incontro autentico con il vangelo.&amp;lt;br&amp;gt;Benché il verbo “rinascere” sia largamente usato nella cultura contemporanea, le sue implicazioni teologiche sono rimaste sconosciute. Per esempio, quando il pugile ormai pensionato George Foreman è tornato sul ring, i giornalisti sportivi hanno parlato di una rinascita. Questa parola viene usata anche come riferimento ai politici falliti che riacquistano popolarità. Molti pensano che i cristiani rinati siano un gruppo estremo iperattivo nel seno della Chiesa, senza rendersi conto che la rinascita sia un presupposto fondamentale per far parte della Chiesa!&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|“Diventare un cristiano non significa ripartire da zero nella propria vita, ma ricevere una nuova vita con la quale ripartire.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Thomas Adams'''}}Il cristiano maturo può, anche lui, stentare a capire quest'affermazione critica. Eppure, se vogliamo sperare di cambiare secondo le aspettative di Dio, è imperativo che iniziamo col capire e sperimentare la rigenerazione – la nuova nascita. Ecco dove inizia tutto il processo di santificazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====L'Educazione di un Fariseo====&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|1 Quale delle affermazioni che seguono, secondo te, descrive meglio il significato del “rinascere”?&lt;br /&gt;
(La risposta si trova alla fine della pagina)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Prendere una decisione per vivere una vita migliore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Rinnovare un impegno con Dio da tempo dimenticato&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Chiedere a Dio di perdonare i propri peccati e di tornare a vivere nel proprio cuore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Dire agli amici di una volta che stanno andando verso l'Inferno&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Nessuna di queste affermazioni}}L'espressione “nato di nuovo” non ha avuto origine col presidente Jimmy Carter, ma con Gesù Cristo. Scopriamo dunque dove ha introdotto il concetto e come voleva che fosse capito, mentre origliamo una conversazione nel terzo capitolo di Giovanni.&amp;lt;br&amp;gt;Nicodemo era un fariseo e membro del consiglio ebraico dirigente, il Sinedrio. Era rispettato da tutti a Gerusalemme in quanto teologo e insegnante della legge. E' sorprendente, vista la sua posizione ed il suo prestigio, che Nicodemo decidesse a far visita a Gesù. Dopo tutto, Gesù non aveva avuto l'insegnamento al quale Nicodemo e i suoi simili attribuivano tanto valore. E come se non bastasse, questo rabbino operaio aveva appena provocato disordini nel Tempio ed insinuato che la sua autorità emanava direttamente da Dio (Gio 2, 13-22). Eppure, gli insegnamenti di Gesù, intrigavano Nicodemo, e questi non poteva certo negare od ignorare i miracoli che avvenivano. Quindi, con un pizzico di umiltà, questo prominente uomo di religione si decise a far visita al carpentiere di Galilea:&amp;lt;br&amp;gt;«Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». (Gio 3, 2)&amp;lt;br&amp;gt;Una cosa si può affermare a favore dei farisei – conoscevano l'importanza dell'etichetta. Rivolgendosi a Gesù chiamandolo “Rabbì”, Nicodemo esprimeva rispetto per il suo grado d'insegnante, ma anche il suo desiderio d'imparare. Dovette però ben presto rimpiangere ciò che disse in seguito: “Rabbì, sappiamo...”&amp;lt;br&amp;gt;Non era proprio il modo migliore per iniziare una conversazione col Figlio di Dio.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|Risposta : Nessuna di queste affermazioni. Per una definizione biblica, proseguire la lettura.}} Gesù avrebbe potuto rimproverare Nicodemo per il suo atteggiamento arrogante e metter fine alla conversazione. Invece, scelse di aiutare Nicodemo a vedere il limite delle sue conoscenze. Il suo metodo? Un gioco veloce di Jeopardy biblico. Categoria: Rigenerazione, per 200 dollari.&amp;lt;br&amp;gt;Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio». (versetto 3).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Raramente consideriamo questo insegnamento [che l'uomo non può entrare nel regno di Dio] seriamente, forse perché fa scomparire le ultime orme della nostra naturale auto-sufficienza. Mette in rilievo l'insegnamento biblico secondo il quale la nostra salvezza è tutta grazia. La cosa realmente necessaria è quella che non possiamo realizzare noi stessi!”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Sinclair Ferguson'''}}L'affermazione di Gesù rese perplesso Nicodemo. “Come può rinascere un uomo anziano?”, chiese. “Sicuramente non può rientrare nel grembo di sua madre per rinascere!”. Nicodemo non poteva capire ciò che intendeva Gesù, e non era abituato a questo tipo di discorso. Di solito, era lui a fornire le risposte, non a cercarle. Poteva anche esser stato presente nel Tempio quando, a soli 12 anni, Gesù sbalordì i preti con le sue domande. Ma Gesù non era più un adolescente.{{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Leggi Matteo 19, 23-26. Quali sono le probabilità, a parte un intervento di Dio, che una persona entri nel regno di Dio?}}&amp;lt;br&amp;gt;“In verità, in verità ti dico,” continuò Gesù, “se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto.”&amp;lt;br&amp;gt;Ma Nicodemo si meravigliò. Anzi, era proprio sotto shock.&amp;lt;br&amp;gt;“Come può essere?”, chiese.&amp;lt;br&amp;gt;A questo punto, Nicodemo non avrebbe rifiutato un paio di aspirine. In più delle difficoltà che incontrava, si aggiungeva un senso di umiliazione, specialmente quando Gesù gli disse: “In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?” (versetti 11-12).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La nuova nascita non è solo un mistero incomprensibile per ogni uomo, è anche un miracolo che nessun uomo può compiere.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Richard Baxter'''}}E' facile osservare con disprezzo l'umile scolaro, ma se ci sottoponiamo allo stesso esame, possiamo chiederci: Capiamo veramente il significato della rinascita, come spiegata da Gesù? Le sue affermazioni ci sorprendono? A meno di arrivare al punto in cui Nicodemo chiese “Come può essere?”, è poco probabile che arriviamo a capire completamente il mistero ed il miracolo della rigenerazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Nessuna parte da giocare====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|2 Il fatto di concentrarti su alcune parti della straordinaria affermazione di Gesù ti dà idee nuove?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Devi&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nascere&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nuovo}}Gesù omise intenzionalmente di menzionare il fatto che Nicodemo fosse personalmente responsabile della sua rinascita. Infatti, disse esattamente il contrario: “Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito” (Gio 3, 6).&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Come può il fatto che Abramo sia il padre d'Isacco e di Ismaele dimostrare il contrasto tra i nostri sforzi e quelli di Dio? (Vedi Genesi 21, 1-13 e Romani 9, 6-9).}}Non è difficile vedere perché i commenti di Cristo provocassero in Nicodemo così tanta confusione. Avendo capito ed interpretato in maniera sbagliata, i farisei cercavano di stabilire la loro giustizia di fronte a Dio. Nicodemo avrebbe considerato che la rinascita (qualunque fosse il suo significato) dovesse implicare qualche sforzo o contributo da parte sua. Molti di noi sarebbero della stessa opinione. Ed era proprio quest'opinione che Gesù tentava di mettere alla prova.&amp;lt;br&amp;gt;“Devi rinascere” non è l'ordine di credere in Cristo; è un'affermazione che chiarisce ciò che egli deve effettuare in noi. “La rigenerazione è un cambiamento scolpito in noi da Dio”, scrive C. Samuel Storms, “non un atto autonomo che realizziamo per noi stessi”.&amp;lt;br&amp;gt;Fermiamoci un attimo per osservare le sconcertanti implicazioni delle parole di Cristo:{{RightInsert|'''Medita su 1 Pietro 1, 23.''' In quale modo questa analogia contribuisce alla tua comprensione della nuova nascita?}}&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Benché assolutamente essenziale alla vita cristiana, la rigenerazione non può essere compiuta dal solo sforzo umano. &lt;br /&gt;
*Dio è l'unico autore della nuova nascita; non si tratta di uno sforzo cooperativo. &lt;br /&gt;
*La rigenerazione è un'esperienza che dobbiamo provare, ma che Dio solo fornisce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è per via di una mancanza d'intelligenza che Nicodemo trovò le parole di Cristo così stupefacenti; ma perché per riuscire a capirle, doveva cambiare il suo modo di pensare. Esse rivelavano la sua vulnerabilità e la sua dipendenza dalla pietà divina. &amp;lt;br&amp;gt;Prima di andare avanti, occorre chiarificare un punto. Non sto minimizzando l'importanza del pentimento e della fede. Queste devono caratterizzare la nostra risposta di fronte alla rigenerazione e sono essenziali alla nostra conversione e alla nostra perenne santificazione. Dal mio punto di vista, però, sono il risultato della nuova nascita, non ne sono la causa. Il teologo A.A. Hodge ci ammonisce di mantenere la prospettiva della Scrittura: “Poco importa quello che l'uomo farà dopo la rigenerazione, Dio è all'origine della prima rinascita dei morti.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|Una sera mentre ero seduto nella casa di Dio, non prestavo molta attenzione alla predica del pastore, perché non ci credevo. Il pensiero mi colpì “Ma come ti sei ritrovato ad essere un cristiano?” Ho cercato Dio. “Ma come sei arrivato a cercare Dio?” La verità mi apparve allora in un istante – non l'avrei cercato, a meno che un qualche cosa nella mia mente non abbia avuto un'influenza su di me, spingendomi a cercarlo. Ho pregato, pensai, ma poi mi chiesi “Come sono arrivato a pregare?”. Sono stato indotto alla preghiera dalla lettura delle Scritture. “Come sono arrivato a leggere le Scritture?”. Le ho lette, ma che cosa mi spinse a farlo? Allora, in un attimo, capii che Dio era alla base di tutto, che Egli era l'Artefice della mia fede e in questo modo, tutta la dottrina di grazia si rivelò a me, dottrina alla quale sono tutt'ora fedele. Desidero fare di questo la mia confessione costante: “Attribuisco il mio cambiamento completamente a Dio”.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Charles H. Spurgeon'''}}Fate bene attenzione a queste parole. Sentite quale trasformazione radicale è richiesta e quanto incapaci ed impotenti siamo a produrla! La rigenerazione è l'opera distinta di Dio solo. Come lo scrive J.I. Packer, “L'uomo non ha nessun modo di partecipare a questo cambiamento, non più che i neonati sono capaci di indurre o contribuire alla loro procreazione e nascita.” Non siamo nati “da una decisione umana... ma nati da Dio”, scrisse Giovanni (Gio 1, 13).&amp;lt;br&amp;gt;Una natura nuova e giusta è stata impartita, di cui Dio è l'unico autore. Inoltre, siamo assicurati del fatto che “colui che ha iniziato in voi quest'opera buona [rigenerazione], la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (Fil 1, 6). Questo deve provocare un serio rallegramento!&amp;lt;br&amp;gt;Non dobbiamo preoccuparci più di sapere se il nostro potere e la nostra autodisciplina sono sufficienti. Non lo sono. Essere conformi all'immagine di Cristo non dipende più essenzialmente dalla nostra abilità. Invece, possiamo aver fiducia nella nostra crescita nella santità grazie all'opera inequivocabile di Dio. Ha posto in noi una nuova disposizione, una passione per la giustizia. “Questo”, dice J. Rodman Williams, “è il miracolo più grande che possa sperimentare una persona.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Sia la vita!====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|3 Ecco la situazione: sei uno specialista che si occupa di bambini con una malattia mentale rara – sono assolutamente convinti di essere all'origine della loro nascita. Quali ansie ti aspetti che questa certezza provochi in loro? (Ti aspetteresti di vedere le stesse inquietudini nei cristiani che non capiscono il ruolo di Dio nella rigenerazione?)}}Che succede veramente quando si rinasce?&amp;lt;br&amp;gt;J.I.Packer dice che la parola rigenerazione “denota una nuova partenza della vita... parla di un rinnovo creativo provocato dal potere di Dio”. Quando Dio ci ha rigenerati, ci ha fatto diventare qualcosa che non esisteva prima. La Bibbia lo descrive così: “E Dio che disse: 'Rifulga la luce dalle tenebre', rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.” (2Co 4, 6). Qui, il parallelo tra la nostra rigenerazione e la nostra creazione è intenzionale. La nostra rigenerazione fu anch'essa un atto di Dio. Lo stesso Dio che disse “Sia la luce!” ci parlò un giorno e disse “Sia la vita!” ''E la vita fu!''&amp;lt;br&amp;gt;La nuova nascita può anche essere percepita come una risurrezione. Benché morti nel peccato ed incapaci di alterare questa condizione, siamo stati riportati alla vita dall'opera rigenerante dello Spirito Santo. Il teologo R.C. Sproul spiega in dettaglio questo fatto:&amp;lt;br&amp;gt;'Lo Spirito ricrea il cuore umano, riportandolo dalla morte spirituale alla vita spirituale. Le persone rigenerate sono creature nuove. Quando in passato non avevano nessuna disposizione, nessuna inclinazione o desiderio per le cose divine, ora sono disposte e propense a Dio. Nella rigenerazione, un desiderio divino viene infuso nel cuore umano da Dio stesso, un desiderio che altrimenti non ci sarebbe.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La rigenerazione è un cambiamento conosciuto e sentito: conosciuto dalle opere di santità e sentito da una graziosa esperienza.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Charles H. Spurgeon'''}}“Un uomo morto non può assistere alla sua risurrezione.”, osserva W.G.T. Shedd. Se non fosse stato per l'opera graziosa dello Spirito Santo, che ci fece dono di una nuova vita, con una nuova natura ed un nuovo desiderio di accontentare, servire, ubbidire e glorificare Dio, saremmo ancora morti spiritualmente ed ostili a Dio.&amp;lt;br&amp;gt;La rigenerazione si distingue da altri aspetti della nostra salvezza. Per esempio, mentre la giustificazione altera la nostra condizione legale di fronte a Dio (cioè veniamo dichiarati virtuosi invece di colpevoli), la rigenerazione trasforma la nostra natura fondamentale. Questo cambiamento interno è cosi radicale ed esteso che veniamo ora descritti come creazioni nuove. L'immagine di Dio, corrotta con la Caduta, viene ricreata attraverso la nuova nascita e progressivamente rinnovata attraverso la santificazione. A differenza della santificazione, tuttavia, la rigenerazione non è un procedimento. Non avviene gradualmente, a tappe. E' un'opera sovrana ed''istantanea'' eseguita da Dio nelle nostre vite.&amp;lt;br&amp;gt;Per favore non fraintendetemi. Non si è tutti rigenerati tramite tutte le drammatiche esperienze provate da Paolo. Ecco un uomo che fu accecato in modo sovrannaturale per tre giorni e al quale il cielo parlò. Eppure, Paolo non fu l'unica persona del Libro degli Atti a rinascere. Quando Lidia sentì il vangelo durante una riunione di preghiera tra donne, “Il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo” (Att 16, 14). E fu tutto. Gli occhi di Paolo furono temporariamente accecati e il cuore di Lidia fu dolcemente aperto. Esperienze diverse per un risultato esattamente uguale. {{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Chi è “colui che santifica”? (Ebrei 2, 11). Per quali tappe della nostra santificazione è responsabile? (Ebrei 12, 2).}}&amp;lt;br&amp;gt;Siamo spesso tentati di misurare l'autenticità di una conversione attraverso le esperienze che la accompagnano. A tutti piace sentire di tale capo di una banda o di tale spacciatore di droga la cui vita viene radicalmente cambiata. Supponiamo però di essere una Lidia. Di guidare semplicemente la propria macchina un giorno, di ascoltare una cassetta imprestata da qualcuno e di non avere nessun testimone presente quando Dio ci apre il cuore. Non sentiamo nessuna voce, la macchina segue la sua corsa. Niente di spettacolare. Ma sappiamo, prima di arrivare sul posto di lavoro, e senza poter spiegarne il perché, che è avvenuto qualcosa di significativo. Siamo diversi. Siamo rinati.&amp;lt;br&amp;gt;Ho avuto il privilegio di visitare in Inghilterra il luogo della rinascita di John Wesley. Soffermiamoci sulla sua semplice evocazione di quel momento: “Stranamente, ho sentito il mio cuore riscaldarsi in me.” Non si tratta certo dell'esperienza esplosiva che uno potrebbe aspettarsi, eppure il valore e l'impatto della rigenerazione di Wesley sono innegabili.&amp;lt;br&amp;gt;Che avvenga in modo discreto o spettacolare, tutte le rinascite hanno questa caratteristica in comune: sono state esclusivamente ed interamente originate da Dio. Il contesto e le persone sono unici, ma la trama è sempre la stessa. Siamo {{LeftInsert|4 Nello spazio qui sotto, o alla fine di questa pagina, disegna una semplice linea del tempo della tua vita, iniziando dalla nascita e proseguendo fino al presente. Indica poi quando sono successi i seguenti avvenimenti: rigenerazione, giustificazione, santificazione, pentimento e fede. Quale è avvenuto in un punto preciso del tempo? Quali stanno ancora avvenendo?}}creazioni nuove. Ciò che era antico è scomparso a profitto della novità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Una risoluzione futile====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è solo nel suo vangelo che si trovano le affermazioni incredibili di Giovanni a proposito della rigenerazione. Concludiamo con queste parole sorprendenti: “Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio” (1Gi 3, 9).&amp;lt;br&amp;gt;Avete mai provato confusione dopo aver letto quel versetto? La sua affermazione non può essere presa sul serio, ...vero? Poche persone riescono a vivere anche solo un paio d'ore senza commettere un peccato in un modo o in un altro. Forse il vero significato del versetto è andato perso con la sua traduzione. D'altro canto, possiamo inquietarci, ''E se fosse vero? Le mia esperienza non si riallaccia a questo... vorrebbe dire che io non sono “nato da Dio”?''&amp;lt;br&amp;gt;Giovanni non intende dire che i veri cristiani sono incapaci di peccare. Questo è evidente fin dal primo capitolo di questa sua medesima lettera, nella quale scrive: “Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi” (1Gi 1, 8). No – il peccato è sempre molto presente. Sebbene il suo dominio sulle nostre vite sia stato distrutto, potremmo cedere alla sua influenza in qualsiasi istante. Ma scrivendo che coloro che sono nati da Dio “non possono continuare a peccare”, Giovanni ci fa vedere che la rigenerazione ci rende incapaci di continuare a peccare.&amp;lt;br&amp;gt;Il significato di queste parole di Giovanni, secondo Anthony Hoekema, è che il cristiano “non continua a commettere peccati e non ne trae più piacere in un abbandono completo... egli o ella è incapace di continuare a peccare con divertimento, di persistere in una vita di peccato.” John R.W. Stott lo riassume in maniera più semplice: “Il credente può cadere nel peccato, ma non vi proseguirà la sua strada.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La rigenerazione avviene principalmente nell'area centrale dell'essere umano, vale a dire, nel suo cuore o nel suo spirito. Al livello più profondo dell'esistenza umana c'è un cambiamento decisivo.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J. Rodman Williams'''}}Vedete la differenza?&amp;lt;br&amp;gt;Supponiamo che io sia tanto folle da voler provare l'affermazione di Giovanni prendendo questa risoluzione personale: “Nei prossimi sei mesi tenterò di sviluppare un modo di vita intriso di peccato”. Ovviamente, questa non è una cosa che desidererei né che vorrei raccomandare. Eppure, non credo che riuscirei a menare in porto una tale risoluzione. Perché mai? Perché sono nato da Dio. Ora possiedo un cuore nuovo, una vita nuova ed una nuova inclinazione a ricercare la giustizia e soddisfare Dio. Pur commettendo sempre dei peccati, grazie al suo potere di rigenerazione sono incapace di dedicarmi al peccato e di proseguire in esso. Non potrò mai più compiacermi in uno stile di vita peccaminoso. Questo può essere solo opera di un un atto divino.{{RightInsert|'''Medita su Efesi 4, 22-24.''' Cosa caratterizza il “nuovo essere” che siamo diventati attraverso la rigenerazione?}}&amp;lt;br&amp;gt;Non siamo più soli e senza difesa nel nostro incontro quotidiano con il peccato. Non siamo destinati a camminare continuamente nella disubbidienza e sconfitta. Dio ci ha trasformati internamente e fondamentalmente in modo sovrannaturale. Possediamo il desiderio e la facoltà di accontentarlo per il resto delle nostre vite. Motivati e resi più potenti dalla grazia, possiamo anticipare un'intera vita di cambiamenti graduale e definitivo.&amp;lt;br&amp;gt;Ecco dove inizia la santificazione: nella sicurezza e nella confidenza di essere rinati, non per via di uno sforzo personale, ma grazie al potere e alla volontà di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Discussione di gruppo====&amp;lt;br&amp;gt;1.Citate alcune parole che un non-cristiano potrebbe usare per descrivere un caso tipico di cristiano 'rinato'.&amp;lt;br&amp;gt;2.Quale potrebbe essere una possibile ragione del fatto che le conversioni di celebrità sono spesso superficiali?&amp;lt;br&amp;gt;3.Thomas Adams ha scritto: “Togli alla nuova nascita il suo mistero e gli avrai tolto la sua maestà”. Che cosa rende la rigenerazione così misteriosa?&amp;lt;br&amp;gt;4.Provate difficoltà a credere che Dio solo sia l'artefice della vostra rinascita?&amp;lt;br&amp;gt;5.Se Lidia e Paolo rappresentano gli estremi dell'esperienza della rinascita, voi dove vi collochereste?&amp;lt;br&amp;gt;6.Discutete della linea del tempo che avete disegnato alla pagina 21. Avete domande a proposito della sezione della salvezza?&amp;lt;br&amp;gt;7.Leggete Ebrei 12, 2. Come può questa “promessa incondizionata” avere conseguenza sulla vostra visione della santificazione?&amp;lt;br&amp;gt;8.Questo capitolo vi ha aiutato a considerare diversamente la nuova nascita? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Letture raccomandate====&amp;lt;br&amp;gt;''La vita cristiana [The Christian Life]'' di Sinclair Ferguson (Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989) &amp;lt;br&amp;gt;''Le Parole di Dio [God’s Words]'' di J.I. Packer (Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981) &amp;lt;br&amp;gt;Note bibliografiche&amp;lt;br&amp;gt;1.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'', di R.C. Sproul, (Orlando, FL: Ligonier Ministries, Inc., 1988), Capitolo I, p. 14. &amp;lt;br&amp;gt;2.Sinclair Ferguson, ''La vita Cristiana [The Christian Life] ''(Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989), p. 55. &amp;lt;br&amp;gt;3.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 20. &amp;lt;br&amp;gt;4.C. Samuel Storms, ''Scelto per la Vita [Chosen for Life]'' (Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1987), p. 108. &amp;lt;br&amp;gt;5.Citato in Nato di nuovo: ''Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 19. &amp;lt;br&amp;gt;6.Charles Spurgeon, ''Autobiografia [Autobiography]'', 1 (Edinburgh: Banner of Truth Trust, 1962), pp. 164-65. &amp;lt;br&amp;gt;7.J.I. Packer, ''Le Parole di Dio [God’s Words]'' (Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981), p. 151. &amp;lt;br&amp;gt;8.J. Rodman Williams, ''Teologia Rinnovata, Volume II: Salvezza, lo Spirito Santo e la Vita Cristiana [Renewal Theology, Volume II: Salvation, The Holy Spirit, and Christian Living]'' (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1990), p. 37. &amp;lt;br&amp;gt;9.J.I. Packer,''Le Parole di Dio [God’s Words]'', pp. 148-149. &amp;lt;br&amp;gt;10.R.C. Sproul,''Le Verità Essenziali della Fede Cristiana [Essential Truths of the Christian Faith]'' (Wheaton, IL: Tyndale House, 1992), pp. 171-172. &amp;lt;br&amp;gt;11. Citato ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 19. &amp;lt;br&amp;gt;12. Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide] ''di R.C. Sproul, Capitolo II, p. 17. &amp;lt;br&amp;gt;13.Anthony A. Hoekema, ''Salvati dalla Grazia [Saved by Grace]'' (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989), p. 100. &amp;lt;br&amp;gt;14.John R.W. Stott, ''Le Epistole di Giovanni [The Epistles of John] ''(Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1964), p. 136. &amp;lt;br&amp;gt;15.J. Rodman Williams, ''Teologia Rinnovata [Renewal Theology]'', Volume II, p. 50. &amp;lt;br&amp;gt;16.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide] ''di R.C. Sproul, Capitolo II, p. 16.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 14:56:53 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/Dove_Tutto_ha_Inizio</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare?/Dove Tutto ha Inizio</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/Dove_Tutto_ha_Inizio</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|How Can I Change?/Where it All Begins}}   Pochi anni fa, circolava la voce che una rock star popolare era “nata di nuovo”. Come si poteva prevedere, la comunità crist...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|How Can I Change?/Where it All Begins}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pochi anni fa, circolava la voce che una rock star popolare era “nata di nuovo”. Come si poteva prevedere, la comunità cristiana reagì con entusiasmo. Tuttavia, la suddetta rock star, quando sentì parlare della sua presunta conversione, tagliò corto a tutte le dicerie: “E' stato detto che sono nato di nuovo. Non è vero. Quello che ho detto è che sono nel ''porno'' di nuovo”. [ndt. In inglese ''born'' (nato) e ''porn'' (pornografia)]&amp;lt;br&amp;gt;Una piccola lettera può fare tutta la differenza.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1 Pietro 2, 2-3.''' Che cosa s'intende per il “latte” descritto qui? Perché questo latte puro è essenziale alla crescita spirituale?}}Sono spesso molto scettico quando sento parlare della conversione di personalità famose. Benché l'individuo possa effettivamente prendere l'impegno di seguire Cristo, raramente il suo stile di vita riflette il cambiamento corrispondente. Sovente non esiste una prova di pentimento. C'è un'assenza di coinvolgimento nella parrocchia locale. E quando Tizio o Caio osserva questa contraddizione apparente, conclude, a torto, che sia questo il significato del 'nascere di nuovo'.&amp;lt;br&amp;gt;Charles Colson è un'eccezione di rilievo a tale modello. Ex-avvocato e assistente presidenziale sotto l'amministrazione Nixon, Colson fu arrestato ed imprigionato per il suo ruolo nello scandalo Watergate. All'epoca sembrò sospetto il fatto che, proprio durante quel periodo, egli affermò di aver sottoposto la sua vita nelle mani di Cristo. Questo fatto però non ridusse la sentenza. La conversione di Colson era genuina, come era manifesto dal suo stile di vita. Il suo libro '''Rinato''' [''Born Again''] è un resoconto eloquente e forte del suo incontro autentico con il vangelo.&amp;lt;br&amp;gt;Benché il verbo “rinascere” sia largamente usato nella cultura contemporanea, le sue implicazioni teologiche sono rimaste sconosciute. Per esempio, quando il pugile ormai pensionato George Foreman è tornato sul ring, i giornalisti sportivi hanno parlato di una rinascita. Questa parola viene usata anche come riferimento ai politici falliti che riacquistano popolarità. Molti pensano che i cristiani rinati siano un gruppo estremo iperattivo nel seno della Chiesa, senza rendersi conto che la rinascita sia un presupposto fondamentale per far parte della Chiesa!&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|“Diventare un cristiano non significa ripartire da zero nella propria vita, ma ricevere una nuova vita con la quale ripartire.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Thomas Adams'''}}Il cristiano maturo può, anche lui, stentare a capire quest'affermazione critica. Eppure, se vogliamo sperare di cambiare secondo le aspettative di Dio, è imperativo che iniziamo col capire e sperimentare la rigenerazione – la nuova nascita. Ecco dove inizia tutto il processo di santificazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| width=&amp;quot;200&amp;quot; cellspacing=&amp;quot;1&amp;quot; cellpadding=&amp;quot;1&amp;quot; border=&amp;quot;1&amp;quot; align=&amp;quot;center&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| valign=&amp;quot;middle&amp;quot; align=&amp;quot;center&amp;quot; | &lt;br /&gt;
'''Sommario''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1.L'educazione di un Fariseo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2.Nessuna parte da giocare &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3.Sia la vita! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4.Una risoluzione futile &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5.Discussione di gruppo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6.Letture raccomandate &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7.Note bibliografiche &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''L'Educazione di un Fariseo'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|1 Quale delle affermazioni che seguono, secondo te, descrive meglio il significato del “rinascere”?&lt;br /&gt;
(La risposta si trova alla fine della pagina)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Prendere una decisione per vivere una vita migliore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Rinnovare un impegno con Dio da tempo dimenticato&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Chiedere a Dio di perdonare i propri peccati e di tornare a vivere nel proprio cuore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Dire agli amici di una volta che stanno andando verso l'Inferno&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
-Nessuna di queste affermazioni}}L'espressione “nato di nuovo” non ha avuto origine col presidente Jimmy Carter, ma con Gesù Cristo. Scopriamo dunque dove ha introdotto il concetto e come voleva che fosse capito, mentre origliamo una conversazione nel terzo capitolo di Giovanni.&amp;lt;br&amp;gt;Nicodemo era un fariseo e membro del consiglio ebraico dirigente, il Sinedrio. Era rispettato da tutti a Gerusalemme in quanto teologo e insegnante della legge. E' sorprendente, vista la sua posizione ed il suo prestigio, che Nicodemo decidesse a far visita a Gesù. Dopo tutto, Gesù non aveva avuto l'insegnamento al quale Nicodemo e i suoi simili attribuivano tanto valore. E come se non bastasse, questo rabbino operaio aveva appena provocato disordini nel Tempio ed insinuato che la sua autorità emanava direttamente da Dio (Gio 2, 13-22). Eppure, gli insegnamenti di Gesù, intrigavano Nicodemo, e questi non poteva certo negare od ignorare i miracoli che avvenivano. Quindi, con un pizzico di umiltà, questo prominente uomo di religione si decise a far visita al carpentiere di Galilea:&amp;lt;br&amp;gt;«Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». (Gio 3, 2)&amp;lt;br&amp;gt;Una cosa si può affermare a favore dei farisei – conoscevano l'importanza dell'etichetta. Rivolgendosi a Gesù chiamandolo “Rabbì”, Nicodemo esprimeva rispetto per il suo grado d'insegnante, ma anche il suo desiderio d'imparare. Dovette però ben presto rimpiangere ciò che disse in seguito: “Rabbì, sappiamo...”&amp;lt;br&amp;gt;Non era proprio il modo migliore per iniziare una conversazione col Figlio di Dio.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|Risposta : Nessuna di queste affermazioni. Per una definizione biblica, proseguire la lettura.}} Gesù avrebbe potuto rimproverare Nicodemo per il suo atteggiamento arrogante e metter fine alla conversazione. Invece, scelse di aiutare Nicodemo a vedere il limite delle sue conoscenze. Il suo metodo? Un gioco veloce di Jeopardy biblico. Categoria: Rigenerazione, per 200 dollari.&amp;lt;br&amp;gt;Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio». (versetto 3).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Raramente consideriamo questo insegnamento [che l'uomo non può entrare nel regno di Dio] seriamente, forse perché fa scomparire le ultime orme della nostra naturale auto-sufficienza. Mette in rilievo l'insegnamento biblico secondo il quale la nostra salvezza è tutta grazia. La cosa realmente necessaria è quella che non possiamo realizzare noi stessi!”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Sinclair Ferguson'''}}L'affermazione di Gesù rese perplesso Nicodemo. “Come può rinascere un uomo anziano?”, chiese. “Sicuramente non può rientrare nel grembo di sua madre per rinascere!”. Nicodemo non poteva capire ciò che intendeva Gesù, e non era abituato a questo tipo di discorso. Di solito, era lui a fornire le risposte, non a cercarle. Poteva anche esser stato presente nel Tempio quando, a soli 12 anni, Gesù sbalordì i preti con le sue domande. Ma Gesù non era più un adolescente.{{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Leggi Matteo 19, 23-26. Quali sono le probabilità, a parte un intervento di Dio, che una persona entri nel regno di Dio?}}&amp;lt;br&amp;gt;“In verità, in verità ti dico,” continuò Gesù, “se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto.”&amp;lt;br&amp;gt;Ma Nicodemo si meravigliò. Anzi, era proprio sotto shock.&amp;lt;br&amp;gt;“Come può essere?”, chiese.&amp;lt;br&amp;gt;A questo punto, Nicodemo non avrebbe rifiutato un paio di aspirine. In più delle difficoltà che incontrava, si aggiungeva un senso di umiliazione, specialmente quando Gesù gli disse: “In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?” (versetti 11-12).&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La nuova nascita non è solo un mistero incomprensibile per ogni uomo, è anche un miracolo che nessun uomo può compiere.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Richard Baxter'''}}E' facile osservare con disprezzo l'umile scolaro, ma se ci sottoponiamo allo stesso esame, possiamo chiederci: Capiamo veramente il significato della rinascita, come spiegata da Gesù? Le sue affermazioni ci sorprendono? A meno di arrivare al punto in cui Nicodemo chiese “Come può essere?”, è poco probabile che arriviamo a capire completamente il mistero ed il miracolo della rigenerazione.&amp;lt;br&amp;gt;'''Nessuna parte da giocare'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|2 Il fatto di concentrarti su alcune parti della straordinaria affermazione di Gesù ti dà idee nuove?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Devi&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nascere&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nuovo}}Gesù omise intenzionalmente di menzionare il fatto che Nicodemo fosse personalmente responsabile della sua rinascita. Infatti, disse esattamente il contrario: “Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito” (Gio 3, 6).&amp;lt;br&amp;gt;{{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Come può il fatto che Abramo sia il padre d'Isacco e di Ismaele dimostrare il contrasto tra i nostri sforzi e quelli di Dio? (Vedi Genesi 21, 1-13 e Romani 9, 6-9).}}Non è difficile vedere perché i commenti di Cristo provocassero in Nicodemo così tanta confusione. Avendo capito ed interpretato in maniera sbagliata, i farisei cercavano di stabilire la loro giustizia di fronte a Dio. Nicodemo avrebbe considerato che la rinascita (qualunque fosse il suo significato) dovesse implicare qualche sforzo o contributo da parte sua. Molti di noi sarebbero della stessa opinione. Ed era proprio quest'opinione che Gesù tentava di mettere alla prova.&amp;lt;br&amp;gt;“Devi rinascere” non è l'ordine di credere in Cristo; è un'affermazione che chiarisce ciò che egli deve effettuare in noi. “La rigenerazione è un cambiamento scolpito in noi da Dio”, scrive C. Samuel Storms, “non un atto autonomo che realizziamo per noi stessi”.&amp;lt;br&amp;gt;Fermiamoci un attimo per osservare le sconcertanti implicazioni delle parole di Cristo:{{RightInsert|'''Medita su 1 Pietro 1, 23.''' In quale modo questa analogia contribuisce alla tua comprensione della nuova nascita?}}&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Benché assolutamente essenziale alla vita cristiana, la rigenerazione non può essere compiuta dal solo sforzo umano. &lt;br /&gt;
*Dio è l'unico autore della nuova nascita; non si tratta di uno sforzo cooperativo. &lt;br /&gt;
*La rigenerazione è un'esperienza che dobbiamo provare, ma che Dio solo fornisce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è per via di una mancanza d'intelligenza che Nicodemo trovò le parole di Cristo così stupefacenti; ma perché per riuscire a capirle, doveva cambiare il suo modo di pensare. Esse rivelavano la sua vulnerabilità e la sua dipendenza dalla pietà divina. &amp;lt;br&amp;gt;Prima di andare avanti, occorre chiarificare un punto. Non sto minimizzando l'importanza del pentimento e della fede. Queste devono caratterizzare la nostra risposta di fronte alla rigenerazione e sono essenziali alla nostra conversione e alla nostra perenne santificazione. Dal mio punto di vista, però, sono il risultato della nuova nascita, non ne sono la causa. Il teologo A.A. Hodge ci ammonisce di mantenere la prospettiva della Scrittura: “Poco importa quello che l'uomo farà dopo la rigenerazione, Dio è all'origine della prima rinascita dei morti.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|Una sera mentre ero seduto nella casa di Dio, non prestavo molta attenzione alla predica del pastore, perché non ci credevo. Il pensiero mi colpì “Ma come ti sei ritrovato ad essere un cristiano?” Ho cercato Dio. “Ma come sei arrivato a cercare Dio?” La verità mi apparve allora in un istante – non l'avrei cercato, a meno che un qualche cosa nella mia mente non abbia avuto un'influenza su di me, spingendomi a cercarlo. Ho pregato, pensai, ma poi mi chiesi “Come sono arrivato a pregare?”. Sono stato indotto alla preghiera dalla lettura delle Scritture. “Come sono arrivato a leggere le Scritture?”. Le ho lette, ma che cosa mi spinse a farlo? Allora, in un attimo, capii che Dio era alla base di tutto, che Egli era l'Artefice della mia fede e in questo modo, tutta la dottrina di grazia si rivelò a me, dottrina alla quale sono tutt'ora fedele. Desidero fare di questo la mia confessione costante: “Attribuisco il mio cambiamento completamente a Dio”.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Charles H. Spurgeon'''}}Fate bene attenzione a queste parole. Sentite quale trasformazione radicale è richiesta e quanto incapaci ed impotenti siamo a produrla! La rigenerazione è l'opera distinta di Dio solo. Come lo scrive J.I. Packer, “L'uomo non ha nessun modo di partecipare a questo cambiamento, non più che i neonati sono capaci di indurre o contribuire alla loro procreazione e nascita.” Non siamo nati “da una decisione umana... ma nati da Dio”, scrisse Giovanni (Gio 1, 13).&amp;lt;br&amp;gt;Una natura nuova e giusta è stata impartita, di cui Dio è l'unico autore. Inoltre, siamo assicurati del fatto che “colui che ha iniziato in voi quest'opera buona [rigenerazione], la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (Fil 1, 6). Questo deve provocare un serio rallegramento!&amp;lt;br&amp;gt;Non dobbiamo preoccuparci più di sapere se il nostro potere e la nostra autodisciplina sono sufficienti. Non lo sono. Essere conformi all'immagine di Cristo non dipende più essenzialmente dalla nostra abilità. Invece, possiamo aver fiducia nella nostra crescita nella santità grazie all'opera inequivocabile di Dio. Ha posto in noi una nuova disposizione, una passione per la giustizia. “Questo”, dice J. Rodman Williams, “è il miracolo più grande che possa sperimentare una persona.”&amp;lt;br&amp;gt;'''Sia la vita!'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|3 Ecco la situazione: sei uno specialista che si occupa di bambini con una malattia mentale rara – sono assolutamente convinti di essere all'origine della loro nascita. Quali ansie ti aspetti che questa certezza provochi in loro? (Ti aspetteresti di vedere le stesse inquietudini nei cristiani che non capiscono il ruolo di Dio nella rigenerazione?)}}Che succede veramente quando si rinasce?&amp;lt;br&amp;gt;J.I.Packer dice che la parola rigenerazione “denota una nuova partenza della vita... parla di un rinnovo creativo provocato dal potere di Dio”. Quando Dio ci ha rigenerati, ci ha fatto diventare qualcosa che non esisteva prima. La Bibbia lo descrive così: “E Dio che disse: 'Rifulga la luce dalle tenebre', rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.” (2Co 4, 6). Qui, il parallelo tra la nostra rigenerazione e la nostra creazione è intenzionale. La nostra rigenerazione fu anch'essa un atto di Dio. Lo stesso Dio che disse “Sia la luce!” ci parlò un giorno e disse “Sia la vita!” ''E la vita fu!''&amp;lt;br&amp;gt;La nuova nascita può anche essere percepita come una risurrezione. Benché morti nel peccato ed incapaci di alterare questa condizione, siamo stati riportati alla vita dall'opera rigenerante dello Spirito Santo. Il teologo R.C. Sproul spiega in dettaglio questo fatto:&amp;lt;br&amp;gt;'Lo Spirito ricrea il cuore umano, riportandolo dalla morte spirituale alla vita spirituale. Le persone rigenerate sono creature nuove. Quando in passato non avevano nessuna disposizione, nessuna inclinazione o desiderio per le cose divine, ora sono disposte e propense a Dio. Nella rigenerazione, un desiderio divino viene infuso nel cuore umano da Dio stesso, un desiderio che altrimenti non ci sarebbe.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La rigenerazione è un cambiamento conosciuto e sentito: conosciuto dalle opere di santità e sentito da una graziosa esperienza.”&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-Charles H. Spurgeon'''}}“Un uomo morto non può assistere alla sua risurrezione.”, osserva W.G.T. Shedd. Se non fosse stato per l'opera graziosa dello Spirito Santo, che ci fece dono di una nuova vita, con una nuova natura ed un nuovo desiderio di accontentare, servire, ubbidire e glorificare Dio, saremmo ancora morti spiritualmente ed ostili a Dio.&amp;lt;br&amp;gt;La rigenerazione si distingue da altri aspetti della nostra salvezza. Per esempio, mentre la giustificazione altera la nostra condizione legale di fronte a Dio (cioè veniamo dichiarati virtuosi invece di colpevoli), la rigenerazione trasforma la nostra natura fondamentale. Questo cambiamento interno è cosi radicale ed esteso che veniamo ora descritti come creazioni nuove. L'immagine di Dio, corrotta con la Caduta, viene ricreata attraverso la nuova nascita e progressivamente rinnovata attraverso la santificazione. A differenza della santificazione, tuttavia, la rigenerazione non è un procedimento. Non avviene gradualmente, a tappe. E' un'opera sovrana ed''istantanea'' eseguita da Dio nelle nostre vite.&amp;lt;br&amp;gt;Per favore non fraintendetemi. Non si è tutti rigenerati tramite tutte le drammatiche esperienze provate da Paolo. Ecco un uomo che fu accecato in modo sovrannaturale per tre giorni e al quale il cielo parlò. Eppure, Paolo non fu l'unica persona del Libro degli Atti a rinascere. Quando Lidia sentì il vangelo durante una riunione di preghiera tra donne, “Il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo” (Att 16, 14). E fu tutto. Gli occhi di Paolo furono temporariamente accecati e il cuore di Lidia fu dolcemente aperto. Esperienze diverse per un risultato esattamente uguale. {{RightInsert|'''Come approfondimento:''' Chi è “colui che santifica”? (Ebrei 2, 11). Per quali tappe della nostra santificazione è responsabile? (Ebrei 12, 2).}}&amp;lt;br&amp;gt;Siamo spesso tentati di misurare l'autenticità di una conversione attraverso le esperienze che la accompagnano. A tutti piace sentire di tale capo di una banda o di tale spacciatore di droga la cui vita viene radicalmente cambiata. Supponiamo però di essere una Lidia. Di guidare semplicemente la propria macchina un giorno, di ascoltare una cassetta imprestata da qualcuno e di non avere nessun testimone presente quando Dio ci apre il cuore. Non sentiamo nessuna voce, la macchina segue la sua corsa. Niente di spettacolare. Ma sappiamo, prima di arrivare sul posto di lavoro, e senza poter spiegarne il perché, che è avvenuto qualcosa di significativo. Siamo diversi. Siamo rinati.&amp;lt;br&amp;gt;Ho avuto il privilegio di visitare in Inghilterra il luogo della rinascita di John Wesley. Soffermiamoci sulla sua semplice evocazione di quel momento: “Stranamente, ho sentito il mio cuore riscaldarsi in me.” Non si tratta certo dell'esperienza esplosiva che uno potrebbe aspettarsi, eppure il valore e l'impatto della rigenerazione di Wesley sono innegabili.&amp;lt;br&amp;gt;Che avvenga in modo discreto o spettacolare, tutte le rinascite hanno questa caratteristica in comune: sono state esclusivamente ed interamente originate da Dio. Il contesto e le persone sono unici, ma la trama è sempre la stessa. Siamo {{LeftInsert|4 Nello spazio qui sotto, o alla fine di questa pagina, disegna una semplice linea del tempo della tua vita, iniziando dalla nascita e proseguendo fino al presente. Indica poi quando sono successi i seguenti avvenimenti: rigenerazione, giustificazione, santificazione, pentimento e fede. Quale è avvenuto in un punto preciso del tempo? Quali stanno ancora avvenendo?}}creazioni nuove. Ciò che era antico è scomparso a profitto della novità.&amp;lt;br&amp;gt;'''Una risoluzione futile'''&amp;lt;br&amp;gt;Non è solo nel suo vangelo che si trovano le affermazioni incredibili di Giovanni a proposito della rigenerazione. Concludiamo con queste parole sorprendenti: “Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio” (1Gi 3, 9).&amp;lt;br&amp;gt;Avete mai provato confusione dopo aver letto quel versetto? La sua affermazione non può essere presa sul serio, ...vero? Poche persone riescono a vivere anche solo un paio d'ore senza commettere un peccato in un modo o in un altro. Forse il vero significato del versetto è andato perso con la sua traduzione. D'altro canto, possiamo inquietarci, ''E se fosse vero? Le mia esperienza non si riallaccia a questo... vorrebbe dire che io non sono “nato da Dio”?''&amp;lt;br&amp;gt;Giovanni non intende dire che i veri cristiani sono incapaci di peccare. Questo è evidente fin dal primo capitolo di questa sua medesima lettera, nella quale scrive: “Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi” (1Gi 1, 8). No – il peccato è sempre molto presente. Sebbene il suo dominio sulle nostre vite sia stato distrutto, potremmo cedere alla sua influenza in qualsiasi istante. Ma scrivendo che coloro che sono nati da Dio “non possono continuare a peccare”, Giovanni ci fa vedere che la rigenerazione ci rende incapaci di continuare a peccare.&amp;lt;br&amp;gt;Il significato di queste parole di Giovanni, secondo Anthony Hoekema, è che il cristiano “non continua a commettere peccati e non ne trae più piacere in un abbandono completo... egli o ella è incapace di continuare a peccare con divertimento, di persistere in una vita di peccato.” John R.W. Stott lo riassume in maniera più semplice: “Il credente può cadere nel peccato, ma non vi proseguirà la sua strada.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“La rigenerazione avviene principalmente nell'area centrale dell'essere umano, vale a dire, nel suo cuore o nel suo spirito. Al livello più profondo dell'esistenza umana c'è un cambiamento decisivo.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J. Rodman Williams'''}}Vedete la differenza?&amp;lt;br&amp;gt;Supponiamo che io sia tanto folle da voler provare l'affermazione di Giovanni prendendo questa risoluzione personale: “Nei prossimi sei mesi tenterò di sviluppare un modo di vita intriso di peccato”. Ovviamente, questa non è una cosa che desidererei né che vorrei raccomandare. Eppure, non credo che riuscirei a menare in porto una tale risoluzione. Perché mai? Perché sono nato da Dio. Ora possiedo un cuore nuovo, una vita nuova ed una nuova inclinazione a ricercare la giustizia e soddisfare Dio. Pur commettendo sempre dei peccati, grazie al suo potere di rigenerazione sono incapace di dedicarmi al peccato e di proseguire in esso. Non potrò mai più compiacermi in uno stile di vita peccaminoso. Questo può essere solo opera di un un atto divino.{{RightInsert|'''Medita su Efesi 4, 22-24.''' Cosa caratterizza il “nuovo essere” che siamo diventati attraverso la rigenerazione?}}&amp;lt;br&amp;gt;Non siamo più soli e senza difesa nel nostro incontro quotidiano con il peccato. Non siamo destinati a camminare continuamente nella disubbidienza e sconfitta. Dio ci ha trasformati internamente e fondamentalmente in modo sovrannaturale. Possediamo il desiderio e la facoltà di accontentarlo per il resto delle nostre vite. Motivati e resi più potenti dalla grazia, possiamo anticipare un'intera vita di cambiamenti graduale e definitivo.&amp;lt;br&amp;gt;Ecco dove inizia la santificazione: nella sicurezza e nella confidenza di essere rinati, non per via di uno sforzo personale, ma grazie al potere e alla volontà di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Discussione di gruppo'''&amp;lt;br&amp;gt;1.Citate alcune parole che un non-cristiano potrebbe usare per descrivere un caso tipico di cristiano 'rinato'.&amp;lt;br&amp;gt;2.Quale potrebbe essere una possibile ragione del fatto che le conversioni di celebrità sono spesso superficiali?&amp;lt;br&amp;gt;3.Thomas Adams ha scritto: “Togli alla nuova nascita il suo mistero e gli avrai tolto la sua maestà”. Che cosa rende la rigenerazione così misteriosa?&amp;lt;br&amp;gt;4.Provate difficoltà a credere che Dio solo sia l'artefice della vostra rinascita?&amp;lt;br&amp;gt;5.Se Lidia e Paolo rappresentano gli estremi dell'esperienza della rinascita, voi dove vi collochereste?&amp;lt;br&amp;gt;6.Discutete della linea del tempo che avete disegnato alla pagina 21. Avete domande a proposito della sezione della salvezza?&amp;lt;br&amp;gt;7.Leggete Ebrei 12, 2. Come può questa “promessa incondizionata” avere conseguenza sulla vostra visione della santificazione?&amp;lt;br&amp;gt;8.Questo capitolo vi ha aiutato a considerare diversamente la nuova nascita? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Letture raccomandate'''&amp;lt;br&amp;gt;''La vita cristiana [The Christian Life]'' di Sinclair Ferguson (Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989) &amp;lt;br&amp;gt;''Le Parole di Dio [God’s Words]'' di J.I. Packer (Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981) &amp;lt;br&amp;gt;Note bibliografiche&amp;lt;br&amp;gt;1.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'', di R.C. Sproul, (Orlando, FL: Ligonier Ministries, Inc., 1988), Capitolo I, p. 14. &amp;lt;br&amp;gt;2.Sinclair Ferguson, ''La vita Cristiana [The Christian Life] ''(Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989), p. 55. &amp;lt;br&amp;gt;3.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 20. &amp;lt;br&amp;gt;4.C. Samuel Storms, ''Scelto per la Vita [Chosen for Life]'' (Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1987), p. 108. &amp;lt;br&amp;gt;5.Citato in Nato di nuovo: ''Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 19. &amp;lt;br&amp;gt;6.Charles Spurgeon, ''Autobiografia [Autobiography]'', 1 (Edinburgh: Banner of Truth Trust, 1962), pp. 164-65. &amp;lt;br&amp;gt;7.J.I. Packer, ''Le Parole di Dio [God’s Words]'' (Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981), p. 151. &amp;lt;br&amp;gt;8.J. Rodman Williams, ''Teologia Rinnovata, Volume II: Salvezza, lo Spirito Santo e la Vita Cristiana [Renewal Theology, Volume II: Salvation, The Holy Spirit, and Christian Living]'' (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1990), p. 37. &amp;lt;br&amp;gt;9.J.I. Packer,''Le Parole di Dio [God’s Words]'', pp. 148-149. &amp;lt;br&amp;gt;10.R.C. Sproul,''Le Verità Essenziali della Fede Cristiana [Essential Truths of the Christian Faith]'' (Wheaton, IL: Tyndale House, 1992), pp. 171-172. &amp;lt;br&amp;gt;11. Citato ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide]'' di R.C. Sproul, Capitolo III, p. 19. &amp;lt;br&amp;gt;12. Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide] ''di R.C. Sproul, Capitolo II, p. 17. &amp;lt;br&amp;gt;13.Anthony A. Hoekema, ''Salvati dalla Grazia [Saved by Grace]'' (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989), p. 100. &amp;lt;br&amp;gt;14.John R.W. Stott, ''Le Epistole di Giovanni [The Epistles of John] ''(Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1964), p. 136. &amp;lt;br&amp;gt;15.J. Rodman Williams, ''Teologia Rinnovata [Renewal Theology]'', Volume II, p. 50. &amp;lt;br&amp;gt;16.Citato in ''Nato di nuovo: Guida [Born Again: Leader Guide] ''di R.C. Sproul, Capitolo II, p. 16.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 14:46:58 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/Dove_Tutto_ha_Inizio</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare?/La Lotta contro il Peccato</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|How Can I Change?/The Battle Against Sin}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo libro intitolato ''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'', l'autore Charles Sykes fa la seguente osservazione: “Negli ultimi cinquant'anni, il trionfo del pensiero terapeutico è stato così intenso da essere spesso dato per scontato; ciò che iniziò con il Dottor Freud è ora merce quotidiana di spettacoli televisivi, è routine nella politica ed è quasi un modo di pensare negli affari di giustizia criminale e nell'etica.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che abbiate già sentito quest'espressione oppure no, sicuramente siete già stati confrontati al pensiero terapeutico. Fa la sua apparizione in un tribunale quando l'avvocato di un serial killer chiede condiscendenza sulla base del fatto che il suo cliente sia stato abusato regolarmente da un padre alcolizzato. Questa dottrina stipula che la maggior parte di noi è cresciuta in famiglie “disfunzionali”, ed offre quindi una spiegazione ed una scusa tutte pronte per il nostro comportamento. Invece di enfatizzare la responsabilità personale, mette in rilievo il modo in cui siamo affetti psicologicamente dagli altri o dall'ambiente che ci circonda. Il sociologo Dr. James Deese fa notare che la psicoterapia è così radicata nelle attitudini {{LeftInsert|'''Medita su Colossesi 2:8 :''' Come possiamo proteggerci dall'essere tenuti prigionieri?}} moderne degli americani che sarà difficile metterla alla prova.”&amp;lt;br&amp;gt;Può sorprendere il fatto che l'unica istituzione avente a disposizione i migliori mezzi per mettere alla prova la tendenza terapeutica sia proprio quella che ha contribuito di più alla sua popolarità. Sto parlando della Chiesa. Più che esporre gli errori della psicoterapia, la Chiesa americana, nella maggior parte dei casi, l'ha accettata senza critiche... sebbene con alcune ardite eccezioni. Nel suo libro “Etica Medica Religiosa”, il Dottor Franklin Payne commenta&amp;amp;nbsp;: “La psicoterapia, come la psicologia e la psichiatria, deve venir esaminata nel modo più critico e dettagliato possibile dai cristiani evangelisti... Molti cristiani sono più influenzati dai concetti di psicoterapisti laici che dalla Parola di Dio.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Le frontiere dei cristiani evangelici e carismatici sono libere e le idee psicologiche s'infiltrano facilmente.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;- '''William Kilpatrick'''}}Ho incontrato molti dei cristiani descritti dal Dottor Payne. Non molto tempo fa, mi è stato chiesto di fare un discorso in una chiesa per l'entrata in pensione di una persona. Alla fine dell'intervento, un uomo mi si avvicinò, si presentò e cominciò a parlarmi della sua difficile situazione. Era cresciuto in una famiglia disfunzionale. Era co-dipendente. Soffriva perché privo di autostima. In soli due minuti di conversazione, fece uso di quasi tutte le parole esistenti nel giargone psicologico.&amp;lt;br&amp;gt;Fu un incontro maldestro. Non avevo voglia di contraddirlo e neppure di correggerlo. Non avevo mai incontrato quest'uomo prima di allora e avrei voluto che sapesse della mia preoccupazione ed attenzione nei suoi confronti. {{LeftInsert|Quali avvenimenti della vita di Gesù potrebbero incitare un avvocato ad aderire al 'movimento di recupero'?}}Ma più andava avanti nel suo discorso, più sembrava ovvio che desse per scontato la mia approbazione. Perché? Benché parlasse fluentemente un linguaggio pieno di termini di psicologia, la sua diagnosi ometteva qualsiasi accenno alla parola che inizia con la 'p'...&amp;lt;br&amp;gt;Peccato.&amp;lt;br&amp;gt;Tali omissioni sono purtroppo di norma oggi nella letteratura cristiana popolare e nelle trasmissioni radiofoniche. Cerchiamo una comprensione più profonda di noi stessi (come definito dal movimento di ricupero) piuttosto che una convinzione più profonda del peccato (come definito nella Scrittura). Oggi, ci preoccupiamo di più dei nostri propri bisogni e sentimenti che dal carattere e dai comandi di Dio. Non è sorprendente che non stiamo maturando nel modo inteso da Lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Il nostro maggior problema'''&amp;lt;br&amp;gt;Un secolo fa, J.C.Ryle offriva una spiegazione severa ma semplice delle carenze che osservava nella Chiesa&amp;amp;nbsp;: “Una visione offuscata o indistinta del peccato sta all'origine della maggior parte degli errori, eresie e false dottrine di oggi... Credo che uno dei desideri maggiori della chiesa nel diciannovesimo secolo sia stato, ed è tutt'ora, un insegnamento più chiaro e più completo del peccato”. Se questa descrizione era accurata per la sua generazione, lo è ancor di più oggi.&amp;lt;br&amp;gt;Abbiamo però compiuto un passo in avanti. La dottrina del peccato è stata sostituita con l'insegnamento contemporaneo dell'autostima. Prendete quest'affermazione di un autore famoso:&amp;lt;br&amp;gt;Penso che nulla sia stato fatto nel nome di Cristo e sotto la bandiera della Cristianità che si sia rivelato più distruttivo per la personalità umana, e quindi controproduttivo nei confronti {{LeftInsert|&amp;quot;Affermare che il notro bisogno primario nella vita sia imparare a conoscere il peccato potrà sembrare strano, ma nel senso in cui lo si intende è profondamente vero. Se non sai nulla del peccato, non puoi capire te stesso o i tuoi simili, né il mondo nel quale vivi e neppure la fede cristiana. E non avrai modo di comprendere fino in fondo la Bibbia. Proprio perché essa è l'esposizione della risposta divina al problema del peccato umano, a meno di avere in mente chiaramente la natura di tale problema, continuerai a non capire quello che dice... Quindi devi fissare chiaramente nella tua mente ciò che i tuoi antenati avrebbero chiamato 'una visione chiara del peccato.’&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}dell'impresa evangelistica, della strategia non-cristiana e rozza che consiste a rendere le persone consapevoli della loro condizione di perdizione e di peccato .&amp;lt;br&amp;gt;Questo pastore dice che bollare il peccato come una &amp;quot;ribellione contro Dio&amp;quot; è &amp;quot;superficiale ed offensivo nei riguardi dell'essere umano.” La sua convinzione a proposito del valore inerente dell'uomo lo conduce alla notevole conclusione che una &amp;quot;riforma&amp;quot; è d'obbligo. Laddove l'enfasi di Martin Luther sulla salvezza tramite la grazia attraverso la fede ha trasformato la Chiesa nel sedicesimo secolo, dichiara, le chiese odierne devono riconoscere il sacro diritto all'autostima che ha ogni persona.&amp;lt;br&amp;gt;Non metto in dubbio la sincerità di quest'uomo, ma le sue affermazioni sono false. Si tratta, in realtà, di una falsa dottrina. L'enfasi moderna per l'autostima è diventata un'alternativa inaccettabile alle dottrine bibliche di giustificazione e santificazione.&amp;lt;br&amp;gt;''Giustificazione''. Gesù non è morto sulla croce per migliorare la nostra autostima. E' morto per espiare i nostri peccati. Eppure la croce ci insegna effettivamente una lezione cruciale a proposito del nostro valore: tutti noi siamo degni della collera di Dio. In quanto manifesto della pietà immeritata di Dio, la croce rivela la profondità e la serietà del nostro peccato. {{RightInsert|'''Per approfondire:''' L'opera NIV Complete Concordance [Nuova Versione Internazionale, Concordanze Complete] fa un elenco delle 466 ricorrenze della parola “peccato” (o di un derivato) nella Scrittura. Per una comprensione biblica di questo soggetto vitale... inizia a leggere.}} Anthony Hoekema fa notare questo:&amp;lt;br&amp;gt;Nel mondo d'oggi la dottrina biblica del peccato ha poca importanza. Ma una persona il cui senso del peccato e della collera di Dio nei confronti dei nostri peccati è superficiale non sentirà il bisogno e neppure capirà la dottrina biblica della giustificazione. Quando si ignora, si minimizza o si ridefinisce il peccato, non si vive più nella consapevolezza del disperato bisogno di Gesù Cristo e non si apprezza neppure quello che ha portato a compimento per noi sulla croce. &amp;lt;br&amp;gt;Se non percepiamo la natura del peccato e la sua natura offensiva nei confronti di Dio, non capiremo mai perché la necessità della croce. La grazia non ci meraviglierà mai.{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Numerosi riferimenti biblici alla compassione di Dio si ritrovano nei Salmi (9:12,18;34:18; 147:3) ed Isaia (49:13; 61:1).}}&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Ho spesso sentito dire, ‘Se fossi stata l'unica persona sulla terra, Gesù sarebbe morto lo stesso per me.’ Se il nostro Signore avesse dato la vita per una sola persona, molto probabilmente non sarebbe successo perché quella persona aveva tanto valore, ma perché Dio è pieno di grazia. Ma una tale circostanza, quindi, non dovrebbe essere considerata una fonte di orgoglio o di autostima. Se io dichiarassi che Gesù sarebbe morto per me se fossi rimasta l'unica persona sulla terra indica semplicemente che solo i miei peccati, senza il contributo di quelli degli altri, sarebbero stati sufficienti per richiedere la punizione severa che Gesù Cristo ha indirettamente assunto al posto mio. Quando vieni messo a confronto con una tale realtà, è tuo dovere piangere per il sacrificio disinteressato del nostro Signore invece di vedervi un'altra opportunità di sentirti bene con te stesso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Dan Matzat'''}} ''Santificazione''. Una comprensione chiara della dottrina del peccato è imperativa anche per la santificazione. La Scrittura rivela che il peccato contro Dio rappresenta l'intralcio più importante per la nostra realizzazione. Il movimento di ricupero, invece, insiste sul fatto che i bisogni non risolti, le sofferenze, le emozioni distrutte o la mancanza di autostima siano alla radice delle nostre difficoltà. Le due conclusioni sono irremediabilmente opposte.&amp;lt;br&amp;gt;Non sto negando la realtà o la severità del dolore che proviamo quando gli altri peccano contro di noi. E' fondamentale che non venga frainteso qui. Nella Bibbia, ci sono numerosi riferimenti agli afflitti e agli oppressi. Ma per favore capiate bene: Il dolore ''non è il nostro problema di base''. Gesù disse: “Dal ''di dentro ''infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori ''dal di dentro'' e 'contaminano' l'uomo”. (Mar 7:21-23, accentuazione aggiunta; vedi anche Gia 1:14-15).&amp;lt;br&amp;gt;Siamo troppo numerosi a “provare la realtà delle nostre ferite, più che il fatto dei nostri peccati.” Ma se vogliamo essere genuinamente conformi all'immagine di Gesù Cristo, questo dovrà cambiare. La nostra libertà e maturità ne dipendono. Il dottrina terapeutica si sbaglia nell'effettuare la diagnosi del nostro problema di fondo, e si rivela quindi incapace di fornire una soluzione efficace. Ma una volta individuato il peccato in quanto fonte del nostro problema, la Bibbia ci offre una soluzione ed una speranza di cambiamento. Viene chiamata dottrina di santificazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Annaffiare il proprio orto'''&amp;lt;br&amp;gt;La santificazione è un processo di ripentimento (non di ripresa) e di ubbidienza (non di guarigione interna) risultante nella santità (non nell'integrità) per la gloria di Dio (non realizzazione personale). Questa dottrina è brevemente descritta in Colossesi 3:1-17. Se non è già stato fatto, per favore dedicate un minuto alla lettura di questo brano prima di proseguire.&amp;lt;br&amp;gt;E' importante riuscire a notare la transizione effettuata da Paolo in questo terzo capitolo. I primi due capitoli di Colossesi mettono in rilievo la supremazia e la sufficienza di Cristo. E lo si nota di nuovo all'inizio del Capitolo 3. Paolo si è volontariamente astenuto di insegnare la santificazione ai Colossesi, fino a quando non avessero capito l'opera compiuta da Cristo per loro e in loro. Finché non avrebbero capito il significato dell'essere riconciliati e rigenerati da Dio, sapeva che mai sarebbero stati motivati correttamente dalla grazia.{{RightInsert|'''Medita su Colossesi 1:15-20.''' A giudicare da questa descrizione, pensi che Gesù sia sufficiente a rigenerarti e a riscattarti?}} &amp;lt;br&amp;gt;E neanche noi. Ecco perché il secondo e terzo capitolo di questo libro mettono in primo piano la rigenerazione e la nostra unione con Cristo. Abbiamo anche scritto un libro sulla dottrina della giustificazione, intitolato Questa Grande Salvezza. Come Paolo, vogliamo motivare tramite la grazia. Una volta stabilita questa base, possiamo quindi cercare la santità senza cadere nel legalismo o nella libertà eccessiva.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo definisce il processo di santificazione con due frasi suggestive: dobbiamo “sbarazzarci” del peccato e “rivestirci” di santità (Col 3:8,12). Solo grazie a ciò che Cristo ha compiuto sulla croce e grazie al miracolo della rigenerazione siamo capaci di ubbidire a questi comandi. Eppure questi due imperativi sovrannaturali ci lasciano ora senza scusa. Se la grazia non risulta nella santità, significa che non l'abbiamo capita correttamente. Dio si aspetta pienamente che noi cambiamo, cresciamo e maturiamo. F.F. Bruce ci esorta, “Ora siate (nella vera pratica) ciò che siete (per atto divino).” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Benché il potere della personalità divina derivi da Cristo, la responsabilità dello sviluppo e della manifestazione di tale personalità sono nostre. Questo principio sembra essere per noi uno dei più difficili da capire e da applicare. Un giorno proviamo la nostra responsabilità personale e cerchiamo di vivere una vita santa attraverso la forza della nostra volontà. Il giorno dopo, ci rendiamo conto della futilità della fede in noi stessi, riportiamo tutte le colpe sul Cristo e rinunciamo alla nostra responsabilità messa in avanti nelle Scritture. Dobbiamo capire che la Bibbia insegna sia la responsabilità completa, sia la dipendenza totale di tutti gli aspetti della vita cristiana.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Jerry Bridges'''}}Notate che Paolo dice che dobbiamo “sbarazzarci ” “verstirci .” Abbiamo il privilegio e la responsabilità di partecipare al cambiamento. Benché la santificazione non sia un lavoro sovrannaturale dello Spirito Santo meno della rigenerazione, c'è una differenza sostanziale: nella santificazione abbiamo un ruolo fondamentale. “Dio opera in noi e con noi,” disse il grande pastore puritano John Owen, “non contro di noi o senza di noi.”{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Come risponderesti a qualcuno che concluderebbe che “ogni sforzo è sbagliato” dopo aver letto Zaccaria 4:6?}}&amp;lt;br&amp;gt;Affermazioni quali “Stop trying and start trusting” [“Basta tentare, inizia ad avere fiducia”] o “Let go and let God” [&amp;quot;Lascia stare e lascia entrare Dio&amp;quot;] sono slogan popolari, ma teologicamente poveri. Coloro che affermano “Ogni sforzo è sbagliato” si sbagliano di brutto. A dire il vero, la Bibbia ci insegna a “Fornire ogni sforzo... per cercare la santificazione; senza di essa, nessuno vedrà il Signore” (Ebr 12:14, accentuazione aggiunta). Lo sforzo è certamente motivato dalla grazia, ma si tratta pur sempre di uno sforzo. Dio non ci ha detto di pregare o semplicemente di avere in fiducia in lui per la santità; dice “allenati alla santità” (1Ti 4:7, accentuazione aggiunta). Dobbiamo ubbidire al potere dello Spirito Santo.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo chiarisce questa combinazione dell'opera di Dio e della nostra responsabilità quando scrive, “Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore; è Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni.&amp;quot; (Fil 2:12-13). Benché il nostro sforzo scollegato dall'opera di Dio sia futile, la santificazione non può venir delegata a Dio. Ognuno di noi deve tenere a bada il proprio orto.&amp;lt;br&amp;gt;Quale forma prende la nostra responsabilità? Come realizziamo il comando biblico per sbarazzarci del peccato? La Scrittura offre una strategia a due tempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&amp;lt;br&amp;gt;Strategia n.1: Attaccare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;Mi piace la posizione del Nuovo Testamento nei confronti del peccato. Da nessuna parte è più evidente che nel comando conciso dell'Apostolo Paolo ai Colossesi: “Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene allavostra natura terrena” (Col 3:5). Nella battaglia per la santità personale, l'aggressività è sia un comando che una necessità. Dobbiamo essere spietati. Dobbiamo aggredire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo fa uso qui di una metafora violenta non solo per attirare la nostra attenzione, ma per sottolineare un aspetto fondamentale della santificazione. Ogni manifestazione di peccato nei nostri cuori dev'essere uccisa. Dobbiamo prendere l'iniziativa di giustiziare il peccato quotidianamente.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Possiamo confortarci delle nostre anime se abbiamo conoscenza della lotta e del conflitto interiori. E' la compagna invariabile dell'autentica santità cristiana... C'è una lotta spirituale nei nostri cuori? Proviamo qualcosa della carne che lotta contro lo spirito e lo spirito contro la carne...? Siamo consci dei due principi che abbiamo in noi, che si contendono la padronanza? Proviamo la guerra che avviene dentro la persona che siamo? Ebbene, ringraziamo Iddio per essa! E' buon segno. E' la probabile prova della grande opera di santificazione... Evidentemente non siamo amici di Satana... Il solo fatto che ci assalga dovrebbe riempire le nostre menti di speranza.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J.C. Ryle'''}} Gesù è arrivato fino al punto di dire: “Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te. Conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.” (Mat 5:29). E per lo stesso motivo ha anche raccomandato di amputarsi la propria mano. Ma Gesù suggeriva davvero di compiere un tale {{RightInsert|'''Medita su 2 Corinzi 10:3-5.''' In termini di guerra spirituale, Paolo era un' “falco” o una “colomba”?}}intervento? Penso di no, perché una mano o un occhio non è la causa di fondo. Gesù ha usato di proposito un'immagine vivida per sottolineare i suoi propositi: la gravità del peccato va riconosciuta e definitivamente risolta. Resistere al peccato nei periodi di tentazione non è sufficiente. Bisogna intraprendere azioni drastiche per attaccare ed uccidere il peccato nelle nostre vite. John Owen ci esorta ad inseguire “una vittoria contro di esso e ad inseguirlo fino a conquistarlo completamente... il peccato non morirà diversamente che con un idebolimento graduale e costante; lasciagli scampo e curerà le sue ferite e ritroverà la sua forza.” &amp;lt;br&amp;gt;La disciplina spirituale che consiste nella messa a morte del peccato, altrimenti nota col nome di mortificazione, è un'area di verità trascurata. Molti di noi non hanno nessuna familiarità con l'argomento. “I nostri antenati parlavano di mortificare il peccato,” fa notare Sinclair Ferguson. E J.I. Packer si lamenta, “E' un tema sul quale non sembra essere disponbile nessuno scritto contemporaneo significativo.” Non è un fatto sorprendente, ma rivelatore. Potete immaginare un libro intitolato ''Mettete a Morte il Peccato!'' come bestseller cristiano?&amp;lt;br&amp;gt;La mortificazione non è popolare perché tende ad essere difficile. Chiedete alla persona che tenta di lavorare allegramente per un padrone che ripetutamente gli ha rifiutato un aumento di stipendio. Chiedete alla coppia non sposata, convertita di recente, e che deve ora controllare i propri impulsi sessuali che per anni ha soddisfatto. Ma badate: non stiamo parlando qui di una partita a golf. Questa è guerra. La santità e il discepolato significano guerra.&amp;lt;br&amp;gt;Attaccare il peccato non è un'impresa complessa. E pur affermando questo con sensibilità, voglio anche esprimerlo con fermezza: la propria abilità ad attaccare il peccato non dipende dal proprio passato. Non c'è nessuna scusa accettabile per peccare. Il peccato non dev'essere mai interpretato come una debolezza comprensibile.&amp;lt;br&amp;gt;Vivere una vita cristiana significa vivere nelle trincee. Sinclair Ferguson lo descrive meglio di chiunque:{{RightInsert|'''Medita su Galazi 5:16-17.''' Perché ogni cristiano genuino prova un'inquietudine interna?}}&amp;lt;br&amp;gt;Cosa significa dunque mettere a morte il peccato? Significa iniziare una lotta constante contro il peccato che combattiamo quotidianamente—rifiutare di lasciare l'occhio vagare, la mente contemplare, i nostri affetti inseguire qualsiasi cosa che ci allontanerebbe da Cristo. Significa rifiutare deliberatamente qualsiasi pensiero, suggerimento, desiderio, aspirazione, azione, circostanza o provocazione di natura peccaminosa, nel momento in cui siamo consci della sua esistenza. Significa tentare consistentemente di fare tutto ciò che è in nostro potere per indebolire la stretta che il peccato opera in generale, e le sue manifestazioni nelle nostre vite in particolare. Non si compie solo dicendo ‘no’ a ciò che non va, ma attraverso un'accettazione determinata di tutte le discipline buone e spiritualmente ricche del vangelo. &amp;lt;br&amp;gt;Questa descrizione riflette il tuo comportamento? Verso quale obiettivo, divertimento o rettitudine sono dirette principalmente le tue energie? Auto-indulgenza o auto-controllo? Sei preparato a qualsiasi cosa sia necessaria per vincere la guerra? Se è così, qual'è la tua strategia per attaccare il peccato nella tua vita in questo momento? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Strategia n.2: Evitare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;La lotta contro il peccato non comprende tutte le implicazioni del processo di santificazione. Bisogna anche evitare il peccato. In quanto seguaci di Gesù Cristo, siamo chiamati ad uno stile di vita distinto dalla contro cultura circostante: “In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio.” (2Co 7:1). Quali sono dunque queste promesse che ci motivano a purificarci e ad inseguire la santità? L'offerta di Dio di essere solo presente con il suo popolo mentre ci separiamo dal mondo: “'Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo.’” (2Co 6:16). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Giacomo 1:27. Puoi citare due o tre maniere specifiche attraverso le quali un cristiano può essere “inquinato dal mondo”?}}In un certo senso sarebbe più facile se Dio ci dicesse di separarci ''fisicamente'' dalla cultura. Eppure Dio vieta questo (1Co 5:9-10), e ci nomina invece ambasciatori (2Co 5:18-20). Nessun'ambasciatore lavora efficacemente se viene isolato. Dobbiamo riallacciarci alla nostra cultura ''senza riflettere'' la nostra cultura, navigando sempre tra laicità ed ipocrisia.&amp;lt;br&amp;gt;La nostra carne ci implora costantemente di venire soddisfatta, eppure Paolo ci chiede di “non seguire la carne nei suoi desideri” (Rom 13:14 NAS). Questo significa allontanarci da qualsiasi cosa desiderosa di indurci a peccare. Paolo ha chiesto ai Corinzi la stessa cosa in termini ancora più chiari: “Fuggite la fornicazione!” (1Co 6:18 NAS)... non combattetela.&amp;lt;br&amp;gt;Benché Giuseppe fosse vissuto molto prima che fosse redatto il Nuovo Testamento, è un esempio del modo in cui dovremmo evitare il peccato (Gen 39:6-20). Da un po' di tempo, la moglie del suo padrone aveva tentato di sedurlo. Alla fine, frustrata dalla sua integrità, lo aggrappò per il mantello e gli disse: “Vieni a letto con me!”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|2 Quando colpisce la tentazione, abbiamo solo due scelte di base: combattere o fuggire. Segna la scelta che ti sembra più appropriata per ognuna delle tentazioni elencate qui sotto:&lt;br /&gt;
Timore improvviso che qualcuno derubi la tua casa&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Curiosità a proposito del numero di Playboy sulla politica del medio oriente&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Urgenza di &amp;quot;entrare in letargo&amp;quot; quando gli amici ti abbandonano&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Forte senso di rabbia quando un bimbo rovescia il tuo caffè&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Voglia di fare un salto al bar “solo per incontrare dei vecchi amici”&lt;br /&gt;
❏Combattere ❏Fuggire}}Ora Giuseppe ''avrebbe'' potuto considerare la cosa come un appuntamento divino. Potrebbe aver pensato&amp;amp;nbsp;: “Questa può essere l'occasione giusta per condividere con lei quello che Dio ha fatto nella mia vita.” Ma non ha perso tempo con la tentazione. Non l'ha neppure combatutta. E' semplicemente scappato, lasciando la moglie di Potifar con il mantello in mano.&amp;lt;br&amp;gt;Posso immaginare uno dei servitori che cammina fuori dalla casa quando improvvisamente, vuum! Una sagoma umana passa come un bolide fuori dalla porta a velocità impressionante.&amp;lt;br&amp;gt;“Che cos'era?”&amp;lt;br&amp;gt;Giuseppe. L'uomo di Dio. Corre per la sua vita.&amp;lt;br&amp;gt;“Signore!” ansima qualche metro più avanti , “aiutami!”&amp;lt;br&amp;gt;“Ti sto aiutando. Tu continua a correre. Allontanati da quella donna il più possibile e nel modo più veloce possibile.”{{RightInsert|&amp;quot;Operare al fine di abituarsi alle maniere, alle astuzie, ai metodi, ai vantaggi e alle occasioni di successo del peccato è l'inizio di questa guerra.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—John Owen '''}}&amp;lt;br&amp;gt;Fuggire dalla tentazione è una scelta intelligente. Starsene là ed osservarla è da idioti. Eppure alcuni avrebbero reagito in questa maniera alla situazione di Giuseppe:&amp;lt;br&amp;gt;“Dio, sento che la tentazione si sta sviluppando. Te ne prego, Signore. Ti prego, liberami da questa situazione.”&amp;lt;br&amp;gt;“Io ti liberero davvero ,” dice Dio. “Corri!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, mi affido a te per essere liberato . Liberami subito da questa voglia di lussuria.”&amp;lt;br&amp;gt;“Ciò non avverrà prima del mio ritorno, e non tornerò nei prossimi cinque minuti. Corri, amico!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, ti ringrazio. Mi hai fatto rinascere e so che il tuo potere sta operando in me. Colui che è in me è più perfetto di colui che sta nel mondo.”&amp;lt;br&amp;gt;“Si, questo è vero, e l'Essere Perfetto sta dicendo ‘Muoviti!’ Muovi il tuo corpo, adesso!”&amp;lt;br&amp;gt;Se consideri la santificazione come una cosa seria, non t'interessa il percorso più corto per ottenerla. Sei preparato a percorrere un po' di strada per evitare il peccato, se è necessario. E nei momenti in cui sai di essere vulnerabile, ubbidisci a questo comando di Gesù: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione.” (Mat 26:41).&amp;lt;br&amp;gt;Dobbiamo coltivare la facoltà di discernere dove siamo più inclini a peccare. In tal modo saremo in grado di sviluppare una strategia che ci permetterà di evitare la tentazione. Le parti vulnerabili saranno diverse, ma nessuno di noi ha l'opzione di osservare.&amp;lt;br&amp;gt;In quale/i settore/i hai bisogno di sviluppare una strategia per evitare il peccato? Probabilmente puoi iniziare da qualsiasi cosa ti sia venuta in mente quando hai letto questo paragrafo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Abiti nuovi'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1 Timoteo 6:11.''' Quanto tempo ti serve, in media, per fuggire dalla tentazione, una volta che l'hai individuata?}}Come abbiamo visto prima in Colossesi, sbarazzarci del peccato è solo la metà dell'equazione. Paolo ci esorta: “''Rivestitevi'' dunque, come amati di Dio, santi e diletti, ''di sentimenti'' di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza;&amp;quot; (Col 3:12, accentuazione aggiunta). Non solo dobbiamo rigettare il peccato, ma rivestirci di santità (Efe 4:22-24).&amp;lt;br&amp;gt;“Questi due fattori,” scrive Jay Adams, “Devono essere sempre presenti per provocare un cambiamento genuino. Sbarazzarsi se,za rivestirci non sarà sufficiente. Rivestirci è un'azione ipocrita ed anche temporanea, a meno che non sia accompagnata da un abbandono... La sanctificazione continua mentre il credente passa ''dal'' peccato / ''alla'' santità.” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Rivelazione 3:4-6. Puoi identificare quattro promesse in questo brano?}}Per esempio, se Dio ha posto materialismo ed avidità nel tuo cuore, pentiti ed inizia a sostituirli sistematicamente con generosità. Inizia con l'essere fedele nel frequentare la tua parrocchia; aggiungi a questo delle offerte, e cerca delle opportunità di doni anonimi. Forse tendi a criticare gli altri. Se così è, confessa il peccato di orgoglio e concentrati invece consapevolmente per incoraggiare ed onorare gli altri. Se il tuo tema ricorrente è l'egoismo, poniti in situazioni nelle quali ti viene richiesto di servire.&amp;lt;br&amp;gt;Dev'esserti immediatamente ovvio che l'isolamento non sviluppa né fa migliorare la personalità. Per coltivare una vita sana e fruttuosa, serve il contesto di una parrocchia locale. Per esempio, io potrei essere un modello di pazienza... a patto che mi trovi da solo. Potrei starmene per giorni a studiare il tema della compassione senza mai incontrare nessuno che mi chiedesse aiuto. Senza interazione con gli altri, mi è semplicemente impossibile capire come ho bisogno di realizzarmi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che ci sono pochissimi tratti di carattere simili a Cristo che ci è dato di sviluppare, a parte le relazioni all'interno della chiesa. Abbiamo bisogno di gente per allenarci! Se vogliamo cambiare, dobbiamo implicarci in una chiesa in cui le persone prendono sul serio le esortazioni bibliche al fine di incoraggiare e correggere.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{CenterInsert|3 Dopo aver letto Colossesi 3:12-17, seleziona il tratto della personalità del cristiano menzionato qui (umiltà, pazienza, ecc.) che vorresti maggiormente sviluppare.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nel corso della prossima o delle prossime due settimane,&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
dedica almeno 5 periodi per meditare sulle Scritture,evidenziando questo tratto.&amp;lt;br&amp;gt;Chiedi anche a Dio di mostrarti dei modi specifici di mettere in applicazione ciò che impari.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Tratto di personalità:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Primo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quarto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quinto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come avrai già intuito, la lotta contro il peccato richiede sforzi. Implica, con sincerità, una confessione, un pentimento, un'ubbidienza alla Scrittura, una responsabilità verso gli altri e una pratica consistente delle discipline spirituali. Ti saranno di grande aiuto anche coraggio e perseveranza. “Non esistono sentieri veloci e sereni verso la maturità spirituale,” dice R.C. Sproul. “L'anima che cerca un livello di maturità più profondo dev'essere preparata ad un lungo ed arduo lavoro.” &amp;lt;br&amp;gt; {{LeftInsert|&amp;quot;Fa parte della sana esperienza cristiana l'assaporare un livello sempre più intenso di liberazione dal peccato... Poche cose portano al cristiano un tale senso di sollievo e di incoraggiamento quanto il ricordo dei peccati che una volta lo dominavano, ma che è riuscito a conquistare grazie al potere dello Spirito di Dio. &lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}Ma sai come ci si sente a crescere? Sentire il piacere e la presenza di Dio? Sentire la sua voce? Sapere che stai contribuendo all'avanzamento del suo regno? Nulla può essere paragonabile ad una tale esperienza. Ed è questa la ricompensa meravigliosa di Dio per tutti coloro che vogliono sbarazzarsi del peccato e rivestirsi di rettitudine.&amp;lt;br&amp;gt;Lasciami impartire su di te delle nuove speranze. Non importa quello che hai sperimentato in passato, tu - per via della grazia di Dio— ''puoi'' cambiare. Attraverso una strategia determinata diretta ad attaccare ed evitare il peccato e a rivestirvi di rettitudine, potrai essere una persona completamente diversa in questo stesso periodo, l'anno prossimo.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Discussione di gruppo'''&amp;lt;br&amp;gt;1. Immagina che fai parte di una giuria e che stai partecipando al processo del serial killer menzionato a pagina 39. Chiaramente quest'uomo è stato spesso, nel corso della sua infanzia, picchiato dal padre acloolizzato. Quanto potrà influenzarti questo fatto nell'effettuare il tuo verdetto?&amp;lt;br&amp;gt;2. “Ci stiamo preoccupando di più dei nostri bisogni e sentimenti individuali che non della personalità e dei comandamenti divini,” dice l'autore. (Pagina 40) Cita un esempio.&amp;lt;br&amp;gt;3. Che significa per te “autostima”?&amp;lt;br&amp;gt;4. Il messaggio della croce ti fa sentire più o meno sicuro della tua identità?&amp;lt;br&amp;gt;5. Perché il movimento di restauro è incapace di soddisfare i nostri bisogni più profondi?&amp;lt;br&amp;gt;6. Identifica il problema di fondo per ogni situazione elencata qui sotto:&amp;lt;br&amp;gt;—Da quando è stata violentata al college, Ann disprezza fortemente gli uomini e non ha più fiducia in loro&amp;lt;br&amp;gt;—Bill vuole il divorzio perché sua moglie non gli dedica abbastanza attenzione&amp;lt;br&amp;gt;—Quando è sottomessa a tanta pressione, Mary ha dei pensieri suicidi&amp;lt;br&amp;gt;—Rob, cresciuto vedendo il padre solo nei fine settimana, è un maniaco del lavoro&amp;lt;br&amp;gt;7. Qual'è la maggior differenza tra santificazione e rigenerazione?&amp;lt;br&amp;gt;8. Perché le relazioni all'interno della chiesa sono essenziali per la crescita della personalità?&amp;lt;br&amp;gt;9. In quale settore della tua vita i &amp;quot;vestiti nuovi&amp;quot; ti sono più utili? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Letture raccomandate'''&amp;lt;br&amp;gt;The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;[correspondance] The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;Holiness (Santità) di J.C. Ryle (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979)&amp;lt;br&amp;gt;The Enemy Within (Il Nemico Interno) di Kris Lundgaard (Phillipsburg, NJ: P&amp;amp;amp;R Publishing, 1998)&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Note bibliografiche'''&amp;lt;br&amp;gt;1.↑ Charles J. Sykes, ''A Nation of Victims: The Decay of the American Character'' (''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'') (New York, NY: St. Martin’s Press, 1992), p. 33.&amp;lt;br&amp;gt;2.↑ Ibid. &amp;lt;br&amp;gt;3.↑ Franklin E. Payne, Jr., M.D., ''Biblical/Medical Ethics: The Christian and the Practice of Medicine'' (''Morale Religiosa/Medica: La Pratica Cristiana della Medicina'') (Milford, MI: Mott Media, Inc., 1985), p. 155.&amp;lt;br&amp;gt;4.↑ William K. Kilpatrick, ''Psychological Seduction: The Failure of Modern Psychology'' (''Seduzione Psicologica: Il Fallimento della Psicologia Moderna'')(Nashville, TN: Thomas Nelson, Inc., 1983), p. 24.&amp;lt;br&amp;gt;5.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità'') (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979), p. 1.&amp;lt;br&amp;gt;6.↑ Robert Schuller, citato da Michael Scott Horton in ''Made in America: The Shaping of Modern American Evangelicalism'' (''Made In America: La Formazione dell'Evangelismo Americano Moderno'')(Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1991), p. 78.&amp;lt;br&amp;gt;7.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine'')(Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981), p. 71.&amp;lt;br&amp;gt;8.↑ Citato in Anthony A. Hoekema, ''Created in God’s Image'' (''Creato ad Immagine di Dio'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1986), p. 106.&amp;lt;br&amp;gt;9.↑ Anthony A. Hoekema, ''Saved by Grace ''(''Salvati dalla Grazia'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989), p. 153.&amp;lt;br&amp;gt;10.↑ Dan Matzat, et al., ''Power Religion: The Selling Out of the Evangelical Church?'' (''Religione del Potere: La Vendita della Chiesa Evangelica?''), Michael Scott Horton, ed. (Chicago, IL: Moody Press, 1992), p. 256.&amp;lt;br&amp;gt;11.↑ Larry Crabb, ''Men and Women'' (''Uomini e Donne'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1991), p. 114.&amp;lt;br&amp;gt;12.↑ F.F. Bruce, ''The New International Commentary on the New Testament: Colossians, Philemon, and Ephesians'' (''I Nuovi Commenti sul Nuovo Testamento: Colossesi, Filemoni ed Efesi'').(Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1984), p. 140.&amp;lt;br&amp;gt;13.↑ Jerry Bridges, ''The Practice of Godliness ''(''La Pratica della Santità'')(Colorado Springs, CO: NavPress, 1983), pp. 75-76.&amp;lt;br&amp;gt;14.↑''The Pursuit of Holiness'' (''All'inseguimento della Santità'') di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978) 32.&amp;lt;br&amp;gt;15.↑ Citato in Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), pp.184-185.&amp;lt;br&amp;gt;16.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life ''(''La Vita Cristiana'') (Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989), p. 158.&amp;lt;br&amp;gt;17.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 182.&amp;lt;br&amp;gt;18.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità''), p. 55.&amp;lt;br&amp;gt;19.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life'' ''(La Vita Cristiana''), p. 162.&amp;lt;br&amp;gt;20.↑ John Owen, ''Temptation and Sin'' (''Tentazione e Peccato'') (Evansville, IN: Sovereign Grace Book Club, reprint edition, 1958), p. 31.&amp;lt;br&amp;gt;21.↑ Jay E. Adams, ''The Christian Counselor’s Manual ''(''Il Manuale del Consigliere Cristiano'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1973), pp. 177, 179.&amp;lt;br&amp;gt;22.↑ R.C. Sproul, ''The Soul’s Quest for God ''(''L'inseguimento Spirituale di Dio)'' (Wheaton, IL: Tyndale House, 1992), p. 7.&amp;lt;br&amp;gt;23.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 185.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 14:42:25 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare?/La Lotta contro il Peccato</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|How Can I Change?/The Battle Against Sin}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo libro intitolato ''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'', l'autore Charles Sykes fa la seguente osservazione: “Negli ultimi cinquant'anni, il trionfo del pensiero terapeutico è stato così intenso da essere spesso dato per scontato; ciò che iniziò con il Dottor Freud è ora merce quotidiana di spettacoli televisivi, è routine nella politica ed è quasi un modo di pensare negli affari di giustizia criminale e nell'etica.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che abbiate già sentito quest'espressione oppure no, sicuramente siete già stati confrontati al pensiero terapeutico. Fa la sua apparizione in un tribunale quando l'avvocato di un serial killer chiede condiscendenza sulla base del fatto che il suo cliente sia stato abusato regolarmente da un padre alcolizzato. Questa dottrina stipula che la maggior parte di noi è cresciuta in famiglie “disfunzionali”, ed offre quindi una spiegazione ed una scusa tutte pronte per il nostro comportamento. Invece di enfatizzare la responsabilità personale, mette in rilievo il modo in cui siamo affetti psicologicamente dagli altri o dall'ambiente che ci circonda. Il sociologo Dr. James Deese fa notare che la psicoterapia è così radicata nelle attitudini {{LeftInsert|'''Medita su Colossesi 2:8 :''' Come possiamo proteggerci dall'essere tenuti prigionieri?}} moderne degli americani che sarà difficile metterla alla prova.”&amp;lt;br&amp;gt;Può sorprendere il fatto che l'unica istituzione avente a disposizione i migliori mezzi per mettere alla prova la tendenza terapeutica sia proprio quella che ha contribuito di più alla sua popolarità. Sto parlando della Chiesa. Più che esporre gli errori della psicoterapia, la Chiesa americana, nella maggior parte dei casi, l'ha accettata senza critiche... sebbene con alcune ardite eccezioni. Nel suo libro “Etica Medica Religiosa”, il Dottor Franklin Payne commenta&amp;amp;nbsp;: “La psicoterapia, come la psicologia e la psichiatria, deve venir esaminata nel modo più critico e dettagliato possibile dai cristiani evangelisti... Molti cristiani sono più influenzati dai concetti di psicoterapisti laici che dalla Parola di Dio.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Le frontiere dei cristiani evangelici e carismatici sono libere e le idee psicologiche s'infiltrano facilmente.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;- '''William Kilpatrick'''}}Ho incontrato molti dei cristiani descritti dal Dottor Payne. Non molto tempo fa, mi è stato chiesto di fare un discorso in una chiesa per l'entrata in pensione di una persona. Alla fine dell'intervento, un uomo mi si avvicinò, si presentò e cominciò a parlarmi della sua difficile situazione. Era cresciuto in una famiglia disfunzionale. Era co-dipendente. Soffriva perché privo di autostima. In soli due minuti di conversazione, fece uso di quasi tutte le parole esistenti nel giargone psicologico.&amp;lt;br&amp;gt;Fu un incontro maldestro. Non avevo voglia di contraddirlo e neppure di correggerlo. Non avevo mai incontrato quest'uomo prima di allora e avrei voluto che sapesse della mia {{LeftInsert|Quali avvenimenti della vita di Gesù potrebbero incitare un avvocato ad aderire al 'movimento di recupero'?}}preoccupazione ed attenzione nei suoi confronti. Ma più andava avanti nel suo discorso, più sembrava ovvio che desse per scontato la mia approbazione. Perché? Benché parlasse fluentemente un linguaggio pieno di termini di psicologia, la sua diagnosi ometteva qualsiasi accenno alla parola che inizia con la 'p'...&amp;lt;br&amp;gt;Peccato.&amp;lt;br&amp;gt;Tali omissioni sono purtroppo di norma oggi nella letteratura cristiana popolare e nelle trasmissioni radiofoniche. Cerchiamo una comprensione più profonda di noi stessi (come definito dal movimento di ricupero) piuttosto che una convinzione più profonda del peccato (come definito nella Scrittura). Oggi, ci preoccupiamo di più dei nostri propri bisogni e sentimenti che dal carattere e dai comandi di Dio. Non è sorprendente che non stiamo maturando nel modo inteso da Lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Il nostro maggior problema'''&amp;lt;br&amp;gt;Un secolo fa, J.C.Ryle offriva una spiegazione severa ma semplice delle carenze che osservava nella Chiesa&amp;amp;nbsp;: “Una visione offuscata o indistinta del peccato sta all'origine della maggior parte degli errori, eresie e false dottrine di oggi... Credo che uno dei desideri maggiori della chiesa nel diciannovesimo secolo sia stato, ed è tutt'ora, un insegnamento più chiaro e più completo del peccato”. Se questa descrizione era accurata per la sua generazione, lo è ancor di più oggi.&amp;lt;br&amp;gt;Abbiamo però compiuto un passo in avanti. La dottrina del peccato è stata sostituita con l'insegnamento contemporaneo dell'autostima. Prendete quest'affermazione di un autore famoso:&amp;lt;br&amp;gt;Penso che nulla sia stato fatto nel nome di Cristo e sotto la bandiera della Cristianità che si sia rivelato più distruttivo per la personalità umana, e quindi controproduttivo nei confronti {{LeftInsert|&amp;quot;Affermare che il notro bisogno primario nella vita sia imparare a conoscere il peccato potrà sembrare strano, ma nel senso in cui lo si intende è profondamente vero. Se non sai nulla del peccato, non puoi capire te stesso o i tuoi simili, né il mondo nel quale vivi e neppure la fede cristiana. E non avrai modo di comprendere fino in fondo la Bibbia. Proprio perché essa è l'esposizione della risposta divina al problema del peccato umano, a meno di avere in mente chiaramente la natura di tale problema, continuerai a non capire quello che dice... Quindi devi fissare chiaramente nella tua mente ciò che i tuoi antenati avrebbero chiamato 'una visione chiara del peccato.’&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}dell'impresa evangelistica, della strategia non-cristiana e rozza che consiste a rendere le persone consapevoli della loro condizione di perdizione e di peccato .&amp;lt;br&amp;gt;Questo pastore dice che bollare il peccato come una &amp;quot;ribellione contro Dio&amp;quot; è &amp;quot;superficiale ed offensivo nei riguardi dell'essere umano.” La sua convinzione a proposito del valore inerente dell'uomo lo conduce alla notevole conclusione che una &amp;quot;riforma&amp;quot; è d'obbligo. Laddove l'enfasi di Martin Luther sulla salvezza tramite la grazia attraverso la fede ha trasformato la Chiesa nel sedicesimo secolo, dichiara, le chiese odierne devono riconoscere il sacro diritto all'autostima che ha ogni persona.&amp;lt;br&amp;gt;Non metto in dubbio la sincerità di quest'uomo, ma le sue affermazioni sono false. Si tratta, in realtà, di una falsa dottrina. L'enfasi moderna per l'autostima è diventata un'alternativa inaccettabile alle dottrine bibliche di giustificazione e santificazione.&amp;lt;br&amp;gt;''Giustificazione''. Gesù non è morto sulla croce per migliorare la nostra autostima. E' morto per espiare i nostri peccati. Eppure la croce ci insegna effettivamente una lezione cruciale a proposito del nostro valore: tutti noi siamo degni della collera di Dio. In quanto manifesto della pietà immeritata di Dio, la croce rivela la profondità e la serietà del nostro peccato. {{RightInsert|'''Per approfondire:''' L'opera NIV Complete Concordance [Nuova Versione Internazionale, Concordanze Complete] fa un elenco delle 466 ricorrenze della parola “peccato” (o di un derivato) nella Scrittura. Per una comprensione biblica di questo soggetto vitale... inizia a leggere.}} Anthony Hoekema fa notare questo:&amp;lt;br&amp;gt;Nel mondo d'oggi la dottrina biblica del peccato ha poca importanza. Ma una persona il cui senso del peccato e della collera di Dio nei confronti dei nostri peccati è superficiale non sentirà il bisogno e neppure capirà la dottrina biblica della giustificazione. Quando si ignora, si minimizza o si ridefinisce il peccato, non si vive più nella consapevolezza del disperato bisogno di Gesù Cristo e non si apprezza neppure quello che ha portato a compimento per noi sulla croce. &amp;lt;br&amp;gt;Se non percepiamo la natura del peccato e la sua natura offensiva nei confronti di Dio, non capiremo mai perché la necessità della croce. La grazia non ci meraviglierà mai.{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Numerosi riferimenti biblici alla compassione di Dio si ritrovano nei Salmi (9:12,18;34:18; 147:3) ed Isaia (49:13; 61:1).}}&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Ho spesso sentito dire, ‘Se fossi stata l'unica persona sulla terra, Gesù sarebbe morto lo stesso per me.’ Se il nostro Signore avesse dato la vita per una sola persona, molto probabilmente non sarebbe successo perché quella persona aveva tanto valore, ma perché Dio è pieno di grazia. Ma una tale circostanza, quindi, non dovrebbe essere considerata una fonte di orgoglio o di autostima. Se io dichiarassi che Gesù sarebbe morto per me se fossi rimasta l'unica persona sulla terra indica semplicemente che solo i miei peccati, senza il contributo di quelli degli altri, sarebbero stati sufficienti per richiedere la punizione severa che Gesù Cristo ha indirettamente assunto al posto mio. Quando vieni messo a confronto con una tale realtà, è tuo dovere piangere per il sacrificio disinteressato del nostro Signore invece di vedervi un'altra opportunità di sentirti bene con te stesso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Dan Matzat'''}} ''Santificazione''. Una comprensione chiara della dottrina del peccato è imperativa anche per la santificazione. La Scrittura rivela che il peccato contro Dio rappresenta l'intralcio più importante per la nostra realizzazione. Il movimento di ricupero, invece, insiste sul fatto che i bisogni non risolti, le sofferenze, le emozioni distrutte o la mancanza di autostima siano alla radice delle nostre difficoltà. Le due conclusioni sono irremediabilmente opposte.&amp;lt;br&amp;gt;Non sto negando la realtà o la severità del dolore che proviamo quando gli altri peccano contro di noi. E' fondamentale che non venga frainteso qui. Nella Bibbia, ci sono numerosi riferimenti agli afflitti e agli oppressi. Ma per favore capiate bene: Il dolore ''non è il nostro problema di base''. Gesù disse: “Dal ''di dentro ''infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori ''dal di dentro'' e 'contaminano' l'uomo”. (Mar 7:21-23, accentuazione aggiunta; vedi anche Gia 1:14-15).&amp;lt;br&amp;gt;Siamo troppo numerosi a “provare la realtà delle nostre ferite, più che il fatto dei nostri peccati.” Ma se vogliamo essere genuinamente conformi all'immagine di Gesù Cristo, questo dovrà cambiare. La nostra libertà e maturità ne dipendono. Il dottrina terapeutica si sbaglia nell'effettuare la diagnosi del nostro problema di fondo, e si rivela quindi incapace di fornire una soluzione efficace. Ma una volta individuato il peccato in quanto fonte del nostro problema, la Bibbia ci offre una soluzione ed una speranza di cambiamento. Viene chiamata dottrina di santificazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Annaffiare il proprio orto'''&amp;lt;br&amp;gt;La santificazione è un processo di ripentimento (non di ripresa) e di ubbidienza (non di guarigione interna) risultante nella santità (non nell'integrità) per la gloria di Dio (non realizzazione personale). Questa dottrina è brevemente descritta in Colossesi 3:1-17. Se non è già stato fatto, per favore dedicate un minuto alla lettura di questo brano prima di proseguire.&amp;lt;br&amp;gt;E' importante riuscire a notare la transizione effettuata da Paolo in questo terzo capitolo. I primi due capitoli di Colossesi mettono in rilievo la supremazia e la sufficienza di Cristo. E lo si nota di nuovo all'inizio del Capitolo 3. Paolo si è volontariamente astenuto di insegnare la santificazione ai Colossesi, fino a quando non avessero capito l'opera compiuta da Cristo per loro e in loro. Finché non avrebbero capito il significato dell'essere riconciliati e rigenerati da Dio, sapeva che mai sarebbero stati motivati correttamente dalla grazia.{{RightInsert|'''Medita su Colossesi 1:15-20.''' A giudicare da questa descrizione, pensi che Gesù sia sufficiente a rigenerarti e a riscattarti?}} &amp;lt;br&amp;gt;E neanche noi. Ecco perché il secondo e terzo capitolo di questo libro mettono in primo piano la rigenerazione e la nostra unione con Cristo. Abbiamo anche scritto un libro sulla dottrina della giustificazione, intitolato Questa Grande Salvezza. Come Paolo, vogliamo motivare tramite la grazia. Una volta stabilita questa base, possiamo quindi cercare la santità senza cadere nel legalismo o nella libertà eccessiva.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo definisce il processo di santificazione con due frasi suggestive: dobbiamo “sbarazzarci” del peccato e “rivestirci” di santità (Col 3:8,12). Solo grazie a ciò che Cristo ha compiuto sulla croce e grazie al miracolo della rigenerazione siamo capaci di ubbidire a questi comandi. Eppure questi due imperativi sovrannaturali ci lasciano ora senza scusa. Se la grazia non risulta nella santità, significa che non l'abbiamo capita correttamente. Dio si aspetta pienamente che noi cambiamo, cresciamo e maturiamo. F.F. Bruce ci esorta, “Ora siate (nella vera pratica) ciò che siete (per atto divino).” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Benché il potere della personalità divina derivi da Cristo, la responsabilità dello sviluppo e della manifestazione di tale personalità sono nostre. Questo principio sembra essere per noi uno dei più difficili da capire e da applicare. Un giorno proviamo la nostra responsabilità personale e cerchiamo di vivere una vita santa attraverso la forza della nostra volontà. Il giorno dopo, ci rendiamo conto della futilità della fede in noi stessi, riportiamo tutte le colpe sul Cristo e rinunciamo alla nostra responsabilità messa in avanti nelle Scritture. Dobbiamo capire che la Bibbia insegna sia la responsabilità completa, sia la dipendenza totale di tutti gli aspetti della vita cristiana.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Jerry Bridges'''}}Notate che Paolo dice che dobbiamo “sbarazzarci ” “verstirci .” Abbiamo il privilegio e la responsabilità di partecipare al cambiamento. Benché la santificazione non sia un lavoro sovrannaturale dello Spirito Santo meno della rigenerazione, c'è una differenza sostanziale: nella santificazione abbiamo un ruolo fondamentale. “Dio opera in noi e con noi,” disse il grande pastore puritano John Owen, “non contro di noi o senza di noi.”{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Come risponderesti a qualcuno che concluderebbe che “ogni sforzo è sbagliato” dopo aver letto Zaccaria 4:6?}}&amp;lt;br&amp;gt;Affermazioni quali “Stop trying and start trusting” [“Basta tentare, inizia ad avere fiducia”] o “Let go and let God” [&amp;quot;Lascia stare e lascia entrare Dio&amp;quot;] sono slogan popolari, ma teologicamente poveri. Coloro che affermano “Ogni sforzo è sbagliato” si sbagliano di brutto. A dire il vero, la Bibbia ci insegna a “Fornire ogni sforzo... per cercare la santificazione; senza di essa, nessuno vedrà il Signore” (Ebr 12:14, accentuazione aggiunta). Lo sforzo è certamente motivato dalla grazia, ma si tratta pur sempre di uno sforzo. Dio non ci ha detto di pregare o semplicemente di avere in fiducia in lui per la santità; dice “allenati alla santità” (1Ti 4:7, accentuazione aggiunta). Dobbiamo ubbidire al potere dello Spirito Santo.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo chiarisce questa combinazione dell'opera di Dio e della nostra responsabilità quando scrive, “Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore; è Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni.&amp;quot; (Fil 2:12-13). Benché il nostro sforzo scollegato dall'opera di Dio sia futile, la santificazione non può venir delegata a Dio. Ognuno di noi deve tenere a bada il proprio orto.&amp;lt;br&amp;gt;Quale forma prende la nostra responsabilità? Come realizziamo il comando biblico per sbarazzarci del peccato? La Scrittura offre una strategia a due tempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&amp;lt;br&amp;gt;Strategia n.1: Attaccare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;Mi piace la posizione del Nuovo Testamento nei confronti del peccato. Da nessuna parte è più evidente che nel comando conciso dell'Apostolo Paolo ai Colossesi: “Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene allavostra natura terrena” (Col 3:5). Nella battaglia per la santità personale, l'aggressività è sia un comando che una necessità. Dobbiamo essere spietati. Dobbiamo aggredire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo fa uso qui di una metafora violenta non solo per attirare la nostra attenzione, ma per sottolineare un aspetto fondamentale della santificazione. Ogni manifestazione di peccato nei nostri cuori dev'essere uccisa. Dobbiamo prendere l'iniziativa di giustiziare il peccato quotidianamente.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Possiamo confortarci delle nostre anime se abbiamo conoscenza della lotta e del conflitto interiori. E' la compagna invariabile dell'autentica santità cristiana... C'è una lotta spirituale nei nostri cuori? Proviamo qualcosa della carne che lotta contro lo spirito e lo spirito contro la carne...? Siamo consci dei due principi che abbiamo in noi, che si contendono la padronanza? Proviamo la guerra che avviene dentro la persona che siamo? Ebbene, ringraziamo Iddio per essa! E' buon segno. E' la probabile prova della grande opera di santificazione... Evidentemente non siamo amici di Satana... Il solo fatto che ci assalga dovrebbe riempire le nostre menti di speranza.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J.C. Ryle'''}} Gesù è arrivato fino al punto di dire: “Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te. Conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.” (Mat 5:29). E per lo stesso motivo ha anche raccomandato di amputarsi la propria mano. Ma Gesù suggeriva davvero di compiere un tale {{RightInsert|'''Medita su 2 Corinzi 10:3-5.''' In termini di guerra spirituale, Paolo era un' “falco” o una “colomba”?}}intervento? Penso di no, perché una mano o un occhio non è la causa di fondo. Gesù ha usato di proposito un'immagine vivida per sottolineare i suoi propositi: la gravità del peccato va riconosciuta e definitivamente risolta. Resistere al peccato nei periodi di tentazione non è sufficiente. Bisogna intraprendere azioni drastiche per attaccare ed uccidere il peccato nelle nostre vite. John Owen ci esorta ad inseguire “una vittoria contro di esso e ad inseguirlo fino a conquistarlo completamente... il peccato non morirà diversamente che con un idebolimento graduale e costante; lasciagli scampo e curerà le sue ferite e ritroverà la sua forza.” &amp;lt;br&amp;gt;La disciplina spirituale che consiste nella messa a morte del peccato, altrimenti nota col nome di mortificazione, è un'area di verità trascurata. Molti di noi non hanno nessuna familiarità con l'argomento. “I nostri antenati parlavano di mortificare il peccato,” fa notare Sinclair Ferguson. E J.I. Packer si lamenta, “E' un tema sul quale non sembra essere disponbile nessuno scritto contemporaneo significativo.” Non è un fatto sorprendente, ma rivelatore. Potete immaginare un libro intitolato ''Mettete a Morte il Peccato!'' come bestseller cristiano?&amp;lt;br&amp;gt;La mortificazione non è popolare perché tende ad essere difficile. Chiedete alla persona che tenta di lavorare allegramente per un padrone che ripetutamente gli ha rifiutato un aumento di stipendio. Chiedete alla coppia non sposata, convertita di recente, e che deve ora controllare i propri impulsi sessuali che per anni ha soddisfatto. Ma badate: non stiamo parlando qui di una partita a golf. Questa è guerra. La santità e il discepolato significano guerra.&amp;lt;br&amp;gt;Attaccare il peccato non è un'impresa complessa. E pur affermando questo con sensibilità, voglio anche esprimerlo con fermezza: la propria abilità ad attaccare il peccato non dipende dal proprio passato. Non c'è nessuna scusa accettabile per peccare. Il peccato non dev'essere mai interpretato come una debolezza comprensibile.&amp;lt;br&amp;gt;Vivere una vita cristiana significa vivere nelle trincee. Sinclair Ferguson lo descrive meglio di chiunque:{{RightInsert|'''Medita su Galazi 5:16-17.''' Perché ogni cristiano genuino prova un'inquietudine interna?}}&amp;lt;br&amp;gt;Cosa significa dunque mettere a morte il peccato? Significa iniziare una lotta constante contro il peccato che combattiamo quotidianamente—rifiutare di lasciare l'occhio vagare, la mente contemplare, i nostri affetti inseguire qualsiasi cosa che ci allontanerebbe da Cristo. Significa rifiutare deliberatamente qualsiasi pensiero, suggerimento, desiderio, aspirazione, azione, circostanza o provocazione di natura peccaminosa, nel momento in cui siamo consci della sua esistenza. Significa tentare consistentemente di fare tutto ciò che è in nostro potere per indebolire la stretta che il peccato opera in generale, e le sue manifestazioni nelle nostre vite in particolare. Non si compie solo dicendo ‘no’ a ciò che non va, ma attraverso un'accettazione determinata di tutte le discipline buone e spiritualmente ricche del vangelo. &amp;lt;br&amp;gt;Questa descrizione riflette il tuo comportamento? Verso quale obiettivo, divertimento o rettitudine sono dirette principalmente le tue energie? Auto-indulgenza o auto-controllo? Sei preparato a qualsiasi cosa sia necessaria per vincere la guerra? Se è così, qual'è la tua strategia per attaccare il peccato nella tua vita in questo momento? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Strategia n.2: Evitare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;La lotta contro il peccato non comprende tutte le implicazioni del processo di santificazione. Bisogna anche evitare il peccato. In quanto seguaci di Gesù Cristo, siamo chiamati ad uno stile di vita distinto dalla contro cultura circostante: “In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio.” (2Co 7:1). Quali sono dunque queste promesse che ci motivano a purificarci e ad inseguire la santità? L'offerta di Dio di essere solo presente con il suo popolo mentre ci separiamo dal mondo: “'Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo.’” (2Co 6:16). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Giacomo 1:27. Puoi citare due o tre maniere specifiche attraverso le quali un cristiano può essere “inquinato dal mondo”?}}In un certo senso sarebbe più facile se Dio ci dicesse di separarci ''fisicamente'' dalla cultura. Eppure Dio vieta questo (1Co 5:9-10), e ci nomina invece ambasciatori (2Co 5:18-20). Nessun'ambasciatore lavora efficacemente se viene isolato. Dobbiamo riallacciarci alla nostra cultura ''senza riflettere'' la nostra cultura, navigando sempre tra laicità ed ipocrisia.&amp;lt;br&amp;gt;La nostra carne ci implora costantemente di venire soddisfatta, eppure Paolo ci chiede di “non seguire la carne nei suoi desideri” (Rom 13:14 NAS). Questo significa allontanarci da qualsiasi cosa desiderosa di indurci a peccare. Paolo ha chiesto ai Corinzi la stessa cosa in termini ancora più chiari: “Fuggite la fornicazione!” (1Co 6:18 NAS)... non combattetela.&amp;lt;br&amp;gt;Benché Giuseppe fosse vissuto molto prima che fosse redatto il Nuovo Testamento, è un esempio del modo in cui dovremmo evitare il peccato (Gen 39:6-20). Da un po' di tempo, la moglie del suo padrone aveva tentato di sedurlo. Alla fine, frustrata dalla sua integrità, lo aggrappò per il mantello e gli disse: “Vieni a letto con me!”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|2 Quando colpisce la tentazione, abbiamo solo due scelte di base: combattere o fuggire. Segna la scelta che ti sembra più appropriata per ognuna delle tentazioni elencate qui sotto:&lt;br /&gt;
Timore improvviso che qualcuno derubi la tua casa&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Curiosità a proposito del numero di Playboy sulla politica del medio oriente&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Urgenza di &amp;quot;entrare in letargo&amp;quot; quando gli amici ti abbandonano&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Forte senso di rabbia quando un bimbo rovescia il tuo caffè&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Voglia di fare un salto al bar “solo per incontrare dei vecchi amici”&lt;br /&gt;
❏Combattere ❏Fuggire}}Ora Giuseppe ''avrebbe'' potuto considerare la cosa come un appuntamento divino. Potrebbe aver pensato&amp;amp;nbsp;: “Questa può essere l'occasione giusta per condividere con lei quello che Dio ha fatto nella mia vita.” Ma non ha perso tempo con la tentazione. Non l'ha neppure combatutta. E' semplicemente scappato, lasciando la moglie di Potifar con il mantello in mano.&amp;lt;br&amp;gt;Posso immaginare uno dei servitori che cammina fuori dalla casa quando improvvisamente, vuum! Una sagoma umana passa come un bolide fuori dalla porta a velocità impressionante.&amp;lt;br&amp;gt;“Che cos'era?”&amp;lt;br&amp;gt;Giuseppe. L'uomo di Dio. Corre per la sua vita.&amp;lt;br&amp;gt;“Signore!” ansima qualche metro più avanti , “aiutami!”&amp;lt;br&amp;gt;“Ti sto aiutando. Tu continua a correre. Allontanati da quella donna il più possibile e nel modo più veloce possibile.”{{RightInsert|&amp;quot;Operare al fine di abituarsi alle maniere, alle astuzie, ai metodi, ai vantaggi e alle occasioni di successo del peccato è l'inizio di questa guerra.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—John Owen '''}}&amp;lt;br&amp;gt;Fuggire dalla tentazione è una scelta intelligente. Starsene là ed osservarla è da idioti. Eppure alcuni avrebbero reagito in questa maniera alla situazione di Giuseppe:&amp;lt;br&amp;gt;“Dio, sento che la tentazione si sta sviluppando. Te ne prego, Signore. Ti prego, liberami da questa situazione.”&amp;lt;br&amp;gt;“Io ti liberero davvero ,” dice Dio. “Corri!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, mi affido a te per essere liberato . Liberami subito da questa voglia di lussuria.”&amp;lt;br&amp;gt;“Ciò non avverrà prima del mio ritorno, e non tornerò nei prossimi cinque minuti. Corri, amico!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, ti ringrazio. Mi hai fatto rinascere e so che il tuo potere sta operando in me. Colui che è in me è più perfetto di colui che sta nel mondo.”&amp;lt;br&amp;gt;“Si, questo è vero, e l'Essere Perfetto sta dicendo ‘Muoviti!’ Muovi il tuo corpo, adesso!”&amp;lt;br&amp;gt;Se consideri la santificazione come una cosa seria, non t'interessa il percorso più corto per ottenerla. Sei preparato a percorrere un po' di strada per evitare il peccato, se è necessario. E nei momenti in cui sai di essere vulnerabile, ubbidisci a questo comando di Gesù: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione.” (Mat 26:41).&amp;lt;br&amp;gt;Dobbiamo coltivare la facoltà di discernere dove siamo più inclini a peccare. In tal modo saremo in grado di sviluppare una strategia che ci permetterà di evitare la tentazione. Le parti vulnerabili saranno diverse, ma nessuno di noi ha l'opzione di osservare.&amp;lt;br&amp;gt;In quale/i settore/i hai bisogno di sviluppare una strategia per evitare il peccato? Probabilmente puoi iniziare da qualsiasi cosa ti sia venuta in mente quando hai letto questo paragrafo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Abiti nuovi'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1 Timoteo 6:11.''' Quanto tempo ti serve, in media, per fuggire dalla tentazione, una volta che l'hai individuata?}}Come abbiamo visto prima in Colossesi, sbarazzarci del peccato è solo la metà dell'equazione. Paolo ci esorta: “''Rivestitevi'' dunque, come amati di Dio, santi e diletti, ''di sentimenti'' di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza;&amp;quot; (Col 3:12, accentuazione aggiunta). Non solo dobbiamo rigettare il peccato, ma rivestirci di santità (Efe 4:22-24).&amp;lt;br&amp;gt;“Questi due fattori,” scrive Jay Adams, “Devono essere sempre presenti per provocare un cambiamento genuino. Sbarazzarsi se,za rivestirci non sarà sufficiente. Rivestirci è un'azione ipocrita ed anche temporanea, a meno che non sia accompagnata da un abbandono... La sanctificazione continua mentre il credente passa ''dal'' peccato / ''alla'' santità.” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Rivelazione 3:4-6. Puoi identificare quattro promesse in questo brano?}}Per esempio, se Dio ha posto materialismo ed avidità nel tuo cuore, pentiti ed inizia a sostituirli sistematicamente con generosità. Inizia con l'essere fedele nel frequentare la tua parrocchia; aggiungi a questo delle offerte, e cerca delle opportunità di doni anonimi. Forse tendi a criticare gli altri. Se così è, confessa il peccato di orgoglio e concentrati invece consapevolmente per incoraggiare ed onorare gli altri. Se il tuo tema ricorrente è l'egoismo, poniti in situazioni nelle quali ti viene richiesto di servire.&amp;lt;br&amp;gt;Dev'esserti immediatamente ovvio che l'isolamento non sviluppa né fa migliorare la personalità. Per coltivare una vita sana e fruttuosa, serve il contesto di una parrocchia locale. Per esempio, io potrei essere un modello di pazienza... a patto che mi trovi da solo. Potrei starmene per giorni a studiare il tema della compassione senza mai incontrare nessuno che mi chiedesse aiuto. Senza interazione con gli altri, mi è semplicemente impossibile capire come ho bisogno di realizzarmi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che ci sono pochissimi tratti di carattere simili a Cristo che ci è dato di sviluppare, a parte le relazioni all'interno della chiesa. Abbiamo bisogno di gente per allenarci! Se vogliamo cambiare, dobbiamo implicarci in una chiesa in cui le persone prendono sul serio le esortazioni bibliche al fine di incoraggiare e correggere.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{CenterInsert|3 Dopo aver letto Colossesi 3:12-17, seleziona il tratto della personalità del cristiano menzionato qui (umiltà, pazienza, ecc.) che vorresti maggiormente sviluppare.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nel corso della prossima o delle prossime due settimane,&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
dedica almeno 5 periodi per meditare sulle Scritture,evidenziando questo tratto.&amp;lt;br&amp;gt;Chiedi anche a Dio di mostrarti dei modi specifici di mettere in applicazione ciò che impari.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Tratto di personalità:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Primo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quarto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quinto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come avrai già intuito, la lotta contro il peccato richiede sforzi. Implica, con sincerità, una confessione, un pentimento, un'ubbidienza alla Scrittura, una responsabilità verso gli altri e una pratica consistente delle discipline spirituali. Ti saranno di grande aiuto anche coraggio e perseveranza. “Non esistono sentieri veloci e sereni verso la maturità spirituale,” dice R.C. Sproul. “L'anima che cerca un livello di maturità più profondo dev'essere preparata ad un lungo ed arduo lavoro.” &amp;lt;br&amp;gt; {{LeftInsert|&amp;quot;Fa parte della sana esperienza cristiana l'assaporare un livello sempre più intenso di liberazione dal peccato... Poche cose portano al cristiano un tale senso di sollievo e di incoraggiamento quanto il ricordo dei peccati che una volta lo dominavano, ma che è riuscito a conquistare grazie al potere dello Spirito di Dio. &lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}Ma sai come ci si sente a crescere? Sentire il piacere e la presenza di Dio? Sentire la sua voce? Sapere che stai contribuendo all'avanzamento del suo regno? Nulla può essere paragonabile ad una tale esperienza. Ed è questa la ricompensa meravigliosa di Dio per tutti coloro che vogliono sbarazzarsi del peccato e rivestirsi di rettitudine.&amp;lt;br&amp;gt;Lasciami impartire su di te delle nuove speranze. Non importa quello che hai sperimentato in passato, tu - per via della grazia di Dio— ''puoi'' cambiare. Attraverso una strategia determinata diretta ad attaccare ed evitare il peccato e a rivestirvi di rettitudine, potrai essere una persona completamente diversa in questo stesso periodo, l'anno prossimo.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Discussione di gruppo'''&amp;lt;br&amp;gt;1. Immagina che fai parte di una giuria e che stai partecipando al processo del serial killer menzionato a pagina 39. Chiaramente quest'uomo è stato spesso, nel corso della sua infanzia, picchiato dal padre acloolizzato. Quanto potrà influenzarti questo fatto nell'effettuare il tuo verdetto?&amp;lt;br&amp;gt;2. “Ci stiamo preoccupando di più dei nostri bisogni e sentimenti individuali che non della personalità e dei comandamenti divini,” dice l'autore. (Pagina 40) Cita un esempio.&amp;lt;br&amp;gt;3. Che significa per te “autostima”?&amp;lt;br&amp;gt;4. Il messaggio della croce ti fa sentire più o meno sicuro della tua identità?&amp;lt;br&amp;gt;5. Perché il movimento di restauro è incapace di soddisfare i nostri bisogni più profondi?&amp;lt;br&amp;gt;6. Identifica il problema di fondo per ogni situazione elencata qui sotto:&amp;lt;br&amp;gt;—Da quando è stata violentata al college, Ann disprezza fortemente gli uomini e non ha più fiducia in loro&amp;lt;br&amp;gt;—Bill vuole il divorzio perché sua moglie non gli dedica abbastanza attenzione&amp;lt;br&amp;gt;—Quando è sottomessa a tanta pressione, Mary ha dei pensieri suicidi&amp;lt;br&amp;gt;—Rob, cresciuto vedendo il padre solo nei fine settimana, è un maniaco del lavoro&amp;lt;br&amp;gt;7. Qual'è la maggior differenza tra santificazione e rigenerazione?&amp;lt;br&amp;gt;8. Perché le relazioni all'interno della chiesa sono essenziali per la crescita della personalità?&amp;lt;br&amp;gt;9. In quale settore della tua vita i &amp;quot;vestiti nuovi&amp;quot; ti sono più utili? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Letture raccomandate'''&amp;lt;br&amp;gt;The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;[correspondance] The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;Holiness (Santità) di J.C. Ryle (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979)&amp;lt;br&amp;gt;The Enemy Within (Il Nemico Interno) di Kris Lundgaard (Phillipsburg, NJ: P&amp;amp;amp;R Publishing, 1998)&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Note bibliografiche'''&amp;lt;br&amp;gt;1.↑ Charles J. Sykes, ''A Nation of Victims: The Decay of the American Character'' (''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'') (New York, NY: St. Martin’s Press, 1992), p. 33.&amp;lt;br&amp;gt;2.↑ Ibid. &amp;lt;br&amp;gt;3.↑ Franklin E. Payne, Jr., M.D., ''Biblical/Medical Ethics: The Christian and the Practice of Medicine'' (''Morale Religiosa/Medica: La Pratica Cristiana della Medicina'') (Milford, MI: Mott Media, Inc., 1985), p. 155.&amp;lt;br&amp;gt;4.↑ William K. Kilpatrick, ''Psychological Seduction: The Failure of Modern Psychology'' (''Seduzione Psicologica: Il Fallimento della Psicologia Moderna'')(Nashville, TN: Thomas Nelson, Inc., 1983), p. 24.&amp;lt;br&amp;gt;5.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità'') (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979), p. 1.&amp;lt;br&amp;gt;6.↑ Robert Schuller, citato da Michael Scott Horton in ''Made in America: The Shaping of Modern American Evangelicalism'' (''Made In America: La Formazione dell'Evangelismo Americano Moderno'')(Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1991), p. 78.&amp;lt;br&amp;gt;7.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine'')(Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981), p. 71.&amp;lt;br&amp;gt;8.↑ Citato in Anthony A. Hoekema, ''Created in God’s Image'' (''Creato ad Immagine di Dio'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1986), p. 106.&amp;lt;br&amp;gt;9.↑ Anthony A. Hoekema, ''Saved by Grace ''(''Salvati dalla Grazia'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989), p. 153.&amp;lt;br&amp;gt;10.↑ Dan Matzat, et al., ''Power Religion: The Selling Out of the Evangelical Church?'' (''Religione del Potere: La Vendita della Chiesa Evangelica?''), Michael Scott Horton, ed. (Chicago, IL: Moody Press, 1992), p. 256.&amp;lt;br&amp;gt;11.↑ Larry Crabb, ''Men and Women'' (''Uomini e Donne'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1991), p. 114.&amp;lt;br&amp;gt;12.↑ F.F. Bruce, ''The New International Commentary on the New Testament: Colossians, Philemon, and Ephesians'' (''I Nuovi Commenti sul Nuovo Testamento: Colossesi, Filemoni ed Efesi'').(Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1984), p. 140.&amp;lt;br&amp;gt;13.↑ Jerry Bridges, ''The Practice of Godliness ''(''La Pratica della Santità'')(Colorado Springs, CO: NavPress, 1983), pp. 75-76.&amp;lt;br&amp;gt;14.↑''The Pursuit of Holiness'' (''All'inseguimento della Santità'') di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978) 32.&amp;lt;br&amp;gt;15.↑ Citato in Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), pp.184-185.&amp;lt;br&amp;gt;16.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life ''(''La Vita Cristiana'') (Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989), p. 158.&amp;lt;br&amp;gt;17.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 182.&amp;lt;br&amp;gt;18.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità''), p. 55.&amp;lt;br&amp;gt;19.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life'' ''(La Vita Cristiana''), p. 162.&amp;lt;br&amp;gt;20.↑ John Owen, ''Temptation and Sin'' (''Tentazione e Peccato'') (Evansville, IN: Sovereign Grace Book Club, reprint edition, 1958), p. 31.&amp;lt;br&amp;gt;21.↑ Jay E. Adams, ''The Christian Counselor’s Manual ''(''Il Manuale del Consigliere Cristiano'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1973), pp. 177, 179.&amp;lt;br&amp;gt;22.↑ R.C. Sproul, ''The Soul’s Quest for God ''(''L'inseguimento Spirituale di Dio)'' (Wheaton, IL: Tyndale House, 1992), p. 7.&amp;lt;br&amp;gt;23.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 185.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 14:41:35 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</comments>		</item>
		<item>
			<title>Combattere l’incredulità dell’ansia</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Combattere_l%E2%80%99incredulit%C3%A0_dell%E2%80%99ansia</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | Battling the Unbelief of Anxiety}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''L’incredulità come radice ed essenza di ogni peccato''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciatemi fare un collegamento tra il testo di domenica scorsa e il tema odierno sull’incredulità dovuta all’ansia. In Ebrei 3:12 è scritto &amp;quot;Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente&amp;quot;. E il versetto 14 dice &amp;quot;Infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che manteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole la prova che si è giunti a condividere in Cristo—che sei unito a Lui in una fede salvifica—è quella di conservare una fiducia ferma sino alla fine. La perseveranza nella fede è necessaria per la salvezza. Quando una persona è davvero convertita, il cuore cambia in modo che ora si possa vivere per fede (Galati 2:20). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La nuova nascita introduce una persona in una vita di combattimento. Questa battaglia è chiamata il “buon combattimento&amp;quot; in 2 Timoteo 4:7; 1 Timoteo 6:12. E in Ebrei 3:12 è chiamata la lotta contro l’incredulità. &amp;quot; Badate [questa è la vigilanza della battaglia], fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo [c’è il nemico coinvolto nella battaglia] che vi allontani dal Dio vivente [qui vi è l’ammonimento a non prendere il combattimento sottomano]&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altri termini la battaglia fondamentale della nostra vita è quella di credere nel Dio vivente, e di non permettere al nostro cuore di divenire malvagio e incredulo. Perché se il non credere nel Dio vivente prende il sopravvento nella nostra vita, allora il risultato può essere un indurimento che ci rende indisposti al pentimento, separandoci così dalla grazia di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo non accadrà a chi è davvero in Cristo. Chi è davvero nato da Dio prende seriamente la battaglia, e attinge al potere da Dio per combatterla e vincerla con una fede perseverante. Questo è ciò che Dio promette. &amp;quot;Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo&amp;quot;. (1 Tessalonicesi 5:24). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''L’incredulità come radice dell’ansia'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo di oggi ci illustra questo concetto con riferimento a una specifica condizione maligna del cuore, e precisamente l’ansia. Fermati per un momento e rifletti su quante diverse azioni e attitudini peccaminose derivano dall’ansia. L’ansia per l’aspetto economico può generare brama. Avidità, accaparramento e furto. L’ansia di non riuscire a portare a termine un compito può rendere irritabili, bruschi e scontrosi. L’ansia relativa alle relazioni può rendere estraniati, indifferenti e freddi verso gli altri. L’ansia sul come qualcuno può reagire nei nostri confronti può far sì che si nasconda la verità e si menta sulle circostanze. Per cui, se l’ansia può essere conquistata una moltitudine di peccati sarebbero sconfitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma qual è la radice dell’ansia? E come può essere stroncata? Per rispondere dobbiamo andare al testo di Matteo 6. Qui Gesù dice quattro volte di non essere ansiosi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#Versetto 25: &amp;quot;Perciò vi dico, non siate in ansia per la vostra vita&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 27: &amp;quot;E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un ora sola alla durata della sua vita?&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 31: &amp;quot;Non siate dunque in ansia&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 34: &amp;quot;Non siate dunque in ansia per il domani&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il versetto che rende esplicita la radice dell’ansia è il 30: &amp;quot;Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?&amp;quot;. In altre parole Gesù dice che la radice dell’ansia è la mancanza di fede nel nostro Padre Celeste. Se l’incredulità prende il sopravvento nei nostri cuori, uno dei risultati è l’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così quando in Ebrei è scritto, &amp;quot; Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo&amp;quot;, è incluso questo significato: &amp;quot; Badate fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore ANSIOSO e incredulo.&amp;quot; L’ansia è una delle condizioni malvagie del cuore che proviene dall’incredulità. Troppa ansia, dice Gesù, proviene dall’avere poca fede. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Due tipi di risposte errate a questa verità''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora riesco a pensare a due tipi di risposte sbagliate a tale verità. Lasciate che ve le mostri e aggiunga delle risposte bibliche, prima di procedere con la battaglia contro l’incredulità derivata dall’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&amp;quot;Questa non è una Buona Notizia&amp;quot;!''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una risposta sbagliata reciterebbe così: questa non è una Buona Notizia! Infatti è oltremodo scoraggiante apprendere che quella che credevo essere una semplice conflittualità con una disposizione ansiosa, è di fatto una lotta molto più profonda con il fatto di riuscire a credere a Dio o meno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, la mia risposta è sia di assenso che di dissenso. Supponiamo che tu abbia dolori allo stomaco e abbia usato medicinali e diete di ogni tipo senza risultato. Poi supponiamo che dopo una visita di routine il tuo medico ti abbia detto che hai un tumore all’intestino. Sarebbe una buona notizia? Con enfasi si risponde di no! E sono d’accordo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma lasciate che vi chieda ancora la stessa domanda posta in un altro modo: Sei felice che il dottore abbia scoperto il tumore quando è ancora curabile, e che può essere davvero trattato con successo? Risponderesti sì, sono molto contento che il medico sia arrivato al punto del problema. E sono di nuovo d’accordo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così la notizia di avere un tumore non è buona perché avere un cancro è buono. E’ buona perché si sa che è qualcosa di realmente negativo e che può essere curato efficacemente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco com’è imparare che il vero problema dietro l’ansia è l’incredulità verso le promesse di Dio. Non è una buona notizia perché il cancro dell’incredulità è buono. E’ buona perché è buono sapere COSA E’ DAVVERO SBAGLIATO, specialmente perché l’incredulità può essere trattata in modo assolutamente efficace dal nostro grande medico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo, voglio precisare che scoprire la connessione tra la nostra ansia e la nostra incredulità è di fatto una notizia davvero buona, perché è l’unica via per combattere la battaglia contro la vera causa del nostro peccato, e ottenere la vittoria che Dio ci dona attraverso la terapia della sua Parola e del suo Spirito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. &amp;quot;Come posso avere davvero la certezza?&amp;quot;''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’è un’altra possibile risposta alla verità che la nostra ansia è radicata nell’incredulità delle promesse di Dio, e cioè: quasi ogni giorno devo avere a che fare con sentimenti ansiogeni, quindi mi sento come se la mia fede in Dio fosse totalmente inadeguata. Mi chiedo perciò se posso avere una certezza concreta di essere davvero salvato.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
'''Non aver fede – Avere attacchi sulla fede '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mia risposta a questa preoccupazione è questa: supponi di essere in una corsa automobilistica e il tuo avversario, che non vuole che tu finisca la gara, lanci del fango sul tuo parabrezza. Il fatto che si perda temporaneamente la visione dell’obiettivo e si inizi a sbandare non significa che tu debba abbandonare la gara. E certamente non significa che tu sia sulla pista sbagliata. Altrimenti l’avversario non ti disturberebbe affatto. Ciò che significa è che dovresti pulire il parabrezza e far funzionare il tergicristalli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''La Testimonianza della Scrittura '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Salmo 56:3 dice &amp;quot;Nel giorno della paura io confido in te&amp;quot;. Nota: non dice &amp;quot;Non avrò mai problemi con la paura&amp;quot;. La paura colpisce, e la battaglia ha inizio. Così la Bibbia non sostiene che i veri credenti non avranno ansietà. Invece ci dice come combatterle quando attaccano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio, 1 Pietro 5:7 dice &amp;quot;Gettate su di Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi&amp;quot;. NON dice che non proverai mai ansietà da gettare su Dio. Dice invece che quando il fango schizza sul tuo parabrezza e perdi momentaneamente la visione della strada iniziando a sbandare in preda all’ansia, avvia il tergicristalli e fai zampillare acqua su di esso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Per chi lotta quotidianamente contro l’ansia '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A chi deve affrontare l’ansia ogni giorno dico: è più o meno normale. Il punto è come la affronti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la risposta a questo punto è: la affronti combattendo l’incredulità. E combatti l’incredulità meditando sulla Parola di Dio e domandando l’aiuto del Suo Spirito. Il tergicristalli è la promessa di Dio che ripulisce il fango dell’incredulità. E il fluido del tergicristalli è l’aiuto dello Spirito Santo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Senza l’opera ammorbidente dello Spirito Santo, il tergicristalli della Parola striscia semplicemente ruvido sulla massa accecante dell’incredulità. Entrambi sono necessari—lo Spirito e la Parola. Leggiamo le promesse di Dio e preghiamo per l’aiuto del Suo Spirito. E mentre il parabrezza va pulendosi, possiamo intravedere la liberazione che Dio ha pianificato per noi (Geremia 29:11), la nostra fede aumenta e gli sbandamenti dell’ansia si attenuano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Vincere l’ansia combattendo l’incredulità '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione userò alcuni esempi di come combattere l’incredulità vince l’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Il modello di Gesù e Paolo '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Matteo 6:30 abbiamo un esempio di ansia relativa al cibarsi e vestirsi. Persino nel nostro paese col suo esteso sistema di stato sociale, l’ansia relativa alle condizioni economiche e sulla casa può essere molto intenso. Ma Gesù nel versetto 30 dice che questo è dovuto all’incredulità: &amp;quot;O gente di poca fede&amp;quot;. E allo stesso modo questo paragrafo contiene almeno una mezza dozzina di promesse per combattere tale incredulità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio, alla fine del versetto 32 dice &amp;quot;Il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più&amp;quot;. Questa è una promessa spettacolare. In ogni cosa che fai a casa o sul lavoro metti prima i propositi di Dio, e Lui provvederà a tutte le tue necessità della tua vita per la Sua gloria. Credi a quella promessa e l’ansia sulla situazione economica evaporerà al tepore della cura di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo mise in pratica la promessa relativa all’ansia in Filippesi così: al versetto 4:6 dice proprio come Gesù, &amp;quot;Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche&amp;quot;. E nel versetto 19 fa una promessa come Gesù, &amp;quot;Il mio Dio provvederà splendidamente a ogni vostro bisogno secondo le Sue ricchezze in Cristo Gesù&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Le ansietà che potremmo affrontare '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Seguiamo il modello di Gesù e Paolo. Combattiamo l’incredulità dell’ansia con le promesse di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso per qualche nuova iniziativa rischiosa o un meeting, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia&amp;quot; (Isaia 41:10). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso considerando il mio compito di cristiano sia inutile e vuoto, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata&amp;quot; (Isaia 55:11). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso pensando di essere troppo debole per adempiere al mio compito, combatto l’incredulità con la promessa di Cristo: &amp;quot; La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza&amp;quot; (2 Corinzi 12:9), e &amp;quot;Duri quanto i tuoi giorni la tua forza&amp;quot;! (Deuteronomio 33:25). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso sulle decisioni da prendere per il futuro, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te&amp;quot; (Salmo 32:8). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di dover affrontare degli oppositori, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Se Dio è per noi chi sarà contro di noi&amp;quot;! (Romani 8:31). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso temendo di star male, combatto l’incredulità con la promessa che &amp;quot;l'afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. Or la speranza non delude&amp;quot; (Romani 5:3–5). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di invecchiare, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sì, vi porterò e vi salverò&amp;quot;. (Isaia 46:4). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso riguardo alla morte, combatto l’incredulità con la promessa che &amp;quot;Nessuno di noi infatti vive per sé stesso, e nessuno muore per sé stesso; perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore. Sia dunque che viviamo o che moriamo, siamo del Signore. Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il Signore sia dei morti sia dei viventi&amp;quot;. (Romani 14:7-9). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di poter far naufragio in quanto alla fede e di perdere Dio, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù&amp;quot; (Filippesi 1:6). &amp;quot;Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo&amp;quot; (1 Tessalonicesi 5:24). &amp;quot;Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro&amp;quot; (Ebrei 7:25). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ieri, quando Rob e Gail si sono sposati, hanno stampato le promesse di Dio sul matrimonio nei volantini nuziali. Grazie a questi combattono e combatteranno l’ansia delle incognite del matrimonio: &amp;quot;Il SIGNORE cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non perderti di animo&amp;quot; (Deuteronomio 31:8). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui, nella vostra battaglia, vi esorto a prendere il libro di Dio, a chiedere l’aiuto dello Spirito Santo, a porre le promesse nel vostro cuore, e a continuare a lottare. E ricordate la promessa di Proverbi 21:31, &amp;quot; Il cavallo è pronto per il giorno della battaglia, ma la vittoria appartiene al SIGNORE&amp;quot;.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 17:47:19 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Combattere_l%E2%80%99incredulit%C3%A0_dell%E2%80%99ansia</comments>		</item>
		<item>
			<title>Combattere l’incredulità dell’ansia</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Combattere_l%E2%80%99incredulit%C3%A0_dell%E2%80%99ansia</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | Battling the Unbelief of Anxiety}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''L’incredulità come radice ed essenza di ogni peccato''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciatemi fare un collegamento tra il testo di domenica scorsa e il tema odierno sull’incredulità dovuta all’ansia. In Ebrei 3:12 è scritto &amp;quot;Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente&amp;quot;. E il versetto 14 dice &amp;quot;Infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che manteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole la prova che si è giunti a condividere in Cristo—che sei unito a Lui in una fede salvifica—è quella di conservare una fiducia ferma sino alla fine. La perseveranza nella fede è necessaria per la salvezza. Quando una persona è davvero convertita, il cuore cambia in modo che ora si possa vivere per fede (Galati 2:20). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La nuova nascita introduce una persona in una vita di combattimento. Questa battaglia è chiamata il “buon combattimento&amp;quot; in 2 Timoteo 4:7; 1 Timoteo 6:12. E in Ebrei 3:12 è chiamata la lotta contro l’incredulità. &amp;quot; Badate [questa è la vigilanza della battaglia], fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo [c’è il nemico coinvolto nella battaglia] che vi allontani dal Dio vivente [qui vi è l’ammonimento a non prendere il combattimento sottomano]&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altri termini la battaglia fondamentale della nostra vita è quella di credere nel Dio vivente, e di non permettere al nostro cuore di divenire malvagio e incredulo. Perché se il non credere nel Dio vivente prende il sopravvento nella nostra vita, allora il risultato può essere un indurimento che ci rende indisposti al pentimento, separandoci così dalla grazia di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo non accadrà a chi è davvero in Cristo. Chi è davvero nato da Dio prende seriamente la battaglia, e attinge al potere da Dio per combatterla e vincerla con una fede perseverante. Questo è ciò che Dio promette. &amp;quot;Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo&amp;quot;. (1 Tessalonicesi 5:24). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''L’incredulità come radice dell’ansia'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo di oggi ci illustra questo concetto con riferimento a una specifica condizione maligna del cuore, e precisamente l’ansia. Fermati per un momento e rifletti su quante diverse azioni e attitudini peccaminose derivano dall’ansia. L’ansia per l’aspetto economico può generare brama. Avidità, accaparramento e furto. L’ansia di non riuscire a portare a termine un compito può rendere irritabili, bruschi e scontrosi. L’ansia relativa alle relazioni può rendere estraniati, indifferenti e freddi verso gli altri. L’ansia sul come qualcuno può reagire nei nostri confronti può far sì che si nasconda la verità e si menta sulle circostanze. Per cui, se l’ansia può essere conquistata una moltitudine di peccati sarebbero sconfitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma qual è la radice dell’ansia? E come può essere stroncata? Per rispondere dobbiamo andare al testo di Matteo 6. Qui Gesù dice quattro volte di non essere ansiosi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#Versetto 25: &amp;quot;Perciò vi dico, non siate in ansia per la vostra vita&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 27: &amp;quot;E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un ora sola alla durata della sua vita?&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 31: &amp;quot;Non siate dunque in ansia&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 34: &amp;quot;Non siate dunque in ansia per il domani&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il versetto che rende esplicita la radice dell’ansia è il 30: &amp;quot;Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?&amp;quot;. In altre parole Gesù dice che la radice dell’ansia è la mancanza di fede nel nostro Padre Celeste. Se l’incredulità prende il sopravvento nei nostri cuori, uno dei risultati è l’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così quando in Ebrei è scritto, &amp;quot; Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo&amp;quot;, è incluso questo significato: &amp;quot; Badate fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore ANSIOSO e incredulo.&amp;quot; L’ansia è una delle condizioni malvagie del cuore che proviene dall’incredulità. Troppa ansia, dice Gesù, proviene dall’avere poca fede. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Due tipi di risposte errate a questa verità''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora riesco a pensare a due tipi di risposte sbagliate a tale verità. Lasciate che ve le mostri e aggiunga delle risposte bibliche, prima di procedere con la battaglia contro l’incredulità derivata dall’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&amp;quot;Questa non è una Buona Notizia&amp;quot;!''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una risposta sbagliata reciterebbe così: questa non è una Buona Notizia! Infatti è oltremodo scoraggiante apprendere che quella che credevo essere una semplice conflittualità con una disposizione ansiosa, è di fatto una lotta molto più profonda con il fatto di riuscire a credere a Dio o meno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, la mia risposta è sia di assenso che di dissenso. Supponiamo che tu abbia dolori allo stomaco e abbia usato medicinali e diete di ogni tipo senza risultato. Poi supponiamo che dopo una visita di routine il tuo medico ti abbia detto che hai un tumore all’intestino. Sarebbe una buona notizia? Con enfasi si risponde di no! E sono d’accordo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma lasciate che vi chieda ancora la stessa domanda posta in un altro modo: Sei felice che il dottore abbia scoperto il tumore quando è ancora curabile, e che può essere davvero trattato con successo? Risponderesti sì, sono molto contento che il medico sia arrivato al punto del problema. E sono di nuovo d’accordo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così la notizia di avere un tumore non è buona perché avere un cancro è buono. E’ buona perché si sa che è qualcosa di realmente negativo e che può essere curato efficacemente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco com’è imparare che il vero problema dietro l’ansia è l’incredulità verso le promesse di Dio. Non è una buona notizia perché il cancro dell’incredulità è buono. E’ buona perché è buono sapere COSA E’ DAVVERO SBAGLIATO, specialmente perché l’incredulità può essere trattata in modo assolutamente efficace dal nostro grande medico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo, voglio precisare che scoprire la connessione tra la nostra ansia e la nostra incredulità è di fatto una notizia davvero buona, perché è l’unica via per combattere la battaglia contro la vera causa del nostro peccato, e ottenere la vittoria che Dio ci dona attraverso la terapia della sua Parola e del suo Spirito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. &amp;quot;Come posso avere davvero la certezza?&amp;quot;''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’è un’altra possibile risposta alla verità che la nostra ansia è radicata nell’incredulità delle promesse di Dio, e cioè: quasi ogni giorno devo avere a che fare con sentimenti ansiogeni, quindi mi sento come se la mia fede in Dio fosse totalmente inadeguata. Mi chiedo perciò se posso avere una certezza concreta di essere davvero salvato.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
'''Non aver fede – Avere attacchi sulla fede '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mia risposta a questa preoccupazione è questa: supponi di essere in una corsa automobilistica e il tuo avversario, che non vuole che tu finisca la gara, lanci del fango sul tuo parabrezza. Il fatto che si perda temporaneamente la visione dell’obiettivo e si inizi a sbandare non significa che tu debba abbandonare la gara. E certamente non significa che tu sia sulla pista sbagliata. Altrimenti l’avversario non ti disturberebbe affatto. Ciò che significa è che dovresti pulire il parabrezza e far funzionare il tergicristalli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''La Testimonianza della Scrittura '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Salmo 56:3 dice &amp;quot;Nel giorno della paura io confido in te&amp;quot;. Nota: non dice &amp;quot;Non avrò mai problemi con la paura&amp;quot;. La paura colpisce, e la battaglia ha inizio. Così la Bibbia non sostiene che i veri credenti non avranno ansietà. Invece ci dice come combatterle quando attaccano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio, 1 Pietro 5:7 dice &amp;quot;Gettate su di Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi&amp;quot;. NON dice che non proverai mai ansietà da gettare su Dio. Dice invece che quando il fango schizza sul tuo parabrezza e perdi momentaneamente la visione della strada iniziando a sbandare in preda all’ansia, avvia il tergicristalli e fai zampillare acqua su di esso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Per chi lotta quotidianamente contro l’ansia '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A chi deve affrontare l’ansia ogni giorno dico: è più o meno normale. Il punto è come la affronti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la risposta a questo punto è: la affronti combattendo l’incredulità. E combatti l’incredulità meditando sulla Parola di Dio e domandando l’aiuto del Suo Spirito. Il tergicristalli è la promessa di Dio che ripulisce il fango dell’incredulità. E il fluido del tergicristalli è l’aiuto dello Spirito Santo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Senza l’opera ammorbidente dello Spirito Santo, il tergicristalli della Parola striscia semplicemente ruvido sulla massa accecante dell’incredulità. Entrambi sono necessari—lo Spirito e la Parola. Leggiamo le promesse di Dio e preghiamo per l’aiuto del Suo Spirito. E mentre il parabrezza va pulendosi, possiamo intravedere la liberazione che Dio ha pianificato per noi (Geremia 29:11), la nostra fede aumenta e gli sbandamenti dell’ansia si attenuano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Vincere l’ansia combattendo l’incredulità '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione userò alcuni esempi di come combattere l’incredulità vince l’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Il modello di Gesù e Paolo ''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Matteo 6:30 abbiamo un esempio di ansia relativa al cibarsi e vestirsi. Persino nel nostro paese col suo esteso sistema di stato sociale, l’ansia relativa alle condizioni economiche e sulla casa può essere molto intenso. Ma Gesù nel versetto 30 dice che questo è dovuto all’incredulità: &amp;quot;O gente di poca fede&amp;quot;. E allo stesso modo questo paragrafo contiene almeno una mezza dozzina di promesse per combattere tale incredulità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio, alla fine del versetto 32 dice &amp;quot;Il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più&amp;quot;. Questa è una promessa spettacolare. In ogni cosa che fai a casa o sul lavoro metti prima i propositi di Dio, e Lui provvederà a tutte le tue necessità della tua vita per la Sua gloria. Credi a quella promessa e l’ansia sulla situazione economica evaporerà al tepore della cura di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo mise in pratica la promessa relativa all’ansia in Filippesi così: al versetto 4:6 dice proprio come Gesù, &amp;quot;Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche&amp;quot;. E nel versetto 19 fa una promessa come Gesù, &amp;quot;Il mio Dio provvederà splendidamente a ogni vostro bisogno secondo le Sue ricchezze in Cristo Gesù&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Le ansietà che potremmo affrontare '''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Seguiamo il modello di Gesù e Paolo. Combattiamo l’incredulità dell’ansia con le promesse di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso per qualche nuova iniziativa rischiosa o un meeting, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia&amp;quot; (Isaia 41:10). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso considerando il mio compito di cristiano sia inutile e vuoto, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata&amp;quot; (Isaia 55:11). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso pensando di essere troppo debole per adempiere al mio compito, combatto l’incredulità con la promessa di Cristo: &amp;quot; La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza&amp;quot; (2 Corinzi 12:9), e &amp;quot;Duri quanto i tuoi giorni la tua forza&amp;quot;! (Deuteronomio 33:25). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso sulle decisioni da prendere per il futuro, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te&amp;quot; (Salmo 32:8). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di dover affrontare degli oppositori, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Se Dio è per noi chi sarà contro di noi&amp;quot;! (Romani 8:31). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso temendo di star male, combatto l’incredulità con la promessa che &amp;quot;l'afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. Or la speranza non delude&amp;quot; (Romani 5:3–5). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di invecchiare, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sì, vi porterò e vi salverò&amp;quot;. (Isaia 46:4). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso riguardo alla morte, combatto l’incredulità con la promessa che &amp;quot;Nessuno di noi infatti vive per sé stesso, e nessuno muore per sé stesso; perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore. Sia dunque che viviamo o che moriamo, siamo del Signore. Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il Signore sia dei morti sia dei viventi&amp;quot;. (Romani 14:7-9). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di poter far naufragio in quanto alla fede e di perdere Dio, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù&amp;quot; (Filippesi 1:6). &amp;quot;Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo&amp;quot; (1 Tessalonicesi 5:24). &amp;quot;Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro&amp;quot; (Ebrei 7:25). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ieri, quando Rob e Gail si sono sposati, hanno stampato le promesse di Dio sul matrimonio nei volantini nuziali. Grazie a questi combattono e combatteranno l’ansia delle incognite del matrimonio: &amp;quot;Il SIGNORE cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non perderti di animo&amp;quot; (Deuteronomio 31:8). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui, nella vostra battaglia, vi esorto a prendere il libro di Dio, a chiedere l’aiuto dello Spirito Santo, a porre le promesse nel vostro cuore, e a continuare a lottare. E ricordate la promessa di Proverbi 21:31, &amp;quot; Il cavallo è pronto per il giorno della battaglia, ma la vittoria appartiene al SIGNORE&amp;quot;.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 17:44:14 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Combattere_l%E2%80%99incredulit%C3%A0_dell%E2%80%99ansia</comments>		</item>
		<item>
			<title>Combattere l’incredulità dell’ansia</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Combattere_l%E2%80%99incredulit%C3%A0_dell%E2%80%99ansia</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | Battling the Unbelief of Anxiety}}'''L’incredulità come radice ed essenza di ogni peccato''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciatemi fare un collegamento tra il testo di domenica scorsa e il tema odierno sull’incredulità dovuta all’ansia. In Ebrei 3:12 è scritto &amp;quot;Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente&amp;quot;. E il versetto 14 dice &amp;quot;Infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che manteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole la prova che si è giunti a condividere in Cristo—che sei unito a Lui in una fede salvifica—è quella di conservare una fiducia ferma sino alla fine. La perseveranza nella fede è necessaria per la salvezza. Quando una persona è davvero convertita, il cuore cambia in modo che ora si possa vivere per fede (Galati 2:20). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La nuova nascita introduce una persona in una vita di combattimento. Questa battaglia è chiamata il “buon combattimento&amp;quot; in 2 Timoteo 4:7; 1 Timoteo 6:12. E in Ebrei 3:12 è chiamata la lotta contro l’incredulità. &amp;quot; Badate [questa è la vigilanza della battaglia], fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo [c’è il nemico coinvolto nella battaglia che vi allontani dal Dio vivente [qui vi è l’ammonimento a non prendere il combattimento sottomano].&amp;quot; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altri termini la battaglia più basilare della nostra vita è quella di credere nel Dio vivente, e di non permettere al nostro cuore di divenire malvagio e incredulo. Perchè se il non credere nel Dio vivente prende il sopravvento nella vostra vita, allora il risultato può essere un indurimento che ci rende indisposti al pentimento, separandoci così dalla grazia di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo non accadrà a chi è davvero in Cristo. Chi è davvero nato da Dio prende seriamente la battaglia, e attinge il potere da Dio per combatterla e vincerla con una fede perseverante. Questo è ciò che Dio promette. &amp;quot;Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo&amp;quot;. (1 Tessalonicesi 5:24). L’incredulità come radice dell’ansia &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il testo di oggi ci illustra questo concetto con un riferimento a una specifica condizione maligna del cuore, precisamente, l’ansia. Fermati per un momento e rifletti su quante diverse azioni e attitudini peccaminose derivano dall’ansia. L’ansia per il lato economico può generare brama. Avidità, accaparramento e furto. L’ansia sul riuscire a portare a termine un compito può rendere irritabili, bruschi e scontrosi. L’ansia relativa alle relazioni può rendere estraniati, indifferenti e freddi verso gli altri. L’ansia sul come qualcuno può reagire nei nostri confronti può far si che si nasconda la verità e si menta sulle circostanze. Per cui, se l’ansia può essere conquistata, una moltitudine di peccati sarebbero sconfitti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma qual’è la radice dell’ansia? E come può essere stroncata? Per rispondere dobbiamo andare al testo di Matteo 6 Qui Gesù quattro volte dice di non essere ansiosi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#Versetto 25: &amp;quot;Perciò vi dico, non siate in ansia per la vostra vita&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 27: &amp;quot;E chi di voi può con la sua proccupazione aggiungere un ora sola alla durata della sua vita?&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 31: &amp;quot;Non siate dunque in ansia&amp;quot;. &lt;br /&gt;
#Versetto 34: &amp;quot; Non siate dunque in ansia per il domani&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il verseto che rende esplicita la radice dell’ansia e il 30: &amp;quot; Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?&amp;quot;. In altre parole Gesù dice che la radice dell’ansia è la mancanza di fede nel nostro Padre Celeste. Se l’incredulità prende il sopravventi nei nostri cuori, uno dei risultati è l’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così quando in Ebrei è scritto, &amp;quot; Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo&amp;quot;, include questo significato: &amp;quot; Badate fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore ANSIOSO e incredulo.&amp;quot; L’ansia è una delle condizioni malvage del cuore che proviene dall’incredulità. Troppa ansia, dice Gesù, proviene dall’avere poca fede. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Due tipi di risposte turbate a questa verità''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora posso pensare a due tipi di risoste turbate a questa verità. Lasciate che vi dica qui e quindi aggiungere risposte bibliche prima di procedere con la battaglia contro l’incedulità derivata dall’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1. &amp;quot;Questa non è una Buona Notizia&amp;quot;!''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una risposta reciterebbe così: questa non è una Buona Notizia! Infatti è oltremodo scoraggiante apprendere che quella che credevo essere una semplice conflittualità con una disposizione ansiosa è di fstto una lotta molto più profonda con quelle che riesco a credere su Dio o meno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora la mia risposta è sia si assenso che di dissenso. Supponiamo che tu abbia avuto dolore allo stomaco, usando medicinali e diete di ogni tipo, senza risultato. Poi supponiamo che dopo una visita di routine il tuo medico ti dica che hai un tumore all’intestino. Sarebbe uan buona notizia? Con enfasi si risponde di no! E io sono d’accordo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma lasciate che vi chieda ancora la stessa domanda posta in un altro modo: Sei felice che il dottore ha scoperto il tumore quando è ancora curabile, e che può essere davvero trattato con successo? Rispoderesti si, sono molto contento che il medico è arrivato al punto del problema. E sono di nuovo d’accordo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così la notizia di avere un tumore non è buona perchè avere un cancro è buono. E’ buona perchè si sa che è qualcosa di realmente negativo e che può essere curata efficacemente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco com’è imparare che il vero problema dietro l’ansia è l’incredulità verso le promesse di Dio. Non è un buon notizia perchè il cancro dell’incredulità è buono. E’ buona perchè è buono sapere COSA E’ DAVVERO SBAGLIATO, specialmente perchè l’incredulità può essere trattata in modo assolutamente efficace dal nostro grande medico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Voglio così precisare che scoprire la connessione tra la nostra ansia e la nostra incrtedulità è infatti una notizia molto buona, perchè è l’unica via per combattere la battaglia contro la vera causa del nostro peccato e ottenere la vittoria che Dio ci dona attraverso la terapia della sua Parola e del suo Spirito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. &amp;quot;Come posso avere davvero la certezza?&amp;quot;''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’è un’altra possibile risposta alla verità che la nostra ansia è radicata nell’incredulità delle promesse di Dio, e cioè: Devo avere a che fare con sentimenti ansiogeni quasi ogni giorno, quindi mi sento come se la mia fede in Dio dev’essere totalmente inadeguata. Mi chiedo perciò se posso avere una certezza concreta di essere davvero salvato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Non avere fede – Avere attacchi sulla propria fede''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mia risposta a questa preoccupazione è questa: supponi di essere inuna corsa automobilistica e il tuo avversario che non vuole che tu finisca la gara lanci fango sul tuo parabrezza. Il fatto che si perda temporaneamente la visione dell’obiettivo e si inizi a sbandare non significa che tu debba abbandonare la gara. E certamente non significa che tu sia sulla pista sbagliata. Altrimenti l’avversario non ti disturberebbe affatto. Ciò che significa e che dovresti pulire il parabrezza e far funzionare i tergicristalli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''La Testimonianza della Scrittura''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Salmo 56:3 dice &amp;quot;Nel giorno della paura io confido in te&amp;quot;. Nota: non dice &amp;quot;Non avrò mai problemi con la paura&amp;quot;. La paura colpisce e la battaglia ha inizio. Così la Bibbia non sostiene che i veri credenti non avranno ansietà. Invece ci dice come combatterle quando colpiscono. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio, 1 Pietro 5:7 dice &amp;quot;Gettate su di Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi&amp;quot;. NON dice che non proverai mai ansietà da gettare su Dio. Dice invece che quando il fango schizza sul tuo parabrezza e perdi momentaneamente la visione della strada e inizi a sbandare in preda all’ansia, avvia il tergicristalli e fai zampillare acqua su di esso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Per chi lotta quotidianamente contro l’ansia''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A chi deve affrntare l’ansia ogni giorno dico: è più o meno normale. Il punto è come l’affronti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la risposta a questo punto è: la affronti combattendo l’incredulità. E combatti l’incredulità meditando sulla Parola di Dio e domandando l’aiuto del Suo Spirito. I tergicristalli sono la promessa di Dio che ripuliscono il fango dell’incredulità. E il fluido dei tergicristalli è l’aiuto dello Spirito Santo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Senza l’opera ammorbidente dello Spirito Santo I tergiscristalli della Parola strisciano semplicemente sulla massa accecante dell’incredulità. Entrambi sono necessari—lo Spirito e la Parola. Leggiamo le promesse di Dio e preghiamo per l’aiuto del Suo Spirito. E mentre il parabrezza va pulendosi possiamo intravedere la liberazione che Dio ha pianificato per noi (Geremia 29:11), la nostra fede aumenta e gli sbandamenti dell’ansia si attenuano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Vincere l’ansia combattendo l’incredulità''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione userò alcuni esempi di come combattere l’incredulità vince l’ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il modello di Gesù e Paolo &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Matteo 6:30 abbiamo un esempio di ansia relativamente al cibarsi e vestirsi. Persino nel nostro paese col suo esteso sistema di stato sociale, l’ansia relativa alle condizioni econimiche e sulla casa può essere molto intenso. Ma Gesù nel versetto 30 dice che questo è dovuto all’incredulità: &amp;quot;O gente di poca fede&amp;quot;. E allo stesso modo questo paragrafo contiene almeno una mezza dozzina di promesse per combattere tale incredulità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad esempio alla fine del versetto 32 dice &amp;quot;il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più&amp;quot;. Questa è una promessa spettacolare. In ogni cosa che fai a casa o sul lavoro metti prima I propositi di Dio, e Lui provvederà a tutte le tue necessità della tua vita per la Sua gloria. Credi a quella promessa e l’ansia sulla situazione economica evaporerà al tepore della cura di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo mise in pratica la promessa relativa ansia in Filippesei così: al versetto 4:6 dice proprio come Gesù, &amp;quot;Non angustiatevi di nlla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche&amp;quot;. E in 4:19 fa una promessa come Gesù, &amp;quot;Il mio Dio provvederà splendidamente a ogni vostro bisogno secondo le Sue ricchezze in Cristo Gesù&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Le ansietà che potremmo affrontare''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Seguiamo il modello di Gesù e Paolo. Combattiamo l’incredulità dell’ansia con le promesse di Dio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso per qualche nuova inziativa rischiosa o meeting, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia&amp;quot; (Isaia 41:10). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso che il mio compito di cristiano sia inutile e vuoto, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata&amp;quot; (Isaia 55:11). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di essere troppo debole per adempiere al mio compito, combatto l’incredulità con la promessa di Cristo: &amp;quot; La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza&amp;quot; (2 Corinzi 12:9), e &amp;quot;Siano duri quanto i tuoi giorni la tua forza&amp;quot;! (Deuteronomio 33:25). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso sulle decisioni da prendere per il futuro, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot; Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te&amp;quot; (Salmo 32:8). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso per dover affrontare degli opponenti, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot;Se Dio è per noi chi sarà contro di noi&amp;quot;! (Romani 8:31). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso temendo di star male, combatto l’incredulità con la promessa che &amp;quot; l'afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. Or la speranza non delude&amp;quot; (Romani 5:3–5). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di invecchiare, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot; Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sì, vi porterò e vi salverò&amp;quot;. (Isaia 46:4). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso riguardo alla morte, combatto l’incredulità con la promessa che &amp;quot;Nessuno di noi infatti vive per sé stesso, e nessuno muore per sé stesso; perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore. Sia dunque che viviamo o che moriamo, siamo del Signore. Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il Signore sia dei morti sia dei viventi&amp;quot;. (Romani 14:7-9). &lt;br /&gt;
#Quando sono ansioso di poter far naufragio in quanto alla fede e di perdere Dio, combatto l’incredulità con la promessa: &amp;quot; E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù &amp;quot; (Filippesi 1:6). &amp;quot;Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo&amp;quot; (1 Tessalonicesi 5:24). &amp;quot;Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro&amp;quot; (Ebrei 7:25).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ieri poi, quando Rob e Gail si sono sposati, hanno stampato le promesse di Dio sul matrimonio nei volantini nuziali. Grazie a questi combattono e combatteranno l’ansia delle incognite del matrimonio: &amp;quot; Il SIGNORE cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non perderti di animo &amp;quot; (Deuteronomio 31:8). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cui, nella vostra battaglia, vi esorto a prendere il libro di Dio, a chiedere l’aiuto dello Spirito Santo, a porre le promesse nel vostro cuore, e a continuare a lottare. E ricordate la promessa di Proverbi 21:31, &amp;quot; Il cavallo è pronto per il giorno della battaglia, ma la vittoria appartiene al SIGNORE&amp;quot;.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:26:39 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Combattere_l%E2%80%99incredulit%C3%A0_dell%E2%80%99ansia</comments>		</item>
		<item>
			<title>L’oscura Notte dell’Anima</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/L%E2%80%99oscura_Notte_dell%E2%80%99Anima</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|The Dark Night of the Soul}}  La notte scura dell’anima. Questo fenomeno descrive un malessere del quale anche il più grande dei cristiani ha sofferto almeno una volta....'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|The Dark Night of the Soul}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La notte scura dell’anima. Questo fenomeno descrive un malessere del quale anche il più grande dei cristiani ha sofferto almeno una volta. Era la malattia che portò Davide a bagnare di lacrime il suo cuscino, che guadagnò a Geremia il soprannome di “profeta piangente” e che afflisse così grandemente Martin Lutero al punto che la sua malinconia minacciò di distruggerlo. Non si tratta di una comune crisi depressiva, ma è una depressione collegata a una crisi di fede, un mutamento improvviso che avviene quando si sperimenta la mancanza della presenza di Dio o quando nasce un senso di abbandono da parte Sua. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La depressione spirituale è reale e può essere acuta. Ci chiediamo come una persona di fede possa sperimentare tali abbattimenti spirituali, ma qualsiasi cosa li provochi non intacca la loro realtà. La nostra fede non è un’azione costante. É mutevole. Vacilla. Ci muoviamo di fede in fede, e mentre questo accade, tra un passaggio e un altro, possiamo avere periodi di dubbio, durante i quali gridiamo “Signore, io credo. Aiuta la mia incredulità”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Possiamo anche pensare che la buia notte dell’anima sia qualcosa di totalmente incompatibile con il frutto dello Spirito, non solo quello della fede ma anche quello della gioia. Una volta che lo Spirito Santo ha invaso il nostro cuore con una gioia indescrivibile, come può esserci spazio in quella stessa stanza per delle tali tenebre? É importante per noi fare una distinzione tra il frutto spirituale della gioia e il concetto culturale di felicità. Un cristiano può avere gioia nel cuore mentre persiste ancora una depressione spirituale nella sua mente. La gioia che abbiamo ci sostiene durante queste notti oscure e non è soffocata dalla depressione spirituale. La gioia di un cristiano è una gioia che sopravvive a tutte le svolte sfavorevoli della vita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scrivendo ai Corinzi nella sua seconda lettera, Paolo raccomanda a chi legge l’importanza di predicare e di comunicare il Vangelo alla gente. Ma mentre scrive questo, ricorda alla chiesa che il tesoro che abbiamo da Dio non è contenuto in vasi d’oro e d’argento ma in quelli che l’apostolo chiama “vasi di terra”. Per questo motivo scrive “affinché questa grande Potenza sia attribuita a Dio e non a noi”. Immediatamente dopo aver ricordato ciò, l’apostolo aggiunge “Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati, ma non uccisi; portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, perchè anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo” (2 Co 4:7–10). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo passaggio indica i limiti della depressione che sperimentiamo. La depressione può essere profonda, ma non è permanente, né fatale. Notiamo come l’apostolo Paolo descriva la nostra condizione in svariati modi. Dice che siamo “tribolati, perplessi, perseguitati e atterrati”. Queste sono immagini potenti che descrivono il conflitto che i cristiani devono sostenere, ma ovunque descriva questo fenomeno, ne descrive al tempo stesso i limiti. Tribolati, ma non ridotti all’estremo. Perplessi, ma non disperati. Perseguitati, ma non abbandonati. Atterrati, ma non uccisi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così abbiamo questa pressione da reggere, ma, per quanto gravosa, essa non ci schiaccia. Possiamo essere confusi e perplessi, ma quel baratro nel quale ci precipita l’essere perplessi non porta a una completa e totale disperazione. Persino durante la persecuzione, per quanto seria possa essere, non siamo mai abbandonati, e anche se siamo sopraffatti e atterrati, come nel caso di Geremia, in noi c’è comunque spazio per la gioia. Pensiamo al profeta Abacuc, che, nella sua distretta, rimase fiducioso nonostante tutte le battute d’arresto che dovette subire, Dio gli diede dei piedi come quelli di una cerva, piedi che gli consentirono di procedere per luoghi alti e impervi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altrove, l’apostolo Paolo, scrivendo ai Filippesi, li ammonisce a non “angustiarsi di nulla”, dicendo loro che la cura per l’ansia si trova sulle propria ginocchia, che è la pace di Dio che calma il nostro Spirito e dissipa l’ansietà. In altre parole, possiamo essere ansiosi, nervosi e preoccupati, senza però essere alla fine sottomessi a una disperazione definitiva.&lt;br /&gt;
Questo coesistere di fede e depressione spirituale si ritrova in modo anologo in altre enunciazioni bibliche sulle condizioni emotive. Ci viene detto che è perfettamente legittimo che dei credenti soffrano l'afflizione. Il nostro Signore stesso era un uomo di dolore e familiare con la sofferenza. Nonostante  la pena possa raggiungere le radici dell’anima nostra, non deve produrre rancore. Il dolore è un’emozione legittima, a volte persino una virtù, ma nella nostra anima non ci deve essere spazio per il risentimento. Allo stesso modo, vediamo che è una cosa buona andare alla casa della lamentazione, ma anche nel gemito, quel sentimento avvilente non deve sfociare in acredine. La presenza della fede non garantisce l’assenza della depressione spirituale; comunque, l’oscura notte dell’anima lascia sempre il posto allo splendore della luce del giorno, la luce della presenza di Dio.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 20:51:53 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:L%E2%80%99oscura_Notte_dell%E2%80%99Anima</comments>		</item>
		<item>
			<title>L’amore Vero</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/L%E2%80%99amore_Vero</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '{{info|True Love}}  “L’amore è tutto ciò di cui hai bisogno”. Così cantavano i Beatles. Se avessero cantato dell’amore di Dio, la dichiarazione avrebbe avuto un bricio...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{info|True Love}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“L’amore è tutto ciò di cui hai bisogno”. Così cantavano i Beatles. Se avessero cantato dell’amore di Dio, la dichiarazione avrebbe avuto un briciolo di verità in essa. Ma ciò che generalmente circola sotto il nome di amore nella cultura popolare non corrisponde affatto all’amore autentico; è una truffa capitale. Lontano dall’essere ”tutto ciò di cui si ha bisogno&amp;quot;, è anzi qualcosa da evitare rigorosamente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’apostolo Paolo considera proprio tale punto negli Efesini 5:1-3. Egli scrive, “Siate dunque imitatori di Dio, come dei figli amati. E camminate nell’amore, come Cristo ci ha amato e ha donato se stesso per noi, offrendosi fragrante in sacrificio a Dio. Ma l’immoralità sessuale e tutta l’impurità della cupidigia non devono neanche essere nominate tra voi, così come si conviene tra i santi”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il semplice comando del versetto 2 (“camminate nell’amore, come Cristo ci ha amato”) riassume l’obbligo morale di tutto il Cristianesimo. Dopotutto l’amore di Dio è il principio fondamentale che definisce il dovere di tutto il Cristianesimo. Questo genere d’amore è veramente “tutto ciò di cui si ha bisogno”. Romani 13:8-10 cita, “Colui che ama un altro ha adempiuto la legge. I comandamenti... si riassumono in questo testop: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ L'amore non fa alcun male al prossimo; quindi l'amore è il compimento della legge&amp;quot;. Galati 5:14 ripete quella stessa verità: &amp;quot;L’intera legge è racchiusa in un testo: “Ama il prossimo tuo come te stesso” Gesù, allo stesso modo, ha insegnato che tutta la Legge e i Profeti dipendono da due semplici principi riguardanti l’amore - il primo e il secondo comandamento (Matteo. 22:38-40). In altre parole, “l’amore ... è il vincolo della perfezione” (Col. 3:14 NKJV). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando Paolo ci comanda di camminare nell'amore, il contesto rivela che in termini positivi, egli stia parlando di essere gentili, teneri e perdonarsi gli uni verso gli altri.(Efesini 4:32). Il modello per tale amore disinteressato è Cristo, che diede la  vita per salvare il suo popolo dai loro peccati. “Non vi è amore più grande di questo, che qualcuno offra la propria vita per i suoi amici” (Giovanni 15:13). E “se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci l'un l'atro”(1 Giovanni 4:11). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole, l'amore autentico implica sempre sacrificio, dono di se, misericordioso, compassionevole, comprensivo, gentile, generoso e paziente. Queste e molte altre qualità positive e benevoli sono ciò che le Scritture associano con l'amore divino (vedi 1 Cor. 13:4–8) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nota comunque anche il lato negativo, anche questo esposto nel contesto di Efesini 5. La persona che veramente ama il prossimo come Cristo ama noi deve  rifiutare qualsiasi genere di amore falso. L’apostolo Paolo cita alcune di queste contraffazioni diaboliche. Esse comprendono immoralità, impurità e cupidigia. Il passo continua: “Fai in modo che non vi siano parlare sconcio o stolto, né scherzi volgari, che sono fuori luogo, ma piuttosto lascia che vi sia ringraziamento. Perché puoi esser sicuro che chiunque sia immorale o impuro sessualmente, o avaro (costui è un idolatra), non ha accesso al regno di Cristo e di Dio. Fai in modo che nessuno ti ingannai con parole vuote, poiché è a causa di queste cose che l'ira di Dio cade sui figli della disobbedienza.  Pertanto non ti associare con loro” (vv. 4–7). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'immoralità è probabilmente il sostituto preferito della nostra generazione all'amore. Paolo usa la parola Greca ''porneia'', che include ogni genere di peccato sessuale. La cultura popolare cerca disperatamente di confondere la linea tra amore autentico e passione immorale. Ma tali immoralità sono tutte una totale perversione dell’amore autentico poiché ricerca auto gratificazione piuttosto che il bene degli altri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’impurità è un’altra diabolica perversione dell’amore. Qui Paolo impiega il termine Greco akatharsia, che si riferisce ad ogni genere di sconcezza e impurità. Ed in particolare Paolo ha in mente “sconcezza”, “parlare stolto” e “scherzare volgarmente”, che sono le caratteristiche peculiari di cattive compagnie. Questo tipo di cameratismo non ha nulla a che fare con l'amore autentico, e l’apostolo afferma chiaramente che non ha alcun posto nel cammino del Cristiano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cupidigia è un'altra forma di corruzione dell'amore che deriva da un desiderio narcisistico di auto gratificazione. E' l’esatto opposto dell’esempio che Cristo ci ha mostrato “nel dare la vita per noi” (v. 2). Nel versetto 5, Paolo mette in relazione la cupidigia con l'idolatria. Anche questa non trova alcuna collocazione nel cammino del Cristiano, e secondo il versetto 5, la persona che ne è colpevole “non ha accesso al regno di Cristo e di Dio”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo dice che tali peccati “non devono neanche essere nominati tra di voi, come si conviene tra i santi” (v.3). Egli ci dice “ non associatevi a coloro che praticano tali cose” (v. 7). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole, non dimostriamo amore autentico se non siamo intolleranti verso tutte le perversioni popolari dell'amore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La maggior parte dei discorsi sull'amore nei giorni nostri ignora tale principio. “L’amore” è stato ridefinito quale ampia tolleranza che guarda al peccato e abbraccia buono e cattivo allo stesso modo. Questo non è amore; è apatia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'amore di Dio non è assolutamente così. Ricorda, che la suprema manifestazione dell'amore di Dio è la Croce, dove Cristo “ ci ha amato ed ha dato se stesso per noi, offrendosi fragrante in sacrificio a Dio” (v. 2). Così le Scritture spiegano l’amore di Dio in termini di sacrificio, espiazione del peccato, e riparazione: “ In questo consiste l'amore, non abbiamo amato noi Dio ma è lui che ci ha amato ed ha inviato suo figlio per riparare ai nostri peccati” (1 Giovanni 4:10). In altre parole Cristo sacrificò se stesso per allontanare l’ira di un Dio offeso. Lungi dal cancellare i nostri peccati con una benevole tolleranza, Dio ci ha donato suo figlio quale offerta per il peccato, per soddisfare la sua propria ira e giustizia nella salvezza dei peccatori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è il vero cuore del Vangelo. Dio manifesta il suo amore in modo da confermare la sua santità e giustizia senza compromessi. L'amore autentico “non gode del male, ma si compiace della verità (1 Cor. 13:6).Questo è il genere di amore in cui siamo chiamati a percorre il nostro cammino. E' un amore che inizialmente purifica e poi pacifica.&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 16:52:13 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:L%E2%80%99amore_Vero</comments>		</item>
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			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;border: 1px solid rgb(170, 170, 170); margin: 5px 0pt 5px 15px; padding: 7px; clear: both; width: 85%; font-size: 11px; background-color: rgb(230, 230, 230); ...'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;border: 1px solid rgb(170, 170, 170); margin: 5px 0pt 5px 15px; padding: 7px; clear: both; width: 85%; font-size: 11px; background-color: rgb(230, 230, 230); line-height: 14px;&amp;quot;&amp;gt;{{{1}}}&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/center&amp;gt; &lt;br /&gt;
&amp;lt;noinclude&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[Category:Templates]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:41:30 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussioni_template:CenterInsert</comments>		</item>
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			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: Creata pagina con '&amp;lt;div style=&amp;quot;border: 1px solid rgb(170, 170, 170); margin: 5px 0pt 5px 15px; padding: 7px; float: right; width: 20%; font-size: 11px; background-color: rgb(230, 230, 230); line-he...'&lt;/p&gt;
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			<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:41:09 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussioni_template:RightInsert</comments>		</item>
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			<title>Template:LeftInsert</title>
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			<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:40:40 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussioni_template:LeftInsert</comments>		</item>
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			<title>Come posso cambiare?/La Lotta contro il Peccato</title>
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			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;{{info|How Can I Change?/The Battle Against Sin}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo libro intitolato ''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'', l'autore Charles Sykes fa la seguente osservazione: “Negli ultimi cinquant'anni, il trionfo del pensiero terapeutico è stato così intenso da essere spesso dato per scontato; ciò che iniziò con il Dottor Freud è ora merce quotidiana di spettacoli televisivi, è routine nella politica ed è quasi un modo di pensare negli affari di giustizia criminale e nell'etica.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che abbiate già sentito quest'espressione oppure no, sicuramente siete già stati confrontati al pensiero terapeutico. Fa la sua apparizione in un tribunale quando l'avvocato di un serial killer chiede condiscendenza sulla base del fatto che il suo cliente sia stato abusato regolarmente da un padre alcolizzato. Questa dottrina stipula che la maggior parte di noi è cresciuta in famiglie “disfunzionali”, ed offre quindi una spiegazione ed una scusa tutte pronte per il nostro comportamento. Invece di enfatizzare la responsabilità personale, mette in rilievo il modo in cui siamo affetti psicologicamente dagli altri o dall'ambiente che ci circonda. Il sociologo Dr. James Deese fa notare che la psicoterapia è così radicata nelle attitudini {{LeftInsert|'''Medita su Colossesi 2:8 :''' Come possiamo proteggerci dall'essere tenuti prigionieri?}} moderne degli americani che sarà difficile metterla alla prova.”&amp;lt;br&amp;gt;Può sorprendere il fatto che l'unica istituzione avente a disposizione i migliori mezzi per mettere alla prova la tendenza terapeutica sia proprio quella che ha contribuito di più alla sua popolarità. Sto parlando della Chiesa. Più che esporre gli errori della psicoterapia, la Chiesa americana, nella maggior parte dei casi, l'ha accettata senza critiche... sebbene con alcune ardite eccezioni. Nel suo libro “Etica Medica Religiosa”, il Dottor Franklin Payne commenta&amp;amp;nbsp;: “La psicoterapia, come la psicologia e la psichiatria, deve venir esaminata nel modo più critico e dettagliato possibile dai cristiani evangelisti... Molti cristiani sono più influenzati dai concetti di psicoterapisti laici che dalla Parola di Dio.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Le frontiere dei cristiani evangelici e carismatici sono libere e le idee psicologiche s'infiltrano facilmente.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;- '''William Kilpatrick'''}}Ho incontrato molti dei cristiani descritti dal Dottor Payne. Non molto tempo fa, mi è stato chiesto di fare un discorso in una chiesa per l'entrata in pensione di una persona. Alla fine dell'intervento, un uomo mi si avvicinò, si presentò e cominciò a parlarmi della sua difficile situazione. Era cresciuto in una famiglia disfunzionale. Era co-dipendente. Soffriva perché privo di autostima. In soli due minuti di conversazione, fece uso di quasi tutte le parole esistenti nel giargone psicologico.&amp;lt;br&amp;gt;Fu un incontro maldestro. Non avevo voglia di contraddirlo e neppure di correggerlo. Non avevo mai incontrato quest'uomo prima di allora e avrei voluto che sapesse della mia {{LeftInsert|Quali avvenimenti della vita di Gesù potrebbero incitare un avvocato ad aderire al 'movimento di recupero'?}} preoccupazione ed attenzione nei suoi confronti. Ma più andava avanti nel suo discorso, più sembrava ovvio che desse per scontato la mia approbazione. Perché? Benché parlasse fluentemente un linguaggio pieno di termini di psicologia, la sua diagnosi ometteva qualsiasi accenno alla parola che inizia con la 'p'...&amp;lt;br&amp;gt;Peccato.&amp;lt;br&amp;gt;Tali omissioni sono purtroppo di norma oggi nella letteratura cristiana popolare e nelle trasmissioni radiofoniche. Cerchiamo una comprensione più profonda di noi stessi (come definito dal movimento di ricupero) piuttosto che una convinzione più profonda del peccato (come definito nella Scrittura). Oggi, ci preoccupiamo di più dei nostri propri bisogni e sentimenti che dal carattere e dai comandi di Dio. Non è sorprendente che non stiamo maturando nel modo inteso da Lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Il nostro maggior problema'''&amp;lt;br&amp;gt;Un secolo fa, J.C.Ryle offriva una spiegazione severa ma semplice delle carenze che osservava nella Chiesa&amp;amp;nbsp;: “Una visione offuscata o indistinta del peccato sta all'origine della maggior parte degli errori, eresie e false dottrine di oggi... Credo che uno dei desideri maggiori della chiesa nel diciannovesimo secolo sia stato, ed è tutt'ora, un insegnamento più chiaro e più completo del peccato”. Se questa descrizione era accurata per la sua generazione, lo è ancor di più oggi.&amp;lt;br&amp;gt;Abbiamo però compiuto un passo in avanti. La dottrina del peccato è stata sostituita con l'insegnamento contemporaneo dell'autostima. Prendete quest'affermazione di un autore famoso:&amp;lt;br&amp;gt;Penso che nulla sia stato fatto nel nome di Cristo e sotto la bandiera della Cristianità che si sia rivelato più distruttivo per la personalità umana, e quindi controproduttivo nei confronti {{LeftInsert|&amp;quot;Affermare che il notro bisogno primario nella vita sia imparare a conoscere il peccato potrà sembrare strano, ma nel senso in cui lo si intende è profondamente vero. Se non sai nulla del peccato, non puoi capire te stesso o i tuoi simili, né il mondo nel quale vivi e neppure la fede cristiana. E non avrai modo di comprendere fino in fondo la Bibbia. Proprio perché essa è l'esposizione della risposta divina al problema del peccato umano, a meno di avere in mente chiaramente la natura di tale problema, continuerai a non capire quello che dice... Quindi devi fissare chiaramente nella tua mente ciò che i tuoi antenati avrebbero chiamato 'una visione chiara del peccato.’&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}dell'impresa evangelistica, della strategia non-cristiana e rozza che consiste a rendere le persone consapevoli della loro condizione di perdizione e di peccato .&amp;lt;br&amp;gt;Questo pastore dice che bollare il peccato come una &amp;quot;ribellione contro Dio&amp;quot; è &amp;quot;superficiale ed offensivo nei riguardi dell'essere umano.” La sua convinzione a proposito del valore inerente dell'uomo lo conduce alla notevole conclusione che una &amp;quot;riforma&amp;quot; è d'obbligo. Laddove l'enfasi di Martin Luther sulla salvezza tramite la grazia attraverso la fede ha trasformato la Chiesa nel sedicesimo secolo, dichiara, le chiese odierne devono riconoscere il sacro diritto all'autostima che ha ogni persona.&amp;lt;br&amp;gt;Non metto in dubbio la sincerità di quest'uomo, ma le sue affermazioni sono false. Si tratta, in realtà, di una falsa dottrina. L'enfasi moderna per l'autostima è diventata un'alternativa inaccettabile alle dottrine bibliche di giustificazione e santificazione.&amp;lt;br&amp;gt;''Giustificazione''. Gesù non è morto sulla croce per migliorare la nostra autostima. E' morto per espiare i nostri peccati. Eppure la croce ci insegna effettivamente una lezione cruciale a proposito del nostro valore: tutti noi siamo degni della collera di Dio. In quanto manifesto della pietà immeritata di Dio, la croce rivela la profondità e la serietà del nostro peccato. {{RightInsert|'''Per approfondire:''' L'opera NIV Complete Concordance [Nuova Versione Internazionale, Concordanze Complete] fa un elenco delle 466 ricorrenze della parola “peccato” (o di un derivato) nella Scrittura. Per una comprensione biblica di questo soggetto vitale... inizia a leggere.}} Anthony Hoekema fa notare questo:&amp;lt;br&amp;gt;Nel mondo d'oggi la dottrina biblica del peccato ha poca importanza. Ma una persona il cui senso del peccato e della collera di Dio nei confronti dei nostri peccati è superficiale non sentirà il bisogno e neppure capirà la dottrina biblica della giustificazione. Quando si ignora, si minimizza o si ridefinisce il peccato, non si vive più nella consapevolezza del disperato bisogno di Gesù Cristo e non si apprezza neppure quello che ha portato a compimento per noi sulla croce. &amp;lt;br&amp;gt;Se non percepiamo la natura del peccato e la sua natura offensiva nei confronti di Dio, non capiremo mai perché la necessità della croce. La grazia non ci meraviglierà mai.{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Numerosi riferimenti biblici alla compassione di Dio si ritrovano nei Salmi (9:12,18;34:18; 147:3) ed Isaia (49:13; 61:1).}}&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Ho spesso sentito dire, ‘Se fossi stata l'unica persona sulla terra, Gesù sarebbe morto lo stesso per me.’ Se il nostro Signore avesse dato la vita per una sola persona, molto probabilmente non sarebbe successo perché quella persona aveva tanto valore, ma perché Dio è pieno di grazia. Ma una tale circostanza, quindi, non dovrebbe essere considerata una fonte di orgoglio o di autostima. Se io dichiarassi che Gesù sarebbe morto per me se fossi rimasta l'unica persona sulla terra indica semplicemente che solo i miei peccati, senza il contributo di quelli degli altri, sarebbero stati sufficienti per richiedere la punizione severa che Gesù Cristo ha indirettamente assunto al posto mio. Quando vieni messo a confronto con una tale realtà, è tuo dovere piangere per il sacrificio disinteressato del nostro Signore invece di vedervi un'altra opportunità di sentirti bene con te stesso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Dan Matzat'''}} ''Santificazione''. Una comprensione chiara della dottrina del peccato è imperativa anche per la santificazione. La Scrittura rivela che il peccato contro Dio rappresenta l'intralcio più importante per la nostra realizzazione. Il movimento di ricupero, invece, insiste sul fatto che i bisogni non risolti, le sofferenze, le emozioni distrutte o la mancanza di autostima siano alla radice delle nostre difficoltà. Le due conclusioni sono irremediabilmente opposte.&amp;lt;br&amp;gt;Non sto negando la realtà o la severità del dolore che proviamo quando gli altri peccano contro di noi. E' fondamentale che non venga frainteso qui. Nella Bibbia, ci sono numerosi riferimenti agli afflitti e agli oppressi. Ma per favore capiate bene: Il dolore ''non è il nostro problema di base''. Gesù disse: “Dal ''di dentro ''infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori ''dal di dentro'' e 'contaminano' l'uomo”. (Mar 7:21-23, accentuazione aggiunta; vedi anche Gia 1:14-15).&amp;lt;br&amp;gt;Siamo troppo numerosi a “provare la realtà delle nostre ferite, più che il fatto dei nostri peccati.” Ma se vogliamo essere genuinamente conformi all'immagine di Gesù Cristo, questo dovrà cambiare. La nostra libertà e maturità ne dipendono. Il dottrina terapeutica si sbaglia nell'effettuare la diagnosi del nostro problema di fondo, e si rivela quindi incapace di fornire una soluzione efficace. Ma una volta individuato il peccato in quanto fonte del nostro problema, la Bibbia ci offre una soluzione ed una speranza di cambiamento. Viene chiamata dottrina di santificazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Annaffiare il proprio orto'''&amp;lt;br&amp;gt;La santificazione è un processo di ripentimento (non di ripresa) e di ubbidienza (non di guarigione interna) risultante nella santità (non nell'integrità) per la gloria di Dio (non realizzazione personale). Questa dottrina è brevemente descritta in Colossesi 3:1-17. Se non è già stato fatto, per favore dedicate un minuto alla lettura di questo brano prima di proseguire.&amp;lt;br&amp;gt;E' importante riuscire a notare la transizione effettuata da Paolo in questo terzo capitolo. I primi due capitoli di Colossesi mettono in rilievo la supremazia e la sufficienza di Cristo. E lo si nota di nuovo all'inizio del Capitolo 3. Paolo si è volontariamente astenuto di insegnare la santificazione ai Colossesi, fino a quando non avessero capito l'opera compiuta da Cristo per loro e in loro. Finché non avrebbero capito il significato dell'essere riconciliati e rigenerati da Dio, sapeva che mai sarebbero stati motivati correttamente dalla grazia.{{RightInsert|'''Medita su Colossesi 1:15-20.''' A giudicare da questa descrizione, pensi che Gesù sia sufficiente a rigenerarti e a riscattarti?}} &amp;lt;br&amp;gt;E neanche noi. Ecco perché il secondo e terzo capitolo di questo libro mettono in primo piano la rigenerazione e la nostra unione con Cristo. Abbiamo anche scritto un libro sulla dottrina della giustificazione, intitolato Questa Grande Salvezza. Come Paolo, vogliamo motivare tramite la grazia. Una volta stabilita questa base, possiamo quindi cercare la santità senza cadere nel legalismo o nella libertà eccessiva.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo definisce il processo di santificazione con due frasi suggestive: dobbiamo “sbarazzarci” del peccato e “rivestirci” di santità (Col 3:8,12). Solo grazie a ciò che Cristo ha compiuto sulla croce e grazie al miracolo della rigenerazione siamo capaci di ubbidire a questi comandi. Eppure questi due imperativi sovrannaturali ci lasciano ora senza scusa. Se la grazia non risulta nella santità, significa che non l'abbiamo capita correttamente. Dio si aspetta pienamente che noi cambiamo, cresciamo e maturiamo. F.F. Bruce ci esorta, “Ora siate (nella vera pratica) ciò che siete (per atto divino).” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Benché il potere della personalità divina derivi da Cristo, la responsabilità dello sviluppo e della manifestazione di tale personalità sono nostre. Questo principio sembra essere per noi uno dei più difficili da capire e da applicare. Un giorno proviamo la nostra responsabilità personale e cerchiamo di vivere una vita santa attraverso la forza della nostra volontà. Il giorno dopo, ci rendiamo conto della futilità della fede in noi stessi, riportiamo tutte le colpe sul Cristo e rinunciamo alla nostra responsabilità messa in avanti nelle Scritture. Dobbiamo capire che la Bibbia insegna sia la responsabilità completa, sia la dipendenza totale di tutti gli aspetti della vita cristiana.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Jerry Bridges'''}}Notate che Paolo dice che dobbiamo “sbarazzarci ” “verstirci .” Abbiamo il privilegio e la responsabilità di partecipare al cambiamento. Benché la santificazione non sia un lavoro sovrannaturale dello Spirito Santo meno della rigenerazione, c'è una differenza sostanziale: nella santificazione abbiamo un ruolo fondamentale. “Dio opera in noi e con noi,” disse il grande pastore puritano John Owen, “non contro di noi o senza di noi.”{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Come risponderesti a qualcuno che concluderebbe che “ogni sforzo è sbagliato” dopo aver letto Zaccaria 4:6?}}&amp;lt;br&amp;gt;Affermazioni quali “Stop trying and start trusting” [“Basta tentare, inizia ad avere fiducia”] o “Let go and let God” [&amp;quot;Lascia stare e lascia entrare Dio&amp;quot;] sono slogan popolari, ma teologicamente poveri. Coloro che affermano “Ogni sforzo è sbagliato” si sbagliano di brutto. A dire il vero, la Bibbia ci insegna a “Fornire ogni sforzo... per cercare la santificazione; senza di essa, nessuno vedrà il Signore” (Ebr 12:14, accentuazione aggiunta). Lo sforzo è certamente motivato dalla grazia, ma si tratta pur sempre di uno sforzo. Dio non ci ha detto di pregare o semplicemente di avere in fiducia in lui per la santità; dice “allenati alla santità” (1Ti 4:7, accentuazione aggiunta). Dobbiamo ubbidire al potere dello Spirito Santo.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo chiarisce questa combinazione dell'opera di Dio e della nostra responsabilità quando scrive, “Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore; è Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni.&amp;quot; (Fil 2:12-13). Benché il nostro sforzo scollegato dall'opera di Dio sia futile, la santificazione non può venir delegata a Dio. Ognuno di noi deve tenere a bada il proprio orto.&amp;lt;br&amp;gt;Quale forma prende la nostra responsabilità? Come realizziamo il comando biblico per sbarazzarci del peccato? La Scrittura offre una strategia a due tempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&amp;lt;br&amp;gt;Strategia n.1: Attaccare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;Mi piace la posizione del Nuovo Testamento nei confronti del peccato. Da nessuna parte è più evidente che nel comando conciso dell'Apostolo Paolo ai Colossesi: “Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene allavostra natura terrena” (Col 3:5). Nella battaglia per la santità personale, l'aggressività è sia un comando che una necessità. Dobbiamo essere spietati. Dobbiamo aggredire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo fa uso qui di una metafora violenta non solo per attirare la nostra attenzione, ma per sottolineare un aspetto fondamentale della santificazione. Ogni manifestazione di peccato nei nostri cuori dev'essere uccisa. Dobbiamo prendere l'iniziativa di giustiziare il peccato quotidianamente.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Possiamo confortarci delle nostre anime se abbiamo conoscenza della lotta e del conflitto interiori. E' la compagna invariabile dell'autentica santità cristiana... C'è una lotta spirituale nei nostri cuori? Proviamo qualcosa della carne che lotta contro lo spirito e lo spirito contro la carne...? Siamo consci dei due principi che abbiamo in noi, che si contendono la padronanza? Proviamo la guerra che avviene dentro la persona che siamo? Ebbene, ringraziamo Iddio per essa! E' buon segno. E' la probabile prova della grande opera di santificazione... Evidentemente non siamo amici di Satana... Il solo fatto che ci assalga dovrebbe riempire le nostre menti di speranza.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J.C. Ryle'''}} Gesù è arrivato fino al punto di dire: “Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te. Conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.” (Mat 5:29). E per lo stesso motivo ha anche raccomandato di amputarsi la propria mano. Ma Gesù suggeriva davvero di compiere un tale {{RightInsert|'''Medita su 2 Corinzi 10:3-5.''' In termini di guerra spirituale, Paolo era un' “falco” o una “colomba”?}}intervento? Penso di no, perché una mano o un occhio non è la causa di fondo. Gesù ha usato di proposito un'immagine vivida per sottolineare i suoi propositi: la gravità del peccato va riconosciuta e definitivamente risolta. Resistere al peccato nei periodi di tentazione non è sufficiente. Bisogna intraprendere azioni drastiche per attaccare ed uccidere il peccato nelle nostre vite. John Owen ci esorta ad inseguire “una vittoria contro di esso e ad inseguirlo fino a conquistarlo completamente... il peccato non morirà diversamente che con un idebolimento graduale e costante; lasciagli scampo e curerà le sue ferite e ritroverà la sua forza.” &amp;lt;br&amp;gt;La disciplina spirituale che consiste nella messa a morte del peccato, altrimenti nota col nome di mortificazione, è un'area di verità trascurata. Molti di noi non hanno nessuna familiarità con l'argomento. “I nostri antenati parlavano di mortificare il peccato,” fa notare Sinclair Ferguson. E J.I. Packer si lamenta, “E' un tema sul quale non sembra essere disponbile nessuno scritto contemporaneo significativo.” Non è un fatto sorprendente, ma rivelatore. Potete immaginare un libro intitolato ''Mettete a Morte il Peccato!'' come bestseller cristiano?&amp;lt;br&amp;gt;La mortificazione non è popolare perché tende ad essere difficile. Chiedete alla persona che tenta di lavorare allegramente per un padrone che ripetutamente gli ha rifiutato un aumento di stipendio. Chiedete alla coppia non sposata, convertita di recente, e che deve ora controllare i propri impulsi sessuali che per anni ha soddisfatto. Ma badate: non stiamo parlando qui di una partita a golf. Questa è guerra. La santità e il discepolato significano guerra.&amp;lt;br&amp;gt;Attaccare il peccato non è un'impresa complessa. E pur affermando questo con sensibilità, voglio anche esprimerlo con fermezza: la propria abilità ad attaccare il peccato non dipende dal proprio passato. Non c'è nessuna scusa accettabile per peccare. Il peccato non dev'essere mai interpretato come una debolezza comprensibile.&amp;lt;br&amp;gt;Vivere una vita cristiana significa vivere nelle trincee. Sinclair Ferguson lo descrive meglio di chiunque:{{RightInsert|'''Medita su Galazi 5:16-17.''' Perché ogni cristiano genuino prova un'inquietudine interna?}}&amp;lt;br&amp;gt;Cosa significa dunque mettere a morte il peccato? Significa iniziare una lotta constante contro il peccato che combattiamo quotidianamente—rifiutare di lasciare l'occhio vagare, la mente contemplare, i nostri affetti inseguire qualsiasi cosa che ci allontanerebbe da Cristo. Significa rifiutare deliberatamente qualsiasi pensiero, suggerimento, desiderio, aspirazione, azione, circostanza o provocazione di natura peccaminosa, nel momento in cui siamo consci della sua esistenza. Significa tentare consistentemente di fare tutto ciò che è in nostro potere per indebolire la stretta che il peccato opera in generale, e le sue manifestazioni nelle nostre vite in particolare. Non si compie solo dicendo ‘no’ a ciò che non va, ma attraverso un'accettazione determinata di tutte le discipline buone e spiritualmente ricche del vangelo. &amp;lt;br&amp;gt;Questa descrizione riflette il tuo comportamento? Verso quale obiettivo, divertimento o rettitudine sono dirette principalmente le tue energie? Auto-indulgenza o auto-controllo? Sei preparato a qualsiasi cosa sia necessaria per vincere la guerra? Se è così, qual'è la tua strategia per attaccare il peccato nella tua vita in questo momento? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Strategia n.2: Evitare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;La lotta contro il peccato non comprende tutte le implicazioni del processo di santificazione. Bisogna anche evitare il peccato. In quanto seguaci di Gesù Cristo, siamo chiamati ad uno stile di vita distinto dalla contro cultura circostante: “In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio.” (2Co 7:1). Quali sono dunque queste promesse che ci motivano a purificarci e ad inseguire la santità? L'offerta di Dio di essere solo presente con il suo popolo mentre ci separiamo dal mondo: “'Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo.’” (2Co 6:16). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Giacomo 1:27. Puoi citare due o tre maniere specifiche attraverso le quali un cristiano può essere “inquinato dal mondo”?}}In un certo senso sarebbe più facile se Dio ci dicesse di separarci ''fisicamente'' dalla cultura. Eppure Dio vieta questo (1Co 5:9-10), e ci nomina invece ambasciatori (2Co 5:18-20). Nessun'ambasciatore lavora efficacemente se viene isolato. Dobbiamo riallacciarci alla nostra cultura ''senza riflettere'' la nostra cultura, navigando sempre tra laicità ed ipocrisia.&amp;lt;br&amp;gt;La nostra carne ci implora costantemente di venire soddisfatta, eppure Paolo ci chiede di “non seguire la carne nei suoi desideri” (Rom 13:14 NAS). Questo significa allontanarci da qualsiasi cosa desiderosa di indurci a peccare. Paolo ha chiesto ai Corinzi la stessa cosa in termini ancora più chiari: “Fuggite la fornicazione!” (1Co 6:18 NAS)... non combattetela.&amp;lt;br&amp;gt;Benché Giuseppe fosse vissuto molto prima che fosse redatto il Nuovo Testamento, è un esempio del modo in cui dovremmo evitare il peccato (Gen 39:6-20). Da un po' di tempo, la moglie del suo padrone aveva tentato di sedurlo. Alla fine, frustrata dalla sua integrità, lo aggrappò per il mantello e gli disse: “Vieni a letto con me!”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|2 Quando colpisce la tentazione, abbiamo solo due scelte di base: combattere o fuggire. Segna la scelta che ti sembra più appropriata per ognuna delle tentazioni elencate qui sotto:&lt;br /&gt;
Timore improvviso che qualcuno derubi la tua casa&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Curiosità a proposito del numero di Playboy sulla politica del medio oriente&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Urgenza di &amp;quot;entrare in letargo&amp;quot; quando gli amici ti abbandonano&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Forte senso di rabbia quando un bimbo rovescia il tuo caffè&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Voglia di fare un salto al bar “solo per incontrare dei vecchi amici”&lt;br /&gt;
❏Combattere ❏Fuggire}}Ora Giuseppe ''avrebbe'' potuto considerare la cosa come un appuntamento divino. Potrebbe aver pensato&amp;amp;nbsp;: “Questa può essere l'occasione giusta per condividere con lei quello che Dio ha fatto nella mia vita.” Ma non ha perso tempo con la tentazione. Non l'ha neppure combatutta. E' semplicemente scappato, lasciando la moglie di Potifar con il mantello in mano.&amp;lt;br&amp;gt;Posso immaginare uno dei servitori che cammina fuori dalla casa quando improvvisamente, vuum! Una sagoma umana passa come un bolide fuori dalla porta a velocità impressionante.&amp;lt;br&amp;gt;“Che cos'era?”&amp;lt;br&amp;gt;Giuseppe. L'uomo di Dio. Corre per la sua vita.&amp;lt;br&amp;gt;“Signore!” ansima qualche metro più avanti , “aiutami!”&amp;lt;br&amp;gt;“Ti sto aiutando. Tu continua a correre. Allontanati da quella donna il più possibile e nel modo più veloce possibile.”{{RightInsert|&amp;quot;Operare al fine di abituarsi alle maniere, alle astuzie, ai metodi, ai vantaggi e alle occasioni di successo del peccato è l'inizio di questa guerra.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—John Owen '''}}&amp;lt;br&amp;gt;Fuggire dalla tentazione è una scelta intelligente. Starsene là ed osservarla è da idioti. Eppure alcuni avrebbero reagito in questa maniera alla situazione di Giuseppe:&amp;lt;br&amp;gt;“Dio, sento che la tentazione si sta sviluppando. Te ne prego, Signore. Ti prego, liberami da questa situazione.”&amp;lt;br&amp;gt;“Io ti liberero davvero ,” dice Dio. “Corri!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, mi affido a te per essere liberato . Liberami subito da questa voglia di lussuria.”&amp;lt;br&amp;gt;“Ciò non avverrà prima del mio ritorno, e non tornerò nei prossimi cinque minuti. Corri, amico!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, ti ringrazio. Mi hai fatto rinascere e so che il tuo potere sta operando in me. Colui che è in me è più perfetto di colui che sta nel mondo.”&amp;lt;br&amp;gt;“Si, questo è vero, e l'Essere Perfetto sta dicendo ‘Muoviti!’ Muovi il tuo corpo, adesso!”&amp;lt;br&amp;gt;Se consideri la santificazione come una cosa seria, non t'interessa il percorso più corto per ottenerla. Sei preparato a percorrere un po' di strada per evitare il peccato, se è necessario. E nei momenti in cui sai di essere vulnerabile, ubbidisci a questo comando di Gesù: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione.” (Mat 26:41).&amp;lt;br&amp;gt;Dobbiamo coltivare la facoltà di discernere dove siamo più inclini a peccare. In tal modo saremo in grado di sviluppare una strategia che ci permetterà di evitare la tentazione. Le parti vulnerabili saranno diverse, ma nessuno di noi ha l'opzione di osservare.&amp;lt;br&amp;gt;In quale/i settore/i hai bisogno di sviluppare una strategia per evitare il peccato? Probabilmente puoi iniziare da qualsiasi cosa ti sia venuta in mente quando hai letto questo paragrafo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Abiti nuovi'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1 Timoteo 6:11.''' Quanto tempo ti serve, in media, per fuggire dalla tentazione, una volta che l'hai individuata?}}Come abbiamo visto prima in Colossesi, sbarazzarci del peccato è solo la metà dell'equazione. Paolo ci esorta: “''Rivestitevi'' dunque, come amati di Dio, santi e diletti, ''di sentimenti'' di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza;&amp;quot; (Col 3:12, accentuazione aggiunta). Non solo dobbiamo rigettare il peccato, ma rivestirci di santità (Efe 4:22-24).&amp;lt;br&amp;gt;“Questi due fattori,” scrive Jay Adams, “Devono essere sempre presenti per provocare un cambiamento genuino. Sbarazzarsi se,za rivestirci non sarà sufficiente. Rivestirci è un'azione ipocrita ed anche temporanea, a meno che non sia accompagnata da un abbandono... La sanctificazione continua mentre il credente passa ''dal'' peccato / ''alla'' santità.” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Rivelazione 3:4-6. Puoi identificare quattro promesse in questo brano?}}Per esempio, se Dio ha posto materialismo ed avidità nel tuo cuore, pentiti ed inizia a sostituirli sistematicamente con generosità. Inizia con l'essere fedele nel frequentare la tua parrocchia; aggiungi a questo delle offerte, e cerca delle opportunità di doni anonimi. Forse tendi a criticare gli altri. Se così è, confessa il peccato di orgoglio e concentrati invece consapevolmente per incoraggiare ed onorare gli altri. Se il tuo tema ricorrente è l'egoismo, poniti in situazioni nelle quali ti viene richiesto di servire.&amp;lt;br&amp;gt;Dev'esserti immediatamente ovvio che l'isolamento non sviluppa né fa migliorare la personalità. Per coltivare una vita sana e fruttuosa, serve il contesto di una parrocchia locale. Per esempio, io potrei essere un modello di pazienza... a patto che mi trovi da solo. Potrei starmene per giorni a studiare il tema della compassione senza mai incontrare nessuno che mi chiedesse aiuto. Senza interazione con gli altri, mi è semplicemente impossibile capire come ho bisogno di realizzarmi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che ci sono pochissimi tratti di carattere simili a Cristo che ci è dato di sviluppare, a parte le relazioni all'interno della chiesa. Abbiamo bisogno di gente per allenarci! Se vogliamo cambiare, dobbiamo implicarci in una chiesa in cui le persone prendono sul serio le esortazioni bibliche al fine di incoraggiare e correggere.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{CenterInsert|3 Dopo aver letto Colossesi 3:12-17, seleziona il tratto della personalità del cristiano menzionato qui (umiltà, pazienza, ecc.) che vorresti maggiormente sviluppare.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nel corso della prossima o delle prossime due settimane,&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
dedica almeno 5 periodi per meditare sulle Scritture,evidenziando questo tratto.&amp;lt;br&amp;gt;Chiedi anche a Dio di mostrarti dei modi specifici di mettere in applicazione ciò che impari.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Tratto di personalità:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Primo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quarto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quinto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come avrai già intuito, la lotta contro il peccato richiede sforzi. Implica, con sincerità, una confessione, un pentimento, un'ubbidienza alla Scrittura, una responsabilità verso gli altri e una pratica consistente delle discipline spirituali. Ti saranno di grande aiuto anche coraggio e perseveranza. “Non esistono sentieri veloci e sereni verso la maturità spirituale,” dice R.C. Sproul. “L'anima che cerca un livello di maturità più profondo dev'essere preparata ad un lungo ed arduo lavoro.” &amp;lt;br&amp;gt; {{LeftInsert|&amp;quot;Fa parte della sana esperienza cristiana l'assaporare un livello sempre più intenso di liberazione dal peccato... Poche cose portano al cristiano un tale senso di sollievo e di incoraggiamento quanto il ricordo dei peccati che una volta lo dominavano, ma che è riuscito a conquistare grazie al potere dello Spirito di Dio. &lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}Ma sai come ci si sente a crescere? Sentire il piacere e la presenza di Dio? Sentire la sua voce? Sapere che stai contribuendo all'avanzamento del suo regno? Nulla può essere paragonabile ad una tale esperienza. Ed è questa la ricompensa meravigliosa di Dio per tutti coloro che vogliono sbarazzarsi del peccato e rivestirsi di rettitudine.&amp;lt;br&amp;gt;Lasciami impartire su di te delle nuove speranze. Non importa quello che hai sperimentato in passato, tu - per via della grazia di Dio— ''puoi'' cambiare. Attraverso una strategia determinata diretta ad attaccare ed evitare il peccato e a rivestirvi di rettitudine, potrai essere una persona completamente diversa in questo stesso periodo, l'anno prossimo.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Discussione di gruppo'''&amp;lt;br&amp;gt;1. Immagina che fai parte di una giuria e che stai partecipando al processo del serial killer menzionato a pagina 39. Chiaramente quest'uomo è stato spesso, nel corso della sua infanzia, picchiato dal padre acloolizzato. Quanto potrà influenzarti questo fatto nell'effettuare il tuo verdetto?&amp;lt;br&amp;gt;2. “Ci stiamo preoccupando di più dei nostri bisogni e sentimenti individuali che non della personalità e dei comandamenti divini,” dice l'autore. (Pagina 40) Cita un esempio.&amp;lt;br&amp;gt;3. Che significa per te “autostima”?&amp;lt;br&amp;gt;4. Il messaggio della croce ti fa sentire più o meno sicuro della tua identità?&amp;lt;br&amp;gt;5. Perché il movimento di restauro è incapace di soddisfare i nostri bisogni più profondi?&amp;lt;br&amp;gt;6. Identifica il problema di fondo per ogni situazione elencata qui sotto:&amp;lt;br&amp;gt;—Da quando è stata violentata al college, Ann disprezza fortemente gli uomini e non ha più fiducia in loro&amp;lt;br&amp;gt;—Bill vuole il divorzio perché sua moglie non gli dedica abbastanza attenzione&amp;lt;br&amp;gt;—Quando è sottomessa a tanta pressione, Mary ha dei pensieri suicidi&amp;lt;br&amp;gt;—Rob, cresciuto vedendo il padre solo nei fine settimana, è un maniaco del lavoro&amp;lt;br&amp;gt;7. Qual'è la maggior differenza tra santificazione e rigenerazione?&amp;lt;br&amp;gt;8. Perché le relazioni all'interno della chiesa sono essenziali per la crescita della personalità?&amp;lt;br&amp;gt;9. In quale settore della tua vita i &amp;quot;vestiti nuovi&amp;quot; ti sono più utili? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Letture raccomandate'''&amp;lt;br&amp;gt;The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;[correspondance] The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;Holiness (Santità) di J.C. Ryle (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979)&amp;lt;br&amp;gt;The Enemy Within (Il Nemico Interno) di Kris Lundgaard (Phillipsburg, NJ: P&amp;amp;amp;R Publishing, 1998)&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Note bibliografiche'''&amp;lt;br&amp;gt;1.↑ Charles J. Sykes, ''A Nation of Victims: The Decay of the American Character'' (''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'') (New York, NY: St. Martin’s Press, 1992), p. 33.&amp;lt;br&amp;gt;2.↑ Ibid. &amp;lt;br&amp;gt;3.↑ Franklin E. Payne, Jr., M.D., ''Biblical/Medical Ethics: The Christian and the Practice of Medicine'' (''Morale Religiosa/Medica: La Pratica Cristiana della Medicina'') (Milford, MI: Mott Media, Inc., 1985), p. 155.&amp;lt;br&amp;gt;4.↑ William K. Kilpatrick, ''Psychological Seduction: The Failure of Modern Psychology'' (''Seduzione Psicologica: Il Fallimento della Psicologia Moderna'')(Nashville, TN: Thomas Nelson, Inc., 1983), p. 24.&amp;lt;br&amp;gt;5.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità'') (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979), p. 1.&amp;lt;br&amp;gt;6.↑ Robert Schuller, citato da Michael Scott Horton in ''Made in America: The Shaping of Modern American Evangelicalism'' (''Made In America: La Formazione dell'Evangelismo Americano Moderno'')(Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1991), p. 78.&amp;lt;br&amp;gt;7.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine'')(Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981), p. 71.&amp;lt;br&amp;gt;8.↑ Citato in Anthony A. Hoekema, ''Created in God’s Image'' (''Creato ad Immagine di Dio'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1986), p. 106.&amp;lt;br&amp;gt;9.↑ Anthony A. Hoekema, ''Saved by Grace ''(''Salvati dalla Grazia'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989), p. 153.&amp;lt;br&amp;gt;10.↑ Dan Matzat, et al., ''Power Religion: The Selling Out of the Evangelical Church?'' (''Religione del Potere: La Vendita della Chiesa Evangelica?''), Michael Scott Horton, ed. (Chicago, IL: Moody Press, 1992), p. 256.&amp;lt;br&amp;gt;11.↑ Larry Crabb, ''Men and Women'' (''Uomini e Donne'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1991), p. 114.&amp;lt;br&amp;gt;12.↑ F.F. Bruce, ''The New International Commentary on the New Testament: Colossians, Philemon, and Ephesians'' (''I Nuovi Commenti sul Nuovo Testamento: Colossesi, Filemoni ed Efesi'').(Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1984), p. 140.&amp;lt;br&amp;gt;13.↑ Jerry Bridges, ''The Practice of Godliness ''(''La Pratica della Santità'')(Colorado Springs, CO: NavPress, 1983), pp. 75-76.&amp;lt;br&amp;gt;14.↑''The Pursuit of Holiness'' (''All'inseguimento della Santità'') di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978) 32.&amp;lt;br&amp;gt;15.↑ Citato in Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), pp.184-185.&amp;lt;br&amp;gt;16.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life ''(''La Vita Cristiana'') (Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989), p. 158.&amp;lt;br&amp;gt;17.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 182.&amp;lt;br&amp;gt;18.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità''), p. 55.&amp;lt;br&amp;gt;19.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life'' ''(La Vita Cristiana''), p. 162.&amp;lt;br&amp;gt;20.↑ John Owen, ''Temptation and Sin'' (''Tentazione e Peccato'') (Evansville, IN: Sovereign Grace Book Club, reprint edition, 1958), p. 31.&amp;lt;br&amp;gt;21.↑ Jay E. Adams, ''The Christian Counselor’s Manual ''(''Il Manuale del Consigliere Cristiano'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1973), pp. 177, 179.&amp;lt;br&amp;gt;22.↑ R.C. Sproul, ''The Soul’s Quest for God ''(''L'inseguimento Spirituale di Dio)'' (Wheaton, IL: Tyndale House, 1992), p. 7.&amp;lt;br&amp;gt;23.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 185.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 19:01:23 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</comments>		</item>
		<item>
			<title>Come posso cambiare?/La Lotta contro il Peccato</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</link>
			<description>&lt;p&gt;JoyaTeemer: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{ info | How Can I Change?/The Battle Against Sin}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo libro intitolato ''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'', l'autore Charles Sykes fa la seguente osservazione: “Negli ultimi cinquant'anni, il trionfo del pensiero terapeutico è stato così intenso da essere spesso dato per scontato; ciò che iniziò con il Dottor Freud è ora merce quotidiana di spettacoli televisivi, è routine nella politica ed è quasi un modo di pensare negli affari di giustizia criminale e nell'etica.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che abbiate già sentito quest'espressione oppure no, sicuramente siete già stati confrontati al pensiero terapeutico. Fa la sua apparizione in un tribunale quando l'avvocato di un serial killer chiede condiscendenza sulla base del fatto che il suo cliente sia stato abusato regolarmente da un padre alcolizzato. Questa dottrina stipula che la maggior parte di noi è cresciuta in famiglie “disfunzionali”, ed offre quindi una spiegazione ed una scusa tutte pronte per il nostro comportamento. Invece di enfatizzare la responsabilità personale, mette in rilievo il modo in cui siamo affetti psicologicamente dagli altri o dall'ambiente che ci circonda. Il sociologo Dr. James Deese fa notare che la psicoterapia è così radicata nelle attitudini {{LeftInsert|'''Medita su Colossesi 2:8 :''' Come possiamo proteggerci dall'essere tenuti prigionieri?}}moderne degli americani che sarà difficile metterla alla prova.”&amp;lt;br&amp;gt;Può sorprendere il fatto che l'unica istituzione avente a disposizione i migliori mezzi per mettere alla prova la tendenza terapeutica sia proprio quella che ha contribuito di più alla sua popolarità. Sto parlando della Chiesa. Più che esporre gli errori della psicoterapia, la Chiesa americana, nella maggior parte dei casi, l'ha accettata senza critiche... sebbene con alcune ardite eccezioni. Nel suo libro “Etica Medica Religiosa”, il Dottor Franklin Payne commenta&amp;amp;nbsp;: “La psicoterapia, come la psicologia e la psichiatria, deve venir esaminata nel modo più critico e dettagliato possibile dai cristiani evangelisti... Molti cristiani sono più influenzati dai concetti di psicoterapisti laici che dalla Parola di Dio.”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|“Le frontiere dei cristiani evangelici e carismatici sono libere e le idee psicologiche s'infiltrano facilmente.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;- '''William Kilpatrick'''}}Ho incontrato molti dei cristiani descritti dal Dottor Payne. Non molto tempo fa, mi è stato chiesto di fare un discorso in una chiesa per l'entrata in pensione di una persona. Alla fine dell'intervento, un uomo mi si avvicinò, si presentò e cominciò a parlarmi della sua difficile situazione. Era cresciuto in una famiglia disfunzionale. Era co-dipendente. Soffriva perché privo di autostima. In soli due minuti di conversazione, fece uso di quasi tutte le parole esistenti nel giargone psicologico.&amp;lt;br&amp;gt;Fu un incontro maldestro. Non avevo voglia di contraddirlo e neppure di correggerlo. Non avevo mai incontrato quest'uomo prima di allora e avrei voluto che sapesse della mia {{LeftInsert|Quali avvenimenti della vita di Gesù potrebbero incitare un avvocato ad aderire al 'movimento di recupero'?}}preoccupazione ed attenzione nei suoi confronti. Ma più andava avanti nel suo discorso, più sembrava ovvio che desse per scontato la mia approbazione. Perché? Benché parlasse fluentemente un linguaggio pieno di termini di psicologia, la sua diagnosi ometteva qualsiasi accenno alla parola che inizia con la 'p'...&amp;lt;br&amp;gt;Peccato.&amp;lt;br&amp;gt;Tali omissioni sono purtroppo di norma oggi nella letteratura cristiana popolare e nelle trasmissioni radiofoniche. Cerchiamo una comprensione più profonda di noi stessi (come definito dal movimento di ricupero) piuttosto che una convinzione più profonda del peccato (come definito nella Scrittura). Oggi, ci preoccupiamo di più dei nostri propri bisogni e sentimenti che dal carattere e dai comandi di Dio. Non è sorprendente che non stiamo maturando nel modo inteso da Lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Il nostro maggior problema'''&amp;lt;br&amp;gt;Un secolo fa, J.C.Ryle offriva una spiegazione severa ma semplice delle carenze che osservava nella Chiesa&amp;amp;nbsp;: “Una visione offuscata o indistinta del peccato sta all'origine della maggior parte degli errori, eresie e false dottrine di oggi... Credo che uno dei desideri maggiori della chiesa nel diciannovesimo secolo sia stato, ed è tutt'ora, un insegnamento più chiaro e più completo del peccato”. Se questa descrizione era accurata per la sua generazione, lo è ancor di più oggi.&amp;lt;br&amp;gt;Abbiamo però compiuto un passo in avanti. La dottrina del peccato è stata sostituita con l'insegnamento contemporaneo dell'autostima. Prendete quest'affermazione di un autore famoso:&amp;lt;br&amp;gt;Penso che nulla sia stato fatto nel nome di Cristo e sotto la bandiera della Cristianità che si sia rivelato più distruttivo per la personalità umana, e quindi controproduttivo nei confronti {{LeftInsert|&amp;quot;Affermare che il notro bisogno primario nella vita sia imparare a conoscere il peccato potrà sembrare strano, ma nel senso in cui lo si intende è profondamente vero. Se non sai nulla del peccato, non puoi capire te stesso o i tuoi simili, né il mondo nel quale vivi e neppure la fede cristiana. E non avrai modo di comprendere fino in fondo la Bibbia. Proprio perché essa è l'esposizione della risposta divina al problema del peccato umano, a meno di avere in mente chiaramente la natura di tale problema, continuerai a non capire quello che dice... Quindi devi fissare chiaramente nella tua mente ciò che i tuoi antenati avrebbero chiamato 'una visione chiara del peccato.’&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}dell'impresa evangelistica, della strategia non-cristiana e rozza che consiste a rendere le persone consapevoli della loro condizione di perdizione e di peccato .&amp;lt;br&amp;gt;Questo pastore dice che bollare il peccato come una &amp;quot;ribellione contro Dio&amp;quot; è &amp;quot;superficiale ed offensivo nei riguardi dell'essere umano.” La sua convinzione a proposito del valore inerente dell'uomo lo conduce alla notevole conclusione che una &amp;quot;riforma&amp;quot; è d'obbligo. Laddove l'enfasi di Martin Luther sulla salvezza tramite la grazia attraverso la fede ha trasformato la Chiesa nel sedicesimo secolo, dichiara, le chiese odierne devono riconoscere il sacro diritto all'autostima che ha ogni persona.&amp;lt;br&amp;gt;Non metto in dubbio la sincerità di quest'uomo, ma le sue affermazioni sono false. Si tratta, in realtà, di una falsa dottrina. L'enfasi moderna per l'autostima è diventata un'alternativa inaccettabile alle dottrine bibliche di giustificazione e santificazione.&amp;lt;br&amp;gt;''Giustificazione''. Gesù non è morto sulla croce per migliorare la nostra autostima. E' morto per espiare i nostri peccati. Eppure la croce ci insegna effettivamente una lezione cruciale a proposito del nostro valore: tutti noi siamo degni della collera di Dio. In quanto manifesto della pietà immeritata di Dio, la croce rivela la profondità e la serietà del nostro peccato. {{RightInsert|'''Per approfondire:''' L'opera NIV Complete Concordance [Nuova Versione Internazionale, Concordanze Complete] fa un elenco delle 466 ricorrenze della parola “peccato” (o di un derivato) nella Scrittura. Per una comprensione biblica di questo soggetto vitale... inizia a leggere.}}Anthony Hoekema fa notare questo:&amp;lt;br&amp;gt;Nel mondo d'oggi la dottrina biblica del peccato ha poca importanza. Ma una persona il cui senso del peccato e della collera di Dio nei confronti dei nostri peccati è superficiale non sentirà il bisogno e neppure capirà la dottrina biblica della giustificazione. Quando si ignora, si minimizza o si ridefinisce il peccato, non si vive più nella consapevolezza del disperato bisogno di Gesù Cristo e non si apprezza neppure quello che ha portato a compimento per noi sulla croce. &amp;lt;br&amp;gt;Se non percepiamo la natura del peccato e la sua natura offensiva nei confronti di Dio, non capiremo mai perché la necessità della croce. La grazia non ci meraviglierà mai.{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Numerosi riferimenti biblici alla compassione di Dio si ritrovano nei Salmi (9:12,18;34:18; 147:3) ed Isaia (49:13; 61:1).}}&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Ho spesso sentito dire, ‘Se fossi stata l'unica persona sulla terra, Gesù sarebbe morto lo stesso per me.’ Se il nostro Signore avesse dato la vita per una sola persona, molto probabilmente non sarebbe successo perché quella persona aveva tanto valore, ma perché Dio è pieno di grazia. Ma una tale circostanza, quindi, non dovrebbe essere considerata una fonte di orgoglio o di autostima. Se io dichiarassi che Gesù sarebbe morto per me se fossi rimasta l'unica persona sulla terra indica semplicemente che solo i miei peccati, senza il contributo di quelli degli altri, sarebbero stati sufficienti per richiedere la punizione severa che Gesù Cristo ha indirettamente assunto al posto mio. Quando vieni messo a confronto con una tale realtà, è tuo dovere piangere per il sacrificio disinteressato del nostro Signore invece di vedervi un'altra opportunità di sentirti bene con te stesso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Dan Matzat'''}}''Santificazione''. Una comprensione chiara della dottrina del peccato è imperativa anche per la santificazione. La Scrittura rivela che il peccato contro Dio rappresenta l'intralcio più importante per la nostra realizzazione. Il movimento di ricupero, invece, insiste sul fatto che i bisogni non risolti, le sofferenze, le emozioni distrutte o la mancanza di autostima siano alla radice delle nostre difficoltà. Le due conclusioni sono irremediabilmente opposte.&amp;lt;br&amp;gt;Non sto negando la realtà o la severità del dolore che proviamo quando gli altri peccano contro di noi. E' fondamentale che non venga frainteso qui. Nella Bibbia, ci sono numerosi riferimenti agli afflitti e agli oppressi. Ma per favore capiate bene: Il dolore ''non è il nostro problema di base''. Gesù disse: “Dal ''di dentro ''infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori ''dal di dentro'' e 'contaminano' l'uomo”. (Mar 7:21-23, accentuazione aggiunta; vedi anche Gia 1:14-15).&amp;lt;br&amp;gt;Siamo troppo numerosi a “provare la realtà delle nostre ferite, più che il fatto dei nostri peccati.” Ma se vogliamo essere genuinamente conformi all'immagine di Gesù Cristo, questo dovrà cambiare. La nostra libertà e maturità ne dipendono. Il dottrina terapeutica si sbaglia nell'effettuare la diagnosi del nostro problema di fondo, e si rivela quindi incapace di fornire una soluzione efficace. Ma una volta individuato il peccato in quanto fonte del nostro problema, la Bibbia ci offre una soluzione ed una speranza di cambiamento. Viene chiamata dottrina di santificazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Annaffiare il proprio orto'''&amp;lt;br&amp;gt;La santificazione è un processo di ripentimento (non di ripresa) e di ubbidienza (non di guarigione interna) risultante nella santità (non nell'integrità) per la gloria di Dio (non realizzazione personale). Questa dottrina è brevemente descritta in Colossesi 3:1-17. Se non è già stato fatto, per favore dedicate un minuto alla lettura di questo brano prima di proseguire.&amp;lt;br&amp;gt;E' importante riuscire a notare la transizione effettuata da Paolo in questo terzo capitolo. I primi due capitoli di Colossesi mettono in rilievo la supremazia e la sufficienza di Cristo. E lo si nota di nuovo all'inizio del Capitolo 3. Paolo si è volontariamente astenuto di insegnare la santificazione ai Colossesi, fino a quando non avessero capito l'opera compiuta da Cristo per loro e in loro. Finché non avrebbero capito il significato dell'essere riconciliati e rigenerati da Dio, sapeva che mai sarebbero stati motivati correttamente dalla grazia.{{RightInsert|'''Medita su Colossesi 1:15-20.''' A giudicare da questa descrizione, pensi che Gesù sia sufficiente a rigenerarti e a riscattarti?}}&amp;lt;br&amp;gt;E neanche noi. Ecco perché il secondo e terzo capitolo di questo libro mettono in primo piano la rigenerazione e la nostra unione con Cristo. Abbiamo anche scritto un libro sulla dottrina della giustificazione, intitolato Questa Grande Salvezza. Come Paolo, vogliamo motivare tramite la grazia. Una volta stabilita questa base, possiamo quindi cercare la santità senza cadere nel legalismo o nella libertà eccessiva.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo definisce il processo di santificazione con due frasi suggestive: dobbiamo “sbarazzarci” del peccato e “rivestirci” di santità (Col 3:8,12). Solo grazie a ciò che Cristo ha compiuto sulla croce e grazie al miracolo della rigenerazione siamo capaci di ubbidire a questi comandi. Eppure questi due imperativi sovrannaturali ci lasciano ora senza scusa. Se la grazia non risulta nella santità, significa che non l'abbiamo capita correttamente. Dio si aspetta pienamente che noi cambiamo, cresciamo e maturiamo. F.F. Bruce ci esorta, “Ora siate (nella vera pratica) ciò che siete (per atto divino).” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Benché il potere della personalità divina derivi da Cristo, la responsabilità dello sviluppo e della manifestazione di tale personalità sono nostre. Questo principio sembra essere per noi uno dei più difficili da capire e da applicare. Un giorno proviamo la nostra responsabilità personale e cerchiamo di vivere una vita santa attraverso la forza della nostra volontà. Il giorno dopo, ci rendiamo conto della futilità della fede in noi stessi, riportiamo tutte le colpe sul Cristo e rinunciamo alla nostra responsabilità messa in avanti nelle Scritture. Dobbiamo capire che la Bibbia insegna sia la responsabilità completa, sia la dipendenza totale di tutti gli aspetti della vita cristiana.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—Jerry Bridges'''}}Notate che Paolo dice che dobbiamo “sbarazzarci ” “verstirci .” Abbiamo il privilegio e la responsabilità di partecipare al cambiamento. Benché la santificazione non sia un lavoro sovrannaturale dello Spirito Santo meno della rigenerazione, c'è una differenza sostanziale: nella santificazione abbiamo un ruolo fondamentale. “Dio opera in noi e con noi,” disse il grande pastore puritano John Owen, “non contro di noi o senza di noi.”{{RightInsert|'''Per approfondire:''' Come risponderesti a qualcuno che concluderebbe che “ogni sforzo è sbagliato” dopo aver letto Zaccaria 4:6?}}&amp;lt;br&amp;gt;Affermazioni quali “Stop trying and start trusting” [“Basta tentare, inizia ad avere fiducia”] o “Let go and let God” [&amp;quot;Lascia stare e lascia entrare Dio&amp;quot;] sono slogan popolari, ma teologicamente poveri. Coloro che affermano “Ogni sforzo è sbagliato” si sbagliano di brutto. A dire il vero, la Bibbia ci insegna a “Fornire ogni sforzo... per cercare la santificazione; senza di essa, nessuno vedrà il Signore” (Ebr 12:14, accentuazione aggiunta). Lo sforzo è certamente motivato dalla grazia, ma si tratta pur sempre di uno sforzo. Dio non ci ha detto di pregare o semplicemente di avere in fiducia in lui per la santità; dice “allenati alla santità” (1Ti 4:7, accentuazione aggiunta). Dobbiamo ubbidire al potere dello Spirito Santo.&amp;lt;br&amp;gt;Paolo chiarisce questa combinazione dell'opera di Dio e della nostra responsabilità quando scrive, “Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore; è Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni.&amp;quot; (Fil 2:12-13). Benché il nostro sforzo scollegato dall'opera di Dio sia futile, la santificazione non può venir delegata a Dio. Ognuno di noi deve tenere a bada il proprio orto.&amp;lt;br&amp;gt;Quale forma prende la nostra responsabilità? Come realizziamo il comando biblico per sbarazzarci del peccato? La Scrittura offre una strategia a due tempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&amp;lt;br&amp;gt;Strategia n.1: Attaccare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;Mi piace la posizione del Nuovo Testamento nei confronti del peccato. Da nessuna parte è più evidente che nel comando conciso dell'Apostolo Paolo ai Colossesi: “Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene allavostra natura terrena” (Col 3:5). Nella battaglia per la santità personale, l'aggressività è sia un comando che una necessità. Dobbiamo essere spietati. Dobbiamo aggredire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paolo fa uso qui di una metafora violenta non solo per attirare la nostra attenzione, ma per sottolineare un aspetto fondamentale della santificazione. Ogni manifestazione di peccato nei nostri cuori dev'essere uccisa. Dobbiamo prendere l'iniziativa di giustiziare il peccato quotidianamente.&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|&amp;quot;Possiamo confortarci delle nostre anime se abbiamo conoscenza della lotta e del conflitto interiori. E' la compagna invariabile dell'autentica santità cristiana... C'è una lotta spirituale nei nostri cuori? Proviamo qualcosa della carne che lotta contro lo spirito e lo spirito contro la carne...? Siamo consci dei due principi che abbiamo in noi, che si contendono la padronanza? Proviamo la guerra che avviene dentro la persona che siamo? Ebbene, ringraziamo Iddio per essa! E' buon segno. E' la probabile prova della grande opera di santificazione... Evidentemente non siamo amici di Satana... Il solo fatto che ci assalga dovrebbe riempire le nostre menti di speranza.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''-J.C. Ryle'''}}Gesù è arrivato fino al punto di dire: “Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te. Conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.” (Mat 5:29). E per lo stesso motivo ha anche raccomandato di amputarsi la propria mano. Ma Gesù suggeriva davvero di compiere un tale {{RightInsert|'''Medita su 2 Corinzi 10:3-5.''' In termini di guerra spirituale, Paolo era un' “falco” o una “colomba”?}}intervento? Penso di no, perché una mano o un occhio non è la causa di fondo. Gesù ha usato di proposito un'immagine vivida per sottolineare i suoi propositi: la gravità del peccato va riconosciuta e definitivamente risolta. Resistere al peccato nei periodi di tentazione non è sufficiente. Bisogna intraprendere azioni drastiche per attaccare ed uccidere il peccato nelle nostre vite. John Owen ci esorta ad inseguire “una vittoria contro di esso e ad inseguirlo fino a conquistarlo completamente... il peccato non morirà diversamente che con un idebolimento graduale e costante; lasciagli scampo e curerà le sue ferite e ritroverà la sua forza.” &amp;lt;br&amp;gt;La disciplina spirituale che consiste nella messa a morte del peccato, altrimenti nota col nome di mortificazione, è un'area di verità trascurata. Molti di noi non hanno nessuna familiarità con l'argomento. “I nostri antenati parlavano di mortificare il peccato,” fa notare Sinclair Ferguson. E J.I. Packer si lamenta, “E' un tema sul quale non sembra essere disponbile nessuno scritto contemporaneo significativo.” Non è un fatto sorprendente, ma rivelatore. Potete immaginare un libro intitolato ''Mettete a Morte il Peccato!'' come bestseller cristiano?&amp;lt;br&amp;gt;La mortificazione non è popolare perché tende ad essere difficile. Chiedete alla persona che tenta di lavorare allegramente per un padrone che ripetutamente gli ha rifiutato un aumento di stipendio. Chiedete alla coppia non sposata, convertita di recente, e che deve ora controllare i propri impulsi sessuali che per anni ha soddisfatto. Ma badate: non stiamo parlando qui di una partita a golf. Questa è guerra. La santità e il discepolato significano guerra.&amp;lt;br&amp;gt;Attaccare il peccato non è un'impresa complessa. E pur affermando questo con sensibilità, voglio anche esprimerlo con fermezza: la propria abilità ad attaccare il peccato non dipende dal proprio passato. Non c'è nessuna scusa accettabile per peccare. Il peccato non dev'essere mai interpretato come una debolezza comprensibile.&amp;lt;br&amp;gt;Vivere una vita cristiana significa vivere nelle trincee. Sinclair Ferguson lo descrive meglio di chiunque:{{RightInsert|'''Medita su Galazi 5:16-17.''' Perché ogni cristiano genuino prova un'inquietudine interna?}}&amp;lt;br&amp;gt;Cosa significa dunque mettere a morte il peccato? Significa iniziare una lotta constante contro il peccato che combattiamo quotidianamente—rifiutare di lasciare l'occhio vagare, la mente contemplare, i nostri affetti inseguire qualsiasi cosa che ci allontanerebbe da Cristo. Significa rifiutare deliberatamente qualsiasi pensiero, suggerimento, desiderio, aspirazione, azione, circostanza o provocazione di natura peccaminosa, nel momento in cui siamo consci della sua esistenza. Significa tentare consistentemente di fare tutto ciò che è in nostro potere per indebolire la stretta che il peccato opera in generale, e le sue manifestazioni nelle nostre vite in particolare. Non si compie solo dicendo ‘no’ a ciò che non va, ma attraverso un'accettazione determinata di tutte le discipline buone e spiritualmente ricche del vangelo. &amp;lt;br&amp;gt;Questa descrizione riflette il tuo comportamento? Verso quale obiettivo, divertimento o rettitudine sono dirette principalmente le tue energie? Auto-indulgenza o auto-controllo? Sei preparato a qualsiasi cosa sia necessaria per vincere la guerra? Se è così, qual'è la tua strategia per attaccare il peccato nella tua vita in questo momento? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Strategia n.2: Evitare il peccato'''&amp;lt;br&amp;gt;La lotta contro il peccato non comprende tutte le implicazioni del processo di santificazione. Bisogna anche evitare il peccato. In quanto seguaci di Gesù Cristo, siamo chiamati ad uno stile di vita distinto dalla contro cultura circostante: “In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio.” (2Co 7:1). Quali sono dunque queste promesse che ci motivano a purificarci e ad inseguire la santità? L'offerta di Dio di essere solo presente con il suo popolo mentre ci separiamo dal mondo: “'Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo.’” (2Co 6:16). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Giacomo 1:27. Puoi citare due o tre maniere specifiche attraverso le quali un cristiano può essere “inquinato dal mondo”?}}In un certo senso sarebbe più facile se Dio ci dicesse di separarci ''fisicamente'' dalla cultura. Eppure Dio vieta questo (1Co 5:9-10), e ci nomina invece ambasciatori (2Co 5:18-20). Nessun'ambasciatore lavora efficacemente se viene isolato. Dobbiamo riallacciarci alla nostra cultura ''senza riflettere'' la nostra cultura, navigando sempre tra laicità ed ipocrisia.&amp;lt;br&amp;gt;La nostra carne ci implora costantemente di venire soddisfatta, eppure Paolo ci chiede di “non seguire la carne nei suoi desideri” (Rom 13:14 NAS). Questo significa allontanarci da qualsiasi cosa desiderosa di indurci a peccare. Paolo ha chiesto ai Corinzi la stessa cosa in termini ancora più chiari: “Fuggite la fornicazione!” (1Co 6:18 NAS)... non combattetela.&amp;lt;br&amp;gt;Benché Giuseppe fosse vissuto molto prima che fosse redatto il Nuovo Testamento, è un esempio del modo in cui dovremmo evitare il peccato (Gen 39:6-20). Da un po' di tempo, la moglie del suo padrone aveva tentato di sedurlo. Alla fine, frustrata dalla sua integrità, lo aggrappò per il mantello e gli disse: “Vieni a letto con me!”&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|2 Quando colpisce la tentazione, abbiamo solo due scelte di base: combattere o fuggire. Segna la scelta che ti sembra più appropriata per ognuna delle tentazioni elencate qui sotto:&lt;br /&gt;
Timore improvviso che qualcuno derubi la tua casa&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Curiosità a proposito del numero di Playboy sulla politica del medio oriente&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Urgenza di &amp;quot;entrare in letargo&amp;quot; quando gli amici ti abbandonano&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Forte senso di rabbia quando un bimbo rovescia il tuo caffè&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;❏Combattere ❏Fuggire&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Voglia di fare un salto al bar “solo per incontrare dei vecchi amici”&lt;br /&gt;
❏Combattere ❏Fuggire}}Ora Giuseppe ''avrebbe'' potuto considerare la cosa come un appuntamento divino. Potrebbe aver pensato&amp;amp;nbsp;: “Questa può essere l'occasione giusta per condividere con lei quello che Dio ha fatto nella mia vita.” Ma non ha perso tempo con la tentazione. Non l'ha neppure combatutta. E' semplicemente scappato, lasciando la moglie di Potifar con il mantello in mano.&amp;lt;br&amp;gt;Posso immaginare uno dei servitori che cammina fuori dalla casa quando improvvisamente, vuum! Una sagoma umana passa come un bolide fuori dalla porta a velocità impressionante.&amp;lt;br&amp;gt;“Che cos'era?”&amp;lt;br&amp;gt;Giuseppe. L'uomo di Dio. Corre per la sua vita.&amp;lt;br&amp;gt;“Signore!” ansima qualche metro più avanti , “aiutami!”&amp;lt;br&amp;gt;“Ti sto aiutando. Tu continua a correre. Allontanati da quella donna il più possibile e nel modo più veloce possibile.”{{RightInsert|&amp;quot;Operare al fine di abituarsi alle maniere, alle astuzie, ai metodi, ai vantaggi e alle occasioni di successo del peccato è l'inizio di questa guerra.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—John Owen '''}}&amp;lt;br&amp;gt;Fuggire dalla tentazione è una scelta intelligente. Starsene là ed osservarla è da idioti. Eppure alcuni avrebbero reagito in questa maniera alla situazione di Giuseppe:&amp;lt;br&amp;gt;“Dio, sento che la tentazione si sta sviluppando. Te ne prego, Signore. Ti prego, liberami da questa situazione.”&amp;lt;br&amp;gt;“Io ti liberero davvero ,” dice Dio. “Corri!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, mi affido a te per essere liberato . Liberami subito da questa voglia di lussuria.”&amp;lt;br&amp;gt;“Ciò non avverrà prima del mio ritorno, e non tornerò nei prossimi cinque minuti. Corri, amico!”&amp;lt;br&amp;gt;“Signore, ti ringrazio. Mi hai fatto rinascere e so che il tuo potere sta operando in me. Colui che è in me è più perfetto di colui che sta nel mondo.”&amp;lt;br&amp;gt;“Si, questo è vero, e l'Essere Perfetto sta dicendo ‘Muoviti!’ Muovi il tuo corpo, adesso!”&amp;lt;br&amp;gt;Se consideri la santificazione come una cosa seria, non t'interessa il percorso più corto per ottenerla. Sei preparato a percorrere un po' di strada per evitare il peccato, se è necessario. E nei momenti in cui sai di essere vulnerabile, ubbidisci a questo comando di Gesù: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione.” (Mat 26:41).&amp;lt;br&amp;gt;Dobbiamo coltivare la facoltà di discernere dove siamo più inclini a peccare. In tal modo saremo in grado di sviluppare una strategia che ci permetterà di evitare la tentazione. Le parti vulnerabili saranno diverse, ma nessuno di noi ha l'opzione di osservare.&amp;lt;br&amp;gt;In quale/i settore/i hai bisogno di sviluppare una strategia per evitare il peccato? Probabilmente puoi iniziare da qualsiasi cosa ti sia venuta in mente quando hai letto questo paragrafo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Abiti nuovi'''&amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Medita su 1 Timoteo 6:11.''' Quanto tempo ti serve, in media, per fuggire dalla tentazione, una volta che l'hai individuata?}}Come abbiamo visto prima in Colossesi, sbarazzarci del peccato è solo la metà dell'equazione. Paolo ci esorta: “''Rivestitevi'' dunque, come amati di Dio, santi e diletti, ''di sentimenti'' di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza;&amp;quot; (Col 3:12, accentuazione aggiunta). Non solo dobbiamo rigettare il peccato, ma rivestirci di santità (Efe 4:22-24).&amp;lt;br&amp;gt;“Questi due fattori,” scrive Jay Adams, “Devono essere sempre presenti per provocare un cambiamento genuino. Sbarazzarsi se,za rivestirci non sarà sufficiente. Rivestirci è un'azione ipocrita ed anche temporanea, a meno che non sia accompagnata da un abbandono... La sanctificazione continua mentre il credente passa ''dal'' peccato / ''alla'' santità.” &amp;lt;br&amp;gt;{{LeftInsert|'''Per approfondire:''' Leggi Rivelazione 3:4-6. Puoi identificare quattro promesse in questo brano?}}Per esempio, se Dio ha posto materialismo ed avidità nel tuo cuore, pentiti ed inizia a sostituirli sistematicamente con generosità. Inizia con l'essere fedele nel frequentare la tua parrocchia; aggiungi a questo delle offerte, e cerca delle opportunità di doni anonimi. Forse tendi a criticare gli altri. Se così è, confessa il peccato di orgoglio e concentrati invece consapevolmente per incoraggiare ed onorare gli altri. Se il tuo tema ricorrente è l'egoismo, poniti in situazioni nelle quali ti viene richiesto di servire.&amp;lt;br&amp;gt;Dev'esserti immediatamente ovvio che l'isolamento non sviluppa né fa migliorare la personalità. Per coltivare una vita sana e fruttuosa, serve il contesto di una parrocchia locale. Per esempio, io potrei essere un modello di pazienza... a patto che mi trovi da solo. Potrei starmene per giorni a studiare il tema della compassione senza mai incontrare nessuno che mi chiedesse aiuto. Senza interazione con gli altri, mi è semplicemente impossibile capire come ho bisogno di realizzarmi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che ci sono pochissimi tratti di carattere simili a Cristo che ci è dato di sviluppare, a parte le relazioni all'interno della chiesa. Abbiamo bisogno di gente per allenarci! Se vogliamo cambiare, dobbiamo implicarci in una chiesa in cui le persone prendono sul serio le esortazioni bibliche al fine di incoraggiare e correggere.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{CenterInsert|3 Dopo aver letto Colossesi 3:12-17, seleziona il tratto della personalità del cristiano menzionato qui (umiltà, pazienza, ecc.) che vorresti maggiormente sviluppare.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nel corso della prossima o delle prossime due settimane,&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
dedica almeno 5 periodi per meditare sulle Scritture,evidenziando questo tratto.&amp;lt;br&amp;gt;Chiedi anche a Dio di mostrarti dei modi specifici di mettere in applicazione ciò che impari.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;Tratto di personalità:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Primo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzo Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quarto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quinto Giorno:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrittura--------------------Idea--------------------Applicazione&amp;lt;br&amp;gt;}} &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come avrai già intuito, la lotta contro il peccato richiede sforzi. Implica, con sincerità, una confessione, un pentimento, un'ubbidienza alla Scrittura, una responsabilità verso gli altri e una pratica consistente delle discipline spirituali. Ti saranno di grande aiuto anche coraggio e perseveranza. “Non esistono sentieri veloci e sereni verso la maturità spirituale,” dice R.C. Sproul. “L'anima che cerca un livello di maturità più profondo dev'essere preparata ad un lungo ed arduo lavoro.” &amp;lt;br&amp;gt; {{LeftInsert|&amp;quot;Fa parte della sana esperienza cristiana l'assaporare un livello sempre più intenso di liberazione dal peccato... Poche cose portano al cristiano un tale senso di sollievo e di incoraggiamento quanto il ricordo dei peccati che una volta lo dominavano, ma che è riuscito a conquistare grazie al potere dello Spirito di Dio. &lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''—J.I. Packer '''}}Ma sai come ci si sente a crescere? Sentire il piacere e la presenza di Dio? Sentire la sua voce? Sapere che stai contribuendo all'avanzamento del suo regno? Nulla può essere paragonabile ad una tale esperienza. Ed è questa la ricompensa meravigliosa di Dio per tutti coloro che vogliono sbarazzarsi del peccato e rivestirsi di rettitudine.&amp;lt;br&amp;gt;Lasciami impartire su di te delle nuove speranze. Non importa quello che hai sperimentato in passato, tu - per via della grazia di Dio— ''puoi'' cambiare. Attraverso una strategia determinata diretta ad attaccare ed evitare il peccato e a rivestirvi di rettitudine, potrai essere una persona completamente diversa in questo stesso periodo, l'anno prossimo.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Discussione di gruppo'''&amp;lt;br&amp;gt;1. Immagina che fai parte di una giuria e che stai partecipando al processo del serial killer menzionato a pagina 39. Chiaramente quest'uomo è stato spesso, nel corso della sua infanzia, picchiato dal padre acloolizzato. Quanto potrà influenzarti questo fatto nell'effettuare il tuo verdetto?&amp;lt;br&amp;gt;2. “Ci stiamo preoccupando di più dei nostri bisogni e sentimenti individuali che non della personalità e dei comandamenti divini,” dice l'autore. (Pagina 40) Cita un esempio.&amp;lt;br&amp;gt;3. Che significa per te “autostima”?&amp;lt;br&amp;gt;4. Il messaggio della croce ti fa sentire più o meno sicuro della tua identità?&amp;lt;br&amp;gt;5. Perché il movimento di restauro è incapace di soddisfare i nostri bisogni più profondi?&amp;lt;br&amp;gt;6. Identifica il problema di fondo per ogni situazione elencata qui sotto:&amp;lt;br&amp;gt;—Da quando è stata violentata al college, Ann disprezza fortemente gli uomini e non ha più fiducia in loro&amp;lt;br&amp;gt;—Bill vuole il divorzio perché sua moglie non gli dedica abbastanza attenzione&amp;lt;br&amp;gt;—Quando è sottomessa a tanta pressione, Mary ha dei pensieri suicidi&amp;lt;br&amp;gt;—Rob, cresciuto vedendo il padre solo nei fine settimana, è un maniaco del lavoro&amp;lt;br&amp;gt;7. Qual'è la maggior differenza tra santificazione e rigenerazione?&amp;lt;br&amp;gt;8. Perché le relazioni all'interno della chiesa sono essenziali per la crescita della personalità?&amp;lt;br&amp;gt;9. In quale settore della tua vita i &amp;quot;vestiti nuovi&amp;quot; ti sono più utili? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;'''Letture raccomandate'''&amp;lt;br&amp;gt;The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;[correspondance] The Pursuit of Holiness (All'inseguimento della Santità) di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978)&amp;lt;br&amp;gt;Holiness (Santità) di J.C. Ryle (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979)&amp;lt;br&amp;gt;The Enemy Within (Il Nemico Interno) di Kris Lundgaard (Phillipsburg, NJ: P&amp;amp;amp;R Publishing, 1998)&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; '''Note bibliografiche'''&amp;lt;br&amp;gt;1.↑ Charles J. Sykes, ''A Nation of Victims: The Decay of the American Character'' (''Una Nazione di Vittime: Il Declino della Personalità Americana'') (New York, NY: St. Martin’s Press, 1992), p. 33.&amp;lt;br&amp;gt;2.↑ Ibid. &amp;lt;br&amp;gt;3.↑ Franklin E. Payne, Jr., M.D., ''Biblical/Medical Ethics: The Christian and the Practice of Medicine'' (''Morale Religiosa/Medica: La Pratica Cristiana della Medicina'') (Milford, MI: Mott Media, Inc., 1985), p. 155.&amp;lt;br&amp;gt;4.↑ William K. Kilpatrick, ''Psychological Seduction: The Failure of Modern Psychology'' (''Seduzione Psicologica: Il Fallimento della Psicologia Moderna'')(Nashville, TN: Thomas Nelson, Inc., 1983), p. 24.&amp;lt;br&amp;gt;5.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità'') (Welwyn, Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1979), p. 1.&amp;lt;br&amp;gt;6.↑ Robert Schuller, citato da Michael Scott Horton in ''Made in America: The Shaping of Modern American Evangelicalism'' (''Made In America: La Formazione dell'Evangelismo Americano Moderno'')(Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1991), p. 78.&amp;lt;br&amp;gt;7.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine'')(Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1981), p. 71.&amp;lt;br&amp;gt;8.↑ Citato in Anthony A. Hoekema, ''Created in God’s Image'' (''Creato ad Immagine di Dio'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1986), p. 106.&amp;lt;br&amp;gt;9.↑ Anthony A. Hoekema, ''Saved by Grace ''(''Salvati dalla Grazia'') (Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1989), p. 153.&amp;lt;br&amp;gt;10.↑ Dan Matzat, et al., ''Power Religion: The Selling Out of the Evangelical Church?'' (''Religione del Potere: La Vendita della Chiesa Evangelica?''), Michael Scott Horton, ed. (Chicago, IL: Moody Press, 1992), p. 256.&amp;lt;br&amp;gt;11.↑ Larry Crabb, ''Men and Women'' (''Uomini e Donne'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1991), p. 114.&amp;lt;br&amp;gt;12.↑ F.F. Bruce, ''The New International Commentary on the New Testament: Colossians, Philemon, and Ephesians'' (''I Nuovi Commenti sul Nuovo Testamento: Colossesi, Filemoni ed Efesi'').(Grand Rapids, MI: Eerdmans Publishing Co., 1984), p. 140.&amp;lt;br&amp;gt;13.↑ Jerry Bridges, ''The Practice of Godliness ''(''La Pratica della Santità'')(Colorado Springs, CO: NavPress, 1983), pp. 75-76.&amp;lt;br&amp;gt;14.↑''The Pursuit of Holiness'' (''All'inseguimento della Santità'') di Jerry Bridges (Colorado Springs, CO: NavPress, 1978) 32.&amp;lt;br&amp;gt;15.↑ Citato in Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), pp.184-185.&amp;lt;br&amp;gt;16.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life ''(''La Vita Cristiana'') (Carlisle, PA: The Banner of Truth Trust, 1989), p. 158.&amp;lt;br&amp;gt;17.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 182.&amp;lt;br&amp;gt;18.↑ J.C. Ryle, ''Holiness'' (''Santità''), p. 55.&amp;lt;br&amp;gt;19.↑ Sinclair Ferguson, ''The Christian Life'' ''(La Vita Cristiana''), p. 162.&amp;lt;br&amp;gt;20.↑ John Owen, ''Temptation and Sin'' (''Tentazione e Peccato'') (Evansville, IN: Sovereign Grace Book Club, reprint edition, 1958), p. 31.&amp;lt;br&amp;gt;21.↑ Jay E. Adams, ''The Christian Counselor’s Manual ''(''Il Manuale del Consigliere Cristiano'') (Grand Rapids, MI: Zondervan Publishing House, 1973), pp. 177, 179.&amp;lt;br&amp;gt;22.↑ R.C. Sproul, ''The Soul’s Quest for God ''(''L'inseguimento Spirituale di Dio)'' (Wheaton, IL: Tyndale House, 1992), p. 7.&amp;lt;br&amp;gt;23.↑ J.I. Packer, ''God’s Words'' (''Le Parole Divine''), p. 185.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 18:53:50 GMT</pubDate>			<dc:creator>JoyaTeemer</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Come_posso_cambiare%3F/La_Lotta_contro_il_Peccato</comments>		</item>
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