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		<title>La pratica della mortificazione - Cronologia</title>
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		<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>Paola Levante il 09:16, 2 nov 2011</title>
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;San Paolo ci fornisce lo schema e il ritmo di cui abbiamo bisogno. Come gli atleti olimpici del salto in lungo, non avremo successo finchè non torneremo dal punto di azione a un punto in cui possiamo guadagnare l’energia necessaria per sostenere l’estenuante sforzo richiesto per affrontare il peccato. Quindi, in che modo San Paolo ci insegna ad ottenere questo risultato? &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;San Paolo ci fornisce lo schema e il ritmo di cui abbiamo bisogno. Come gli atleti olimpici del salto in lungo, non avremo successo finchè non torneremo dal punto di azione a un punto in cui possiamo guadagnare l’energia necessaria per sostenere l’estenuante sforzo richiesto per affrontare il peccato. Quindi, in che modo San Paolo ci insegna ad ottenere questo risultato? &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Per prima cosa, San Paolo sottolinea l’importanza di avere familiarità con la nostra nuova identità in Cristo (3:1–4). Quante volte, dopo aver collezionato un fallimento in ambito spirituale, ci lamentiamo di aver dimenticato chi siamo veramente – i figli di Cristo. Abbiamo una nuova identità. Non siamo più “in Adamo”, ma “in Cristo”; non più nella carne, ma nello spirito; non più dominati dalla vecchia creazione ma viventi nella nuova (Rom. 5:12–21; 8:9; 2 Cor. 5:17). San Paolo impiega del tempo per spiegare questo concetto. Siamo morti con Cristo (Col. 3:3; siamo stati persino sepolti con Cristo, 2:12); siamo risuscitati con Lui e, adesso, la nostra vita si cela dietro la sua. Infatti, siamo così legati a Cristo che Esso non apparirà nella &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Gloria &lt;/del&gt;senza di noi (3:4). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Per prima cosa, San Paolo sottolinea l’importanza di avere familiarità con la nostra nuova identità in Cristo (3:1–4). Quante volte, dopo aver collezionato un fallimento in ambito spirituale, ci lamentiamo di aver dimenticato chi siamo veramente – i figli di Cristo. Abbiamo una nuova identità. Non siamo più “in Adamo”, ma “in Cristo”; non più nella carne, ma nello spirito; non più dominati dalla vecchia creazione ma viventi nella nuova (Rom. 5:12–21; 8:9; 2 Cor. 5:17). San Paolo impiega del tempo per spiegare questo concetto. Siamo morti con Cristo (Col. 3:3; siamo stati persino sepolti con Cristo, 2:12); siamo risuscitati con Lui e, adesso, la nostra vita si cela dietro la sua. Infatti, siamo così legati a Cristo che Esso non apparirà nella &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;gloria &lt;/ins&gt;senza di noi (3:4). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Spesso, il fallimento riportato lottando contro la presenza del peccato può essere dovuto all’amnesia spirituale, alla noncuranza della nostra nuova, pura e autentica identità. Come credente, io sono una persona che è stata liberata dal dominio del peccato e, quindi, mi sento libero e motivato a lottare contro le rimanenze dell’armata del peccato che sono ancora presenti nel mio cuore. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Spesso, il fallimento riportato lottando contro la presenza del peccato può essere dovuto all’amnesia spirituale, alla noncuranza della nostra nuova, pura e autentica identità. Come credente, io sono una persona che è stata liberata dal dominio del peccato e, quindi, mi sento libero e motivato a lottare contro le rimanenze dell’armata del peccato che sono ancora presenti nel mio cuore. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Di conseguenza, il principio numero uno è: siate consapevoli, rimanete nella vostra consapevolezza, riflettete e agite seguendo la vostra nuova identità – siete in Cristo. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Di conseguenza, il principio numero uno è: siate consapevoli, rimanete nella vostra consapevolezza, riflettete e agite seguendo la vostra nuova identità – siete in Cristo. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Secondo, Paolo continua ad esporre l’azione del peccato su ogni aspetto della nostra vita (Col. 3:5–11). Se dobbiamo affrontare il peccato in maniera biblica, non dobbiamo commettere l’errore di pensare che possiamo limitare il nostro attacco ad una singola area di fallimento riscontrata &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;nella nostra vita&lt;/del&gt;. Il peccato va affrontato nella sua totalità. Questo è il motivo che spinge San Paolo a spaziare dalle manifestazioni del peccato nella vita privata (v. 5), nella vita pubblica di ogni giorno (v. 8) e nella vita ecclesiastica (vv. 9-11; “reciprocamente,” “qui,” vale a dire, nella comunità ecclesiastica). Il confronto con la mortificazione è simile a quello con la dieta (anch’essa una forma di mortificazione!): una volta iniziata, scopriamo che esiste ogni genere di causa per la quale siamo sovrappeso. In realtà, ci stiamo confrontando con noi stessi, e non solamente con un controllo delle calorie. Sono io il problema, non le patatine! L’atto di mortificare il peccato rappresenta un cambiamento radicale della nostra vita. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Secondo, Paolo continua ad esporre l’azione del peccato su ogni aspetto della nostra vita (Col. 3:5–11). Se dobbiamo affrontare il peccato in maniera biblica, non dobbiamo commettere l’errore di pensare che possiamo limitare il nostro attacco ad una singola area di fallimento riscontrata &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;nelle nostre vite&lt;/ins&gt;. Il peccato va affrontato nella sua totalità. Questo è il motivo che spinge San Paolo a spaziare dalle manifestazioni del peccato nella vita privata (v. 5), nella vita pubblica di ogni giorno (v. 8) e nella vita ecclesiastica (vv. 9-11; “reciprocamente,” “qui,” vale a dire, nella comunità ecclesiastica). Il confronto con la mortificazione è simile a quello con la dieta (anch’essa una forma di mortificazione!): una volta iniziata, scopriamo che esiste ogni genere di causa per la quale siamo sovrappeso. In realtà, ci stiamo confrontando con noi stessi, e non solamente con un controllo delle calorie. Sono io il problema, non le patatine! L’atto di mortificare il peccato rappresenta un cambiamento radicale della nostra vita. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Terzo, l’esposizione di San Paolo ci fornisce una guida pratica per mortificare il peccato. A volte è come se Paolo si limitasse ad esortare (“Mettere a morte…,” 3:5) senza fornire un aiuto “pratico” per rispondere alle nostre domande sul “come?”. Al giorno d’oggi, spesso i cristiani si recano da San Paolo per chiedere consiglio su cosa fare e dopo vanno alla biblioteca cristiana locale per scoprire come mettere in pratica i suggerimenti! Perché questa biforcazione? Probabilmente perchè non ci fermiamo a riflettere abbastanza a lungo su quello che dice San Paolo. Non facciamo delle riflessioni profonde sulle Sacre Scritture. Perché, singolarmente, ogni volta che San Paolo pronuncia una esortazione, la guarnisce con una serie di suggerimenti su come metterla in pratica. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Terzo, l’esposizione di San Paolo ci fornisce una guida pratica per mortificare il peccato. A volte è come se Paolo si limitasse ad esortare (“Mettere a morte…,” 3:5) senza fornire un aiuto “pratico” per rispondere alle nostre domande sul “come?”. Al giorno d’oggi, spesso i cristiani si recano da San Paolo per chiedere consiglio su cosa fare e dopo vanno alla biblioteca cristiana locale per scoprire come mettere in pratica i suggerimenti! Perché questa biforcazione? Probabilmente perchè non ci fermiamo a riflettere abbastanza a lungo su quello che dice San Paolo. Non facciamo delle riflessioni profonde sulle Sacre Scritture. Perché, singolarmente, ogni volta che San Paolo pronuncia una esortazione, la guarnisce con una serie di suggerimenti su come metterla in pratica. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;2. Guardate il peccato per quello che è realmente in presenza di Dio. “A tal proposito, la collera di Dio si avvicina” (3:6). I maestri della vita spirituale hanno detto di trascinare le nostre bramosie (le quali danno calci e gridano, come se fossero reali) davanti alla croce, davanti a un Cristo che può placare l’ira. Il mio peccato mi porta – non a un piacere duraturo – soltanto a dispiacere il sacro divino. Osservate la vera natura del vostro peccato sotto la luce della sua punizione. Con troppa facilità pensiamo che il peccato sia meno grave tra i cristiani piuttosto che tra i non-credenti: “Sono assolto, vero?” Non se perseveri nel peccato (1 Giovanni 3:9)! Adotta una visione pura del peccato e prova vergogna per quello in cui sei incappato una volta (Col. 3:7; confronta Rom. 6:21). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;2. Guardate il peccato per quello che è realmente in presenza di Dio. “A tal proposito, la collera di Dio si avvicina” (3:6). I maestri della vita spirituale hanno detto di trascinare le nostre bramosie (le quali danno calci e gridano, come se fossero reali) davanti alla croce, davanti a un Cristo che può placare l’ira. Il mio peccato mi porta – non a un piacere duraturo – soltanto a dispiacere il sacro divino. Osservate la vera natura del vostro peccato sotto la luce della sua punizione. Con troppa facilità pensiamo che il peccato sia meno grave tra i cristiani piuttosto che tra i non-credenti: “Sono assolto, vero?” Non se perseveri nel peccato (1 Giovanni 3:9)! Adotta una visione pura del peccato e prova vergogna per quello in cui sei incappato una volta (Col. 3:7; confronta Rom. 6:21). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;3. Riconoscete l’inconsistenza del vostro peccato. Fate uscire il “vecchio uomo,” e fate entrare il “nuovo” (3:9-10). Non siete più &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;l’ “uomo vecchio”&lt;/del&gt;. La vostra identità “in Adamo” non esiste più. Il vecchio uomo è stato “crocifisso insieme a Lui [Cristo] affinchè il corpo del peccato [probabilmente “la vita nel corpo dominato dal peccato”] potesse essere condotto verso il nulla, così non saremmo più stati schiavi del peccato” (Rom. 6:6). Gli uomini nuovi vivono una nuova vita. Qualsiasi cosa che risulti meno importante di questo fatto è una contraddizione della propria identità “in Cristo.” &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;3. Riconoscete l’inconsistenza del vostro peccato. Fate uscire il “vecchio uomo,” e fate entrare il “nuovo” (3:9-10). Non siete più &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;il “vecchio uomo”&lt;/ins&gt;. La vostra identità “in Adamo” non esiste più. Il vecchio uomo è stato “crocifisso insieme a Lui [Cristo] affinchè il corpo del peccato [probabilmente “la vita nel corpo dominato dal peccato”] potesse essere condotto verso il nulla, così non saremmo più stati schiavi del peccato” (Rom. 6:6). Gli uomini nuovi vivono una nuova vita. Qualsiasi cosa che risulti meno importante di questo fatto è una contraddizione della propria identità “in Cristo.” &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;4. Mettete a morte il peccato (Col. 3:5). È “facile” sia a dirsi che a farsi. Rifiutatelo, affamatelo e respingetelo. Non potete “mortificare” il peccato senza provare dolore per l’uccisione. Non c’è altro modo! &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;4. Mettete a morte il peccato (Col. 3:5). È “facile” sia a dirsi che a farsi. Rifiutatelo, affamatelo e respingetelo. Non potete “mortificare” il peccato senza provare dolore per l’uccisione. Non c’è altro modo! &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Paola Levante</name></author>	</entry>

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		<title>Paola Levante il 15:10, 1 nov 2011</title>
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				<updated>2011-11-01T15:10:33Z</updated>
		
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Tra i passaggi citati, Colossesi 3:1-17 è probabilmente il punto migliore da cui cominciare. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Tra i passaggi citati, Colossesi 3:1-17 è probabilmente il punto migliore da cui cominciare. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;In questo caso&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;, la comunità cristiana descritta &lt;/del&gt;era relativamente &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;giovane&lt;/del&gt;. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;I suoi seguaci hanno &lt;/del&gt;vissuto una meravigliosa esperienza di conversione dal paganesimo in Cristo. Sono entrati in un mondo di grazia maestosamente nuovo e redentore. Probabilmente, – &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;il discorso seguente è valido &lt;/del&gt;se &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;siamo riusciti &lt;/del&gt;a leggere tra le righe - per un attimo hanno avuto la sensazione di essere stati liberati non solo dal fardello del peccato, ma anche dalla sua influenza &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;(anche se non completamente) &lt;/del&gt;– quanto era meravigliosa la loro nuova libertà. Ma successivamente, com’era prevedibile, il peccato ha alzato nuovamente il suo orrendo capo. Dopo aver vissuto l’esperienza del “già” della grazia, adesso stavano per scoprire il doloroso “non ancora” della santificazione in atto. Suona familiare! &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;In questo caso &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;i cristiani &lt;/ins&gt;era relativamente &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;giovani&lt;/ins&gt;. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Hanno &lt;/ins&gt;vissuto una meravigliosa esperienza di conversione dal paganesimo in Cristo. Sono entrati in un mondo di grazia maestosamente nuovo e redentore. Probabilmente, – se &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;riusciamo &lt;/ins&gt;a leggere tra le righe - per un attimo hanno avuto la sensazione di essere stati liberati non solo dal fardello del peccato, ma &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;quasi &lt;/ins&gt;anche dalla sua influenza – quanto era meravigliosa la loro nuova libertà. Ma successivamente, com’era prevedibile, il peccato ha alzato nuovamente il suo orrendo capo. Dopo aver vissuto l’esperienza del “già” della grazia, adesso stavano per scoprire il doloroso “non ancora” della santificazione in atto. Suona familiare! &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Tuttavia, così come accade nella nostra sottocultura evangelica di rapide risoluzioni di problemi a lungo termine, a meno che i Colossesi non fossero in possesso di una profonda conoscenza dei principi del Vangelo, in quel momento avrebbero corso dei rischi! Questo perché, proprio in questa fase, i giovani cristiani possono diventare una facile preda dei falsi maestri e delle loro promesse di una vita spirituale più intensa. Questo è &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;quello &lt;/del&gt;che San Paolo temeva (Col. 2:8, 16). I metodi per ottenere la santità andavano di moda (Col. 2:21–22) – e sembravano &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;essere &lt;/del&gt;pervasi da una profonda &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;spirituali&lt;/del&gt;, l’ideale per i ferventi e giovani credenti. Ma, in realtà, “non &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;sono di nessuna utilità nella lotta per fermare l’indulgenza della carne”&lt;/del&gt;. Non i nuovi metodi, ma soltanto la conoscenza degli insegnamenti del Vangelo può permettere di costruire delle fondamenta adeguate e uno schema per affrontare il peccato. Questo è il tema della Lettera ai Colossesi 3:1-17. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Tuttavia, così come accade nella nostra sottocultura evangelica di rapide risoluzioni di problemi a lungo termine, a meno che i Colossesi non fossero in possesso di una profonda conoscenza dei principi del Vangelo, in quel momento avrebbero corso dei rischi! Questo perché, proprio in questa fase, i giovani cristiani possono diventare una facile preda dei falsi maestri e delle loro promesse di una vita spirituale più intensa. Questo è &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;ciò &lt;/ins&gt;che San Paolo temeva (Col. 2:8, 16). I metodi per ottenere la santità andavano di moda (Col. 2:21–22) – e sembravano pervasi da una profonda &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;spiritualità&lt;/ins&gt;, l’ideale per i ferventi e giovani credenti. Ma, in realtà, “non &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;hanno alcun valore contro le intemperanze carnali” (Col. 2:23)&lt;/ins&gt;. Non i nuovi metodi, ma soltanto la conoscenza degli insegnamenti del Vangelo può permettere di costruire delle fondamenta adeguate e uno schema per affrontare il peccato. Questo è il tema della Lettera ai Colossesi 3:1-17. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;San Paolo ci fornisce lo schema e il ritmo di cui abbiamo bisogno. Come gli atleti olimpici del salto in lungo, non avremo successo finchè non torneremo dal punto di azione a un punto in cui possiamo guadagnare l’energia necessaria per sostenere l’estenuante sforzo richiesto per affrontare il peccato. Quindi, in che modo San Paolo ci insegna ad ottenere questo risultato? &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;San Paolo ci fornisce lo schema e il ritmo di cui abbiamo bisogno. Come gli atleti olimpici del salto in lungo, non avremo successo finchè non torneremo dal punto di azione a un punto in cui possiamo guadagnare l’energia necessaria per sostenere l’estenuante sforzo richiesto per affrontare il peccato. Quindi, in che modo San Paolo ci insegna ad ottenere questo risultato? &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Paola Levante</name></author>	</entry>

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		<title>Paola Levante il 14:41, 1 nov 2011</title>
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Un mio amico – un ministro più giovane – era seduto accanto a me e, al termine di una conferenza tenutasi nella sua chiesa, ha detto: “Prima di ritirarci stanotte, vorrei che mi illustrassi le tappe necessarie per aiutare una persona a mortificare il peccato”. Siamo rimasti seduti ancora un po’ a parlare di questo argomento e poi &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;siamo andati &lt;/del&gt;a letto&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;. Spero &lt;/del&gt;che&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;, grazie alla &lt;/del&gt;nostra conversazione&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;, si sia sentito beato tanto &lt;/del&gt;quanto me. Continuo a chiedermi se mi &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;ha &lt;/del&gt;fatto quella domanda in qualità di pastore o soltanto per &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;conoscenza personale &lt;/del&gt;– o entrambe. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Un mio amico – un ministro più giovane – era seduto accanto a me e, al termine di una conferenza tenutasi nella sua chiesa, ha detto: “Prima di ritirarci stanotte, vorrei che mi illustrassi le tappe necessarie per aiutare una persona a mortificare il peccato”. Siamo rimasti seduti ancora un po’ a parlare di questo argomento e poi &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;sono andato &lt;/ins&gt;a letto&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;, fiducioso &lt;/ins&gt;che &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;anche lui si sentisse benedetto dalla &lt;/ins&gt;nostra conversazione quanto me. Continuo a chiedermi se mi &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;avesse &lt;/ins&gt;fatto quella domanda in qualità di pastore o soltanto per &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;se stesso &lt;/ins&gt;– o entrambe. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Quale potrebbe essere la migliore risposta alla sua domanda? La prima cosa da fare è: fare riferimento alle Sacre Scritture. Sì, fate riferimento a John Owen (non è mai una cattiva idea!), o a qualche altro consigliere che sia &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;ancora in vita &lt;/del&gt;o &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;deceduto&lt;/del&gt;. Ma ricordate che non &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;dobbiamo fare affidamento &lt;/del&gt;soltanto &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;alle &lt;/del&gt;buone risorse umane sull’argomento. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Dobbiamo &lt;/del&gt;trarre insegnamento dalla “parola del Signore” affinchè i principi che stiamo imparando ad applicare &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;includano, al proprio interno, &lt;/del&gt;sia l’autorità di Dio (la pratica della mortificazione) &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;che &lt;/del&gt;la promessa di Dio &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;e possano essere efficaci&lt;/del&gt;. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Quale potrebbe essere la migliore risposta alla sua domanda? La prima cosa da fare è: fare riferimento alle Sacre Scritture. Sì, fate riferimento a John Owen (non è mai una cattiva idea!), o a qualche altro consigliere che sia &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;vivo &lt;/ins&gt;o &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;morto&lt;/ins&gt;. Ma ricordate che non &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;abbiamo &lt;/ins&gt;soltanto &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;le &lt;/ins&gt;buone risorse umane sull’argomento. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Abbiamo bisogno di &lt;/ins&gt;trarre insegnamento dalla “parola del Signore” affinchè i principi che stiamo imparando ad applicare &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;rechino con sé &lt;/ins&gt;sia l’autorità di Dio (la pratica della mortificazione) &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;sia &lt;/ins&gt;la promessa di Dio &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;sulla loro efficacia&lt;/ins&gt;. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Ritornano alla mente numerosi passaggi &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;che possono diventare oggetto di studio&lt;/del&gt;: Romani 8:13; Romani 13:8-14 (testo di Agostino); Seconda lettera ai Corinzi 6:14-7:1; Efesini 4:17-5:21; Colossesi 3:1-17; 1 Pietro 4:1-11; 1 Giovanni 2:28-3:11. È significativo il fatto che soltanto due dei passaggi citati &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;contengono &lt;/del&gt;il verbo “mortificare” (“mettere a morte”). Altrettanto significativo è &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;il fatto &lt;/del&gt;che il contesto di ciascuno dei passaggi è più ampio della semplice esortazione a mettere il peccato a morte. Come &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;possiamo notare&lt;/del&gt;, questa è un’osservazione che &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;si rivela &lt;/del&gt;essere di notevole importanza. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Ritornano alla mente numerosi passaggi &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;da esaminare&lt;/ins&gt;: Romani 8:13; Romani 13:8-14 (&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;il &lt;/ins&gt;testo di Agostino); Seconda lettera ai Corinzi 6:14-7:1; Efesini 4:17-5:21; Colossesi 3:1-17; 1 Pietro 4:1-11; 1 Giovanni 2:28-3:11. È significativo il fatto che soltanto due dei passaggi citati &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;contengano &lt;/ins&gt;il verbo “mortificare” (“mettere a morte”). Altrettanto significativo è che il contesto di ciascuno dei passaggi è più ampio della semplice esortazione a mettere il peccato a morte. Come &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;vedremo&lt;/ins&gt;, questa è un’osservazione che &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;risulta &lt;/ins&gt;essere di notevole importanza. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Tra i passaggi citati, Colossesi 3:1-17 è probabilmente il punto migliore da cui cominciare. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Tra i passaggi citati, Colossesi 3:1-17 è probabilmente il punto migliore da cui cominciare. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Paola Levante</name></author>	</entry>

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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Un mio amico – un ministro più giovane – era seduto accanto a me e, al termine di una conferenza tenutasi nella sua chiesa, ha detto: “Prima di ritirarci, vorrei che &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;tu &lt;/del&gt;mi &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;indicassi i metodi usati &lt;/del&gt;per aiutare una persona a &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;dominare &lt;/del&gt;il peccato”. Siamo rimasti seduti ancora un po’ a parlare di questo argomento e poi siamo andati a letto. Spero che, grazie alla nostra conversazione, si sia sentito beato tanto quanto me. Continuo a chiedermi se mi ha fatto quella domanda in qualità di pastore o soltanto per conoscenza personale – o entrambe. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Un mio amico – un ministro più giovane – era seduto accanto a me e, al termine di una conferenza tenutasi nella sua chiesa, ha detto: “Prima di ritirarci &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;stanotte&lt;/ins&gt;, vorrei che mi &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;illustrassi le tappe necessarie &lt;/ins&gt;per aiutare una persona a &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;mortificare &lt;/ins&gt;il peccato”. Siamo rimasti seduti ancora un po’ a parlare di questo argomento e poi siamo andati a letto. Spero che, grazie alla nostra conversazione, si sia sentito beato tanto quanto me. Continuo a chiedermi se mi ha fatto quella domanda in qualità di pastore o soltanto per conoscenza personale – o entrambe. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Quale potrebbe essere la migliore risposta alla sua domanda? La prima cosa da fare è: fare riferimento alle Sacre Scritture. Sì, fate riferimento a John Owen (non è mai una cattiva idea!), o a qualche altro consigliere che sia ancora in vita o deceduto. Ma ricordate che non dobbiamo fare affidamento soltanto alle buone risorse umane sull’argomento. Dobbiamo trarre insegnamento dalla “parola del Signore” affinchè i principi che stiamo imparando ad applicare includano, al proprio interno, sia l’autorità di Dio (la pratica della mortificazione) che la promessa di Dio e possano essere efficaci. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt; &lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #eee; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;Quale potrebbe essere la migliore risposta alla sua domanda? La prima cosa da fare è: fare riferimento alle Sacre Scritture. Sì, fate riferimento a John Owen (non è mai una cattiva idea!), o a qualche altro consigliere che sia ancora in vita o deceduto. Ma ricordate che non dobbiamo fare affidamento soltanto alle buone risorse umane sull’argomento. Dobbiamo trarre insegnamento dalla “parola del Signore” affinchè i principi che stiamo imparando ad applicare includano, al proprio interno, sia l’autorità di Dio (la pratica della mortificazione) che la promessa di Dio e possano essere efficaci. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Paola Levante</name></author>	</entry>

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		<title>Pcain: Creata pagina con '{{info|The Practice of Mortification}}&lt;br&gt;   Il periodo immediatamente successivo ad una conversazione può cambiare il modo in cui, in un secondo momento, pensiamo al significat...'</title>
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				<updated>2011-02-01T15:36:32Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;#39;{{info|The Practice of Mortification}}&amp;lt;br&amp;gt;   Il periodo immediatamente successivo ad una conversazione può cambiare il modo in cui, in un secondo momento, pensiamo al significat...&amp;#39;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;{{info|The Practice of Mortification}}&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il periodo immediatamente successivo ad una conversazione può cambiare il modo in cui, in un secondo momento, pensiamo al significato della conversazione stessa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un mio amico – un ministro più giovane – era seduto accanto a me e, al termine di una conferenza tenutasi nella sua chiesa, ha detto: “Prima di ritirarci, vorrei che tu mi indicassi i metodi usati per aiutare una persona a dominare il peccato”. Siamo rimasti seduti ancora un po’ a parlare di questo argomento e poi siamo andati a letto. Spero che, grazie alla nostra conversazione, si sia sentito beato tanto quanto me. Continuo a chiedermi se mi ha fatto quella domanda in qualità di pastore o soltanto per conoscenza personale – o entrambe. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quale potrebbe essere la migliore risposta alla sua domanda? La prima cosa da fare è: fare riferimento alle Sacre Scritture. Sì, fate riferimento a John Owen (non è mai una cattiva idea!), o a qualche altro consigliere che sia ancora in vita o deceduto. Ma ricordate che non dobbiamo fare affidamento soltanto alle buone risorse umane sull’argomento. Dobbiamo trarre insegnamento dalla “parola del Signore” affinchè i principi che stiamo imparando ad applicare includano, al proprio interno, sia l’autorità di Dio (la pratica della mortificazione) che la promessa di Dio e possano essere efficaci. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ritornano alla mente numerosi passaggi che possono diventare oggetto di studio: Romani 8:13; Romani 13:8-14 (testo di Agostino); Seconda lettera ai Corinzi 6:14-7:1; Efesini 4:17-5:21; Colossesi 3:1-17; 1 Pietro 4:1-11; 1 Giovanni 2:28-3:11. È significativo il fatto che soltanto due dei passaggi citati contengono il verbo “mortificare” (“mettere a morte”). Altrettanto significativo è il fatto che il contesto di ciascuno dei passaggi è più ampio della semplice esortazione a mettere il peccato a morte. Come possiamo notare, questa è un’osservazione che si rivela essere di notevole importanza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i passaggi citati, Colossesi 3:1-17 è probabilmente il punto migliore da cui cominciare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo caso, la comunità cristiana descritta era relativamente giovane. I suoi seguaci hanno vissuto una meravigliosa esperienza di conversione dal paganesimo in Cristo. Sono entrati in un mondo di grazia maestosamente nuovo e redentore. Probabilmente, – il discorso seguente è valido se siamo riusciti a leggere tra le righe - per un attimo hanno avuto la sensazione di essere stati liberati non solo dal fardello del peccato, ma anche dalla sua influenza (anche se non completamente) – quanto era meravigliosa la loro nuova libertà. Ma successivamente, com’era prevedibile, il peccato ha alzato nuovamente il suo orrendo capo. Dopo aver vissuto l’esperienza del “già” della grazia, adesso stavano per scoprire il doloroso “non ancora” della santificazione in atto. Suona familiare! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, così come accade nella nostra sottocultura evangelica di rapide risoluzioni di problemi a lungo termine, a meno che i Colossesi non fossero in possesso di una profonda conoscenza dei principi del Vangelo, in quel momento avrebbero corso dei rischi! Questo perché, proprio in questa fase, i giovani cristiani possono diventare una facile preda dei falsi maestri e delle loro promesse di una vita spirituale più intensa. Questo è quello che San Paolo temeva (Col. 2:8, 16). I metodi per ottenere la santità andavano di moda (Col. 2:21–22) – e sembravano essere pervasi da una profonda spirituali, l’ideale per i ferventi e giovani credenti. Ma, in realtà, “non sono di nessuna utilità nella lotta per fermare l’indulgenza della carne”. Non i nuovi metodi, ma soltanto la conoscenza degli insegnamenti del Vangelo può permettere di costruire delle fondamenta adeguate e uno schema per affrontare il peccato. Questo è il tema della Lettera ai Colossesi 3:1-17. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
San Paolo ci fornisce lo schema e il ritmo di cui abbiamo bisogno. Come gli atleti olimpici del salto in lungo, non avremo successo finchè non torneremo dal punto di azione a un punto in cui possiamo guadagnare l’energia necessaria per sostenere l’estenuante sforzo richiesto per affrontare il peccato. Quindi, in che modo San Paolo ci insegna ad ottenere questo risultato? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per prima cosa, San Paolo sottolinea l’importanza di avere familiarità con la nostra nuova identità in Cristo (3:1–4). Quante volte, dopo aver collezionato un fallimento in ambito spirituale, ci lamentiamo di aver dimenticato chi siamo veramente – i figli di Cristo. Abbiamo una nuova identità. Non siamo più “in Adamo”, ma “in Cristo”; non più nella carne, ma nello spirito; non più dominati dalla vecchia creazione ma viventi nella nuova (Rom. 5:12–21; 8:9; 2 Cor. 5:17). San Paolo impiega del tempo per spiegare questo concetto. Siamo morti con Cristo (Col. 3:3; siamo stati persino sepolti con Cristo, 2:12); siamo risuscitati con Lui e, adesso, la nostra vita si cela dietro la sua. Infatti, siamo così legati a Cristo che Esso non apparirà nella Gloria senza di noi (3:4). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spesso, il fallimento riportato lottando contro la presenza del peccato può essere dovuto all’amnesia spirituale, alla noncuranza della nostra nuova, pura e autentica identità. Come credente, io sono una persona che è stata liberata dal dominio del peccato e, quindi, mi sento libero e motivato a lottare contro le rimanenze dell’armata del peccato che sono ancora presenti nel mio cuore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di conseguenza, il principio numero uno è: siate consapevoli, rimanete nella vostra consapevolezza, riflettete e agite seguendo la vostra nuova identità – siete in Cristo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo, Paolo continua ad esporre l’azione del peccato su ogni aspetto della nostra vita (Col. 3:5–11). Se dobbiamo affrontare il peccato in maniera biblica, non dobbiamo commettere l’errore di pensare che possiamo limitare il nostro attacco ad una singola area di fallimento riscontrata nella nostra vita. Il peccato va affrontato nella sua totalità. Questo è il motivo che spinge San Paolo a spaziare dalle manifestazioni del peccato nella vita privata (v. 5), nella vita pubblica di ogni giorno (v. 8) e nella vita ecclesiastica (vv. 9-11; “reciprocamente,” “qui,” vale a dire, nella comunità ecclesiastica). Il confronto con la mortificazione è simile a quello con la dieta (anch’essa una forma di mortificazione!): una volta iniziata, scopriamo che esiste ogni genere di causa per la quale siamo sovrappeso. In realtà, ci stiamo confrontando con noi stessi, e non solamente con un controllo delle calorie. Sono io il problema, non le patatine! L’atto di mortificare il peccato rappresenta un cambiamento radicale della nostra vita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terzo, l’esposizione di San Paolo ci fornisce una guida pratica per mortificare il peccato. A volte è come se Paolo si limitasse ad esortare (“Mettere a morte…,” 3:5) senza fornire un aiuto “pratico” per rispondere alle nostre domande sul “come?”. Al giorno d’oggi, spesso i cristiani si recano da San Paolo per chiedere consiglio su cosa fare e dopo vanno alla biblioteca cristiana locale per scoprire come mettere in pratica i suggerimenti! Perché questa biforcazione? Probabilmente perchè non ci fermiamo a riflettere abbastanza a lungo su quello che dice San Paolo. Non facciamo delle riflessioni profonde sulle Sacre Scritture. Perché, singolarmente, ogni volta che San Paolo pronuncia una esortazione, la guarnisce con una serie di suggerimenti su come metterla in pratica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto ciò è vero, non vi è alcun dubbio. Notate come questo passaggio aiuta a rispondere alla domanda sul “come?”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Imparate a riconoscere il peccato per quello che è realmente. Dite pane al pane (e vino al vino) – chiamatelo “immoralità sessuale”, non “sono stato lievemente tentato”; chiamatelo “impurità”, non “Sto lottando contro il mio stile di vita”; chiamatelo “desiderio peccaminoso, cioè idolatria,” non “Credo proprio di dover riordinare meglio le mie priorità.” Questo schema attraversa la sezione proposta per intero. È incredibile la potenza con la quale esso smaschera l’illusione che ci attanagliava – e ci aiuta a smascherare il peccato che si nasconde negli angoli più reconditi dei nostri cuori! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Guardate il peccato per quello che è realmente in presenza di Dio. “A tal proposito, la collera di Dio si avvicina” (3:6). I maestri della vita spirituale hanno detto di trascinare le nostre bramosie (le quali danno calci e gridano, come se fossero reali) davanti alla croce, davanti a un Cristo che può placare l’ira. Il mio peccato mi porta – non a un piacere duraturo – soltanto a dispiacere il sacro divino. Osservate la vera natura del vostro peccato sotto la luce della sua punizione. Con troppa facilità pensiamo che il peccato sia meno grave tra i cristiani piuttosto che tra i non-credenti: “Sono assolto, vero?” Non se perseveri nel peccato (1 Giovanni 3:9)! Adotta una visione pura del peccato e prova vergogna per quello in cui sei incappato una volta (Col. 3:7; confronta Rom. 6:21). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Riconoscete l’inconsistenza del vostro peccato. Fate uscire il “vecchio uomo,” e fate entrare il “nuovo” (3:9-10). Non siete più l’ “uomo vecchio”. La vostra identità “in Adamo” non esiste più. Il vecchio uomo è stato “crocifisso insieme a Lui [Cristo] affinchè il corpo del peccato [probabilmente “la vita nel corpo dominato dal peccato”] potesse essere condotto verso il nulla, così non saremmo più stati schiavi del peccato” (Rom. 6:6). Gli uomini nuovi vivono una nuova vita. Qualsiasi cosa che risulti meno importante di questo fatto è una contraddizione della propria identità “in Cristo.” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. Mettete a morte il peccato (Col. 3:5). È “facile” sia a dirsi che a farsi. Rifiutatelo, affamatelo e respingetelo. Non potete “mortificare” il peccato senza provare dolore per l’uccisione. Non c’è altro modo! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, notate che San Paolo inserisce il suddetto percorso in un contesto molto importante e più ampio. L’ingrato compito di mettere a morte il peccato non sarà portato a termine finchè il richiamo positivo del Vangelo, che ci chiede di “far entrare” il Signore Gesù Cristo nella nostra vita, non verrà ascoltato. San Paolo spiega questo concetto nei dettagli nelle letture dei Colossiani 3:12-17. Il limitarsi a dare una spazzata alla casa (il nostro corpo) lascia la porta del nostro cuore aperta ad un’altra invasione del peccato. Ma se capiamo il principio del “glorioso scambio” riportato nel Vangelo della grazia, allora possiamo cominciare a fare qualche significativo progresso nel cammino verso la santità. Quando i desideri e le abitudini peccaminose non vengono semplicemente rigettati, ma scambiati con grazie simili a quelle di Cristo (3:12) e con azioni (3:13); quando siamo rivestiti dell’indole di Cristo e le Sue grazie sono tenute insieme dall’amore (v. 14), non soltanto nella nostra vita privata ma anche all’interno della comunità ecclesiastica (vv. 12-16), il nome di Cristo e la gloria si manifestano e vengono esaltate dentro e tra di noi (3:17). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi sono alcuni degli argomenti di cui abbiamo discusso il mio amico ed io in quella notte memorabile. Non abbiamo avuto modo di rincontrarci per domandarci a vicenda “Come va?” perchè è stata la nostra ultima conversazione: il mio amico è morto alcuni mesi dopo. Spesso mi sono chiesto come ha vissuto i mesi che hanno separato la nostra ultima conversazione dalla sua morte. Ma il fervido interesse personale e pastorale per il suo quesito riecheggia ancora nella mia mente. Hanno avuto un effetto simile a quello che Charles Simeon ha espresso a parole dopo avere visto il ritratto del grande Henry Martyn che adorava di più: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Non gingillarti!”&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pcain</name></author>	</entry>

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