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		<title>Questa grande salvezza/La santità di Dio - Cronologia</title>
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		<description>Cronologia della pagina su questo sito</description>
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			<title>Steffmahr il 16:20, 30 gen 2010</title>
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		&lt;td colspan='2' style=&quot;background-color: white; color:black;&quot;&gt;Versione delle 16:20, 30 gen 2010&lt;/td&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Malgrado l’accezione chiara e positiva della Bibbia verso la santità, per la maggior parte di noi essa coincide con “travaglio, fatica”. Al solo menzionarne la parola, la nostra mente vede quel che percepiamo come le nostre responsabilità di cristiani. Tuttavia, una qualsivoglia precisa comprensione della santità deve risalire alla sorgente di ogni santità – Iddio stesso. E allorché vediamo la santità divina, non abbiamo più a che fare con le responsabilità dell’uomo, bensì con quell’attributo divino che più ci affascina e ci ispira reverenza. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Malgrado l’accezione chiara e positiva della Bibbia verso la santità, per la maggior parte di noi essa coincide con “travaglio, fatica”. Al solo menzionarne la parola, la nostra mente vede quel che percepiamo come le nostre responsabilità di cristiani. Tuttavia, una qualsivoglia precisa comprensione della santità deve risalire alla sorgente di ogni santità – Iddio stesso. E allorché vediamo la santità divina, non abbiamo più a che fare con le responsabilità dell’uomo, bensì con quell’attributo divino che più ci affascina e ci ispira reverenza. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Il teologo Stephen Charnock fa notare come tra le svariate qualità divine preferiamo quelle che ci apportano un immediato vantaggio, per esempio preferiamo lodare la misericordia di Dio, piuttosto che pensare alla sua ira e giustizia. Siamo più propensi a riflettere su un Salvatore pieno d’amore che a considerare un Dio geloso. Vi sono alcuni attributi divini però di cui Dio stesso gioisce, perché essi esprimono perfettamente la sua propria eccellenza. La santità è uno di questi &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;[1]&lt;/del&gt;. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Il teologo Stephen Charnock fa notare come tra le svariate qualità divine preferiamo quelle che ci apportano un immediato vantaggio, per esempio preferiamo lodare la misericordia di Dio, piuttosto che pensare alla sua ira e giustizia. Siamo più propensi a riflettere su un Salvatore pieno d’amore che a considerare un Dio geloso. Vi sono alcuni attributi divini però di cui Dio stesso gioisce, perché essi esprimono perfettamente la sua propria eccellenza. La santità è uno di questi&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Stephen Charnock, The Existence and Attributes of God, Vol. II (Grand Rapids, MI: Baker Book House, 1979 reprint), p. 112.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;/ins&gt;. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;lt;br&amp;gt; Quei misteriosi esseri celesti, i serafini e le quattro creature viventi, sanno che la santità divina deve essere messa ben in rilievo. Pensateci. Essi dimorano nella sua presenza e hanno una visione della realtà del tutto libera da intralci (mentre noi la vediamo confusamente attraverso un vetro). Semmai qualcuno sa, sono loro. E così, continuamente, giorno e notte, mai cessano di proclamare: “Santo, santo, santo è Iddio Signore Onnipotente” (Isaia 6,3; Rivelazioni 4,8). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;lt;br&amp;gt; Quei misteriosi esseri celesti, i serafini e le quattro creature viventi, sanno che la santità divina deve essere messa ben in rilievo. Pensateci. Essi dimorano nella sua presenza e hanno una visione della realtà del tutto libera da intralci (mentre noi la vediamo confusamente attraverso un vetro). Semmai qualcuno sa, sono loro. E così, continuamente, giorno e notte, mai cessano di proclamare: “Santo, santo, santo è Iddio Signore Onnipotente” (Isaia 6,3; Rivelazioni 4,8). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 25:&lt;/td&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Le Scritture hanno molto da dire riguardo alla santità. Il primo libro della Bibbia, il Genesi, descrive la caduta dell’uomo; l’Esodo poi, con la sua immagine centrale dell’agnello di Pesach, ne illustra la redenzione. Segue il Levitico… ah! Il Levitico, libro in cui così tanti aspiranti studiosi della Bibbia si sono impantanati nei loro annuali tentativi di lettura approfondita, senza più riemergerne. Eppure, questo è un libro cruciale se vogliamo comprendere la santità. Il Levitico inoltre illumina il fondamentale sacrificio espiatorio di nostro Signore Gesù Cristo. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Le Scritture hanno molto da dire riguardo alla santità. Il primo libro della Bibbia, il Genesi, descrive la caduta dell’uomo; l’Esodo poi, con la sua immagine centrale dell’agnello di Pesach, ne illustra la redenzione. Segue il Levitico… ah! Il Levitico, libro in cui così tanti aspiranti studiosi della Bibbia si sono impantanati nei loro annuali tentativi di lettura approfondita, senza più riemergerne. Eppure, questo è un libro cruciale se vogliamo comprendere la santità. Il Levitico inoltre illumina il fondamentale sacrificio espiatorio di nostro Signore Gesù Cristo. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Nel Levitico Dio mostra all’uomo come rivolgersi a lui in adorazione; il libro si concentra principalmente sui diversi sacrifici che Dio ha richiesto alla sua gente affinché questa sappia come ''trattare'' con lui, e quindi le diverse feste che Dio ha decretato affinché questa ''rimanga&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;'' &lt;/del&gt;in &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;''&lt;/del&gt;buoni'' &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;termini &lt;/del&gt;con lui&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;[3]&lt;/del&gt;. Per quanto complicato e irrilevante tale elaborato sistema di sacrifici possa sembrarci oggi, Dio lo aveva istituito affinché la sua gente capisse la profonda verità che ''egli è santo''. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Nel Levitico Dio mostra all’uomo come rivolgersi a lui in adorazione; il libro si concentra principalmente sui diversi sacrifici che Dio ha richiesto alla sua gente affinché questa sappia come ''trattare'' con lui, e quindi le diverse feste che Dio ha decretato affinché questa ''rimanga in buoni &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;termini&lt;/ins&gt;'' con lui&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Henrietta Mears, What the Bible Is All About (Ventura, CA: Regal Books, 1983), p. 51.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;/ins&gt;. Per quanto complicato e irrilevante tale elaborato sistema di sacrifici possa sembrarci oggi, Dio lo aveva istituito affinché la sua gente capisse la profonda verità che ''egli è santo''. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;La parola santità implica una separazione netta da tutto ciò che è impuro &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;[4]&lt;/del&gt;. Dio è diverso da noi. Egli è ''altri'' da noi. Sebbene ciò sembri un concetto elementare, è necessario ribadirlo di contro alle attuali concezioni di presunti poteri “New Age” dentro di noi, e di una presunta divinità inerente all’umanità. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;La parola santità implica una separazione netta da tutto ciò che è impuro&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibid., p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;/ins&gt;. Dio è diverso da noi. Egli è ''altri'' da noi. Sebbene ciò sembri un concetto elementare, è necessario ribadirlo di contro alle attuali concezioni di presunti poteri “New Age” dentro di noi, e di una presunta divinità inerente all’umanità. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Nelle Scritture, quando Dio tocca qualcosa di comune, questo diviene straordinario. Per esempio, poiché fu il luogo della rivelazione divina, la zona attorno al roveto ardente venne marcata come terreno santificato, e Mosè ritenne opportuno levarsi i sandali per rispetto verso Dio. Oppure si considerino gli strumenti usati nel tabernacolo e nel tempio: non erano ordinari, bensì santificati. E così vi erano assemblee sante, altari santi, sante unzioni e giorni santi. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Nelle Scritture, quando Dio tocca qualcosa di comune, questo diviene straordinario. Per esempio, poiché fu il luogo della rivelazione divina, la zona attorno al roveto ardente venne marcata come terreno santificato, e Mosè ritenne opportuno levarsi i sandali per rispetto verso Dio. Oppure si considerino gli strumenti usati nel tabernacolo e nel tempio: non erano ordinari, bensì santificati. E così vi erano assemblee sante, altari santi, sante unzioni e giorni santi. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 61:&lt;/td&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Il profeta Isaia visse una drammatica esperienza che lo segnò per sempre. Gli apparve una visione del Signore “assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio” (Isaia 6,1). In questa visione, esseri angelici dichiaravano la traboccante santità di Dio: “Al suono delle loro voci gli stipiti della porta ne furono scossi e il tempio si riempì di fumo” (v.4). Sconvolto da questa formidabile visione, Isaia rispose nel solo modo adatto: “Ahimé! Io sono perduto perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure, eppure i miei occhi hanno visto il Re, l’Eterno degli eserciti!” (v.5). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Il profeta Isaia visse una drammatica esperienza che lo segnò per sempre. Gli apparve una visione del Signore “assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio” (Isaia 6,1). In questa visione, esseri angelici dichiaravano la traboccante santità di Dio: “Al suono delle loro voci gli stipiti della porta ne furono scossi e il tempio si riempì di fumo” (v.4). Sconvolto da questa formidabile visione, Isaia rispose nel solo modo adatto: “Ahimé! Io sono perduto perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure, eppure i miei occhi hanno visto il Re, l’Eterno degli eserciti!” (v.5). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Qualcuno ha definito l’esperienza di Isaia il “fattore di disintegrazione”. R.C.Sproul scrive: “Per la prima volta nella sua vita, Isaia capì realmente chi fosse Dio. Al tempo stesso, per la prima volta Isaia capì realmente chi fosse Isaia” &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;[7]&lt;/del&gt;. Se la parola integrità significa interezza (intera come un numero primo), la disintegrazione significa andare in frantumi. Molti di noi tentano in ogni modo di vivere la propria vita “nel suo intero”, e persino quando ci sentiamo del tutto perduti, cerchiamo almeno di sembrare “integri”. Com’è sconvolgente quindi essere alla presenza di Dio, e smarrirsi completamente nello scoprire la profondità della nostra condizione di peccatori. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Qualcuno ha definito l’esperienza di Isaia il “fattore di disintegrazione”. R.C.Sproul scrive: “Per la prima volta nella sua vita, Isaia capì realmente chi fosse Dio. Al tempo stesso, per la prima volta Isaia capì realmente chi fosse Isaia”&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibid., pp. 45–46.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;/ins&gt;. Se la parola integrità significa interezza (intera come un numero primo), la disintegrazione significa andare in frantumi. Molti di noi tentano in ogni modo di vivere la propria vita “nel suo intero”, e persino quando ci sentiamo del tutto perduti, cerchiamo almeno di sembrare “integri”. Com’è sconvolgente quindi essere alla presenza di Dio, e smarrirsi completamente nello scoprire la profondità della nostra condizione di peccatori. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;lt;br&amp;gt; '''Avvicinarsi a un Dio di santità''' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;lt;br&amp;gt; '''Avvicinarsi a un Dio di santità''' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 83:&lt;/td&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Un’altra osservazione finale sul sacerdozio nell’Antico Testamento. Mediare tra Dio e il popolo era responsabilità del sacerdote. Su ciascuna spalla dell’abito dell’Alto Sacerdote vi era una pietra d’onice su cui erano incisi i nomi delle sei tribù delle nazioni d’Israele. Sul petto della veste erano cucite dodici diverse pietre, una per ciascuna delle dodici tribù. Entrando nel Sancta Sanctorum, egli portava simbolicamente il popolo di Dio sulle spalle e sul cuore. All’epoca del Nuovo Testamento, Gesù è naturalmente il nostro Alto Sacerdote. Tanto è grande il suo amore per noi, che anche egli ci porta sulle spalle, sopportando il nostro fardello e, come amico compassionevole, ci tiene vicini al suo cuore. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Un’altra osservazione finale sul sacerdozio nell’Antico Testamento. Mediare tra Dio e il popolo era responsabilità del sacerdote. Su ciascuna spalla dell’abito dell’Alto Sacerdote vi era una pietra d’onice su cui erano incisi i nomi delle sei tribù delle nazioni d’Israele. Sul petto della veste erano cucite dodici diverse pietre, una per ciascuna delle dodici tribù. Entrando nel Sancta Sanctorum, egli portava simbolicamente il popolo di Dio sulle spalle e sul cuore. All’epoca del Nuovo Testamento, Gesù è naturalmente il nostro Alto Sacerdote. Tanto è grande il suo amore per noi, che anche egli ci porta sulle spalle, sopportando il nostro fardello e, come amico compassionevole, ci tiene vicini al suo cuore. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Sapere che Gesù è il nostro mediatore ci rende in grado di vedere Dio non soltanto come un fuoco che consuma, ma come un Padre con cui ci siamo riconciliati &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;[12]&lt;/del&gt;. Dovremmo metterci d’impegno per conoscere e apprezzare questo vitale ministero di nostro Signore Gesù. Comprendere il significato del suo sacerdozio sfocerà in una sincera gratitudine e in una maggior consapevolezza di tutto quel che Dio ha fatto per noi. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Sapere che Gesù è il nostro mediatore ci rende in grado di vedere Dio non soltanto come un fuoco che consuma, ma come un Padre con cui ci siamo riconciliati&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;&amp;lt;ref&amp;gt;J.C. Ryle, Expository Thoughts on the Gospels: Luke (Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1879, 1985), p. 71&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;/ins&gt;. Dovremmo metterci d’impegno per conoscere e apprezzare questo vitale ministero di nostro Signore Gesù. Comprendere il significato del suo sacerdozio sfocerà in una sincera gratitudine e in una maggior consapevolezza di tutto quel che Dio ha fatto per noi. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;'''Nostra in partecipazione''' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;'''Nostra in partecipazione''' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 126:&lt;/td&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''The Holiness of God'' di R.C. Sproul (Wheaton, IL: Tyndale House Publishers, 1985) &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''The Holiness of God'' di R.C. Sproul (Wheaton, IL: Tyndale House Publishers, 1985) &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''The Knowledge of the Holy'' di A.W. Tozer (Camp Hill, PA: Christian Publications, Inc., 1978)&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''The Knowledge of the Holy'' di A.W. Tozer (Camp Hill, PA: Christian Publications, Inc., 1978) &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt; 2.↑ T.C. Hammond, In Understanding Be Men (London, England: InterVarsity Fellowship, 1938).&lt;/del&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;12.↑ J.C. Ryle, Expository Thoughts on the Gospels: Luke (Hertfordshire, England: Evangelical Press, 1879, 1985), p. 71.&lt;/del&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;13.↑ Sinclair Ferguson, A Heart for God, p. 129.&lt;/del&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;!-- diff generator: internal 2026-04-12 07:17:18 --&gt;
&lt;/table&gt;</description>
			<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 16:20:32 GMT</pubDate>			<dc:creator>Steffmahr</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Questa_grande_salvezza/La_santit%C3%A0_di_Dio</comments>		</item>
		<item>
			<title>Steffmahr il 00:55, 11 gen 2010</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/w/index.php?title=Questa_grande_salvezza/La_santit%C3%A0_di_Dio&amp;diff=143&amp;oldid=prev</link>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;table style=&quot;background-color: white; color:black;&quot;&gt;
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		&lt;td colspan='2' style=&quot;background-color: white; color:black;&quot;&gt;Versione delle 00:55, 11 gen 2010&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 21:&lt;/td&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;La santità differisce dalle altre perfezioni di Dio poiché si diffonde su tutti gli altri attributi. Dunque il suo amore è un amore santo, la sua giustizia è una giustizia santa, e così via. Se pensiamo agli attributi divini come alle varie sfaccettature di un diamante, la santità sarebbe allora lo splendore combinato di tutte queste, rifulgenti in sfolgorante gloria. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;La santità differisce dalle altre perfezioni di Dio poiché si diffonde su tutti gli altri attributi. Dunque il suo amore è un amore santo, la sua giustizia è una giustizia santa, e così via. Se pensiamo agli attributi divini come alle varie sfaccettature di un diamante, la santità sarebbe allora lo splendore combinato di tutte queste, rifulgenti in sfolgorante gloria. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;'''Superstizioni religiose'''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;'''Superstizioni religiose''' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Le Scritture hanno molto da dire riguardo alla santità. Il primo libro della Bibbia, il Genesi, descrive la caduta dell’uomo; l’Esodo poi, con la sua immagine centrale dell’agnello di Pesach, ne illustra la redenzione. Segue il Levitico… ah! Il Levitico, libro in cui così tanti aspiranti studiosi della Bibbia si sono impantanati nei loro annuali tentativi di lettura approfondita, senza più riemergerne. Eppure, questo è un libro cruciale se vogliamo comprendere la santità. Il Levitico inoltre illumina il fondamentale sacrificio espiatorio di nostro Signore Gesù Cristo. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Le Scritture hanno molto da dire riguardo alla santità. Il primo libro della Bibbia, il Genesi, descrive la caduta dell’uomo; l’Esodo poi, con la sua immagine centrale dell’agnello di Pesach, ne illustra la redenzione. Segue il Levitico… ah! Il Levitico, libro in cui così tanti aspiranti studiosi della Bibbia si sono impantanati nei loro annuali tentativi di lettura approfondita, senza più riemergerne. Eppure, questo è un libro cruciale se vogliamo comprendere la santità. Il Levitico inoltre illumina il fondamentale sacrificio espiatorio di nostro Signore Gesù Cristo. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 63:&lt;/td&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Qualcuno ha definito l’esperienza di Isaia il “fattore di disintegrazione”. R.C.Sproul scrive: “Per la prima volta nella sua vita, Isaia capì realmente chi fosse Dio. Al tempo stesso, per la prima volta Isaia capì realmente chi fosse Isaia” [7]. Se la parola integrità significa interezza (intera come un numero primo), la disintegrazione significa andare in frantumi. Molti di noi tentano in ogni modo di vivere la propria vita “nel suo intero”, e persino quando ci sentiamo del tutto perduti, cerchiamo almeno di sembrare “integri”. Com’è sconvolgente quindi essere alla presenza di Dio, e smarrirsi completamente nello scoprire la profondità della nostra condizione di peccatori. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Qualcuno ha definito l’esperienza di Isaia il “fattore di disintegrazione”. R.C.Sproul scrive: “Per la prima volta nella sua vita, Isaia capì realmente chi fosse Dio. Al tempo stesso, per la prima volta Isaia capì realmente chi fosse Isaia” [7]. Se la parola integrità significa interezza (intera come un numero primo), la disintegrazione significa andare in frantumi. Molti di noi tentano in ogni modo di vivere la propria vita “nel suo intero”, e persino quando ci sentiamo del tutto perduti, cerchiamo almeno di sembrare “integri”. Com’è sconvolgente quindi essere alla presenza di Dio, e smarrirsi completamente nello scoprire la profondità della nostra condizione di peccatori. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;La consapevolezza della propria condizione di peccatori è all’inizio causa sdi avversione verso Dio. In quasi tutti i racconti biblici di visitazioni angeliche, la gente cade preda di terribile spavento. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;La consapevolezza della propria condizione di peccatori è all’inizio causa sdi avversione verso Dio. In quasi tutti i racconti biblici di visitazioni angeliche, la gente cade preda di terribile spavento. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Sapere che Gesù è il nostro mediatore ci rende in grado di vedere Dio non soltanto come un fuoco che consuma, ma come un Padre con cui ci siamo riconciliati [12]. Dovremmo metterci d’impegno per conoscere e apprezzare questo vitale ministero di nostro Signore Gesù. Comprendere il significato del suo sacerdozio sfocerà in una sincera gratitudine e in una maggior consapevolezza di tutto quel che Dio ha fatto per noi. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Sapere che Gesù è il nostro mediatore ci rende in grado di vedere Dio non soltanto come un fuoco che consuma, ma come un Padre con cui ci siamo riconciliati [12]. Dovremmo metterci d’impegno per conoscere e apprezzare questo vitale ministero di nostro Signore Gesù. Comprendere il significato del suo sacerdozio sfocerà in una sincera gratitudine e in una maggior consapevolezza di tutto quel che Dio ha fatto per noi. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;'''Nostra in partecipazione'''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;'''Nostra in partecipazione''' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Una delle più sorprendenti promesse di tutte le Scritture, è l’assicurazione che condivideremo la santità di Dio: “I nostri padri ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene; ma Dio ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità” (Ebrei 12,10). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Una delle più sorprendenti promesse di tutte le Scritture, è l’assicurazione che condivideremo la santità di Dio: “I nostri padri ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene; ma Dio ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità” (Ebrei 12,10). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 100:&lt;/td&gt;
&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;diff-lineno&quot;&gt;Riga 100:&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Probabilmente ciò non è più chiaramente illustrato che nelle circostanze in cui avvenne la conversione di Saulo di Tarso. Egli fu uno zelante persecutore della chiesa agli albori, responsabile della morte di tanti uomini e donne seguaci di Gesù Cristo. Mentre si trovava in viaggio per Damasco per smascherare e punire i cristiani, il Signore stesso intervenne drammaticamente e mise fine alle sue attività. Nel raccontare anni dopo l’avvenimento al re Agrippa, Paolo disse: &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Probabilmente ciò non è più chiaramente illustrato che nelle circostanze in cui avvenne la conversione di Saulo di Tarso. Egli fu uno zelante persecutore della chiesa agli albori, responsabile della morte di tanti uomini e donne seguaci di Gesù Cristo. Mentre si trovava in viaggio per Damasco per smascherare e punire i cristiani, il Signore stesso intervenne drammaticamente e mise fine alle sue attività. Nel raccontare anni dopo l’avvenimento al re Agrippa, Paolo disse: &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;lt;blockquote&amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;lt;blockquote&amp;gt;Intorno al meriggio, o re, mentre ero sulla via, vidi una luce dal cielo, più luminosa del sole, che guizzava tra me e i miei compagni. Cademmo tutti a terra, e udii una voce parlarmi in aramaico: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ti è duro recalcitrare contro i pungoli”. Quindi io chiesi: “Chi sei tu, Signore?”, “Io sono Gesù, che tu perseguiti”, replicò il Signore, “Ora alzati e sta’ in piedi. Ti sono apparso per costituirti ministro e testimone delle cose che tu hai visto e di quelle per cui io ti apparirò” (Atti 26,13-16). &amp;lt;/blockquote&amp;gt; &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;È per noi motivo di stupore che Saulo sia uscito vivo da questo incontro. Dio avrebbe avuto ogni ragione di annientarlo proprio là sulla via di Damasco. Tuttavia, invece di ricevere il castigo dalle mani del Santo che aveva perseguitato, Saulo esperì il grande amore e l’accettazione del Signore. Ottenne persino l’incarico di servire da ambasciatore per Colui a cui si era opposto con cotanta veemenza. Quale meravigliosa grazia! &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;È per noi motivo di stupore che Saulo sia uscito vivo da questo incontro. Dio avrebbe avuto ogni ragione di annientarlo proprio là sulla via di Damasco. Tuttavia, invece di ricevere il castigo dalle mani del Santo che aveva perseguitato, Saulo esperì il grande amore e l’accettazione del Signore. Ottenne persino l’incarico di servire da ambasciatore per Colui a cui si era opposto con cotanta veemenza. Quale meravigliosa grazia! &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;La santità di Dio lo pone in verità su un piano diverso dal nostro, così come il cielo sta sopra la terra. Ma grazie a Dio, ciò non gli ha impedito di toccare e trasformare i Giacobbi in Israeli e i Sauli in Paoli. I nostri nomi possono non cambiare, ma la nostra trasformazione interiore è resa certa dal nostro incontro con la santità di Dio. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;La santità di Dio lo pone in verità su un piano diverso dal nostro, così come il cielo sta sopra la terra. Ma grazie a Dio, ciò non gli ha impedito di toccare e trasformare i Giacobbi in Israeli e i Sauli in Paoli. I nostri nomi possono non cambiare, ma la nostra trasformazione interiore è resa certa dal nostro incontro con la santità di Dio. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;!-- diff generator: internal 2026-04-12 07:17:18 --&gt;
&lt;/table&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 00:55:41 GMT</pubDate>			<dc:creator>Steffmahr</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Questa_grande_salvezza/La_santit%C3%A0_di_Dio</comments>		</item>
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			<title>Steffmahr il 00:54, 11 gen 2010</title>
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			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
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			<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 00:54:56 GMT</pubDate>			<dc:creator>Steffmahr</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Questa_grande_salvezza/La_santit%C3%A0_di_Dio</comments>		</item>
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			<title>Steffmahr il 00:45, 11 gen 2010</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/w/index.php?title=Questa_grande_salvezza/La_santit%C3%A0_di_Dio&amp;diff=141&amp;oldid=prev</link>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
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			<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 00:45:36 GMT</pubDate>			<dc:creator>Steffmahr</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Questa_grande_salvezza/La_santit%C3%A0_di_Dio</comments>		</item>
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			<title>Steffmahr: Creata pagina con '{{Info|This Great Salvation/The Holiness of God}}'</title>
			<link>http://it.gospeltranslations.org/w/index.php?title=Questa_grande_salvezza/La_santit%C3%A0_di_Dio&amp;diff=140&amp;oldid=prev</link>
			<description>&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;#39;{{Info|This Great Salvation/The Holiness of God}}&amp;#39;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;{{Info|This Great Salvation/The Holiness of God}}&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 00:44:56 GMT</pubDate>			<dc:creator>Steffmahr</dc:creator>			<comments>http://it.gospeltranslations.org/wiki/Discussione:Questa_grande_salvezza/La_santit%C3%A0_di_Dio</comments>		</item>
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